"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)
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lunedì 27 settembre 2021

MANERA: "SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE DEMOCRATICA E TRASVERSALE"??


Il Comune di Treviso si fa un gran vanto circa la partecipazione al GREEN LEAF AWARD ed alla terza posizione che è stata riconosciuta e l’assessore Manera in un’intervista parla di “sostenibilità ambientale democratica e trasversale”, concetto che lascia più di qualche dubbio sul reale significato delle parole.

Nella sua spiegazione del concetto, l’assessore cita la raccolta differenziata, merito dei cittadini oltre ai lavori per le fognature e alle ordinanze antismog non osteggiate dagli stessi e persino all’assunzione di un tecnico forestale.

Penso di non capire, ma ricordo che:

·       la raccolta differenziata è partita nel Comune di Treviso con circa 10-15 anni di ritardo proprio per le resistenze dei “padri nobili” della Lega, mentre i Comuni della cintura erano già molto avanti;

·       fognature e limitazioni del traffico dei veicoli più inquinanti sono obblighi di legge per cui paghiamo già multe comunitarie

·       l’assunzione di un tecnico forestale nulla dice sulla politica reale di tutela del verde, né sul fatto che prima fosse tutto sbagliato, visto che, per esempio gli alberi di via Cesare Battisti non pericolanti proprio per interventi sulle radici dei soliti “padri  nobili leghisti”.

Non capisco quindi veramente dove siano le politiche ambientali del Comune di Treviso e mi sarebbe sufficiente poter rivolgere all’Assessore Manera qualche domanda:

1)    è previsto un intervento strutturale per la pedonalizzazione del centro di Treviso e per la revisione del sistema PUT, che porta a 40mila veicoli al giorno attorno alle Mura, creando di fatto una cesura tra centro e periferia?

2)    come si inseriscono nell’ambito delle politiche per ridurre il consumo di suolo e l’uso di auto private le due nuove “mini grandi opere” (Terraglio est e IV lotto) che l’Amministrazione supporta nonostante sia acclarato che la costruzione di nuove strade non sono MAI passi verso la sostenibilità ambientale? Oltre tutto dopo aver costruito con il mitico Luca 92 km di superstrada per ora pressochè vuoti..

3)    Come si giustifica l’ampliamento dell’aeroporto Canova e della zona commerciale adiacente con la tutela dei cittadini di Quinto e Treviso e del fiume Sile?

4)    Come si coniuga la “sostenibilità ambientale democratica e trasversale” con l’insieme di poli logistici e centri commerciali che appestano Treviso e dintorni? Il Piano Casa Veneto è stata una legge “sostenibile”?

5)    E difficile misurare gli interventi per il verde solo attaccando il precedente consulente forestale a favore di quello attuale senza capire quale sia la strategia: riforestazione di 18 aree? Ma nel totale c’è un aumento o una diminuzione del patrimonio arboreo? La strategia ambientale è quella del noto Parco del Sile che convive beatamente con un aeroporto senza farsi mai problemi?

So che non arriverò mai ad avere delle risposte e meno che mai un dibattito sereno su questi temi perché la politica ambientale dell’Amministrazione esiste solo sui social, non accetta alcun confronto ed al massimo interviene con i singoli comitati (divide et impera) per mitigare (meritoriamente) progetti gestiti a caso dalla precedente amministrazione (vedi Piazza Martiri Belfiore).

Se l’idea è fare una FONDAZIONE con MOM, ATS e Contarina oltre ai “famosi” portatori di interesse (gli industriali? i cavatori? le ditte edili stradali?) non mi pare nulla di nuovo, né di particolarmente democratico e trasversale, visto che si evita di parlare di associazioni, privilegiando i rapporti diretti.

Ma si sa: non si vogliono interlocutori che pongono problemi, bisogna essere collaborativi cioè dire Signorsì….

Significativo che per fare politica ambientali a Treviso non si consideri per nulla ENTE PARCO NATURALE DEL FIUME SILE, a dimostrazione che tale Ente non serve per l’ambiente.

Sottolineo comunque che:

·       MOM, ATS e CONTARINA sono enti controllati dal Comune o dal partito e gestiti  con nomine partitiche e competenze tecniche “perenni” come nel caso di ATS, dove ci sono persone che sono sulla medesima poltrona da decenni

·       non esiste alcun documento della Lega (nazionale, padana, veneta o trevigiana) dove sia spiegata, in teoria, l’idea di sviluppo sostenibile del partito e delle amministrazioni venete o trevigiane. Tanto per capire…

Le operazioni di TINTEGGIATURA DI VERDE sono operazioni bellissime ed è stupefacente che nessuno alzi la mano per dirlo.

martedì 3 agosto 2021

SILE: FAR FINTA DI AGIRE

La cosa peggiore di fronte ad un problema reale, dopo la negazione, è il perdere tempo alla ricerca di dati scientifici che già esistono e sprecare soldi o energie invece di fare azioni concrete e non ancora a studi e monitoraggi.

So già che gli esperti mi diranno che senza dati precisi ed aggiornati non saremo in grado di pianificare e programmare “la strategia di mitigazione”, ma la mia replica è secca: 40 anni sono passati dall’istituzione dell’Ente Parco Regionale del Fiume Sile, che ha come scopo principale, indicato con precisione all’art.2 della LR 8/91, quello di:

a)      la protezione del suolo e del sottosuolo, della flora, della fauna, dell'acqua;

b)      la protezione e la valorizzazione del bacino idrografico nella sua funzione di risorsa
idropotabile;

ed oggi siamo ancora a fare studi e monitoraggi??

 E’ lodevole che ATS si accordi con l’Università di Padova per utilizzare (a gratis?) una dottoranda che farà una tesi, ma siamo quasi al “green washing” puro perché non si aggiungerà nulla a quanto già si sa ed è stato, nuovamente e recentemente, denunciato da Legambiente.

Bizzarro che ATS si rivolga ad un professore che insegna “Costruzioni idrauliche” a Padova, quando esiste Ca’ Foscari ha una convenzione per il depuratore di Sant’Antonino, una facoltà di “Scienze ambientali” ed un gruppo di chimica analitica che fa ricerca anche in Antartide…

Non saranno le solite simpatie/antipatie a governare le scelte dei nostri baldi amministratori di ATS? Lascio ai giornalisti l’indagine…

 Ricordo che l’Ente Parco Sile ha appena terminato un progetto europeo denominato “SILIFFE”, dove sono stati variamente spesi oltre 3 milioni di euro di fondi europei per stabilire le condizioni del fiume Sile, usando l’Indice di Funzionalità Fluviale dell’APPA di Trento lungo tutto il corso.

I risultati che anche ATS e Comune di Treviso possono consultare sono disponibili sul sito

http://www.lifesiliffe.it/pdf/Pubblicazione_finale.pdf

Per schemi sulla relazione finale di dice che:

    


   

  

Oltre tutto basterebbe chiedere ai concessionari lungo il corso del fiume o a pescatori veri, per esempio al consigliere comunale Giorgio Marangon, di dare un giudizio “a vista” e si capirebbe che, in molte zone la situazione non è rosea…, ma lo vede chiunque abbia gli occhi.


 


 

 


 Non servono grandi analisi sapere che i problemi sono:

  • ·       scarsità o inefficienza della rete fognaria 
  • ·       eccesso di fertilizzanti e pesticidi usati in agricoltura e dilavati 
  • ·       presenza di piscicolture intensive in alveo 
  • ·       presenza di insediamenti impattanti quali aeroporto praticamente con la pista in alveo 
  • ·       interramento delle risorgive e spostamento della linea delle risorgive a causa dei prelievi idrici abusivi ed intensivi 
  • ·       carenza di fasce boscate 
  • ·       eccesso di uso di prodotti chimici velenosi (detergenti che eliminano i batteri al 99%, interferenti endocrini, cocaina, etc…) che sono stati variamente rilevati

Non una sola azione concreta di mitigazione è stata fatta dall’inutile Ente Parco Sile, dai Comuni rivieraschi e dalla Regione, visto che:

·       la rete fognaria storica è un colabrodo che porta acque parassite in depuratore, mentre si pensa ad intervenire sul centro storico,  dove risiede il 10% dei trevigiani, con una spesa enorme, ma …… molto visibile sui media per le prossime elezioni

  • ·       nessuna riconversione biologica obbligatoria dei terreni, almeno limitrofi al fiume Sile, è stata incentivata 
  • ·       nessuna piscicoltura è stata chiusa o spostata pur essendo gli effetti a valle delle stesse evidenti: c’è la morte nel fiume… 
  • ·       l’aeroporto andrà a crescere con le lucine della pista fino in acqua, come sempre 
  • ·       la risorgiva delle Fontanelle a Monigo è stata di fatto privatizzata con il consenso del Comune, che ha promesso di intervenire per una valorizzazione

Fanno quindi sorridere le dichiarazioni dell’assessore Manera, che dice che l’Amministrazione non è sorda ai problemi ambientali…. 

Ripeto, oggi, la problematica ambientale non può più essere elusa come 10 anni quando l’ex presidente Pettenà ci definiva (in consiglio Ente Parco) come “eco-terroristi”, perché il tema ambientale è sotto gli occhi e le teste di tutti, visti i chicchi di grandine grossi come mele che cadono sul glera: c’è una svolta “green” anche dei partiti al governo. 

Il problema è che la svolta “green” si ferma alle parole perché NESSUNA AZIONE viene messa in campo, soprattutto se deve andare a toccare interessi concreti dei cittadini elettori.

A casa mia si chiama “far finta de far ch’elcossa….”: zè mejo gnente, ma forse zè mejo gnente...