lunedì 29 novembre 2010
domenica 28 novembre 2010
"Il regime dei padroni" di Giorgio Cremaschi - 30-11-2010 Conegliano
Conegliano - Presentazione del libro e serata dibattito con l'autore
A poco più di un mese dalla grande manifestazione della FIOM del 16 ottobre quella piazza aspetta ancora una risposta. Come si risponde ai trecento mila posti di lavoro che vengono soppressi nella pubblica amministrazione, alla cancellazione dei diritti, al varo della legge sul collegato lavoro, all’arroganza di Marchionne, alla condizione dei precari, ai lavoratori stranieri trattati come schiavi, ai salari e pensioni da fame, alla riforma Gelmini della scuola e dell’Università che distruggerà borse di studio, servizi agli studenti e ricerca universitaria, consegnata, insieme alla didattica, al controllo dei privati.
Marcegaglia, Camusso, Bonanni, Angeletti e Governo una risposta ce l’hanno: un Patto Sociale che regala soldi alla Confindustria e cerca di chiudere per sempre la stagione delle lotte e degli scioperi.
La nostra risposta è una mobilitazione generale e straordinaria contro questa crisi globale sempre più strutturale che sta diventando il pretesto per rendere la precarietà l’unica forma possibile nei rapporti di lavoro e in tutti gli aspetti della vita sociale quotidiana.
La nostra risposta è la costruzione di reti che mettano in comunicazione soggetti associativi, sindacali e di movimento in modo da tenere insieme la difesa del salario con la capacità di garantire autonomia di scelta alle persone costruendo un welfare universale.
La crisi produce paura, individualismo, divisione e frammentazione dei soggetti sociali e produttivi, da parte nostra il Comitato Superamento Crisi Conegliano cerca di ricomporre laddove veniamo divisi, costruendo un percorso comune, unendo lotte anche diverse fra loro, ancor di più dopo la grande giornata del 16 ottobre. Anche nel coneglianese cercheremo di unire la determinazione dei metalmeccanici alle lotte di studenti, precari, movimenti sui beni comuni. Porteremo anche a Conegliano il dibattito sullo sciopero generale, che il Comitato ritiene uno strumento decisivo per la ricomposizione e generalizzazione delle lotte, non uno sciopero simbolico ma uno sciopero ad oltranza, generale e generalizzato che blocchi l’intero paese.
Un prezioso momento di dibattito pensiamo possa nascere anche in occasione della presentazione dell’ultimo libro del compagno Giorgio Cremaschi che abbiamo organizzato il 30 novembre alle ore ventuno a Conegliano presso l’Auditorium Dina Orsi, alla quale invitiamo tutta la cittadinanza.
A poco più di un mese dalla grande manifestazione della FIOM del 16 ottobre quella piazza aspetta ancora una risposta. Come si risponde ai trecento mila posti di lavoro che vengono soppressi nella pubblica amministrazione, alla cancellazione dei diritti, al varo della legge sul collegato lavoro, all’arroganza di Marchionne, alla condizione dei precari, ai lavoratori stranieri trattati come schiavi, ai salari e pensioni da fame, alla riforma Gelmini della scuola e dell’Università che distruggerà borse di studio, servizi agli studenti e ricerca universitaria, consegnata, insieme alla didattica, al controllo dei privati.
Marcegaglia, Camusso, Bonanni, Angeletti e Governo una risposta ce l’hanno: un Patto Sociale che regala soldi alla Confindustria e cerca di chiudere per sempre la stagione delle lotte e degli scioperi.
La nostra risposta è una mobilitazione generale e straordinaria contro questa crisi globale sempre più strutturale che sta diventando il pretesto per rendere la precarietà l’unica forma possibile nei rapporti di lavoro e in tutti gli aspetti della vita sociale quotidiana.
La nostra risposta è la costruzione di reti che mettano in comunicazione soggetti associativi, sindacali e di movimento in modo da tenere insieme la difesa del salario con la capacità di garantire autonomia di scelta alle persone costruendo un welfare universale.
La crisi produce paura, individualismo, divisione e frammentazione dei soggetti sociali e produttivi, da parte nostra il Comitato Superamento Crisi Conegliano cerca di ricomporre laddove veniamo divisi, costruendo un percorso comune, unendo lotte anche diverse fra loro, ancor di più dopo la grande giornata del 16 ottobre. Anche nel coneglianese cercheremo di unire la determinazione dei metalmeccanici alle lotte di studenti, precari, movimenti sui beni comuni. Porteremo anche a Conegliano il dibattito sullo sciopero generale, che il Comitato ritiene uno strumento decisivo per la ricomposizione e generalizzazione delle lotte, non uno sciopero simbolico ma uno sciopero ad oltranza, generale e generalizzato che blocchi l’intero paese.
Un prezioso momento di dibattito pensiamo possa nascere anche in occasione della presentazione dell’ultimo libro del compagno Giorgio Cremaschi che abbiamo organizzato il 30 novembre alle ore ventuno a Conegliano presso l’Auditorium Dina Orsi, alla quale invitiamo tutta la cittadinanza.
TERRAGLIO EST: RESOCONTO INCONTRO ARTIGIANI
Ecco una sintesi di quanto detto nella riunione presso Artigiani Treviso il 25-11-2010 sull'argomento viabilità ed in particolare TERRAGLIO EST.
In rosso i miei commenti...
I lavori del primo stralcio del Terraglio Est partiranno presto (ma presto cosa significa?).
Sono una esigenza inderogabile per gli artigiani e le ditte che operano nell'area industriale di Dosson, la seconda per grandezza della Provincia di Treviso. E tutti ci troviamo più o meno d'accordo.
L'importo totale di circa 60 milioni per l'intero tratto è una cifra difficile da coprire, e c'è la complessità del tracciato da Dosson alla tangenziale sud di TV.
Uno degli scopi da raggiungere è la liberazione sempre crescente del traffico dal "boulevard delle ville" del Terraglio, esigenza molto sentita dall'amministrazione di Preganziol.
Toccato anche il tema di Fondazione CassaMarca e dell'investimento su Villa Franchetti, nonché, soprattutto, sull'area ex-Secco e sull'area (ex-) agricola dietro il Parco e in territorio del comune di Casier: si è così sottolineata l'opportunità di una rete viaria di supporto a carico di Fondazione e
integrabile con TE, a maggior ragione prospettandosi nuove edificazioni e addirittura un auditorium da 2-3.000 posti.
In questa direzione è anche stata sollevata l'attenzione sugli effetti pressoché certi sulla viabilità di centro e zone limitrofe di Dosson. E' chiaro, infatti, che non appena si realizzerà il primo tratto del TE con sfogo diretto al nuovo casello di Preganziol, se da un lato si otterrà un volume di traffico pesante nettamente inferiore, dall'altro ciò costituirà un richiamo irresistibile per il traffico delle auto.
La sola apertura del casello suddetto ha già sconvolto, moltiplicandolo, il traffico leggero che passa per il centro di Dosson. Il perché è presto detto: provenendo da Treviso, e già quindi evitando il Terraglio, attraverso le vie Zermanese, Moro, de Pieri, Fermi, Santi, Collegio, Peschiere, addirittura Buel de l'Ovo e così via, si va verso il casello e quindi il Passante di Mestre.
(Non a caso, i primi, anche ante-Passante, a scoprire il trucco sono stati i professionisti, cioè i tassisti di Treviso, che da tempo passano per Dosson per raggiungere l'aeroporto di Tessera).
A questo punto, varato il primo stralcio del TE, sarà intasamento.
Il Presidente della Provincia Muraro allarga le braccia e dice che non è legalmente possibile vietare alle auto l'accesso al TE da Dosson, e che comunque - pia illusione - la presenza di molte rotonde sul tracciato avrà un effetto di dissuasione.
Ma anche che "Villa Franchetti" e "Terraglio Est" sono due entità distinte...
Il tema non è questione di lana caprina e chi la sottovaluterà, nella semi-perenne campagna elettorale che ci contraddistingue (a primavera prossima, per dire, proprio le Provinciali di Treviso) potrebbe e dovrebbe pagarne le conseguenze...
Piu' strade piu' auto.... piu' auto piu' strade... è difficile dire che una strada risolverà i problemi di un'urbanizzazione scriteriata.
Sicuramente una nuova strada renderà edificabili nuovi terreni e ci saranno furbetti che faranno affari comprando terreni agricoli per poi farli diventare edificabili..
In rosso i miei commenti...
I lavori del primo stralcio del Terraglio Est partiranno presto (ma presto cosa significa?).
Sono una esigenza inderogabile per gli artigiani e le ditte che operano nell'area industriale di Dosson, la seconda per grandezza della Provincia di Treviso. E tutti ci troviamo più o meno d'accordo.
L'importo totale di circa 60 milioni per l'intero tratto è una cifra difficile da coprire, e c'è la complessità del tracciato da Dosson alla tangenziale sud di TV.
Uno degli scopi da raggiungere è la liberazione sempre crescente del traffico dal "boulevard delle ville" del Terraglio, esigenza molto sentita dall'amministrazione di Preganziol.
Toccato anche il tema di Fondazione CassaMarca e dell'investimento su Villa Franchetti, nonché, soprattutto, sull'area ex-Secco e sull'area (ex-) agricola dietro il Parco e in territorio del comune di Casier: si è così sottolineata l'opportunità di una rete viaria di supporto a carico di Fondazione e
integrabile con TE, a maggior ragione prospettandosi nuove edificazioni e addirittura un auditorium da 2-3.000 posti.
In questa direzione è anche stata sollevata l'attenzione sugli effetti pressoché certi sulla viabilità di centro e zone limitrofe di Dosson. E' chiaro, infatti, che non appena si realizzerà il primo tratto del TE con sfogo diretto al nuovo casello di Preganziol, se da un lato si otterrà un volume di traffico pesante nettamente inferiore, dall'altro ciò costituirà un richiamo irresistibile per il traffico delle auto.
La sola apertura del casello suddetto ha già sconvolto, moltiplicandolo, il traffico leggero che passa per il centro di Dosson. Il perché è presto detto: provenendo da Treviso, e già quindi evitando il Terraglio, attraverso le vie Zermanese, Moro, de Pieri, Fermi, Santi, Collegio, Peschiere, addirittura Buel de l'Ovo e così via, si va verso il casello e quindi il Passante di Mestre.
(Non a caso, i primi, anche ante-Passante, a scoprire il trucco sono stati i professionisti, cioè i tassisti di Treviso, che da tempo passano per Dosson per raggiungere l'aeroporto di Tessera).
A questo punto, varato il primo stralcio del TE, sarà intasamento.
Il Presidente della Provincia Muraro allarga le braccia e dice che non è legalmente possibile vietare alle auto l'accesso al TE da Dosson, e che comunque - pia illusione - la presenza di molte rotonde sul tracciato avrà un effetto di dissuasione.
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| Muraro: al massimo allarga le braccia!! |
Il tema non è questione di lana caprina e chi la sottovaluterà, nella semi-perenne campagna elettorale che ci contraddistingue (a primavera prossima, per dire, proprio le Provinciali di Treviso) potrebbe e dovrebbe pagarne le conseguenze...
Piu' strade piu' auto.... piu' auto piu' strade... è difficile dire che una strada risolverà i problemi di un'urbanizzazione scriteriata.
Sicuramente una nuova strada renderà edificabili nuovi terreni e ci saranno furbetti che faranno affari comprando terreni agricoli per poi farli diventare edificabili..
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