"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)
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domenica 3 luglio 2016

I MAGREDI DEL CELLINA-MEDUNA

 
Nel mesi di maggio  Mauro Caldana ha contribuito alla realizzazione di un video sui  
La sua partecipazione è stata assolutamente gratuita. L'unica ambizione che lo ha animato nel rendersi disponibile è quella di cercare di coinvolgere una grossa catena di supermercati a favore di un progetto naturalistico, del quale spera potervi parlare in futuro. 
Il successo di queste forme di diffusioni dipende, ahimè, anche dal numero di persone che lo cliccheranno. 
Per cortesia, per quanto possibile, cliccatelo e fatelo cliccare. Sono solo pochi minuti da visionare, per lui però son stati quasi 4 giorni di lavoro.

Potete visionarlo cliccando qui:  https://youtu.be/wQZeQ31NVQY
 

giovedì 2 giugno 2016

BUON COMPLEANNO, PENDOLINO!

Un'associazione culturale che si occupa di educazione ambientale e che compie 25 anni è un grande successo.
Andate a vedere... a Noventa!

lunedì 25 maggio 2015

FLORA E FAUNA DELLA PIANURA VENETA ORIENTALE n.17 - venerdì 29-5

Piuttosto che un vuoto dibattito politico dove non dicono nulla, meglio andare a vedere cosa ci resta come flora e fauna in pianura orientale.
Le "bestie" sono altre...

sabato 24 agosto 2013

I CERVI DEL CANSIGLIO secondo Ass. Naturalistica Sandonatese

Quello che riporto è la sintesi del parere tecnico dell'Associazione Naturalistica Sandonatese che ha il pregio della chiarezza e di una presa di posizione chiara. Non si tratta di una battaglia di religione, nè di una questione tra l'abbatitore di Verona e lo sterilizzatore di San Vendemmiano, ma di una questione da affrontare e gestire con argomenti e motivi.
 
Questo è quanto scrive Michele Zanetti, Presidente dell'Associazione Naturalistica Sandonatese:
"Eccomi qui, allora, a dire la mia sulla spinosa (e per molti versi banale) questione dei cervi del Cansiglio. Lo scontro nasce dal loro presunto sovrannumero in rapporto alla “portanza” della foresta: dove il termine “portanza” significa capacità dell’ambiente forestale di tollerare il prelievo alimentare degli stessi cervi, rigenerandosi senza subire la compromissione dei propri dispositivi ecosistemici.

A contrapporsi sono, in questo caso e come sempre, gli animalisti, i movimenti di opinione e le associazioni ambientaliste (quelli che un tempo venivano genericamente raggruppati nel cosiddetto “arcipelago verde”), gli amministratori regionali e locali e le associazioni venatorie. 
I primi a sostenere che i cervi hanno diritto a vivere indisturbati, magari senza più riprodursi (si propone di castrarli chimicamente!!!); i secondi a sostenere che è necessario “prelevarne un certo numero”, ovvero abbattere i soggetti ritenuti eccedenti rispetto alla portanza della foresta.

Lo scontro nasce da un atteggiamento negligente e colpevole degli enti pubblici competenti, protrattosi per alcuni decenni. 
Nel momento stesso in cui alcune decine di cervi fuggirono dai recinti in cui erano trattenuti e si dispersero nella foresta del Cansiglio, era evidente a chiunque si occupi di questa materia, che nel volgere di pochi decenni i cervi sarebbero diventati migliaia. Per una ragione semplicissima: perché l’habitat forestale è il loro habitat elettivo e perché non avevano (e non hanno) predatori naturali.
Per decenni, dunque, si è finto di ignorare il problema, salvo scoprire alla fine che i cervi “erano troppi” e che andavano abbattuti a centinaia.

Nel frattempo però è cresciuta anche la sensibilità del cittadino comune: di colui cioè che si forma una cultura faunistica leggendo quotidianamente il Gazzettino o la Nuova e che, nel momento in cui il problema si presenta, si schiera ovviamente dalla parte degli animalisti per salvare i “poveri cervi”.

Se si volesse a questo punto semplificare, basterebbe chiedere a questi cittadini (che forse non sono la maggioranza, ma tanto la maggioranza nel Veneto è sempre silenziosa e non conta nulla) se sono più importanti i cervi o la foresta. Ma cosa c’entra, dirà qualcuno: sono importanti tutti e due! Anzi, a questo punto che foresta sarebbe senza la bellezza dei cervi?

Certo, è così, ma di mezzo c’è ancora la “portanza”: se i cervi aumentano eccessivamente di numero, infatti, si mangiano la foresta e allora addio cervi e addio foresta.
Anche perché pochissimi sanno che una popolazione di cervi in buona salute (e questa pare lo sia), cresce numericamente del 25% l’anno circa. Sarebbe a dire che 1000 cervi presenti nel 2013, l’anno successivo diventano 1250.

Qual è la soluzione allora? Non certo la sterilizzazione: fa venire i brividi soltanto a pensare ai costi (per gli uomini e per i cervi) e lascia stupiti che a proporla siano proprio gli animalisti. 
Evidentemente non sanno che la prima, la più importante e ineludibile delle missioni che la vita ha affidato ai cervi è proprio quella di riprodursi (esattamente come agli umani). Non è bastato il fallimento cui si è assistito con i colombi di Venezia: ora lo si ripropone per i cervi!

La soluzione, lo si voglia o no, giunti a questo punto è quella dell’abbattimento selettivo.
Lo si vuole fare con i lupi? Bene, aspettiamo che arrivino: ci vuole un po’ di pazienza (dieci anni, vent’anni?) e intanto i cervi continueranno ad aumentare. 
Lo si vuole fare con i fucili? Basta che sia fatto con criteri scientifici e sotto controllo del personale addetto alla gestione della fauna selvatica. Il che significa cominciare dai vecchi, dai malformati, dai malati e poi via via tutti gli altri.
Così è sempre accaduto nella storia delle relazioni tra uomo e animali selvatici. Con la differenza che un tempo i cervi li si uccideva per mangiare; ora lo si deve fare per salvare il Cansiglio e gli stessi suoi, bellissimi cervi. Il che non esclude, comunque, che i cervi abbattuti possano rifornire le mense degli ospizi, dei poveri, degli asili e degli ospedali.

A questo punto aggiungo io, la carne dei cervi rifornisca anche i ristoranti della zona ed è fatta..
Sottolineo ancora una volta che se la Regione Veneto si affidasse a consulenti seri, i problemi si affronterebbero prima e con criteri sensati senza arrivare alla drammatizzazione che certamente fa gioco a qualcuno. Discorsi troppo difficili per l'italico popolo...