"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)
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venerdì 20 agosto 2021

PIANTARE O TAGLIARE ALBERI?

Il fortunale che si è abbattuto con limitate conseguenze sulla marca trevigiana fa nascere la solita querelle tra chi vuole tagliare gli alberi e chi pensa che gli alberi siano una risorsa essenziale.

Se poi dovessimo fare una previsione sul nostro futuro di lungo periodo in base alle competenze ed intelligenza ambientale dei nostri politici, lo scenario sarebbe (anzi, è) allarmante, perchè nulla uccide più dell'ignoranza.

Sentire dichiarazione di Sindaci, come quella di Paese, che promettono tagli di alberi a gogò per la tutela della pubblica incolumità, preoccupa perchè la loro vera paura è solo la possibilità di essere chiamati in causa in caso di incidente per caduta albero. 

Suggerisco un modo semplice ed indolore per risolvere il loro problema: si dimettano!

Il capofila di coloro che parlano "con voce dal sen fuggita" è il collega ingegnere, che, non si sa per quale caso fortuito, da anni è assessore all'ambiente in Regione Veneto che ieri dichiarava:

Nel momento in cui altri, (vedi Mancuco) suggeriscono strategie di impianto di MILLE MILIARDI DI ALBERI, Lui, l'Attila del Bellunese, vede la "salvezza" nel taglio delle piante. 

Vedete voi in che mani vi siete messi.


 E' proprio vero che manca una visione globale delle questione ambientale.

E' altrettanto vero che l'ing. Bottacin e a giunta Zaia ben rappresentano il popolo veneto e dimostrano che l'assessorato all'ambiente non vale veramente nulla in Veneto. Mica hanno messo il prode Bottacin alla Sanità o alle Infrastrutture...


mercoledì 9 maggio 2018

NIMBY DI PIAZZA VITTORIA

Pubblico una corrispondenza tra il sottoscritto ed il dott. Lentini, promotore del Comitato per la Salvaguardia di Piazza Vittoria dal parcheggio con tra piani interrati che gli scellerati Genty e Gobbo volevano fare.
Treviso ha subìto un danno valutabile in circa 1 milione di euro per il contratto incautamente firmato e per il quale sarebbe stata opportuna una chiara azione di rivalsa da parte della Giunta Manildo nel 2013.

L'alternativa pensata dai geni è quella di fare un interrato all'ex Pattinodromo con quella meraviglia di parcheggi taglia-alberi in zona Lancieri di Novara.
NON C'E' PROPRIO NULLA DA FESTEGGIARE. ALMENO PER NOI

****************
Egr. Dott. Lentini
sappiamo che è stato scongiurato il parcheggio interrato in Piazza Vittoria, ma in cambio ci sarà un parcheggio interrato all'ex Pattinodromo che distruggerà il muro di controscarma della Mura cinquecentesche di Frà Giocondo.
Non mi pare ci sia nulla da festeggiare.
per ITALIA NOSTRA TREVISO
il presidente Romeo Scarpa



On 09/05/2018 04:53, Giuseppe Lentini wrote:
Ho il piacere di informarvi che, in qualità di responsabile del Comitato di difesa di Piazza Vittoria, ho convocato per lunedì 14 maggio prossimo, alle ore 18,00, l'assemblea degli associati per deliberare lo scioglimento dell'associazione, essendo stato felicemente raggiunto il nostro obiettivo e quindi esaurito il nostro compito.
L'assemblea si terrà nella sala verde del Comune gentilmente concessaci dal signor Sindaco.
In ricordo delle battaglie che abbiamo sostenuto con il vostro appoggio non solo morale ho ritenuto informarvi e invitarvi a presenziare a questo evento. Sarò personalmente assai lieto di potervi incontrare in questa circostanza. Grazie.

domenica 13 agosto 2017

PINI VIA BATTISTI: ANCHE ITALIA NOSTRA E' PER IL TAGLIO


 La nostra posizione è che i pini marittimi vanno abbattuti perchè sono irrecuperabili

 ma non per cause misteriore ma perchè sono stati maltrattati in modo insensato.

Gentilini parla di potarli, ma sono stati minati alla base dei suoi schierani. La giunta Manilòdo ha dormito lasciando che ora il problema esplodesse, mentre era più serio affrontarlo per tempo per evitare di dover spogliare il viale.

Sul verde si gioca una partita diversa e più ampia.



giovedì 10 agosto 2017

I PINI MARITTIMI? SANNO TUTTO E FANNO FINTA

La verità a Treviso non si può dire perchè imporrebbe di assumersi colpe di scelte non fatte. E' più semplice dare la colpa alle radice dei pini che cercano l'acqua e "scassinano" le tubature dell'acquedotto o (più probabilmente) delle piovane.

Fosse per l'ex assessore Basso di potrebbero piantare alberi di plastica che hanno bisogno di poca manutenzione, ma prima deve metterli a casa sua così vediamo come stanno.

mercoledì 9 agosto 2017

MEZZE VERITA' SUI PINI DI VIA BATTISTI

Che i pini di viale Cesare Battisti non siano in forma e non abbiano una grande stabilità è noto quasi a tutti dal almeno 5 anni ed è forse solo un miracolo che non si sia schiantata qualche altra pianta.
Ora il problema riemerge..... e si affida una perizia specialistica che si potrebbe anche risparmiare se si guardassero gli archivi fotografici del Settore Lavori Pubblici e se l'ex assessore Basso spiegasse cosa ordinava il suo capo (Genty) al settore parallelo dei Lavori Pubblici che lavorava per lui a servizio dei cittadini.

Si narra che in un momento di queste estiva, prima delle elezioni 2013, si diede ordine di rifare i marciapiedi pieni di gobbe antiestetiche e arrivarono le "truppe cammellate" di Genty che fresarono asfalto e radici.
Se qualcuno non lo sa, nulla è peggiore di un intervento sull'apparto radicale che fresi le radici per riportare e livello l'asfalto.
Colpa della natura o dell'uomo? Perchè non si possono verificare queste cose e far pagare ai responsabili i danni fatti? Direi che i danni fatti sono doppi: uno si sono usati soldi pubblici per fare marciapiedi a scopo elettorale e si sono danneggiati i pini...

Il verde diventa sempre più un terreno di scontro e non tutti i colpi sono sopra la cintola visti gliinteressi in gioco: 2 milioni di euro per 12 anni...


sabato 5 agosto 2017

ESTREMISMO AMBIENTALE: IL CANCRO E' CANCRO

A Treviso di solito non ci si ribella nemmeno se ti fottono un patrimonio da 1 miliardo di euro oppure se fanno ordinanze in preda al delirio, ma ogni tanto c'è un sussulto...
Peccato che sia per questioni sbagliate, visto che una delle poche certezze è che IL CANCRO COLORATO DEI PLATANI prevede interventi specifici chiaramente normati per evitare la diffusione del contagio.

Se tutti noi impegnassimo il nostr tempo per capire e per questioni più importanti (magari incatenarsi dentro un fosso senza acqua?) non sarebbe male..

Vedera anche http://italianostra-treviso.blogspot.it/2017/07/platani-sul-put-cosa-fare.html

domenica 23 luglio 2017

IL PARCO SILE CHIEDE DI PIANTARE ALBERI!!

Giuro che mi ero persa la NOTIZIA... l'Ente Parco Ciclabile del Sile manda un'osservazione al MInistero e chiede una mitigazione per il confinante aeroporto??

Direi incredibile... soprattutto considerando le autorizzazioni che hanno concesso per capitozzare alberi per la sicurezza del volo in passato..

EROI CHE FIUTANO CHE IL VENTO CAMBIA??

NON IMPORTA.... Dite al Fulvopettinaticus che siamo dalla stessa parte.

sabato 15 luglio 2017

PLATANI SUL PUT: COSA FARE?

Anch'io ho visto i grossi segni (croci o X?) che "segnano" dei grandi alberi sul PUT ed ho presunto, pur essendo "uno che capisce poco" (come pensano i geni del Parco Sile), ho immaginato una destino non positivo per queste piante.

Mi pare illusorio approfondire perchè il CANCRO COLORATO ha devastato il Terraglio che è ridotto all'ombra di se stesso, nonstante sia un viale VINCOLATO.
Ma il "cancro colorato" è solo una sfiga oppure c'entra con l'ambiente dove vivono le piante?
Ultimamente ho frequantato molto i Giardini della Biennale, dove ci sono dei giganti alti 40 metri, anche se l'ambiente lagunare non consente alle radici di andare molto a fondo vista la presenza dell'acqua salsa.. Lì mi sembrano in perfetta forma e troneggiano.

Questo per dire che certamente la folle percorrenza del PUT (40mila veicoli giorno) non aiuta, ma non aiuta nemmeno la manutenzione, se eseguita male, cioè con le precauzioni non adeguate come spesso ANAS o VENETO STRADE ha fatto sul Terraglio, nonostante le prescrizioni severe che ci sono per interventi su questi alberi "malati", il cui legno deve essere trattato in modo speciale con segnalazione ad uno specifico ente e procedure particolari.

Se faccio le potature senza un'adeguata disinfezione delle lame, il cancro colorato lo porto in giro...

Non credo ci sia nessuna speranza per i platani "segnati del PUT, ma l'assessore Gazzola dovrebbe sapere che ci sono delle alternative, visto che il suo super consulente ha sperimentato a Mogliano un diverso tipo di platano che resiste a questa malattia.
Basta solo procedere a mettere soldi nel cassetto di questo Assessorato e provvedere a reimpianti di albeti di questa essenza, senza pretendere di piantare piante esageratamente grandi e bonificando bene il contesto.

In questo ritengo utile che l'assessore Gazzola sia anche assessore all'Ambiente!
Propongo che una parte dei 14 milioni di euro siano destinati ad un fondo speciale per IMPIANTARE ALBERI programmando bene essenze e lavori: non è difficile ed anche su questo di giocherà la campagna elettorale 2018.

Per il resto mi risulta incomprensibile capire come una commercialista possa essere assessore all'Ambiente. Sarebbe un pò come mettere il sottoscritto al Bilancio...

venerdì 28 aprile 2017

PAROLE IN LIBERTA' .... POLVEROSE


Piantare alberi è un'attività meritoria se non altro perchè si dà lavoro agli agronomi ed ai forestali...

A perte le battute, crediamo che che siano persone che riportano fatti scientificamente non perfettamente comprovati, ma ce ne siamo molte altre (anzi alcune) che rispondono, per le rime, senza capire il ruolo che hanno, né i danni collaterali che fanno.
Pare che sia una “battaglia personale” tra il consulente del Comune Paolo Pietrobon ed un gruppo, sempre più nutrito di cittadini, che lo prendono a modello di novello Attila, senza che lui faccia nulla per limitare questi giudizi.

Poco ci interessa delle questioni personali dell'uno e degli altri, ma certamente come associazione guardiamo ai risultati di questo poco edificante dibattito, dove sostanzialmente il consulente del Comune dà degli incompetenti a tutti gli altri, con uan modalità poco “manildiana”!

L'attività di piantare alberi, dove si può e come si puà, meglio se nei posti giusti e di corretta essenza e una prassi da consolidare ed abbiamo dato merito persino al prosindaco Gentilini per il suo Bosco del Respiro.
Serviranno poco per le PM10? Non lo so e lascio il dibattito a chi ne sa più di me, ma servono certamente più di una filosofia centrata sull'automobile privata e.. su commenti in libertà, dove si creano attriti che non servono e creano “polveri” ben più tossiche di quelle sottili.

Certe volte stare in silenzio è sintomo di grande, grandissima intelligenza.

martedì 21 febbraio 2017

FOSSI E PISTE CICLABILI



Non ho partecipato all'illustrazione del progetto della pista ciclabile di Santa Bona, ma ho letto i resoconti e sentito i commenti critici.

La cosa veramente buona e giusta è che si proceda finalmente con la fognatura pubblica, che è uno dei lavori prioritari per l'intera città che ricordo è a livelli di città "araba", visto che anche nella mia Presicce (provincia di Lecce) c'è la fognatura pubblica su almeno il 60% del territorio.

Il resto è poco cosa: l'illuminazione pubblica a led non è una novità e rappresenta solo il minimo in tema di risparmio energetico sull'illuminazione stradale.
Restano però alcune questioni non secondarie:
  • taglio di 31 alberi lungo la strada
  • tombamento di un tratto non secondario di corso d'acqua
  • pista ciclabile con segno di pennello.
Mi chiedo semplicemente questo: se ci fosse Giuseppe Basso ai Lavori Pubblici e Gobbo sindaco quale sarebbe stata la differenza di questo progetto? Nessuna. Il progetto è proprio lo stesso nelle scelte perchè su fognature e led non c'è nulla da scegliere.

L'aggravante è inoltre che si erano anche inviate delle lettere di espropri (non so bene per cosa) e poi si sono ritirate perchè è molto più semplice per i politici sacrificare quelle cose che non sono di nessuno (o meglio sono di tutti, ma preoccupano solo pochi contestatori e sono alberi e fossi).

Un intervento "diverso" di un'Amministrazione innovativa di centro sinistra avrebbe dovuto dare un segnale di penalizzazione al trasporto con auto favorendo le bici con vera pista, affrontando anche malumori dei residenti per espropri o per sensi unici.
Si preferisce invece seguire i "desiderata" della gggente, che però alle elezioni non si ricorderà di queste piccole "marchettine" e voterà secondo coscienza (cioè Lega o M5S perchè ci sono i negri ed i politici ladri).
Noi lo stesso ci ricorderemo di queste scelte ed allora mi chiedo: dove troveranno i voti?

venerdì 11 novembre 2016

PIANTARE E' MEGLIO CHE ABBATTERE...

Riceviamo (con piacere) un formale invito del Comune di Treviso per un'iniziativa di piantumazione di 50 nuovi alberi in quel di Santa Bona.
Crediamo che sia un'iniziativa lodevole e che troverà pochi "polemisti" perchè piantare è meglio di abbattere.

Resto convinto che gli alberi (come gli uomini) abbiano un ciclo di vita e che ci siano dei casi dove si debba procedere a tagli, ma non voglio andare oltre...
Credo che sia necessario affermare che il saldo totale di verde in una città più vivibile  debba essere sempre in crescita e questo non significa solo piantare alberi, significa anche trovare i soldi per fare meno rotonde e strade e piu' manutenzione del verde.

Intanto andiamo il 2o novembre tutti a piantare questi 50 nuovi alberi: che possano diventare 100 il prossimo anno.
L'obiettivo resta un tasso di crescita adeguato (+5%) ed il rifacimento dei viali storici, per esempio il Terraglio...

domenica 31 luglio 2016

PARCO DI VILLA MARGHERITA - MANFRIN PRIME NOTE SU INCONTRO 27-7 CON COMUNE DI TREVISO





Sono “colpevolmente” arrivato tardi all’incontro di mercoledì 27-7 tra i rappresentanti del Comitato “Alberi Urlanti” e la Pubblica Amministrazione di Treviso1, rappresentata dall’assessore ai LLPP e Sport, Ofelio Michielan, dall’ing. Spigariol e del co-progettista e DL, dott. Paolo Pietrobon.

Cercavo il gruppo di discussione, rifugiato presso il ristorante del Tennis Club, ma in realtà ho placidamente passeggiato in solitaria in mezzo a questo parco, che non ho mai frequentato molto e che rappresenta varie cose (diverse) per un buon numero di cittadini, che finalmente si esprimono.

Dopo una mezz’ora di animata discussione al chiuso, a cui ho partecipato silente (anche se non ci crederete...), abbiamo fatto un altro lungo giro tutti insieme (appassionatamente?).

Le “passeggiate” dicono molte piu’ cose di mille discussioni teoriche ed è proprio di ciò che è emerso, che vorrei parlare, senza la presunzione di fare un verbale, ma solo per riportare ciò che mi ha colpito; in pratica le prime suggestioni dopo l’incontro.

Il parco non è più un solo parco, come storicamente dovrebbe essere, ma sono tre o quattro “parchi” uno nell’altro: zona villa Manfrin, Tennis Club con giardino, Villa Margherita con giardino, zona Cedraia in concessione ad Alcuni, area giochi pubblici:
  1. La zona a sud cioè quella detta di villa Manfrin, un po’ per sua natura ed un po’ per i tagli già fatti, ha un respiro abbastanza ampio con prato; oltre agli alberi, il tutto è dominato architettonicamente dal loggiato sud (serre fredde) e dal laghetto, mentre la Villa Manfrin è sostanzialmente mimetizzata molto meglio degli emergenti palloni del Tennis;
  2. L’area del tennis club è anche ben tenuta, se non fosse per la dominanza architettonica dei “preservativi pressurizzati”, ma credo si tratti di concessioni storiche;
  3. Arrivando verso il cuore del parco troviamo il recinto dove è, oggi prigioniera di se stessa, Villa Margherita, preclusa a tutti ed in abbandono;
  4. La zona della cedraia con ghiacciaia e teatrino, oggi in concessione agli “Alcuni” da ormai 7-8 anni, i presenta manufatti storici di maggior pregio, che convivono con l’attività didattica e di spettacolo del concessionario; il laghetto, con le ninfee ed il salice, ha un suo fascino, ma la qualità dell’acqua e la fauna e flora ittica sono molto scadenti (solite carpe e fango con ninfee superficiali);
  5. La zona interamente a nord, divisa dalla cedraia, da un fossato puzzolente e stagnante, è l’area di gioco pubblico con collinetta dei minibikers, scivoli e attrazioni varie con un classico tendone di riparo in polietilene (da sagra) che nel nostro Veneto non può mai mancare, pena il disorientamento psicologico.
Un primo obiettivo di un progetto di valorizzazione dovrebbe essere quindi quello di recuperare il senso di unitarietà del parco e per fare questo è necessario abbattere le recinzione che divide villa Margherita dal resto del parco: un intervento che costa poco ed altamente simbolico.

Un secondo obiettivo di un progetto di valorizzazione è quello di coordinare e rendere fruibile con regole (da far rispettare) l'area del parco in tutta la sua estensione: si vuole un parco pubblico dove liberamente si transita a piedi ed in bici o ci sono regole in alcune parti?
Se non ci chiariamo su questo e lasciamo tutto alla libera gestione, si alimenteranno solo le mini rivalità tra categorie.
In questa discussione entrano ovviamente anche le concessioni al Tennis Club ed agli Alcuni perchè la situazione che si osserva non appare né coordinata, né forse autorizzata.
La mediazione tra utilizzo e conservazione è uno dei punti fondamentali su cui trovare un equilibrio.

Terzo obiettivo, entrando nel merito del progetto finanziato ed in corso di realizzazione da parte dell'Amministrazione, è quello di rivederne l'impatto soprattutto per quanto riguarda il mantenimento degli alberi sani e il differimento di attività non essenziali.
Ribadisco che l'Amministrazione Manildo ha la colpa enorme di aver sottovalutato l'impatto del progetto e la necessità (peraltro nel programma elettorale) di “far partecipare i cittadini a queste scelte”.
Il sistema arboreo sconta dieci/quindici di manutenzione carente ed una serie di impianti un po' casuali nell'ultimo trentennio; pensare di procedere con un'operazione che prevede un gran numero di abbattimenti, anche per motivi architettonico-estetici, può trovare il plauso della Soprintendenza e di alcuni puristi del ripristino tipologico, ma è un'operazione discutibile per molti cittadini come dimostrano le proteste del Comitato e su questo sarà necessario ritornare albero per albero.
Abbiamo obiezioni anche su alcune opere che riteniamo non urgenti e necessarie (il cartellone per nascondere il loggiato sud, lo scivolo, i vialetti con le lame ed il saronne) e su questo proporremo un'ipotesi di variante che si andrà ad aggiungere alle modifiche (in parte già in corso ed in parte programmate) per i non-abbattimenti.

Il quarto obiettivo è quello delle garanzie della manutenzione perchè spendere oggi per roseti ed aiuole senza poi avere un impegno pieno e condiviso sulla cifra da spendere per il mantenimento sono soldi buttati...
Ben ritornino i fasti di "Treviso in Fiore", sapendo che per fare questo serve fare una rotonda in meno: è chiaro?


Come ultimo obiettivo (ma il più importante per noi) poniamo la fondamentale necessità di rendere le acque dello stagno, del laghetto e del fossato degne di un'area di risorgiva, perchè siamo a sud delle Fontane Bianche (zona SIC ZPS) ed a lato della Storga e della zona delle Acquette, e non si puo' avere un putridume simile con carpe e fango!


Non c'è poco da fare e non sarà facile trovare una mediazione sensata, visto che la discussione arriva sempre ex post, ma l'importante è l'obiettivo e non la ricerca di responsabili.

Vedremo cosa succederà....





Treviso, 31 luglio 2016

p.ITALIA NOSTRA Treviso

il presidente

Romeo Scarpa 348 8717810


1E lo sono anche nel commento dell'incontro...

lunedì 25 luglio 2016

PROGETTO DI RECUPERO E VALORIZZAZIONE DI VILLA MANFRIN-MARGHERITA LE NOSTRE CONSIDERAZIONI DOPO VISITA DEL 23 LUGLIO 2016

Sulla questione del progetto di “recupero e valorizzazione” del Parco di Villa Manfrin-Margherita e sulla visita del 23-7 u.s. sono necessarie alcune precisazioni.

In primis credo che vada ben distinta la responsabilità tecnica del progetto dalla responsabilità politica dello stesso, perché altrimenti non ci possiamo comprendere e non riusciremo mai a dialogare.

La nostra associazione, al momento in cui è emerso (per noi) il problema si è attivata chiedendo tutta la documentazione di progetto, la “sospensione dei lavori” ed un “incontro pubblico”.


Il responsabile tecnico del Comune di Treviso, ing. Spigariol (settore LL.PP, Infrastrutture e Sport) ci ha messo a disposizione il materiale in soli 3 giorni, comunicandoci che non c'erano motivazioni (tecniche) per “sospendere” i lavori.

Contestualmente ci informava che
  • c'era stato un incontro in parco con il D.L. Dott. Pietrobon con “esigua partecipazione” di persone;
  • il Progettista e DL Pietrobon ci avrebbe incontrati, com'è poi avvenuto.
La prima osservazione è che la nostra associazione aveva inviato una richiesta all'Assessore ai Lavori Pubblici ed all'Assessore all'Ambiente ed ha ricevuto una risposta “tecnica”, certamente condivisa con gli Assessori, ma non era quello che ci aspettavamo.
Il progettista dott. Pietrobon ci ha incontrato “in camera caritatis” e ci ha motivato chiaramente tutte le scelte fatte e la piena condivisione di queste scelte con la Soprintendenza; l'abbiamo ringraziato per le informazioni “tecniche”, ma ci manca sempre un pezzo della storia: la condivisione con i cittadini, che se informati tardivamente e male, reagiscono in modo scomposto verso i loro rappresentanti politici.

Certo che quando un'Amministrazione in una lettera ufficiale sottolinea che “un incontro c'è stato (1) con esigua partecipazione di persone”, ti sta dicendo che non sei molto importante come associazione e/o sei tutto sommato ininfluente (a livello elettorale).

Considerazioni poco produttive, visto che il nostro scopo statutario non è di aver rilevanza elettorale, né di esistere a tutti i costi (2).

Il nostro scopo è quello di capire e far capire che ci sono dei valori architettonici e paesaggistica da proteggere, manutenere e valorizzare. Considerate le nostre forze, non possiamo però fare tutte le battaglie soprattutto fare quelle dove non c'è sostegno adeguato da parte dei cittadini.

Diciamo e sul tema abbiamo detto chiaramente la nostra idea, ma poi prendiamo atto della realtà: se il trevigiano medio è contento e continua a dire “mi no vào à combàtar”, non possiamo fare molto di più.

In merito all'incontro di sabato, non c'è stata alcuna rissa.

Dopo una mia breve sintesi dei fatti e cioè di quello che emerge dai documenti di progetto e dal confronto con il progettista e DL, c'è stato un dialogo un po' confuso e confusionario, tipico di un'assemblea dove molti avevano troppe cose da dire anche senza voler troppo ascoltare...

Per me però, i cittadini vanno giustificati perché non sanno o sanno poco o non hanno avuto la possibilità di un confronto per crescere e capire.

Il nostro intervento sostitutivo non puo' bastare e dimostra solo la “distanza” che c'è tra chi decide e chi poi vede i risultati; i tecnici sono solo il mezzo usato e lasciato esposto al pubblico giudizio, perché il loro lavoro l'hanno fatto (anche se possiamo criticarlo o non essere interamente f'accordo con loro).
ma VANNO difesi

Ovviamente arrivare a discutere in corso lavori di cosa fare di un simile bene comune è molto irritante, perché si è posti di fronti a tempi di scadenza dei finanziamenti ed a scelte già fatte, che, quasi obbligatoriamente devono essere condivise. Non è “partecipazione”.
In più siamo di fronte ad un argomento non semplice e per capirci pongo alcune questioni che il nostro socio anziano Berto Zandigiacomi non è riuscito ad esporre, ma trovano risposte diverse anche nella nostra associazione:
  1. il parco è un “hortus conclusus” o è una parte del territorio? E' patrimonio degli utenti o anche di chi ci passa attorno?
  2. le emergenze architettoniche hanno la prevalenza nelle aree da loro occupare o sono incidenti di valore inferiore che devono adeguarsi alla presenza degli alberi (che essendo vivi crescono mentre le prime rimangono come sono state pensare e costruite). Cioè vogliamo, possiamo, cancellare questa memoria?
  3. ha senso pensare la parte della villa Margherita (ex-Carabinieri) come se fosse altra cosa rispetto al parco?
  4. i coni visuali servono a concentrare l'attenzione su quanto si ritiene di maggior interesse: un edificio, un albero (singolo o a gruppo), un vuoto da vedere: sono come una sottolineatura e sono sempre stati usati, sia nei parchi all'italiana che in quelli all'inglese (vedere ad esempio Villa Franchetti): esaminiamoli e comprendiamoli da questo punto di vista
Io aggiungerei anche che
  1. una seria riflessione va fatta sul modo d'uso di questo bene chiarendo quali sono le priorità, ma tenendo conto che siamo in presenza di un'area soggetta a vincolo e quindi è necessario avere un certo coordinamento tra strutture architettoniche, paesaggio e strutture temporanee a servizio di chi fa attività;
  2. va riconsiderata la gestione delle acque interne, che non puo' essere dimenticata perché un parco vive se prima di tutto c'è una corretta gestione delle sue acque sia meteoriche sia quelle di rogge e laghetti, che oggi sono inguardabili.

Se su questo tema sono in molti ad essere interessati per noi è un grande valore; se sul tema della “gestione del verde pubblico”, cioè del verde della città saranno in molti a dire cosa vogliono e come devono essere impostati i contratti di manutenzione, questo sarà un gigantesco passo in avanti perché la città crescerà.

Direi che c'è molto da discutere e da capire. Direi che nessuno puo' dire di avere ragione al 100%, ma tutti hanno diritto di sapere e capire.

Nel caso del parco di Villa Manfrin-Margherita siamo in ritardo, nel caso del contratto del verde urbano, che deve essere rinnovato a breve, siamo forse in tempo.

La palla è sempre all'Amministrazione che deve dimostrare la volontà di dialogo e di far partecipare i cittadini e le associazioni, ricordando che la partecipazione prevede che non ci siano decisioni già prese a priori. 
Siamo stanchi di rincorrere decisioni ed idee... , siamo perfino  in dubbio che "decisioni ed idee" ci siano e non vorremmo che alla fine tutte le colpe delle scelte ricadessero sui tecnici.
Non siamo in un romanzo di Pennac e non abbiamo bisogno di capri espiatori.


Treviso, 25 luglio 2016

p.ITALIA NOSTRA Treviso
il presidente
Romeo Scarpa 348 8717810

Note
(1) Un lunedì pomeriggio alle ore 15...
(2) Una frase famosa di uno dei fondatori dell'associazione è che “la finalità ultima dell'associazione ITALIA NOSTRA è quella di .. scomparire, cioè di non essere piu' necessaria!

lunedì 18 luglio 2016

VISITA AL PARCO DI VILLA MARGHERITA E MANFRIN SABATO 23 LUGLIO 2016 ore 10.30

Prima che ci sia il “meritato” riposo feriale (per chi ha i soldi per andarci...), abbiamo pensato di fare una visita collettiva al Parco di Villa Margherita e Manfrin per rispondere ad una serie di quesiti che ci vengono posti periodicamente sul tema dei lavori in corso da parte del Comune di Ttreviso.

E' un argomento che è tornato di attualità e che ha portato alla costituzione di un Comitato degli “ALBERI URLANTI” che richiede al Sindaco la sospensione dell'intervento progettato, che prevede abbattimenti di piante malate (circa il 35%) ed interventi di riconfigurazione che possiamo definire “estetici” con abbattimenti e ripiantumazioni.

La nostra associazione ha avuto un incontro privato con uno dei progettisti (il dott. Forestale Paolo Pietrobon) che ha motivato tutta un serie di questioni, che però sono rimaste sostanzialmente tra noi e Lui, senza che l'Amministrazione sentisse il bisogno di spiegare tale intervento ai Cittadini.
Siccome noi siamo fautori della piena trasparenza e della comprensione delle ragioni (anche degli altri..) abbiamo pensato di fare questa
  
        visita guidata al “Progetto di recupero e valorizzazione

                    del Parco di Villa Margherita-Manfrin”


La partecipazione è libera e ci ritroveremo alle ore 10.30 al parcheggio laterale sulla strada che porta all'ex OP di Sant'Artemio

Porteremo copia della documentazione e saremo a disposizione, con le nostre limitate competenze, per dare le spiegazioni piu' opportune, prendendo nota delle altre domande a cui non sapremo rispondere da passare a personale qualificato.

La visita durerà circa due ore; alla fine proponiamo di fare un momento di incontro conviviale all'ombra degli alberi (non ancora tagliati), condividendo il cibo e le bevande che ognuno vorrà portare.





Treviso, 18 luglio 2016

p.ITALIA NOSTRA Treviso

il presidente

Romeo Scarpa 348 871781

martedì 12 luglio 2016

VILLA MANFRIN: IL TAGLIO DEGLI ALBERI NON E' FARINA DEGLI... ALCUNI

Oggi è uscito un bizzarro articolo sul Gazzettino dove il Gruppo degli Alcuni precisa di non essere coinvolto nel progetto di RIQUALIFICAZIONE DEL PARCO DI VILLA MANFRIN che sta gestendo il Comune di Treviso.

Una simile precisazione dà, in modo chiaro, il livello di POCA COMUNICAZIONE che esiste per questa Amministrazione che non interviene nemmeno per spiegare le cose che fa, lasciando che i cittadini si facciano le loro idee un po' a caso.

Il tema pareva non interessasse a nessuno, ma ora vediamo che c'è piu' attenzione e lo riproporremo a settembre

venerdì 8 luglio 2016

VILLA MANFRIN: COME ANDIAMO?

Il progetto di "valorizzazione" del Parco di Villa Manfrin procede, ma nella sostanza si sa poco perchè nulla è stato promosso dalla Pubblica Amministrazione per far capire questo importante progetto ai suoi cittadini.

Alcuni ci chiedono come sta andando... Altri sono arrabbiati.. Altri pensano che in ogni caso sia un'operazione poco valida...
Tante campane che non possiamo che ascoltare ribadendo che noi, piccola associazione di volontari, il nostro lo abbiamo fatto chiedendo accesso agli atti, sospensione dei lavori etc...

Il Direttore Lavori, dott. Paolo PieTrobon è venuto in sede a parlare a titolo personale e sostanzialmente in "camera caritatis", ma non puo' essere sufficiente  e perciò è nostra intenzione organizzare un incontro specifico sul tema nel prossimo autunno (quando cadono le foglie.... )

Intanto ricordo che il materiale di progetto è a disposizione di chi lo vuole...

Vedere anche i seguenti post:
1) richiesta sospensione lavori
2) richiesta accesso atti
3) noi, ambientalisti di pancia 
4) villa manfrin viene valorizzata?




martedì 21 giugno 2016

PARCO VILLA FRANCHETTI E PEDEMONTANA VENETA









foto Michele Marcuzzo


La politica (vera) sono scelte e progetti.
La politica (vera) deve prevedere un futuro per noi (che però siamo
ormai al tramonto..) ma sopratutto per i nostri figli e nipoti e per quelli che ancora non sono...
La politica (vera) è fatta di persone e di programmi ed anche di soldi.

La politica veneta (oggi) è fatta di miserie e di invidie.
La politica veneta (oggi) è fatta di partiti dove si litiga per non dire nulla; e se dicono qualcosa sono scemenze.
La politica veneta (oggi) è fatta di persone e di programmi ed anche di soldi. Molti soldi.

Il parco di Villa Franchetti si rimette a posto con un intervento "straordinario" da 1,5 milioni di euro.
Un bene comune di inestimabile storico e culturale che avete visto nel degrado, si sistema con...
...soli 46 metri di
 Superstrada Pedemontana Veneta.

Quando vi dicono che non ci sono soldi, dovete sempre ricordare Loro questo: 46 metri di SPV!!

La politica è fatta di scelte ed i cittadini potrebbero scegliere cosa privilegiare...
La democrazia è semplicemente questo e forse...
... è ora di capirlo!

martedì 14 giugno 2016

ALBERI: POTATURE, ABBATTIMENTI E PERICOLO



Al COMUNE DI TREVISO
Al Signor Sindaco
Assessore Lavori Pubblici
Assessore Ambiente e Sicurezza Urb.
Al Comando Vigili Urbani

e,p.c. Spett.le
CONTARINA SpA
Verde Urbano

e,p.c. Amm.re Condominio Cogoli
effegiamministrazioni@gmail.com

Oggetto: Alberi in proprietà privata con pericolo caduta rami in strada pubblica (via Amalfi)

Sono stati interpellato da alcuni proprietari che risiedono nel Condominio Cogoli (Sig. Z. e altri) di via Amalfi 33 che sono molto preoccupati dall'incuria di n.6 pioppi posti in proprietà privata (grattacielo di via Pisa) che da molto tempo non sono oggetto di manutenzione.

Dopo un sopralluogo effettuato con un nostro socio con esperienza nel settore e dopo aver sentito la testimonianza di alcune persone della zona, Vi informiamo che:
  • i “polloni” dei sei pioppi (non proprio di ridotte dimensioni) possano costituire un pericolo per l'incolumità delle persone che passano in strada; una ragazza in bici è stata sfiorata da un grosso ramo caduto durante uno dei recenti temporali;
  • uno dei pioppi sia da verificare come stabilità generale in quanto inclinato
Riteniamo quindi che lo stato di incuria di questa alberature private costituisca un pericolo per la pubblica incolumità cioè per chi percorre via Amalfi con il maltempo e sia necessario un intervento, anche sostitutivo dell'Amministrazione, se il privato non adempie alle diffide, che ci risultano essere state già inoltrate dai Vs Uffici.

Considerati i gravi problemi gestionali del Condominio di via Pisa, valuti l'Amministrazione con i suoi tecnici, se procedere addirittura all'abbattimento dei 6 pioppi sostituendoli con tigli che sono già presenti in filare con gli stessi.

Tale nostro intervento si inquadra in un ottica di corretta informazione/formazione dei Cittadini per il rispetto e la cura del verde pubblico e privato.

Si fa presente inoltre che l'albero caduto a Sant'Angelo vicino al Sile due settimane fa, ci risultava già segnalato come “pericoloso” e riteniamo che ci siano altre piante in area pubblica (una in via Tasso per esempio) che meritano la Vs attenzione il prima possibile, onde evitare danni a cose o persone.


Si ringrazia per l'attenzione e si confida in un pronto riscontro.

Treviso, 13 giugno 2016

p.ITALIA NOSTRA Treviso

il presidente Romeo Scarpa 348 8717810







martedì 10 maggio 2016

VILLA EMO: INCAPACI DI TUTELARE?

Ieri sera sono passato a lato del "viale alberato" di villa EMO di Fanzolo ed ho avuto una chiara sensazione di morte, nel senso che i pioppi cipressini che in primavera dovrebbero essere almeno vigorosi, mi sono parsi stantii e molto stanchi...

A parte il fatto che il cosidetto viale è ormai una "traccia" di viale, visto che mancano piu' piante di quelle che esistono, mi chiedo se questo sia un problema solo mio e di pochi altri oppure se sia una cosa che puo' avere un valore, anche simbolico e paesaggistico, per altri.

Ho chiesto il motivo a qualcuno della zona e tra le altre cose, che non so se siano vere, mi hanno parlato di diserbante dato per piantare il mais e di arature fino ai tronchi...
Anche la manutenzione non mi pareva il massimo...

La realtà è che stiamo perdendo tutto a poco a poco e non ce ne rendiamo nemmeno conto.