"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)
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sabato 31 marzo 2018

ALFABETO AMBIENTALE PER TREVISO 2018


A – ACQUA
Dire che Treviso è “città d'acqua” sui tabelloni all'ingresso della città e sulle mappe per i turisti non basta più perchè è evidente che la quantità e la qualità dell'acqua è sempre peggiore. E' bastato vedere l'anno scorso o durante l'ultima messa in secca delle derivazioni della Piave. Il Limbraga quasi non esiste più per gli interventi a nord del parco Storga.
E' prioritario proteggere qualsiasi corso d'acqua, dal piccolo fosso al Sile, con stanziamento di fondi specifici e coinvolgimento dei cittadini con meccanismi premiali.

B – BASTIONE DEL CASTELLO
E' vergognoso che questa parte di città sia ancora inaccessibile e per di più una discarica sotterranea di idrocarburi “regalati” dalla vecchia Camuzzi.
L'area non vale nulla, nemmeno con 50.000 mc costruiti sulla sommità delle Mura.
E' necessario procedere ad intimare alla proprietà di procedere alla bonifica con scavo archeologico e, se non può farlo perchè in liquidazione, si proceda ad espropriare l'area per un intervento pubblico sostitutivo (fondi eurpei), ritornando in possesso di ciò che è nostro.

C – CENTRO PEDONALIZZATO
Il centro di Treviso è circa 500x800m è va pedonalizzato il prima possibile perchè è impossibile contrastare i centri commerciali pensando di fare parcheggi comodi come quelli di queste infrastrutture; il centro deve ritornare ad essere un centro di “cultura e commercio”, ma a misura di pedone.
I commercianti lo capiranno come lo hanno capito in altre città prima di noi.
Vanno realizzati parcheggi scambiatori multilivello fuori terra a nord, nord-est (Caserme Cadorin, Foro Boario) a sud (Terraglio, retro Stazione) con bus gratuiti e poi si chiude.

D – DELEGA
Tutte le proprietà del Comune non utilizzate vanno date in comodato d'uso (come fatto per l'ex Caserma Salsa) per lasciare a chi ha progetti ed interessi la possibilità di creare luoghi di aggregazione, favorendo questo modello ed eliminando le pastoie burocratiche.
Deve esserci più coraggio per seguire questo modello di sviluppo dove la delega è una collaborazione con tutti e non un privilegio.


E – ENTE PARCO SILE
Questo Ente Regionale è dannoso per l'ambiente e per il Sile.
In circa trent'anni non ha prodotto nulla di positivo, ma ha solo sprecato soldi per lobby partitiche. Vedere le “magiche” passerelle dei Burci per capire...
Vanno verificate le pratiche edilizie rilasciate negli ultimi 10 anni perchè è forte la sensazione che ci siano gravissime irregolarità.
Si può benissimo chiudere e sarebbero meno danni e meno soldi europei sprecati.

F – FOGNATURE
Treviso è a livelli indecenti per quanto riguarda gli allacciamenti fognari ed ATS non è in grado di intervenire al di fuori dei piani dell'AATO, dove peraltro Treviso pare non esistere.
E' necessario dare garanzie fidejussorie ad ATS per procedere ad interventi straordinari iniziando in primis dalle parti più abitate e vicini ai corsi d'acqua come Sant'Antonino.
Deve essere controllato da tecnici terzi il depuratore di Sant'Antonino che non pare funzionare a dovere e potrebbe dare anche energia con progetti innovativi.

G – GAS SERRA
Il miglioramento della qualità dell'aria deve essere una priorità con investimenti specifici ed obiettivi misurabili quali riduzione auto circolanti, car sharing, piantumazione alberi, incentivi a sostituzioni riscaldamenti a gasolio...
Vanno considerati i benifici economici derivanti dalla riduzione delle patologie respiratorie in un vero bilancio, che esca dalla partita doppia dei commercialisti.

H – HOTEL DEI POVERI
Vedere persone che dormono nel sagrato delle chiese, sulle panchine della stazione o in altri luoghi improbabili è indegno per una città ricca come Treviso.
Vanno investite risorse e spazi per creare percorsi di tutela per italiani e stranieri in difficoltà senza lasciare ognuno al suo destino.
Vanno aiutate le famiglie che soffrono per disabilità o dipendenze in modo serio e continuativo.

I – INTERVENTI (PIANO DEGLI)
Non ha senso presentare un Piano degli Interventi a due mesi dalle elezioni perchè un simile piano dovrebbe indicare cosa intende fare il Sindaco durante il suo mandato.
Qui si è adottato un libro dei sogni con promesse irrealizzabili che nemmeno con 100 miliardi di euro si potrebbero fare. Verrà approvato nel 2030..o buttato nel cestino della carta straccia. Va revisionato e ridimensionato, ritornando alla realtà.

L – LINEARITA'
Un chiara amminsitrazione presuppone chiarezza di ruoli tra gli assessori senza mischiare a caso le competenze, in modo che non si capisca nulla.
E' inutile fare rivoluzioni a parole se il risultato (poco smart) è che non si sa chi deve fare cosa...
M – MURA CINQUECENTESCHE
Le Mura vanno restaurate e protette ed usate in modo compatibile senza voler fare di tutto e di più.
Il progetto di restauro risale ancora agli anni '80 con gli architetti Brusatin, Colussi e altri, e resta valido: va finanziato.
I festival musicali, le attrazioni di luna-park ed i chioschi permanente possono trovare altra collocazione.
Il percorso l'ha tracciato “Treviso Sotterranea” con il suo lavoro volontario che ha portato 10mila persone a vedere quello che hanno da sempre avuto davanti agli occhi: questo è fare economia.

N – NUOVE PISTE CICLABILI
Creare nuove piste ciclabili andando a tagliare alberi o tombare fossi è un'operazione in perdita non ammissibile.
La viabilità minore protetta va incentivata trovando nuovi percorsi, anche a senso unico per le auto.
Non si può pensare di avere la pista ciclabile rinunciando agli elementi del nostro paesaggio, che diventa una qualsiasi periferia incolore e grigia.

O – OSPEDAL GRANDO
Sulla questione l'Amministrazione di Treviso non ha saputo ottenere un contropartita seria nel momento in cui era necessario fare la variante urbanistica ed ora ci si trova con un mega progetto da 250milioni di euro scambiato con una mancia di 100mila euro.
Va ricontrattata con la Regione Veneto la viabilità per non creare nuovi pazienti oncologici tra i residenti nella vicinanza dell'Ospedal Grando.
Quanto ottenuto è il minimo dei minimi.

P – PARCHEGGIO EX PATTINODROMO
Non va realizzato un parcheggio che farà scempio del muro di controscarpa di un simbolo della nostra città: le Mura di Frà Giocondo, di cui abbiamo celebrato, in modo farisaico i 500 anni.
Parcheggi Italia va cacciata perchè è una società che ha sfruttato gli errori mostruosi di Gobbo e Gentilini, che dovrebbero pagare per le loro scelte.

Q – QUARTIERI
Non ci si può ricordare delle periferie solo in periodo elettorale, mentre per tutto il mandato si resta ancorati alle questioni del centro.
I quartieri sono senza identità e non c'è stata progettualità per creare una caratteristica per ognuno.
Il conivolgimento “partecipativo” si è risolto in una mera informazione, cioè il livello più basso di partecipazione creando un distacco siderale tra centro e periferie.
Vanno ripristina i Consigli di Quartieri come momento partecipativo svincolato dalla gestione dei partiti.
R – RISORGIVE
In cento anni Treviso ha perduto centinaia di metri di fossi e decine di canali di risorgive con un progressivo degrado dovuto a pozzi abusivi (mancanza d'acqua), costruzioni di recinzioni o interrati e tombamenti.
Non va permesso di realizzare interrati se si altera in modo significativo il livello di falda entro 20 metri (si fanno interventi più costosi se si voglioni gli interrati) e si deve proteggere realmente quel poco che resta del nostro vero tesoro.

S – SUPERSTRADE
Non va realizzata nessuna nuova superstrada: né Pedemontana, né Terraglio est, né fantomatico IV lotto della tangenziale.
Tutte le risorse debbono essere destinate a creare un sistema di mobilità pubblico che diminuisca il numero delle auto circolanti alle medesime ore.
Serve un vero Piano del Traffico che riesamini anche gli effetti dell' “autodromo” attorno alle Mura, che non è certo un Piano del Traffico.

T – TURISMO AEREOPORTUALE
L'aereoporto “Canova” è l'aeroporto secondario di Venezia e non l'aereporto di Treviso.
Deve mantenere la sua dimensione, anche con decremento, in attesa di uno spostamento ad Istrana.
Non è possibile alcun Piano di Sviluppo con aumento del numero dei voli, che anzi devono diminuire secondo quanto previsto dalle indicazini che SAVE+AERTRE non ha mai rispettato.

U – UFFICIO DEL VERDE
Il Comune di Treviso ha delegato la gestione del Verde a Contarina, ma non dispone più di un serio Ufficio del Verde, che è stato depotenziato e sostanzialmente distrutto, spartendo le competenze tra vari assessori.
Un serio Piano del Verde deve prevedere il mantenimento, anche per sostituzione del patrimonio, ed il suo progressivo incremento.
Va finanziato e gestito anche il verde minore (fossi) e quello acquatico, che non può essere trattato come un manto erboso da tagliare senza tener conto dei periodi di frega dei pochi pesci che ancora ci sono.

Z – ZIMBELLI
Treviso non merita di ritornare la citta zimbello del Veneto e dell'Italia per una serie di ottuagenari che nessuno riesce a mettere in pensione. Il primo non è Gentilini, ma Dino De Poli, che deve scendere dal trono e godersi il meritato riposo dopo aver dissanguato Fondazione Cassamarca.
Gentilini è solo il secondo, come sempre è stato.

martedì 2 gennaio 2018

EPIFANIA DELLA TERRA

Sabato 6 gennaio è la festività dell'EPIFANIA cioè della "scoperta" che celebra l'Adorazione dei Magi per un migrante d'epoca, tale Gesù di Nazareth.

Noi ci troveremo in località Tezzon a Castelgomberto nel vicentino in prossimità di quel torrente Poscola che si è "ribellato" alla violenza di chi vuole a tutti i costi scavare un tunnel per un'opera tanto grande quanto inutile e costosa.

Sarà un incontro promosso dai Beati Costruttori di Pace con il COVEPA dove si parlerà di PACE ed ECOLOGIA perchè non ci può essere TERRA, non ci può essere CASA, non ci può essere LAVORO se non abbiamo PACE e se ditruggiamo il pianeta.
Sono temi così importanti che i popoli e le loro organizzazioni di base non possono non affrontare.
Sono temi che non possono restare solo nelle  mani dei dirigenti politici.

Tutti i popoli della Terra, tutti gli uomini e le donne di buona volontà,  
TUTTI DOBBIAMO ALZARE LA VOCE 
in difesa di questi due preziosi doni: 
la PACE e la NATURA.
La sorella Madre Terra, come la chiamava San Francesco D'Assisi.

Per questo anche noi di ITALIA NOSTRA con molti altri (e anche con Voi) saremo lì ad "alzare la nostra voce" per diventare maggioranza non silenziosa.
BUON 2018 RESILIENTE A TUTTI, CI VEDIAMO A CASTELGOMBERTO
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mercoledì 1 novembre 2017

IL VALORE DEL BRAND? NULLO SE LA REALTA' E' DISTRUTTA..

 

E' paradossale che il Comune di Treviso che non si è mai occupato del fiume Sile, che viene devastato dall'Ente Parco, faccia una conferenza sull'importanza del BRAND...

Ma di cosa parliamo? Di cosa parlerà Nicola Torresan? O Franchin? Delle potenzialità del turismo ciclabile?... Dai non scherziamo!!

Se poi tutto è ridotto a trovate come il Mondiale del Tirameosù, beh allora ci sono molti altri temi da sondare nella città di SIGNORE E SIGNORI... 

IL VALORE DEL BRAND NELLO SVILUPPO DI PROGETTI TURISTICI

INVITO ALLA CONFERENZA
Treviso, 3 novembre 2017
Ore 9,00 - 11,30
Sala Affreschi, Palazzo Rinaldi
PROGRAMMA
Ore 8.45 - Registrazione partecipanti
Ore 9.15 - Saluti Istituzionali
Giovanni Manildo – Sindaco del Comune di Treviso
Luciano Franchin – Assessore beni culturali e ambientali ed al sistema museale Comune di Treviso Nicola Torresan – Presidente Ente Parco Sile
Ore 9.30 – Inizio Lavori
Moderatori: Francesco Redi e Debora Oliosi, fondatori, Twissen “La Tiramisù World Cup, un progetto turistico internazionale”
Alice De Bortoli, Responsabile marketing, Studio SMA
“Il processo di certificazione ambientale dei grandi eventi”
Salvatore Messina, Presidente Dipartimento Jean Monnet di Locarno
“Youth without borders - Giovani, patrimonio culturale e arte contemporanea”
Nicola Grassetto, Ad di Time2Marketing
“Come pianificare una strategia di promozione utilizzando i dati del territorio”
Paolo Giulini, Co-founder di Musement
“La tecnologia a supporto del sistema museale”
Fabio Fabbri, Owner di Vivara Viaggi “Visit Ferrari and Pavarotti Land”
Ore 11.00 Question time e conclusioni

sabato 21 ottobre 2017

IL “NON-AMBIENTE” VENETO appunti per assemblea popolare per democrazia e uguaglianza

Elencare “cosa fare” nella provincia di Treviso in tema di AMBIENTE si potrebbe liquidare in pochissime righe perchè basterebbe osservare la realtà che ci circonda.

Il Veneto e la provincia di Treviso sono storicamente rappresentati dal Tiepolo e dai vedutisti veneti, ma oggi questi stessi artisti troverebbero gravi difficoltà a ritrovare uno di quei luoghi tipici ed armonici da loro rappresentati 500 anni fa!
Il Veneto si è imbruttito/abbruttito barattando il suo ambiente, fertile e ricco di acque, con il miglioramento della condizione economica dei suoi cittadini.
Questo ha una base storico-antropologica perchè il Veneto è sempre stato (ed è) caratterizzato da forte individualismo, dal legame fortissimo con la terra (agricoltura) e da elevate differenze di reddito tra i suoi cittadini (signori/contadini).

Un cittadino veneto si sente sempre “povero” (di soldi) e mai di cultura; anzi spesso si fa vanto del suo successo nell'intraprendere, anche in assenza di basi culturali di spessore.
Grandi lavoratori con grandi successi economici, ma scarsissimo impatto, per esempio, nella rappresentanza politica nazionale; dobbiamo tornare alla vituperata Prima Repubblica per trovare nomi veneti di rilievo politico in Parlamento...
L'ambiente veneto (trevigiano) è stato sempre sfruttato senza considerare i costi generali di questo struttamento con una miopia suicida; anzi quasi sempre il grande vantaggio (nascosto) del successo del “fare del nord-est” è basato sull'aver azzerato questi costi ambientali, che ora riemergono prepotentemente come costi sociali.

Gli esempi di questi effetti negativi di questo sessantennale modello di sviluppo sono molteplici:
  • inquinamento delle acque da PFAS nel vicentino per fabbriche
  • inquinamento delle acque per avre creato discariche in zone di risorgiva
  • spreco di territorio per dispersione delle costruzioni civili ed industriali
  • impoverimento e deterioramento dei beni comuni (fiumi, terra, aria, fauna flora) per agricoltura intensiva e monocolture, uso molto prevalente trasporto su gomma, sfruttamento, per esempio, della ghiaia e dell'energia idroelettrica, ecc..

Il Veneto e la provincia di Treviso sono ciechi; in sostanza non vedono la realtà che ci circonda o meglio, la vedono con gli occhiali del “progresso lineare illimitato”..
Non sono più abituati (o non hanno mai voluto?) vederla com'è veramente e si sono abituati ad un contesto che è radicalmente mutato, ma per loro resta un contesto indifferente.
L'ambiente che ci circonda e che ci fa vivere diventa una risorsa inesauribile e che non costa nulla a chi la utilizza per i suoi legittimi profitti privati.
E' sufficiente che l'agire dell'homo aeconomicus veneticus dia un risultato economico positivo in termini finanziari (schèi) o in termini vagamenti sociali (più lavoro, ma senza dire quale tipo di lavoro) per accettare qualsiasi compromesso sull'ambiente.

Un esempio è quello dei Consorzi di Bonifica, che gestiscono i cordi d'acqua secondari per scopi principalmente irrigui.
La governance di questi 10 enti nel Veneto è praticamente in mano agli agricoltori, che diventano quindi gestori del bene comune “acqua” per il loro scopo statutario senza che altri organismi o enti difendano l'interesse dell'acqua stessa, cioè dei fiumi o delle risorgive.

Il paradosso è che i Consorzi di Bonifica si atteggiano e comportano da “padroni dell'acqua”, vedendo solo un lato del problema (quello dell'agricoltura) perchè, per prassi consolidata ed assentita tacitamente dal potere politico1, non vedono altro.
Secondo quanto dichiarano in pubblico i loro referenti tecnici2, ci sarebbe “contesa” tra il mondo agricolo e le associazioni ambientaliste per la risorsa “acqua”, visto i primi la dichiarano insufficiente per la superificie agricola da irrigare ed i secondi invece reclamano il Deflusso Minimo Vitale3!

Ci sono due insopportabili distorsioni in questo ragionamento:
  1. il diritto del bene comune “fiume” (o “risorgiva” o “falda”) viene messo allo stesso livello dell'interesse di una categoria ad irrigare il suolo per il suo profitto4;
  2. è totalmente assente il potere politico pubblico che dovrebbe regolare l'uso compatibile e sostenibile di questa risorsa mediante le varie leggi che esistono e non sono applicate

Noi riteniamo che sia l'agricoltura che si deve adattare alla disponibilità di acqua del fiume e non viceversa!
Questo adattamento è logico e costituzionalmente garantito dall'articolo 42 della Costituzione perchè la proprietà e l'interesse privato sono cedevoli rispetto all'interesse pubblico.
E non si tratta di banalizzare la questione, coem fa qualche professorone universitario, dicendo che si vogliono salvare i pesci e le alghe, ma si tratta di capire che salvaguardare la risorsa “acqua” è salvaguardare la vita, come chiaramente dice anche il Papa nella sua ultima enciclica.

Dire che l'acqua è insufficiente per la superficie coltivabile non è solo una scemenza, ma è un bugia che copre un vero e proprio “furto di un bene comune, visto che non si parla di quali colture si stiano mantenendo (per esempio il mais), né di quali sprechi ci sono per pozzi abusivi e irrigazione mediante canalette invece che con sistemi più conservativi5.
Il Presidente del Consorzio Piave dice che servono 300 milioni di euro per razionalizzare il sistema: bene e dove sta il problema in una Regione che spende 15 milioni di euro per un referendum consultivo e 12 miliardi di euro in 39 anni per una infrastruttura6 che non serve?
Il principale del Veneto e della provincia di Treviso è che questa realtà non la si vuole vedere perchè fa comodo non vederla, in quanto il principio regolatore di tutto è sempre stato l'interesse personale, che da noi si sintetizza con una parola: “SCHÈI”.

La piena condivisione di questo “dogma” del Nord-Est è totale e trasversale.
Sono stati tutti coinvolti e complici: partiti di destra-sinistra-centro, sindacati ed imprenditori, commercianti e clienti cioè portatori di interesse che dovrebbero naturalmente avere interessi di categorie differenziati con la complicità totale ed assoluta del potere partitico, che ha fatto dell'ambiente una merce di scambio elettorale.

In termini generali porre la questione AMBIENTALE nel Veneto (ma non solo) significa porre chiaramente la QUESTIONE DEI BENI COMUNI e dei limiti che devono esistere ed essere praticati in una società che vuole essere più equa e solidale ed avere un futuro e non solo il portafoglio pieno.

Gli esempi pratici di questo principio sono molti ed evidentissimi

problema
risorsa
ladro”
complice”
danno
Minicentrali idroelettriche
acqua
ENEL e gestori finto sostenibili
Regione Veneto e Province
I torrenti del bellunesi sono infestati da questi impianti anche in zona SIC ZPS; DMV mancate per 10 km su 15km mediamente
Diga di Valle di Cadore - svaso
acqua
fauna ittica
flora
ENEL Greenpower et similia
Ministero tramite Ufficio Dighe di Venezia
Il torrente Boite è stato “asfaltato” per circa 10-12 km uccidendo ogni forma di vita vegetale ed animale per circa 10 anni
Diga di Valle di Cadore - interramento
acqua
fauna ittica
flora
rischio idrogeologico
ENEL Greenpower et similia
Ministero tramite Ufficio Dighe di Venezia
La diga verrà a breve dismessa perchè interrita dai sedimenti. Dopo aver usato il territorio per 60 anni, Enel BadGreenPower lascia tutto e se ne va senza alcun ripristino
Dighe di Centro Cadore
Acqua
fauna ittica
flora
suoli
ENEL e fabbriche anni '60
Ministero tramite Ufficio Dighe di Venezia
Le dighe del centro Cadore sono piene di sedimenti inquinati da metalli pesanti, argento per le attività impattanti degli anni '60. Nel 2020 ENEL deve mollare la concessione. Lascerà la mina allo Stato come al solito?
Ghiaia della Piave
Biodiversità
rischio idrogeologico
Consorzio Cavatori
Regione Veneto e Genio Civile
Si continua a scavare in alveo modificando la morfologia del fiume; non si scava fuori alveo perchè “non economico” peri cavatori che preferiscono materiale pulito da non selezionare
Vigneti prosecco
Biodiversità
aria
suolo
Consorzio Tutela Prosecco
Regione Veneto
L'estensione della DOC è chiaramente un scambio elettorale tra i produttori (soprattutto piccoli) che vengono beneficiati da quote di impianto da 1 ettaro; pesticidi diffusi.
Si vorrebbe anche l'inserimento dell'elenco dlel'Unesco per poter vendere ancora di più e fare soldi con il turismo
Cave
acqua
suolo
Cavatori
Consorzi Rifiuti
Provincia
Regione Veneto
Si sono create cave in terreni ghiaiosi e ci sono fenomeni di inquinamento da mercurio perchè sono inquinate le risorgive
PFAS e altro
Acqua
suolo

Industrie
concerie
Regione Veneto
Scarichi illegali di inquinanti molto pericolosi soprattutto nel vicentino
Supestrada Pedemontana Veneta
Suolo
aria
SIS
Regione Veneto
Progetto di finanza per 95km di superstrada che costerà in 39 anni circa 12 miliardi di euro
Carenza fognature
Acqua
biodiversità
Comuni, in primis quelli del bacino del Sile
ATS et similia
Gli allacciamenti sono ad un livello medio del 30% per cui ci sono 7 veneti su 10 che hanno sistemi locali di depurazione (poco efficienti).
I deputatori sono progettati per acque nere ma ricevono acque miste e quindi molto spesso devo bypassare tutto “tal quale”...
Edificazione diffusa
Suolo
aria
cittadini
Comuni Province Regioni
E' stato costruito in modo sostanzialmente utilitaristico e senza progrmmazione con deroghe e Piani Casa oltre a leggi per costruire in zona agricola e condoni.
La legge sul contenimento del consumo del suolo del Veneto è una burla
Centri Commerciali
Aria
suolo
Grandi marchi distribuzione
Regione Veneto
I centri commerciali ormai assediano qualsiasi centro storico ed hanno sostanzialmente ucciso il commercio locale
Agricoltura intensiva
Acqua
suoli
biodiversità
Conf. Agricoli

Consorzi Bonifica
Regione Veneto
Genio Civile
Utilizzo di colture che necessitano motta acqua, spreco di acqua con sistemi di irrigazione a canaletta o a pioggia, uso diserbanti e fitofarmaci.
Pozzi abusivi non censiti né sanzionati, ma tollerati
Il fiume PIAVE nel medio corso è privo di acqua per molti mesi all'anno.
Mobilità su gomma prevalente
Aria
suolo

cittadini
Regione Veneto
Carenza strutturale di programmazione ed investimenti su mobilità diversa
Insufficiente pedonalizzazione
Aria
suolo
Comuni
Regione Veneto
Carenza di visione per la pedonalizzazione progressiva dei centri storici e carenza di parcheggi scambiatori sulla cinta esterna; PUT che drenano traffico verso il centro invece di gestirlo (Treviso ha 40mila auto al giorno attono alle Mura di Frà Giocondo)
Gestione parchi regionali e provinciali
Biodiversità
aria
acqua
Enti Parco
Regione Veneto
Gestione partitica e clientelare degli enti parco che sono serviti come “centri di spesa” per interessi di partito o per favori a privati
Zone industriali
suolo
Comuni
Regione Veneto
Ogni Comune ha svenduto il suo territorio per incassare oneri concessori dopo che è stato tolto il vincolo di scopi per gli oneri concessori.
Ci sono migliaia di metri quadri a destinazione industriale dismessi
Aeroporti
Aria
suolo
acqua
SAVE AERTRE
Ministero
Regione Veneto
Aeroporti cresciuti a dismisura a ridosso di centri abitati tipo Aeroporto Canova che costeggia il fiume Sile (zona SIC ZPS) e assedia l'abitato di Quinto con vari progetti di ampliamento finora bocciati. Limiti massimi imposti mai rispettati.
Edilizia inutilizzata o sottoutilizzata
suolo
Comuni
privati
Regione Veneto
Molti edifici sono vuoti o non affittati senza programmi di recupero e senza nemmeno incentivi alla demolizione o efficientamento; carenza di alloggi per categoria più deboli


Riteniamo quindi che un programma di RIGENERAZIONE AMBIENTALE debba partire dalla presa d'atto e condivisione di alcuni principi e valori cardine, che ritengo siano declinati dagi articoli 9-33-34 della nostra Costituzione e dalla sintesi dal concetto di “ecologia integrale” come spiegato da Papa Francesco nella sua ultima enciclica:

L'ecosistema Terra diventa un insieme organico da rispettare, a cui appartiene l'Uomo come parte essenziale,c che non deve dimenticare di essere parte di un Tutto, soggetto a limiti e soprattutto con la responsabilità di tutelare i beni comuni”

Se partiamo da questo principio base possiamo verificare e capire se le varie azioni sono realmente sostenibili ed ambientalmente compatibili oppure (come sempre più succede) oppure se sono dei camuffamenti per perpetuare la solita logica di sfruttamento senza criterio dell'ambiente a danno dei beni comuni.

La sceltà non è tra demonizzare il business e scegliere la vita bucolica, ma nell'agire in modo onesto ed etico per migliorare la condizione di vita delle persone, senza però danneggiare la vita dell'ambiente circostante e la vita nel futuro.

Confido che altri vorranno commentare ed integrare o contestare questa nostra opinione per avviare un dibattito fruttuoso e con una visione di prospettiva dell'ambiente, che, in fondo, siamo anche noi... e non solo noi.


note
1Il meccanismo di elezione dei rapprentanti dei Consorzi è chiaramente sbilanciato a favore degli agricoltori ed i partiti si impegnino perchè ci siano le persone “giuste” ai posti “giusti”...
2Esperienza personale di giovedì 18-10-2017 ad un corso presso Ordine Ingegneri Venezia
3Che a breve diventerà il Deflusso Ecologico
4E per i posti di lavoro, il PIL, bla bla bla...
5Irrigazione localizzate e temporizzata

6La superstrada Pedemontana Veneta in progetto di finanza prossimo al collasso

sabato 19 agosto 2017

INCENDIO A VIDOR? TUTTI "INTORSEGAI", MA IL PROSECCO E' SALVO...

E' certamente una "cattiveria" dettata dall'accostamento dei titoli di giornali, ma sono molto stridenti le dichiarazioni dei presidenti dei Consorci di Tutela di DOCG e DOC, che interpellati sul rogo di Vidor si comportano in perfetto stile NIMBY.
"Siamo in contatto con i Sindaci per vedere dove va la nuvola di fumo.... Non viene nè a Conegliano, nè a Valdobbiadene...". Magari poteva andare ad investire un ospizio di anziani così risparmiavamo un po' di pensioni.

E' logico che il reddito da prosecco è reddito per molte famiglie, ma ogni tanto una parola (UNA) per essere preoccupati anche per il resto del mondo non guasterebbe.
Anche a livello di promozione del prosecco.


sabato 5 agosto 2017

ESTREMISMO AMBIENTALE: IL CANCRO E' CANCRO

A Treviso di solito non ci si ribella nemmeno se ti fottono un patrimonio da 1 miliardo di euro oppure se fanno ordinanze in preda al delirio, ma ogni tanto c'è un sussulto...
Peccato che sia per questioni sbagliate, visto che una delle poche certezze è che IL CANCRO COLORATO DEI PLATANI prevede interventi specifici chiaramente normati per evitare la diffusione del contagio.

Se tutti noi impegnassimo il nostr tempo per capire e per questioni più importanti (magari incatenarsi dentro un fosso senza acqua?) non sarebbe male..

Vedera anche http://italianostra-treviso.blogspot.it/2017/07/platani-sul-put-cosa-fare.html

sabato 15 luglio 2017

PLATANI SUL PUT: COSA FARE?

Anch'io ho visto i grossi segni (croci o X?) che "segnano" dei grandi alberi sul PUT ed ho presunto, pur essendo "uno che capisce poco" (come pensano i geni del Parco Sile), ho immaginato una destino non positivo per queste piante.

Mi pare illusorio approfondire perchè il CANCRO COLORATO ha devastato il Terraglio che è ridotto all'ombra di se stesso, nonstante sia un viale VINCOLATO.
Ma il "cancro colorato" è solo una sfiga oppure c'entra con l'ambiente dove vivono le piante?
Ultimamente ho frequantato molto i Giardini della Biennale, dove ci sono dei giganti alti 40 metri, anche se l'ambiente lagunare non consente alle radici di andare molto a fondo vista la presenza dell'acqua salsa.. Lì mi sembrano in perfetta forma e troneggiano.

Questo per dire che certamente la folle percorrenza del PUT (40mila veicoli giorno) non aiuta, ma non aiuta nemmeno la manutenzione, se eseguita male, cioè con le precauzioni non adeguate come spesso ANAS o VENETO STRADE ha fatto sul Terraglio, nonostante le prescrizioni severe che ci sono per interventi su questi alberi "malati", il cui legno deve essere trattato in modo speciale con segnalazione ad uno specifico ente e procedure particolari.

Se faccio le potature senza un'adeguata disinfezione delle lame, il cancro colorato lo porto in giro...

Non credo ci sia nessuna speranza per i platani "segnati del PUT, ma l'assessore Gazzola dovrebbe sapere che ci sono delle alternative, visto che il suo super consulente ha sperimentato a Mogliano un diverso tipo di platano che resiste a questa malattia.
Basta solo procedere a mettere soldi nel cassetto di questo Assessorato e provvedere a reimpianti di albeti di questa essenza, senza pretendere di piantare piante esageratamente grandi e bonificando bene il contesto.

In questo ritengo utile che l'assessore Gazzola sia anche assessore all'Ambiente!
Propongo che una parte dei 14 milioni di euro siano destinati ad un fondo speciale per IMPIANTARE ALBERI programmando bene essenze e lavori: non è difficile ed anche su questo di giocherà la campagna elettorale 2018.

Per il resto mi risulta incomprensibile capire come una commercialista possa essere assessore all'Ambiente. Sarebbe un pò come mettere il sottoscritto al Bilancio...

giovedì 13 luglio 2017

TERRAGLIO EST - TUTTI D'ACCORDO ALCIO

Si incontrano con il Prefetto e sono TUTTI D'ACCORDO che serve il secondo stralcio, salvo non dirlo a Zaia che non ha i soldi..
E' sempre simpatico osservare che si incontrano tra tutti coloro che sono PREGIUDIZIALMENTE FAVOREVOLI, salvo poi capire come il Comune di Treviso convincerà i residenti di Sant'Antonino, che non mi pare siano tra coloro che dicono sì...

Riscontro che in questi incontri ufficiali è sempre presente UNIINDUSTRIA, che non mi risulta  nè un ente locale, nè un'istituzione pubblica, ma semplicemente un'associazione di categoria ed erano presenti altre associazioni di categoria.
Sono immancabilmente assenti le associazioni che rappresentano l'ambiente cioè l'aria, l'acqua, il suolo cioè tutti quei fattori che interessano sempre più i cittadini.
Che sia un caso o una strategia?
Sarà un bell'argomento da discutere nella ormai prossima campagna elettorale..

martedì 16 febbraio 2016

“IL PARCO SILE NON NECESSITA DI UN DIRETTORE...” LO DICE L'ASSESSORE REGIONALE CORAZZARI


La Regione Veneto ed in particolare il Presidente Zaia per il tramite del suo Assessore Corazzari non sono più “arrabbiati” con la Giunta Esecutiva dell'Ente Parco Regionale Naturale del Fiume Sile.
Fino a pochi mesi fa (prima delle elezioni regionali) c'erano dichiarazioni di fuoco su sprechi ed inefficienze, tanto da minacciare il commissariamento mentre oggi c'è una stupefacente “luna di miele”, che ci lascia basiti.

Come gruppo consiliare dell'Ente Parco, tramite il capogruppo prof. Visotto, abbiamo chiesto un incontro con l'assessore Corazzari, che ha la delega ai parchi naturali; quest'ultimo invece di fissare una data, come si conviene tra persone normali, ha direttamente dato le risposte agli argomenti che gli volevamo sottoporre.
Un'efficienza degna di un mago che legge nella sfera di cristallo: rispondere ancor prima di aver sentito le argomentazioni di chi ti chiede un incontro.
Sono veri e propri miracoli o tracotanza??

In verità l'Assessore probabilmente nulla sa di parchi e tanto meno dell'Ente Parco del Sile, ma si fida ciecamente dei “suoi” uomini, che si occupano da vent'anni della gestione di questo pozzo di San Patrizio, che ha sprecato centinaia di migliaia di euro dalla sua istituzione e continua a farlo, visto che, in questo periodo di vacche magre, ha impegnato 1,8 milioni di euro per rifare ex novo i Burci di Casier e un pezzo di pista ciclabile (1,3km) a Quarto d'Altino, mentre il Sito di Importanza Comunitaria di San Michele Vecchio va in rovina (ambientalmente parlando).

In ogni caso al Corazzari l'Ente Parco Sile non interessa molto perchè è un feudo trevigiano ed questo è emerso in modo evidente all'avvio dei lavori per rifare le passerelle dei burci, a cui ha presenziato il trevigianissimo Caner, che regge l'assessorato al Turismo.


Altro fatto che emerge dalla nota del'assessore Corazzari è la dichiarazione circa l'inutilità di un Direttore con professionalità in materia ambientale per gestire un ente parco; nonostante le leggi, che si sono fatti loro stessi, è sufficiente un dirigente amministrativo per gestire l'ente e anche gli appalti in corso.


Estratto della risposta dell'assessore Corazzari in data 15-2-2016 al prof. Visotto

“Il Comitato Esecutivo ritiene di non procedere a nuova nomina fino all'approvazione della nuova legge sui Parchi” - dice l'Assessore, avvalorando una situazione “fuorilegge”, che dimostra che per loro i parchi sono “luna park”, dove al massimo si possono fare ponti e passerelle di ferro e piste ciclabili!

A che serve un direttore che conosca la materia ambientale? E' sufficiente un laureato in legge, anzi è la miglior scelta, viste le beghe in cui si ficca si solito l'Ente!

Chissà se il Presidente Zaia arriverà a dire che per gestire una sala operatoria o un ospedale, puo' bastare un bidello (senza offesa per i bidelli).

Per di piu' il dirigente amministrativo che oggi regge il parco e gestisce come RUP i due appalti da 1,8 milioni di euro è lo stesso di sempre, colui che era stato emarginato da questo stesso Comitato Esecutivo ed ora si prende un'evidente rivalsa, ritornando da trionfatore sulla scena dell'Ente. 

Tutto cambia perché nulla cambi?

Direi che si tratta di una perfetta continuità ventennale che garantisce il mantenimento “degli armadi chiusi”: chissà quali segreti ci sono in quegli armadi?
Credo in verità che i “segreti negli armadi” siano in verità molto piu' “normali” e, come voci, girano già da anni tra i trevigiani (finanziamenti illeciti?): si tratta solo di approfondire e trovare le prove da consegnare ad una magistratura, che voglia procedere.

Per nostro conto, in attesa di una gestione che abbia qualche attinenza con un parco naturale, restiamo vigili ed in attesa: prima o poi succederà quello che sta succedendo in questi giorni in Lombardia con la sanità. 

 Mi vedo già le contrite dichiarazioni che diranno che “siamo tutti delusi ed incazzati”...

                                                          p. ITALIA NOSTRA Treviso 

                                                          il presidente 
                                                          Romeo Scarpa