"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)
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sabato 21 ottobre 2017

IL “NON-AMBIENTE” VENETO appunti per assemblea popolare per democrazia e uguaglianza

Elencare “cosa fare” nella provincia di Treviso in tema di AMBIENTE si potrebbe liquidare in pochissime righe perchè basterebbe osservare la realtà che ci circonda.

Il Veneto e la provincia di Treviso sono storicamente rappresentati dal Tiepolo e dai vedutisti veneti, ma oggi questi stessi artisti troverebbero gravi difficoltà a ritrovare uno di quei luoghi tipici ed armonici da loro rappresentati 500 anni fa!
Il Veneto si è imbruttito/abbruttito barattando il suo ambiente, fertile e ricco di acque, con il miglioramento della condizione economica dei suoi cittadini.
Questo ha una base storico-antropologica perchè il Veneto è sempre stato (ed è) caratterizzato da forte individualismo, dal legame fortissimo con la terra (agricoltura) e da elevate differenze di reddito tra i suoi cittadini (signori/contadini).

Un cittadino veneto si sente sempre “povero” (di soldi) e mai di cultura; anzi spesso si fa vanto del suo successo nell'intraprendere, anche in assenza di basi culturali di spessore.
Grandi lavoratori con grandi successi economici, ma scarsissimo impatto, per esempio, nella rappresentanza politica nazionale; dobbiamo tornare alla vituperata Prima Repubblica per trovare nomi veneti di rilievo politico in Parlamento...
L'ambiente veneto (trevigiano) è stato sempre sfruttato senza considerare i costi generali di questo struttamento con una miopia suicida; anzi quasi sempre il grande vantaggio (nascosto) del successo del “fare del nord-est” è basato sull'aver azzerato questi costi ambientali, che ora riemergono prepotentemente come costi sociali.

Gli esempi di questi effetti negativi di questo sessantennale modello di sviluppo sono molteplici:
  • inquinamento delle acque da PFAS nel vicentino per fabbriche
  • inquinamento delle acque per avre creato discariche in zone di risorgiva
  • spreco di territorio per dispersione delle costruzioni civili ed industriali
  • impoverimento e deterioramento dei beni comuni (fiumi, terra, aria, fauna flora) per agricoltura intensiva e monocolture, uso molto prevalente trasporto su gomma, sfruttamento, per esempio, della ghiaia e dell'energia idroelettrica, ecc..

Il Veneto e la provincia di Treviso sono ciechi; in sostanza non vedono la realtà che ci circonda o meglio, la vedono con gli occhiali del “progresso lineare illimitato”..
Non sono più abituati (o non hanno mai voluto?) vederla com'è veramente e si sono abituati ad un contesto che è radicalmente mutato, ma per loro resta un contesto indifferente.
L'ambiente che ci circonda e che ci fa vivere diventa una risorsa inesauribile e che non costa nulla a chi la utilizza per i suoi legittimi profitti privati.
E' sufficiente che l'agire dell'homo aeconomicus veneticus dia un risultato economico positivo in termini finanziari (schèi) o in termini vagamenti sociali (più lavoro, ma senza dire quale tipo di lavoro) per accettare qualsiasi compromesso sull'ambiente.

Un esempio è quello dei Consorzi di Bonifica, che gestiscono i cordi d'acqua secondari per scopi principalmente irrigui.
La governance di questi 10 enti nel Veneto è praticamente in mano agli agricoltori, che diventano quindi gestori del bene comune “acqua” per il loro scopo statutario senza che altri organismi o enti difendano l'interesse dell'acqua stessa, cioè dei fiumi o delle risorgive.

Il paradosso è che i Consorzi di Bonifica si atteggiano e comportano da “padroni dell'acqua”, vedendo solo un lato del problema (quello dell'agricoltura) perchè, per prassi consolidata ed assentita tacitamente dal potere politico1, non vedono altro.
Secondo quanto dichiarano in pubblico i loro referenti tecnici2, ci sarebbe “contesa” tra il mondo agricolo e le associazioni ambientaliste per la risorsa “acqua”, visto i primi la dichiarano insufficiente per la superificie agricola da irrigare ed i secondi invece reclamano il Deflusso Minimo Vitale3!

Ci sono due insopportabili distorsioni in questo ragionamento:
  1. il diritto del bene comune “fiume” (o “risorgiva” o “falda”) viene messo allo stesso livello dell'interesse di una categoria ad irrigare il suolo per il suo profitto4;
  2. è totalmente assente il potere politico pubblico che dovrebbe regolare l'uso compatibile e sostenibile di questa risorsa mediante le varie leggi che esistono e non sono applicate

Noi riteniamo che sia l'agricoltura che si deve adattare alla disponibilità di acqua del fiume e non viceversa!
Questo adattamento è logico e costituzionalmente garantito dall'articolo 42 della Costituzione perchè la proprietà e l'interesse privato sono cedevoli rispetto all'interesse pubblico.
E non si tratta di banalizzare la questione, coem fa qualche professorone universitario, dicendo che si vogliono salvare i pesci e le alghe, ma si tratta di capire che salvaguardare la risorsa “acqua” è salvaguardare la vita, come chiaramente dice anche il Papa nella sua ultima enciclica.

Dire che l'acqua è insufficiente per la superficie coltivabile non è solo una scemenza, ma è un bugia che copre un vero e proprio “furto di un bene comune, visto che non si parla di quali colture si stiano mantenendo (per esempio il mais), né di quali sprechi ci sono per pozzi abusivi e irrigazione mediante canalette invece che con sistemi più conservativi5.
Il Presidente del Consorzio Piave dice che servono 300 milioni di euro per razionalizzare il sistema: bene e dove sta il problema in una Regione che spende 15 milioni di euro per un referendum consultivo e 12 miliardi di euro in 39 anni per una infrastruttura6 che non serve?
Il principale del Veneto e della provincia di Treviso è che questa realtà non la si vuole vedere perchè fa comodo non vederla, in quanto il principio regolatore di tutto è sempre stato l'interesse personale, che da noi si sintetizza con una parola: “SCHÈI”.

La piena condivisione di questo “dogma” del Nord-Est è totale e trasversale.
Sono stati tutti coinvolti e complici: partiti di destra-sinistra-centro, sindacati ed imprenditori, commercianti e clienti cioè portatori di interesse che dovrebbero naturalmente avere interessi di categorie differenziati con la complicità totale ed assoluta del potere partitico, che ha fatto dell'ambiente una merce di scambio elettorale.

In termini generali porre la questione AMBIENTALE nel Veneto (ma non solo) significa porre chiaramente la QUESTIONE DEI BENI COMUNI e dei limiti che devono esistere ed essere praticati in una società che vuole essere più equa e solidale ed avere un futuro e non solo il portafoglio pieno.

Gli esempi pratici di questo principio sono molti ed evidentissimi

problema
risorsa
ladro”
complice”
danno
Minicentrali idroelettriche
acqua
ENEL e gestori finto sostenibili
Regione Veneto e Province
I torrenti del bellunesi sono infestati da questi impianti anche in zona SIC ZPS; DMV mancate per 10 km su 15km mediamente
Diga di Valle di Cadore - svaso
acqua
fauna ittica
flora
ENEL Greenpower et similia
Ministero tramite Ufficio Dighe di Venezia
Il torrente Boite è stato “asfaltato” per circa 10-12 km uccidendo ogni forma di vita vegetale ed animale per circa 10 anni
Diga di Valle di Cadore - interramento
acqua
fauna ittica
flora
rischio idrogeologico
ENEL Greenpower et similia
Ministero tramite Ufficio Dighe di Venezia
La diga verrà a breve dismessa perchè interrita dai sedimenti. Dopo aver usato il territorio per 60 anni, Enel BadGreenPower lascia tutto e se ne va senza alcun ripristino
Dighe di Centro Cadore
Acqua
fauna ittica
flora
suoli
ENEL e fabbriche anni '60
Ministero tramite Ufficio Dighe di Venezia
Le dighe del centro Cadore sono piene di sedimenti inquinati da metalli pesanti, argento per le attività impattanti degli anni '60. Nel 2020 ENEL deve mollare la concessione. Lascerà la mina allo Stato come al solito?
Ghiaia della Piave
Biodiversità
rischio idrogeologico
Consorzio Cavatori
Regione Veneto e Genio Civile
Si continua a scavare in alveo modificando la morfologia del fiume; non si scava fuori alveo perchè “non economico” peri cavatori che preferiscono materiale pulito da non selezionare
Vigneti prosecco
Biodiversità
aria
suolo
Consorzio Tutela Prosecco
Regione Veneto
L'estensione della DOC è chiaramente un scambio elettorale tra i produttori (soprattutto piccoli) che vengono beneficiati da quote di impianto da 1 ettaro; pesticidi diffusi.
Si vorrebbe anche l'inserimento dell'elenco dlel'Unesco per poter vendere ancora di più e fare soldi con il turismo
Cave
acqua
suolo
Cavatori
Consorzi Rifiuti
Provincia
Regione Veneto
Si sono create cave in terreni ghiaiosi e ci sono fenomeni di inquinamento da mercurio perchè sono inquinate le risorgive
PFAS e altro
Acqua
suolo

Industrie
concerie
Regione Veneto
Scarichi illegali di inquinanti molto pericolosi soprattutto nel vicentino
Supestrada Pedemontana Veneta
Suolo
aria
SIS
Regione Veneto
Progetto di finanza per 95km di superstrada che costerà in 39 anni circa 12 miliardi di euro
Carenza fognature
Acqua
biodiversità
Comuni, in primis quelli del bacino del Sile
ATS et similia
Gli allacciamenti sono ad un livello medio del 30% per cui ci sono 7 veneti su 10 che hanno sistemi locali di depurazione (poco efficienti).
I deputatori sono progettati per acque nere ma ricevono acque miste e quindi molto spesso devo bypassare tutto “tal quale”...
Edificazione diffusa
Suolo
aria
cittadini
Comuni Province Regioni
E' stato costruito in modo sostanzialmente utilitaristico e senza progrmmazione con deroghe e Piani Casa oltre a leggi per costruire in zona agricola e condoni.
La legge sul contenimento del consumo del suolo del Veneto è una burla
Centri Commerciali
Aria
suolo
Grandi marchi distribuzione
Regione Veneto
I centri commerciali ormai assediano qualsiasi centro storico ed hanno sostanzialmente ucciso il commercio locale
Agricoltura intensiva
Acqua
suoli
biodiversità
Conf. Agricoli

Consorzi Bonifica
Regione Veneto
Genio Civile
Utilizzo di colture che necessitano motta acqua, spreco di acqua con sistemi di irrigazione a canaletta o a pioggia, uso diserbanti e fitofarmaci.
Pozzi abusivi non censiti né sanzionati, ma tollerati
Il fiume PIAVE nel medio corso è privo di acqua per molti mesi all'anno.
Mobilità su gomma prevalente
Aria
suolo

cittadini
Regione Veneto
Carenza strutturale di programmazione ed investimenti su mobilità diversa
Insufficiente pedonalizzazione
Aria
suolo
Comuni
Regione Veneto
Carenza di visione per la pedonalizzazione progressiva dei centri storici e carenza di parcheggi scambiatori sulla cinta esterna; PUT che drenano traffico verso il centro invece di gestirlo (Treviso ha 40mila auto al giorno attono alle Mura di Frà Giocondo)
Gestione parchi regionali e provinciali
Biodiversità
aria
acqua
Enti Parco
Regione Veneto
Gestione partitica e clientelare degli enti parco che sono serviti come “centri di spesa” per interessi di partito o per favori a privati
Zone industriali
suolo
Comuni
Regione Veneto
Ogni Comune ha svenduto il suo territorio per incassare oneri concessori dopo che è stato tolto il vincolo di scopi per gli oneri concessori.
Ci sono migliaia di metri quadri a destinazione industriale dismessi
Aeroporti
Aria
suolo
acqua
SAVE AERTRE
Ministero
Regione Veneto
Aeroporti cresciuti a dismisura a ridosso di centri abitati tipo Aeroporto Canova che costeggia il fiume Sile (zona SIC ZPS) e assedia l'abitato di Quinto con vari progetti di ampliamento finora bocciati. Limiti massimi imposti mai rispettati.
Edilizia inutilizzata o sottoutilizzata
suolo
Comuni
privati
Regione Veneto
Molti edifici sono vuoti o non affittati senza programmi di recupero e senza nemmeno incentivi alla demolizione o efficientamento; carenza di alloggi per categoria più deboli


Riteniamo quindi che un programma di RIGENERAZIONE AMBIENTALE debba partire dalla presa d'atto e condivisione di alcuni principi e valori cardine, che ritengo siano declinati dagi articoli 9-33-34 della nostra Costituzione e dalla sintesi dal concetto di “ecologia integrale” come spiegato da Papa Francesco nella sua ultima enciclica:

L'ecosistema Terra diventa un insieme organico da rispettare, a cui appartiene l'Uomo come parte essenziale,c che non deve dimenticare di essere parte di un Tutto, soggetto a limiti e soprattutto con la responsabilità di tutelare i beni comuni”

Se partiamo da questo principio base possiamo verificare e capire se le varie azioni sono realmente sostenibili ed ambientalmente compatibili oppure (come sempre più succede) oppure se sono dei camuffamenti per perpetuare la solita logica di sfruttamento senza criterio dell'ambiente a danno dei beni comuni.

La sceltà non è tra demonizzare il business e scegliere la vita bucolica, ma nell'agire in modo onesto ed etico per migliorare la condizione di vita delle persone, senza però danneggiare la vita dell'ambiente circostante e la vita nel futuro.

Confido che altri vorranno commentare ed integrare o contestare questa nostra opinione per avviare un dibattito fruttuoso e con una visione di prospettiva dell'ambiente, che, in fondo, siamo anche noi... e non solo noi.


note
1Il meccanismo di elezione dei rapprentanti dei Consorzi è chiaramente sbilanciato a favore degli agricoltori ed i partiti si impegnino perchè ci siano le persone “giuste” ai posti “giusti”...
2Esperienza personale di giovedì 18-10-2017 ad un corso presso Ordine Ingegneri Venezia
3Che a breve diventerà il Deflusso Ecologico
4E per i posti di lavoro, il PIL, bla bla bla...
5Irrigazione localizzate e temporizzata

6La superstrada Pedemontana Veneta in progetto di finanza prossimo al collasso

giovedì 28 settembre 2017

FESTIVAL DELLA STATISTICA - NUMERI PER TUTTI?

La statistica è quella scienza dei polli cioè tutti mangiano un pollo mediamente.... alcuni 100 ed altri mai...
Il Festival è sempre un bene perchè si discute e si dibatte, ma ci sono delle chicche da non perdere:
  • intervista a Luca Zaia da parte di Bacialli (in ginocchio)
  • il sindaco di Treviso che parla di valorizzazione delle periferie (!!)
Non ho letto tutto, ma sicuramente c'è dell'altro.
La statistica l'hanno presa a Treviso perchè si tenta di capire quale di probabilità ha il centro di essere rieletto nel 2018?

#LAUDATOSI'


I FORESTALI AL PARCO DELLO STORGA: LAUDATO SI'

E' sempre bello vedere che le azioni di un'associazione danno dei frutti positivi e quindi è con piena soddisfazione che accogliamo la notizia che il Servizio Forestale interverrà per la manutenzione del Parco della Storga. Quando di dice che lo Stato è assente... qui addirittura facciamo intervenire i Forestali da poco passati nell'Arma dei Carabinieri.

Per chi si batte per l'autonomia è una "grande propaganda"...

In ogni caso, pensiamo, che sia solo un'episodio perchè il parco fa 70 ettari e la Natura continua il ciclo stagione dopo stagione.

Oltrettutto noi abbiamo presentato un progetto che va al di là della sola manutenzione che lasciamo volentieri ai Forestali (attrezzati e compententi oltre che dotati di VIA-VINCA e quant'altro), ma resta tutto il resto:
  • educazione ambientale 
  • censimento della flora e della fauna
  • recupero degli immobili dismessi
Attendiamo fiduciosi risposte...

sabato 23 settembre 2017

ERRORI DI STAMPA? #LAUDATOSI'

Berto di è molto arrabbiato per i continui riferimenti ad ITALIA NOSTRA TREVISO "che scende in campo" e d'altra parte questo è un vero e proprio problema, visto che si fa difficoltà a scindere le decisioni personali dalle decisioni dell'associazione, ma è ovvio e necessario farlo per rispetto a quei soci che non condividono le scelte personali mie e di Berto nello schierarsi apertamente a favore di appello per creare una coalizione unitaria diversa dallla D.C. .... oooppps del PD.
La nostra storia personale ed associativa è chiara: siamo stati favorevoli alla nuova giunta dando molto credito che in parte è stato deluso (molto). Nulla di nuovo, credo.
La necessità di creare qualcosa che non sia "fuffa e promesse" ed abbia chiare caratteristiche di tuela ambientale non è un gran novità ed appartiene agli obiettivi statutari.
Sei vialori che ho esplicitamente ancorato a Costituzione ed Enciclica papale fossero condivisi e praticati da tutti, compresa la mitica Lega Nord per noi sarebbe un chiaro successo.
Nella realtà tutti parlano di "sostenibilità, ecologia, partecipazione", ma poi fanno altro...
Se qualcuno oltre alle parole, ci metterà i fatti, noi saremo con lui con l'unica pregiudiziale dell'antifascismo, che nel nostro Paese è ancora un valore serio.
#LAUDATOSI'
 
TESTO DI BERTO ALLA TRIBUNA
Caro Alessandro
ogni 4 anni sono costretto a ripetere le mie (e di altri) osservazioni: l'adesione PERSONALE ad un documento redatto da alcuni cittadini non può e non deve coinvolgere l'Associazione Italia Nostra- Sezione di Treviso di cui sono stato Presidente e a cui sono ancora iscritto, essendo stato confermato nel Consiglio Direttivo.
Continuo a ripetere che Italia Nostra è statutariamente una libera e democratica Associazione  assolutamente apartitica che assicura la  sua autonomia non consentendo ai suoi rappresentanti nazionali, regionali e locali di schierarsi in liste partitiche o di altro genere.
Ciò al fine di assicurare la sua libertà di iniziativa e di critica sempre costruttive, tenendo presente che il tema che l'ha fatta nascere
è la promozione ed il rispetto dell'art. 9 della nostra Costituzione.
Ogni nostro socio è ovviamente libero di aderire a partiti, raggruppamenti, comitati e quant'altro ma sempre a titolo personale, senza coinvolgere l'Associazione anzi facendola conoscere, rispettare ed apprezzare, come sempre abbiamo fatto dal 1954 ad oggi.
Ci teniamo molto a questa autonomia.
Per questo ti sollecito formalmente a correggere quanto pubblicato: dopo Romeo Scarpa o Berto Zandigiacomi non deve essere indicata, con o senza parentesi, alcuna altra specificazione.
Non desidero essere obbligato a ricorrere di alla Legge perché sia pubblicata questa precisazione
Cordialmente
Berto Zandigiacomi

domenica 17 settembre 2017

TERREMOTI ED ALLUVIONI NEL TREVISANO TRA XII E XIX SECOLO

Ecco un'interessante iniziativa per il prossimo week-end. Il cambiamento climatico è in corso, ma le catastrofi non sono solo recenti.
La storia deve servire a questo: a capire ed a ricordare.

ARCHIVIO DI STATO DI TREVISO


SCUOLA, EDUCAZIONE, ARTE E CULTURA



LOTTA ALLA POVERTA', TUTELA SALUTE, PACE E LAVORO



BENI COMUNI E SERVIZI ESSENZIALI


ECOLOGIA INTEGRALE



UGUAGLIANZA E GIUSTIZIA

 La riflessione ed il parallelo tra Costituzione ed Enciclica non pretendo alcuna scientificità ed esaustività perchè sono e resto un ingegnere e quindi non posso competere a livello di profondità di conoscenza con chi da sempre studia questi temi.

Mi interessa la sintesi e speso che la sintesi che cerco di afferrare interessi anche voi.

La ricerca è quella di vedere quali sono i VALORI su cui un gruppo di riconosce, da dove vengono, che ha lottato per loro e chi li afferma e soprattutto... li mette in pratica.

Il fine non sono le elezioni 2018 a Treviso (forse quelle 2019 a Kasier che è il centro del mondo..), ma costruire basi solide in un mondo "GASSOSO".

I VALORI DI RIFERIMENTO

Lo scopo statutatio della nostra associazione è quello di "tutelare e promuovere il patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione".
E' un compito che deriva dall'articolo 9 della Costituzione, mai veramente applicato come molti altri, ma da questo "scopo statutario", ne posso derivare altri o meglio se ne accompagnano altri.



Il mio interesse per l'enciclica papala non deriva da una coversione tardiva, ma dal ragionamento che sottende il discorso del Papa (e di molti altri prima di lui) cioè che non ci puosso essere DIRITTI SENZA GFIUSTIZIA e non ci può essere ECOLOGIA senza prenderene l'aspetto INTEGRALE, che non è integralismo, ma visione ampia dei problemi e declinazione critica dei vari aspetti che rigurdano la Natura a cui l'uomo appartiene (e non è altro).

Il tentativo di ritrovare VALORI  non ha una finalità specifica di breve periodo, ma c'è certamente la volontà di incidere su uno degli aspetti che consideriamo più deleterio per una democrazia sana e cioè la disaffezione per la Politica ed per un impegno concreto che si esprime nel modo più semplice con il voto per arrivare all'imegno nel volontariato fino a quello nei partiti.

Ovviamente, parlando di valori e non volendo riscrivere quanto esiste già nel nostro passato democratico, riprendiamo i fondamenti del pensiero politico costituzionale, trattando temi ed argomenti di ampio respiro, che poi dovranno poter consentire di attuare e gestire anche le decisioni minori, facendo riferimento a questo insieme di valori, sui quali cerchiamo la più ampia adesione. Italiana.

Il senso di quello che la stampa ha definito il partito di LAUDATOSI' (un partito che non esiste, ma che potrebbe sempre nascere in funzione dell'evoluzione delle cose e della volontà delle persone) è questo: riprendere a discutere di VALORI e poi decidere gli obiettivi e come farli. Non viceversa.






lunedì 4 settembre 2017

ZARATTINI: VITTORIA DEL COMITATO MA NON BASTA

La notizia è ufficiale ed è una bella vittoria per il COMITATO LOCALE a cui noi abbiamo dato un piccolissimo contributo (direi quasi nullo).

Tutto è bene quel che finisce bene?

Non è così perchè, a parte le deliranti e strafottenti "dichiarazioni di Zarattini sul benessere che traferirà da altre parti", è necessario continuare a vigilare per evitare che:
  • simili allevamenti intensivi vadano ad occupare altra e diversa terra agricola
  • vengano cancellati i favoritismi e le deroghe.
Ora siamo noi a chiedere al Comitato di struttursi in modo permanente per la difesa del loro territorio ed anche del territorio degli altri per far crescere quell'ECOLOGIA INTEGRALE che è il futuro nostro e dei nostri figli.
 #LAUDATOSI

domenica 3 settembre 2017

CASE VUOTE E PAROLE SENZA SENSO

Se partissimo dai dati prima di parlare potremmo fare dei ragonamenti. Io vi metto a disposizione i dati che derivano da analisi ISTAT, voi cosa dite?


LA PRASSI DI ARCORINTI A MESSINA


L'esempio di un altro uono che starebbe bene in LAUDATOSI' (il sindaco di Messina Arcorinti) è da seguire e da tempo io dico che solo un'azione RUSPANTE può salvare il nostro territorio.

BISOGNA DEMOLIRE IL COSTRUITO (MALE) E RIPORTARE LA TERRA RUBATA DOVE DEVE ESSERE 

150. Data l’interrelazione tra gli spazi urbani e il comportamento umano, coloro che progettano edifici, quartieri, spazi pubblici e città, hanno bisogno del contributo di diverse discipline che permettano di comprendere i processi, il simbolismo e i comportamenti delle persone. Non basta la ricerca della bellezzane Il progetto, perché ha ancora più valore servire un altro tipo di bellezza: la qualità della vita delle persone, la loro armonia con l’ambiente, l’incontro e l’aiuto reciproco. Anche per questo è tanto importante che il punto di vista degli abitanti del luogo contribuisca sempre all’analisi della pianificazione urbanistica.
 

sabato 2 settembre 2017

DISCORSO (non fatto) A RIFONDAZIONE DI PADOVA


Non ho ricevuto molte informazioni per l'intervento di questa sera per cui lascerei alla platea decidere cosa vuole sentirsi raccontare.
Io ho preparato due tipologie di intervento:

  1. un resoconto sui guasti del sistema Veneto che parte dalla Pedemontana per arrivare al prosecco passando per gli incendi alle fabbriche... In pratica un cahier de doléance che bene o male tutti i presenti conoscono...
  2. .un'analisi (di parte) del profondo buco in cui siamo sprofondati e della cecità che ci avvolge tutti, anche se crediamo ognuno di sapere e vedere tutto, visto che siamo circondati da informazioni su tutti e tutto.
Nel primo caso racconterò fatti che, più o meno dettagliatamente, sappiamo già tutti noi presenti qui; ne parliamo ad ogni incontro e poi? O ci ubriachiamo oppure torniamo a casa incazzati... O depressi.
I più sensibili potrebbero anche mettersi a piangere oppure dire che è colpa del PD, o dei 5S o di Trump; in ogni caso sempre di qualcun altro. Ma poi?
Una sana indignazione, un bicchiere di rosso e poi?

Nel secondo caso si tratta di partire dalla medesima indignazione senza preamboli per capire dov'è finita la Politica e dove sono scomparsi i Partit
i.

Dove sono tutte le persone che l'11 giugno 1984 erano in Piazza della Frutta a Padova ad ascoltare Enrico Berlinguer? Dove sono i milioni di voti che erano il patrimonio democratico del PCI? Dove sono i milioni di iscritti al partito? 
Trent'anni fa quest'uomo promuoveva la “questione morale” con parole di un'attualità agghiacciante:

“Noi vogliamo che i partiti cessino di occupare lo Stato. I partiti debbono, come dice la nostra Costituzione, concorrere alla formazione della volontà politica della nazione; e ciò possono farlo non occupando pezzi sempre più larghi di Stato, sempre più numerosi centri di potere in ogni campo, ma interpretando le grandi correnti di opinione, organizzando le aspirazioni del popolo, controllando democraticamente l'operato delle istituzioni.” (1)

“Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata. “

Noi pensiamo che il tipo di sviluppo economico e sociale capitalistico sia causa di gravi distorsioni, di immensi costi e disparità sociali, di enormi sprechi di ricchezza. Non vogliamo seguire i modelli di socialismo che si sono finora realizzati, rifiutiamo una rigida e centralizzata pianificazione dell'economia, pensiamo che il mercato possa mantenere una funzione essenziale, che l'iniziativa individuale sia insostituibile, che l'impresa privata abbia un suo spazio e conservi un suo ruolo importante. Ma siamo convinti che tutte queste realtà, dentro le forme capitalistiche (...) non funzionino più, e che quindi si possa e si debba discutere in qual modo superare il capitalismo inteso come meccanismo, come sistema, giacché esso, oggi, sta creando masse crescenti di disoccupati, di emarginati, di sfruttati. Sta qui, al fondo, la causa non solo dell'attuale crisi economica, ma di fenomeni di barbarie, del diffondersi della droga, del rifiuto del lavoro, della sfiducia, della noia, della disperazione.

La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell'amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell'Italia d'oggi, fa tutt'uno con l'occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt'uno con la guerra per bande, fa tutt'uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono profare d'essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche. [...] Quel che deve interessare veramente è la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude.

Berlinguer chiedeva a Scalfari se fosse “un delitto avere queste idee?” 
Le storie di questi trent'anni dicono che non solo non era un delitto, ma sarebbe stata una salvezza se il suo popolo lo avesse seguito invece di perdersi in mille frazionismi, di cui non voglio ora analizzare le ragioni.

Io partirei da qui (cioè dal 1984) per arrivare ad oggi dove il dibattito politico è eterodiretto dai media che rimbalzano le pseudo opinioni di fascisti come Salvini con amplificazione dei media e dissoluzione dei partiti in carne ed ossa, sangue e sudore, passione e volontà di cambiare.

Non siamo più nemmeno nella società liquida di Baumann, siamo allo stato... gassoso: praticamente delle scoregge!


Dobbiamo ripartire da zero? Dalla rifondazione di Rifondazione?
Nulla di tutto ciò. Dobbiamo ripartire dalle parole e dai valori di Enrico Berlinguer per rivendicare l'identità di una classe precaria che non ha nemmeno più nome e definizione, che è difficile da inquadrare e da raggiungere in un società dove tutti sanno tutto senza in definitiva sapere nulla.
La precarietà ci ha avvolto in modo così forte, che non abbiamo nemmeno più le parole per definire coloro che vorremmo rappresentare?

Io ritengo che le questioni morali di Berlinguer oggi si possano declinare con alcune antiche parole semplici e conosciute da tutti voi:

  • tutela dell'ambiente che ci circonda e che vorremmo circondasse anche i nostri figli e nipoti 
  • dignità per il lavoro che non è un'opzione dei mercati, ma un diritto, il fondamento della nostra Costituzione e non può essere succube della finanza, che è il contrario del lavoro; 
  • lotta contro la povertà di tutti i tipi e per la pace che è un modo molto diverso di porre le questione in cima a tutte le agenti dei partiti di oggi (i migranti);
Oggi chi parla come Berlinguer? Dove troviamo con chiarezza e senza compromessi le sue idee?

II. IL DIALOGO VERSO NUOVE POLITICHE NAZIONALI E LOCALI
176. (...) le questioni relative all’ambiente e allo sviluppo economico non si possono più impostare solo a partire dalle differenze tra i Paesi, ma chiedono di porre attenzione alle politiche nazionali e locali.

177. (…) La società, in che modo ordina e custodisce il proprio divenire in un contesto di costanti innovazioni tecnologiche? Un fattore che agisce come moderatore effettivo è il diritto, che stabilisce le regole per le condotte consentite alla luce del bene comune. I limiti che deve imporre una società sana, matura e sovrana sono attinenti a previsione e precauzione, regolamenti adeguati, vigilanza sull’applicazione delle norme, contrasto della corruzione, azioni di controllo operativo sull’emergere di effetti non desiderati dei processi produttivi, e intervento opportuno di fronte a rischi indeterminati o potenziali. (...)

178. Il dramma di una politica focalizzata sui risultati immediati, sostenuta anche da popolazioni consumiste, rende necessario produrre crescita a breve termine. Rispondendo a interessi elettorali, i governi non si azzardano facilmente a irritare la popolazione con misure che possano intaccare il livello di consumo o mettere a rischio investimenti esteri. La miope costruzione del potere frena l’inserimento dell’agenda ambientale lungimirante all’interno dell’agenda pubblica dei governi.Si dimentica così che «il tempo è superiore allo spazio», che siamo sempre più fecondi quando ci preoccupiamo di generare processi, piuttosto che di dominare spazi di potere. La grandezza politica si mostra quando, in momenti difficili, si opera sulla base di grandi principi e pensando al bene comune a lungo termine. Il potere politico fa molta fatica ad accogliere questo dovere in un progetto di Nazione. (2)



III IL DIALOGO E TRASPARENZA NEI NUOVI PROCESSI DECISIONALI  
182. La previsione dell’impatto ambientale delle iniziative imprenditoriali e dei progetti richiede processi politici trasparenti e sottoposti al dialogo, mentre la corruzione che nasconde il vero impatto ambientale di un progetto in cambio di favori spesso porta ad accordi ambigui che sfuggono al dovere di informare ed a un dibattito approfondito.
 

183. Uno studio di impatto ambientale non dovrebbe essere successivo all’elaborazione di un progetto produttivo o di qualsiasi politica, piano o programma. Va inserito fin dall’inizio e dev’essere elaborato in modo interdisciplinare, trasparente e indipendente da ogni pressione economica o politica. Dev’essere connesso con l’analisi delle condizioni di lavoro e dei possibili effetti sulla salute fisica e mentale delle persone, sull’economia locale, sulla sicurezza. I risultati economici si potranno così prevedere in modo più realistico, tenendo conto degli scenari possibili ed eventualmente anticipando la necessità di un investimento maggiore per risolvere effetti indesiderati che possano essere corretti. È sempre necessario acquisire consenso tra i vari attori sociali, che possono apportare diverse prospettive, soluzioni e alternative. Ma nel dibattito devono avere un posto privilegiato gli abitanti del luogo, i quali si interrogano su ciò che vogliono per sé e per i propri figli, e possono tenere in considerazione le finalità che trascendono l’interesse economico immediato. Bisogna abbandonare l’idea di “interventi” sull’ambiente, per dar luogo a politiche pensate e dibattute da tutte le parti interessate. La partecipazione richiede che tutti siano adeguatamente informati sui diversi aspetti e sui vari rischi e possibilità, e non si riduce alla decisione iniziale su un progetto, ma implica anche azioni di controllo o monitoraggio costante. C’è bisogno di sincerità e verità nelle discussioni scientifiche e politiche, senza limitarsi a considerare che cosa sia permesso o meno dalla legislazione.

185. In ogni discussione riguardante un’iniziativa imprenditoriale si dovrebbe porre una serie di domande, per poter discernere se porterà ad un vero sviluppo integrale:  

Per quale scopo? Per quale motivo? Dove? Quando? In che modo? A chi è diretto? Quali sono i rischi? A quale costo? Chi paga le spese e come lo farà? 
In questo esame ci sono questioni che devono avere la priorità. Per esempio, sappiamo che l’acqua è una risorsa scarsa e indispensabile, inoltre è un diritto fondamentale che condiziona l’esercizio di altri diritti umani. Questo è indubitabile e supera ogni analisi di impatto ambientale di una regione.
 

IV. POLITICA ED ECONOMIA IN DIALOGO PER LA PIENEZZA UMANA
189. La politica non deve sottomettersi all’economia e questa non deve sottomettersi ai dettami e al paradigma efficientista della tecnocrazia. Oggi, pensando al bene comune, abbiamo bisogno in modo ineludibile che la politica e l’economia, in dialogo, si pongano decisamente al servizio della vita, specialmente della vita umana.
Il salvataggio ad ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potrà solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura. La crisi finanziaria del 2007-2008 era l’occasione per sviluppare una nuova economia più attenta ai principi etici, e per una nuova regolamentazione dell’attività finanziaria speculativa e della ricchezza virtuale. Ma non c’è stata una reazione che abbia portato a ripensare i criteri obsoleti che continuano a governare il mondo.
La produzione non è sempre razionale, e spesso è legata a variabili economiche che attribuiscono ai prodotti un valore che non corrisponde al loro valore reale. Questo determina molte volte una sovrapproduzione di alcune merci, con un impatto ambientale non necessario, che al tempo stesso danneggia molte economie regionali.La bolla finanziaria di solito è anche una bolla produttiva. In definitiva, ciò che non si affronta con decisione è il problema dell’economia reale, la quale rende possibile che si diversifichi e si migliori la produzione, che le imprese funzionino adeguatamente, che le piccole e medie imprese si sviluppino e creino occupazione, e così via.
 

190. In questo contesto bisogna sempre ricordare che «la protezione ambientale non può essere assicurata solo sulla base del calcolo finanziario di costi e benefici. L’ambiente è uno di quei beni che i meccanismi del mercato non sono in grado di difendere o di promuovere adeguatamente». Ancora una volta, conviene evitare una concezione magica del mercato, che tende a pensare che i problemi si risolvano solo con la crescita dei profitti delle imprese o degli individui. È realistico aspettarsi che chi è ossessionato dalla massimizzazione dei profitti si fermi a pensare agli effetti ambientali che lascerà alle prossime generazioni? All’interno dello schema della rendita non c’è posto per pensare ai ritmi della natura, ai suoi tempi di degradazione e di rigenerazione, e alla complessità degli ecosistemi che possono essere gravemente alterati dall’intervento umano. Inoltre, quando si parla di biodiversità, al massimo la si pensa come una riserva di risorse economiche che potrebbe essere sfruttata, ma non si considerano seriamente il valore reale delle cose, il loro significato per le persone e le culture, gli interessi e le necessità dei poveri.

191. Quando si pongono tali questioni, alcuni reagiscono accusando gli altri di pretendere di fermare irrazionalmente il progresso e lo sviluppo umano. Ma dobbiamo convincerci che rallentare un
determinato ritmo di produzione e di consumo può dare luogo a un’altra modalità di progresso e di sviluppo. Gli sforzi per un uso sostenibile delle risorse naturali non sono una spesa inutile, bensì un investimento che potrà offrire altri benefici economici a medio termine. Se non abbiamo ristrettezze di vedute, possiamo scoprire che la diversificazione di una produzione più innovativa e con minore impatto ambientale, può essere molto redditizia. Si tratta di aprire la strada a opportunità differenti, che non implicano di fermare la creatività umana e il suo sogno di progresso, ma piuttosto di incanalare tale energia in modo nuovo.

E' sintomatico dei tempi tragici-comici in cui viviamo che le parole più forti e più serie che rieccheggiano i valori del segretario del più grande partito comunista europero siano del... Papa.

La chiarezza del messaggio è tale che la sua ECOLOGIA INTEGRALE può diventare il collante oggi per non uno ma cento programmi elettorali sfrondati da pregiudizi e sofismi.

Si tratta di un vero e proprio invito alla RIVOLTA PACIFICA, ma risoluta e senza compromessi su questioni di che sno fondanti e fondative.


Note
(1) Intervista di Eugenio Scalfari a Berlinguer del 18 luglio 1981
(2) Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni (A. De Gasperi)

sabato 26 agosto 2017

E IL GIARIDNO CREO' L'UOMO

Domandarsi cosa ne sarà del giardino significa domandarsi cosa ne sarà dell’umanità, tanto intimo è il legame tra giardino e uomo. Da qualche mese i giornali parlano di guerra. La prossima, dicono, grazie ai progressi della tecnologia sarà la più distruttiva di quelle finora conosciute. Io penso a quell’altra guerra, nella quale c’impegniamo quotidianamente senza saperlo, assorbiti come siamo dalle mille incombenze quotidiane. Sto parlando della guerra che abbiamo dichiarato alla vita. 
Di questo conflitto, i danni della società industriale e materialista sono le forme più evidenti; il distacco dalla natura, la sua conseguenza più profonda. Quando la prossima guerra sarà finita ce ne saranno altre, e il progresso continuerà nella sua corsa e la Terra diverrà uno spazio sempre meno abitabile. 
Poco a poco, probabilmente, gli uomini si risveglieranno, come dopo un’ubriacatura, si renderanno conto dell’errore commesso voltando le spalle alle loro origini. Vedremo finalmente che in fondo al deserto c’è solo un deserto. Sarà troppo tardi? 
Ci sarà ancora un giardino, accanto a noi, per dirci che sì, possiamo ritrovare la strada giusta, quella del ritorno? 
Nonostante tutto la risposta della mia anima è: sì. I giardini sopravvivranno. Ne sono convinto. Finchè ci saranno esseri umani che cercano di rinnovare un dialogo con la natura, ci saranno veri giardini, e quindi una speranza. Sopravivranno come luoghi dissenso. Non hanno già adesso questo ruolo, che non avrebbero mai pensato di dover sostenere?
Il giardino non è mai perduto: Così essendo troppo vecchio per credere alle rivoluzioni, non avendo mai avuto gusto per i manifesti politici, io non raccomando altro che una forma di ribellione: il giardinaggio
Fate giardini! 
Veri giardini, naturalmente, luoghi indomiti, fuorilegge. Io, che sono sempre stato allergico alla civiltà, con questo sangue di barbaro dell’estremo Nord che mi scorre nelle vene, ho curato un giardino selvatico.
 Voi scegliete lo stile che vi si confà. Tracciare il vostro disegno sulla faccia della Terra, che si presta sempre volentieri ai sogni dell’uomo, piantate un giardino e prendetevene cura. E proteggete anche quelli che restano e resistono, i vecchi luoghi abitati dalle piante che arrivano da lontano e continuano a sognare, nonostante l’insensato baccano che li circonda. 
Lavorate con i poeti, i maghi, i danzatori e tutti gli altri artigiani dell’invisibile per rimettere al suo posto il mistero del mondo. Ciò facendo affronterete le forze contrarie che oggi sembrano più potenti che mai. Non opporrete al sistema vigente un’ideologia o un progetto politico, ma un semplice luogo con i suoi semplici valori. Non avrete il desiderio assurdo di cambiare il mondo: farete solo un piccolo spazio alla vita. 
La natura vi offre questa possibilità……..
Gli dei sono dalla vostra parte. Sì quegli dei che si è voluto scacciare, anche loro esuli dalla Terra, ma sempre infinitamente, più saggi dei mortali. Stanno aspettando gli uomini, sorridendo dei loro errori e delle loro speranze, dietro il cancello aperto del giardino.”
Non sono filosofo, ma questo so: nel nostro tempo troppo pieno di sé e delle sue conquiste, in questa nostra società in cui sembra che il destino di qualsiasi attività sia generare ricchezza, soddisfare desideri perlopiù superflui, abbiamo dimenticato un bisogno, tanto essenziale quanto mangiare o bere. Abitare un mondo dotato di senso”.
Restano ancora in Occidente, dei luoghi incantati, abitati dall’invisibile. Sono luoghi in cui un tempo gli uomini hanno costruito templi e chiese, o resistono ruderi di antiche città e castelli. Talvolta basta una sola pietra per far nascere tutt’intorno un luogo vero, per raccontare una storia. Se questi posti hanno saputo conservare un’anima, è perché l’avanzata massiccia della storia li ha risparmiati. Sono, insomma, di superstiti e, se preferite, dei luoghi fantasma. Spesso li si incontra per caso. 
Talvolta, di primo acchito ci deludono: sembrano abbandonati, trascurati, cosa che invariabilmente mette a disagio l’uomo civilizzato, così amante dell’ordine e della pulizia  (vedi antropologia Homo Fulvo Pettinaticus - ndr). 
 Nella maggior parte dei casi non siamo molto edotti sulla storia del sito e – altra cosa che ci disorienta – non sappiamo granchè di dove ci troviamo. Entrandovi però persino il razionalista più incallito comprende che non si tratta di un luogo neutro. L’aria che visi respira è diversa, e altrettanto diversa è la qualità della luce. 
Lo spazio è come carico di una strana densità, di una profondità insondabile, come se qualcosa nella vita degli uomini e delle donne che lì hanno pregato, amato, sofferto e sognato avesse resistito allo scorrere del tempo, via via modificando il sito fino a farne ciò che è”.
Così i veri luoghi scompaiono uno dopo l’altro insieme al loro mistero, alle storie che custodivano, al loro silenzio benedetto. Se non vengono semplicemente distrutti, li si trasforma in  "monumenti">. 
In questo caso dopo essere stati restaurati in modo da sembrare più giocattoli che luoghi reali, diventano siti turistici. 
Niente più tracia del loro mistero, ma che importa? Finalmente servono a qualcosa: attrarre visitatori affamati di distrazioni. I luoghi si ritrovano così trasformati in scenari dove il turista, cioè il povero erede di ciò che un tempo era il viaggiatore, inscena la propria capacità di meravigliarsi di fronte al mondo”.
(JORN DE PRECY  -1912)