"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)
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domenica 13 giugno 2021

DUE PAROLE SUL PUBBLICO INTERESSE: IL BOSCO DI CEMENTO (2 di 3)

 


Personaggi:
un fiume, un costruttore, i cittadini, Ente Parco Fiume Sile e Amministrazione.

Luogo: un’area a fianco del fiume protetto

I fatti: un costruttore, piu’ costruttore degli altri costruttori, acquista un’area e progetta un bosco verticale di cemento; non gli bastano 3 piani di altezza e con la complicità (voluta?) della normativa regionale aumenta l’altezza del suo bosco moltiplicando i ricavi e le cause legali.

Il fiume SILE è un BENE COMUNE, tanto che nel 1981 venne istituito un Parco Regionale Naturale con il compito di disciplinare e regolare le attività all’interno e dei dintorni del parco, ma purtroppo coloro che devono dare le disposizioni prediligono bastonare i cittadini semplici con richieste spesso assurde piuttosto che mettere doverosi paletti ai costruttori più costruttori di altri. Nel caso specifico l’Ente Parco Regionale di Fiume Sile non fa alcuna osservazione di merito sull’eccessiva altezza del bosco di cemento perché forse occupato a prescrivere oscuri di colore verde e piante autoctone a cittadini normali.

Morale: il costruttore più costruttore costruisce i suoi piani più alti del dovuto per la gioia degli avvocati, i cittadini osservano e non capiscono e Sindaco con Ente Parco cercano di dire che non è colpa loro.

L’interesse privato del costruttore prevale di fatto sia sulle norme che sul fiume SILE che ha un nuovo bosco. Peccato che sia di cemento.

mercoledì 26 maggio 2021

LA "LEGGE" DEL PARCO SILE: CASE PER INSETTI POVERI E RICCHI

 Non riesco, mio malgrado, a restare fuori dalle "prodezze" dell'Ente Regionale del PARCO SILE perchè spesso i fatti mi rincorrono e le persone mi cercano per riferirmi di fatti, per loro incredibili.

Per me, nulla è INCREDIBILE se proviene dall'Ente POrco perchè in 30 anni ne hanno combinate di ogni genere...

L'attuale richiesta di aiuto mi proviene da un amico scout che per un gruppo scout, mi pare di Vedelago, ha chiesto all'Ente Parco Sile di poter costruire una CASETTA PER INSETTI in area parco a Casacorba.

Cos'è una CASETTA PER INSETTI? 

Non è altro che un insieme di legname autocostruito dai ragazzi che serve per dare specifico habitat agli insetti a scopo educativo.

Si tratta chiaramente di un manufatto ecocompatibile, di dimensioni limitate, a scopo educativo e quindi la Sezione FORMAZIONE dell'ENTE PARCO SILE (che però non esiste) dovrebbe collaborare e aiutare gli scout a trovare il posto giusto per posizionare la loro CASETTA....

In un parco naturale (vero), gli insetti dovrebbero avere ampi posti di ricovero, ma diciamo che apprezziamo la volontà degli scout di fare una "cosa ecologica" e di dare alloggio agli insetti sfaticati che non trovano ricovero...

 

Dopo aver presentato la richiesta agli Uffici del Parco, la replica amministrativa è stata quella di sottoporre il progetto a VALUTAZIONE DI INCIDENZA AMBIENTALE.

Ho spiegato che è una prassi normale perchè una norma del Piano Ambientale prevede che ogni costruzione in ambito Parco Sile faccia redigere ad un professionista abilitato questa relazione che esamina gli aspetti interferenti tra la "costruzione" e l'ambiente..

Ho precisato di non poterli aiutare perchè serve una competenza specifica  per fare questa relazione VINCA, ma ho indicato persone disponibili a "regalare" la relazione, che dovrà chiarire alcuni aspetti non indifferenti: niente uso di legni trattati con vernici, niente chiodi per solo cunei in legno per evitare di avere rischio di tetano e altre simili roboanti elementi.....

Fino a qui NULLA DI NUOVO PER ENTE PARCO SILE: un'applicazione rigorosa (e un po' stupida della norma), l'assenza di qualsiasi sezione FORMAZIONE dell'Ente Parco e la pessima figura fatta con gli SCOUT...

IL FATTO CHE SALTA SUBITO ALLA MENTE E' LA DIFFERENZA DI TRATTAMENTO CON UN'ALTRA "CASETTA" SORTA IN RIVA AL SILE...

Sono altre tre CASETTE per la precisione, costruite in riva al Sile, in centro a Treviso, che ENTE PARCO ha lasciato costruire senza battere un colpo sull'impatto...

Ovviamente, tutto a norma di legge, perchè in quella zona il Parco del Sile è solo l'alveo...

Ma ENTE PARCO non ha nemmeno obiettato nulla sull'altezza (il vulnus della questione) dando strumenti a Comune per rigettare la SCIA. 

Hanno fatto una RACCOMANDAZIONE....

Hanno, pilatescamente, chiesto di verificare se l'altezza degli allora erigendi fabbricati fosse legittima, invece di dare un parere CONTRARIO MOTIVATO.

Ci voleva coraggio e "chi il coraggio non ce  l'ha non se lo può dare...", diceva un mio amico prete.

O ci sono altri motivi che non conosco, ma vi lascio intuire...

 

RESTA SOLO LA MANIFESTA DIFFERENZA (a norma di legge) TRA LA CASETTA PER GLI INSETTI VERI E LE CASETTE PER GLI INSETTI RICCHI....


PS: aspetto sempre di essere convocato dal Sindaco e dalla Commissione Urbanistica per spiegare che non ho dato alcun parere sul progetto di Cazzaro quand'ero consigliere del Parco Sile. Posso però fornire i nomi del Consiglio Direttivo dell'Ente PARCO di allora, che sono tutti prossimi alla Lega ed alcuni anche in CC.

 
 



domenica 3 settembre 2017

CASE VUOTE E PAROLE SENZA SENSO

Se partissimo dai dati prima di parlare potremmo fare dei ragonamenti. Io vi metto a disposizione i dati che derivano da analisi ISTAT, voi cosa dite?


domenica 20 agosto 2017

PERCHE' CASETTE DIVENTANO CONDOMINIONI?

Ultimamente si è levata alta la protesta di alcune zone di Treviso per il sorgere di edifici molto superiori alla media pre-esistente e prendo ad esempio il caso di via Piave, che conosco come ambito per aver giocato da bambino in quello che era un grande prato con alberi visto che i miei nonni materini proprio lì abitavano.

Non conosco la consistenza precisa del'lintervento in corso, ma conoscevo la casa dei Signori Soldati che frequentavo ed era una classiva casa unifamiliare a due piani su un lotto di circa 1000mq com'è rimasta fino all'anno scorso.

Andiamo con ordine.

  1. Cosa prevedeva il PRG 2011 fato dalla Lega Nord e susssunto dalla Giunta Manildo senza grandi cambiamenti per quest area?
 Se osservate le previsioni originarie sono di una densificazione della costruzione pre-esistente perchè un indice 3mc/mq significa costruire un condominio come quelli che ci sono a fianco con altezza massima 16m. La cosa non è in sè sbagliata perchè l'intera zona dello stadio è fatta di case "alte" per Treviso; quello che stride è la scarsa distanza dal fronte stradale e l'assenza di verde.







Cosa succede dopo??C'è la crisi edilizia e quindi la Regione Veneto pensa di rispondere non con incentivi seri che mettano a disposizioni fondi per il settore, ma con una serie di "regali" che alla fine si ritorcono contro i cittadini. E' il cosidetto PIANO CASO di Marino Zorzato e Zaia che nasce come legge "provvisoria" nel 2009 e continua a sopravvivere di proroga in proroga fino al 31-12-2018 (cioè 9 anni dopo!!) con il rischio che venga resa definitiva. 

 Come potete leggere nella premessa alla legge approvata (Piano Casa 1) ci sono un sacco di belle parole come al solito, ma gli effetti sono quelli che si vedono oggi..
Faccio notare che la LEGA NORD di Zaia approva, ma il PD si astiene perchè è difficile votare contro... Credo che solo Pettenò ed altri due si siano rifiutati di votare questo schifo.


Quali sono gli effetti del PIANO CASA, che passa dalla versione 1 alla versione 2 e poi alla versione 3 con la saggia consulenza dello studio BAREL che pubblica volumi su volumi di interpretazioni e commentari...??
 
Gli effetti sono quelli che oggi denuncia l'ing. Negro e cioè che i Comuni sono spossessati della loro potestà di pianificare.
Spendono soldi per i PAT e per i PI e poi in base a NORME DEROGATORIE si danno "premi spaziali" che arrivano anche al 75% se in favore dei disabili.
Chi negherebbe un incentivo ad un soggetto "debole"?? 
Quello che c'è sotto è la prima versione che è stata via via peggiorata...

La legge regionale in un linguaggio burocratese stretto spiega che è tutto bello e fatto a nostro beneficio ed infatti se vi riguardate le rassegne stampa del tempo (ed ancora quelle di oggi), questa legge DEROGATORIA è descritta come quella che ha salvato l'edilizia, mentre in realtà non ha modificato nulla ed ha solo peggiorato il contesto ingessando ancora di più il mercato perchè ha aumentato l'offerta della "camera per la nonna" (come diceva Zorzato) mentre c'è un patrimonio enorme invenduto.

Interessante anche vedere che la Regione Veneto stabilisce sconti sugli oneri concessiori di cui beneficiano... i Comuni!! L'articolo 7 prevede uno sconto del 60% ed anche ulteriore incentivi se lo desiderano i Comuni che non hanno un soldo!!

In un primo momento era stata data la possibilità ai Comuni di stralciare alcune zone del loro territorio, ma tale possibilità è stata subito eliminata perchè c'era il rischio di inficiare i "benefici" della legge e quindi l'articolo 8 è diventato un mera chimera.

I centri storici sono stati fatti salvi, più per impossibilità tecnica (distanze) che per altro...

Siccome i problemi di questo pasticcio emersero subito evidenti perchè nascevano condomini a confine con casette, si densificava dove non c'è strade adatte e via discorrendo ci fu la necessità di un'altra mostruosità giuridica del Veneto che L'INTERPRETAZIONE AUTENTICA DELLA NORMA.Quando ci sono pasticci, causati da legislatori pasticcioni, si chiede di mettere delle toppe che reggono fino a che nessuno le impugna... Ma impugnare costa...

Leggete e cercate di valutare la portata dei punti:
1) si consente di pianificare in DEROGA anche a chi è senza PAT dopo il limite fissato
2) si fanno prevalere le norme regionali sui regolamenti comunali in modo da saltare i pochi vincoli che i Comuni tentavano di mettere
3) si proroga una legge "provvisoria" fino a 2018
4) si tolgono dai computi dei volumi dei dettagli tanto per dire che nulla deve essere perso per fare schèi..
Aggiungi didascalia

CONCLUSIONE

Tutto questo lungo excursus per dire cosa??

In primis che nulla avviene per caso ed è tutto già scritto nelle leggi che vengono approvate soprattutto se le leggi sono DEROGATORIE e fatte sull'onda di motivazioni diverse di quella di una corretta gestione del territorio.
La pianificazione (ma tutto in genere) è MERCE DI SCAMBIO per ottenere voti e per avere titoli sui giornali.
Poca differenza tra maggioranza ed opposizione, anche se la colpa della LEGA NORD e CENTRODESTRA è certamente maggiore, visto che da lì vengono queste ideone. Non escludo però che i geni del CENTROSINISTRA non potrebbero anche loro farle se fossero al governo della Regione Veneto (cosa che non succederà mai) .

La seconda questione è l'osservazione che i partiti non esistono più come entità "che studiano" (salvo rare e personali eccezioni); siamo circondati da politici regionali che gestiscono i loro grande/piccolo potere senza seguito di base e da amministratori locali, che sono impegnati in gestione e non hanno la minima idea di quello che succede a livello legislativo in Regione.
Anzi se vanno in REGIONE VENETO è per chiedere, con il cappello in mano, di avere qualche finanziamento per questa o quella opera che li farà rieleggere.
DOVE VOGLIAMO ANDARE IN QUESTO MODO? 




lunedì 14 agosto 2017

I NIMBY DEL PIANO CASA IN VIA PIAVE A TREVISO

La protesta di Via Piave a Treviso dimostra che mediamente i cittadini non capicono quanto viene approvato in Regione Veneto visto che l'operazione edilizia in corso dipende dal PIANO CASA REGIONALE.

Tutti ad osannare Luca Ghiaia quando si trata di costruire a casa degli altri, mentre diventa un problema quando costruiscono vicino a casa loro.

domenica 9 luglio 2017

PIANO CASA E PROBLEMI

Quesito della sezione di MIRANO di ITALIA NOSTRA
A Mirano il terzo piano casa sta letteralmente devastando l’assetto urbanistico. Il valore delle case è molto alto , più alto che nei paesi limitrofi.La disponibilità sul mercato di numerose case singole con giardino in zona centrale spinge gli operatori immobiliari a operazioni che portano alla realizzazione di palazzine che occupano anche il 90% del sedime contro il 30/40 % originale con la eliminazione di tutte le alberature e la costruzione pressoché a confine.
C’è stata una forte reazione da parte di numerosi cittadini ma l’Amministrazione ovviamente si è giustificata sostenendo che non ha alcuna possibilità di opporsi.
Per caso siete a conoscenza di realtà in cui si è cercato di opporsi? Vi risulta ci sia qualche strumento o ragione utilizzabile?
Vi inoltro qui di seguito la nota di un nostro associato che probabilmente dovendo subire a confine un'edificazione invasiva secondo il piano casa cerca di trovare qualche ragione per opporsi. 
Cosa  pensate di questo suggerimento?

Sarebbe utile un interessamento di Italia Nostra a livello regionale Veneto riguardo ai margini di intervento rispetto al nostro piano casa (distanze tra fabbricati, invarianza idraulica, applicabilità di leggi e regolamenti, danni da svalutazione, servitù di panorama e di soleggiamento, ecc.). 
Si potrebbe comissionare ad uno studio legale specializzato, ad un'università o ad un dottorando di delineare i rispettivi ambiti di manovra per quanto attiene all'ente pubblico (Regione, Comune, Città Metropolitana, Autorità di Bacino, Ulss), al privato che costruisce adottando i vari piani casa e ai terzi aventi diritto (confinanti, associazioni di tutela del territorio, comitati di quartiere, ecc.). 
Una specie di vademecum da diffondere tra i cittadini e che anche i professionisti del settore delle costruzioni.
Se Italia Nostra non dispone dei fondi sufficienti, si potrebbe tentare con il crowdfunding...

PRIMI SPUNTI PER UNO STUDIO E RISPOSTA
Come abbiamo anticipato le ultime novità sul piano casa (LR 14/2009), ne ribadiscono il carattere derogatorio e l’attitudine  quindi a scardinare il lavoro fatto dai Comuni con il proprio strumento urbanistico. 
Ci riferiamo in particolare alla norma di interpretazione autentica contenuta nell’art.64 della LR 30/2016 (Collegato alla legge di stabilità 2017), che chiarisce e ribadisce come il piano casa  consenta di derogare a tutti i parametri dello strumento urbanistico generale: “1. Le norme di deroga alle previsioni dei regolamenti comunali e degli strumenti urbanistici e territoriali comunali, provinciali e regionali di cui all’articolo 2, comma 1, e di prevalenza sulle norme dei regolamenti degli enti locali e sulle norme tecniche dei piani e regolamenti urbanistici di cui all’articolo 6, comma 1 della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 “Intervento regionale a sostegno del settore edilizio e per favorire l’utilizzo dell’edilizia sostenibile e modifiche alla legge regionale 12 luglio 2007, n. 16 in materia di barriere architettoniche” e successive modificazioni, devono intendersi nel senso che esse consentono di derogare ai parametri edilizi di superficie, volume, altezza e distanza, anche dai confini, previsti dai regolamenti e dalle norme tecniche di attuazione di strumenti urbanistici e territoriali, fermo restando quanto previsto all’articolo 9, comma 8 della medesima legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 con esclusivo riferimento a disposizioni di emanazione statale. 2. Gli eventuali provvedimenti di rigetto o di annullamento emessi dal comune sulla base di una interpretazione degli articoli 2, comma 1, 6, comma 1, e 9, comma 8, della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14, diversa da quella indicata al comma 1, sono riesaminati alla luce di quanto previsto dai medesimi.”.

C’è tuttavia da domandarsi se e con quanto rigore i comuni diano applicazione all’articolo 9 della che circoscrive l’ambito di applicazione del piano casa ed, in particolare a:
  • la lett. a) del comma 1 che esclude tutti gli edifici ricadente in centro storico (di cui dall’articolo 2 del d.m. n. 1444/1968 ) “salvo che per gli edifici che risultino privi di grado di protezione, ovvero con grado di protezione di demolizione e ricostruzione, di ristrutturazione o sostituzione edilizia, di ricomposizione volumetrica o urbanistica, anche se soggetti a piano urbanistico attuativo.” 
  • la lettera c) del comma 1, che esclude gli edifici, ovunque ubicati “ oggetto di specifiche norme di tutela da parte degli strumenti urbanistici e territoriali che non consentono gli interventi edilizi previsti dai medesimi articoli 2, 3, 3 ter, 3 quater e 4”, in pratica ampliamenti e ristrutturazioni. 
  • il comma 4 consente valutazioni più generali e più discrezionali sulla ricaduta urbanistica dei singoli interventi in quanto subordina la possibilità dell’intervento consentito dal piano casa “all'esistenza delle opere di urbanizzazione primaria ovvero al loro adeguamento in ragione del maggiore carico urbanistico connesso al previsto aumento di volume o di superficie degli edifici esistenti, peraltro con esclusione degli interventi realizzati sulla prima casa di abitazione.”.
Piano casa a parte, e per quanto riguarda le villette incriminate bisogna vedere se non è invece il Comune ad averci messo del suo, utilizzando l’art. 8 della l.r. 4/2015 che (in attuazione dell’art. 2bis del DPR 380/2001) permette di modificare il PI introducendo deroghe ai limiti di densità, altezza e  distanza, di cui agli articoli 7, 8 e 9 del D.M. 2 aprile 1968, n. 1444……
Anche qui il Comune dovrebbe, peraltro garantire che non siano compromessele condizioni di sicurezza e igienico-sanitarie degli insediamenti e degli edifici e devono assicurare il mantenimento di spazi pubblici o riservati ad attività collettive, a verde pubblico o a parcheggio adeguati alle necessità delle zone o ambiti individuati secondo quanto stabilito dallo strumento urbanistico generale.”

Insomma molto dipende da come il Comune ha costruito il suo PRG/ PI e, ai fini di un prontuario “contro” il piano casa, forse sarebbe utile una ricerca sulla giurisprudenza formatasi  per individuare dei filoni “ vincenti" che rispettino la legge, ma soprattutto il senso del convivere civile perchè una densificazione consente un risparmio di suolo agricolo, ma nella realtà avviene per delega al privato con sacrificio degl standard urbanistici.

C'E' MOLTO DA FARE E SERVONO COMPETENZE (oltre a qualche soldo che si può trovare).

giovedì 23 giugno 2016

I GUASTI DEL PIANO CASA ED I SINDACI

La vicenda riportata dalla Tribuna di oggi in quel di San Cipriano di Roncade, consente tre riflessioni sulle leggi dell'Urbanistica nel Veneto:
  1. i Sindaci sono di fatto esautorati dalle loro potestà grazie ad una legge regionale (il Piano Caso) che è stato prorogato fino al 2017
  2. Anche quando non sono esautorati, i Sindaci sono sostanzialmente inutili....
  3. ...se non sono inutili sono dannosi
La prima considerazione riprende il giusto scandalo di Ivano Sartor per la costruzione di un casa a tre piano a ridosso di un edificio agricolo storico di pregio. 
Costruiamo ancora case che forse non si venderanno "sputando" sulle qualità del nostro territorio e chi ci amministra (Regione e Comuni) parla di "diritti acquisiti" e di impossibilità di intervenire.
E' vero: la LR è una legge derogatoria infame che addirittura toglie soldi ai Comuni (sconti sugli oneri) e toglie autonomia, ma...
.... Ma quale opposizione è stata fatta in Regione al Piano Casa da chi oggi si lamenta? Tutti proni a far finta di fare opposizione!!
Quale Sindaco ha veramente preso in mano il suo potere per andare da Zaia & Co. e protestare? Nessuno. Anzi tutti (piu' o meno a plaudire perchè di incentivava il settore).

La seconda considerazione è relativa al fatto che ci sono "aree archeologiche che potrebbero riservare scoperte, ma non sono pervenute osservazioni al PAT e la Sopritendenza non ha vincolato...". Anche qui, il Sindaco (e i suoi omologhi sono parimenti ignavi) dimostra che lui non è capace di immaginare che ci possa essere qualcosa in quel posto, ma non si è certo posto il problema...
Certamente, pur sapendolo da 40 anni, non avrà messo un euro per investigare, approfondire....dare lavoro a qualche giovane archeologo.
No, Lui (Lei) aspetta che qualcuno gli ponga il vincolo, che è come uno stigma, ma non è colpa del sindaco (e quindi non perde voti...).

La terza considerazione è piu' antica e risale alla questione di cosa è stato fatto a Bagaggiolo in area Parco del Sile: una vera e propria "porcata" bipartisan con una variante "di minima entità" nemmeno passata in Consiglio Regionale, ma che ha consentito al potente di turno di fare un bel 15mila cubi...
Ovvio per i posti di lavoro.... smart.
 I 15 mila cubi però sono di calcestruzzo, che non mi pare molto smart!!

martedì 21 luglio 2015

PIANO CASA: I GENI DELLO SVILUPPO SI CONVERTONO?

E' mitica la non-chalance con cui categorie e politici cambiano idea: il Piano Casa che doveva salvare le imprese e far rispariare territorio "è morto".!

Non c'è mai un colpevole in tutti questi errori di strategia. Tutti sanno e pontificano ma non c'è MAI un colpevole che sia uno.

Intervistate il mitico ex assessore Zorzato che, dopo aver promesso leggi derogatorie co confusione, oggi vivacchia in Consiglio Regionale lontano (forse) dalla stanza dei bottoni dei suoi vecchi amici di giunta. Povero
...

martedì 25 febbraio 2014

COSA PENSIAMO DEL PIANO CASA 3

Alleghiamo una nota sul Piano Casa 3 da noi ampiamente trattato. Abbiamo inviato alla Regione Veneto, al Comune di Treviso ed ai nostri soci, il COMMENTARIO DEL COMMANTARIO, dove analizziamo alcuni dei principali articoli.
Chi desidera averlo, lo richieda a treviso@italianostra.org


Il Consiglio Comunale di Treviso si appresta a deliberare in merito al cosidetto PIANO CASA 3, una legge “derogatoria” con un impianto confuso, che ha provocato benefici inconsistenti rispetto ai danni culturali che ha prodotto.

Uno dei principali problemi del settore edilizio non è la difficoltà di poter costruire (soprattutto in Veneto), ma la totale incertezza amministrativa determinata da una normativa ordinaria che si intreccia in modo permanente con norme derogatorie per di piu' estese nel tempo per quasi un decennio.
In Italia, e soprattutto nel Veneto, nulla è piu' “certo” perchè ci sono molti modi per poter costruire: tutti modi confusi, dove è necessario ricercare il codicillo o la deroga estesa che manda “a remengo” qualsiasi tentativo di pianificazione ordinata e seria.

Il legislatore (e le lobby che stupidamente spingono per simili norme) ha precese e serie responsabilità, a cui i Comuni hanno il dovere di opporsi perchè la gestione urbanistica del territorio è una potestà locale. Ma il tema non dovrebbe restare solo una questione di potere, ma dovrebbe invece lasciar trasparire un modello di gestione del territorio da parte dei Comuni piu' virtuoso...
Invece, ha gioco facile, l'assessore Zorzato a “chiuudere la bocca” ai Sindaci che no cementificato con i loro PRG eccessivi il Veneto e disseminato di area industriali il territorio solo per avere risorse (oneri urbanizzazione).

Il problema non è quindi questa particolare legge regionale, ma un insieme di azioni che hanno reso il Veneto un territorio fragile (frane, inondazioni), dove non si passa piu' con una strada e dove la campagna sparirà con altri 30 anni di sviluppo come l'ultimo decennio.

E' triste dirlo, ma la crisi è figlia di normative come queste, che danno risposte (sbagliate) contingenti e nel breve periodo e non danno luogo a quella politica di manutenzione diffusa, rigenerazione e ristrutturazione del patrimonio esistente, che sarebbe utile.



Alleghiamo alla presente nota, un “Commentario del Commentario” edito dal Corriere del Veneto dove analizziamo la normativa punto per punto; non è un lavoro completo, né perfetto perchè la nostra associazione ha solo volontari e non studi professionali di alto livello per fare queste osservazioni...

Precisiamo che la situazione attuale è deprimente anche per il fatto che, un accordo politico tra NCD e PD, ha disinnescato il ricorso alla Corte del Governo, che è stato fatto per due questioni marginali.

La sostanza di questa normativa è comunque per noi inaccettabile e dannosa, soprattutto per il carattere di “deroga permanente” che porta nella normativa urbanistica.
Un grave danno allo sviluppo, anche se molti non lo capiscono

martedì 11 febbraio 2014

pianocasater@consiglioveneto.it

Ecco una possibilità da non perdere per fare sapere alla Regione Veneto cosa pensano i cittadini ed i tecnici del PIANO CASA 3.
Invito chi ha delle osservazioni a mandarle alla Commissione Urbanistica come chiede il Presidente Andrea BASSI, mandandole in copia anche a treviso@italianostra.org
Credo e spero che i nostri politici regionali saranno contenti dalla partecipazione e potranno avere un'idea di cosa pensiamo...



Leggete il commento sul sito del Consiglio Veneto e mandate osservazioni...

domenica 9 febbraio 2014

IL PIANO CASO VENETO 3 CONTINUA A VIVERE...

Il governo ha impugnato ma solo per  2 motivi risibili: mancato richiamo al rispetto della sagoma nella ristrutturazione di edifici vincolati e pericolosità idrogeologica…
Sostanzialmente ridicolo anche perchè Zorzato dice di aver vinto.... Idem il PD che dice di aver vinto... ma la legge c'è e continua a fare danni...


Nuove disposizioni per il sostegno e la riqualificazione del settore edilizio e modifica di leggi regionali in materia urbanistica ed edilizia. (29-11-2013)
Regione: Veneto
Estremi: Legge n.32 del 29-11-2013
Bur: n.103 del 30-11-2013
Settore: Politiche infrastrutturali
Delibera C.d.M. del: 24-1-2014 / Impugnativa
 
Motivi dell'impugnativa: Gli articoli 10 comma 6, in combinato disposto con l’articolo 7, comma 1; e l’articolo 11, commi 1 e 2, della legge della Regione Veneto n. 32 del 2013 presentano profili di illegittimità costituzionale in riferimento agli art. 117 co. 2 lett. s) e 117 co. 3 della Costituzione e devono pertanto essere impugnati ai sensi dell’art. 127 della Costituzione per i motivi di seguito specificati.

L'articolo 7 inserisce nella l.r. 14-2009 l'articolo 3-quater ("Interventi su edifici in aree dichiarate ad alta pericolosità idraulica e idrogeologica") il cui comma 1 dispone "1. Per gli edifici ricadenti nelle aree dichiarate ad alta pericolosità idraulica o idrogeologica è consentita l'integrale demolizione e la successiva ricostruzione in zona territoriale omogenea propria non dichiarata di pericolosità idraulica o idrogeologica, anche in deroga ai parametri dello strumento urbanistico comunale, con un incremento fino al 50 per cento del volume o della superficie." L'articolo 10, comma 6, che modifica la lettera g) dell'articolo 9 ("Ambito di applicazione"), della l.r. 14-2009, vieta l'applicazione degli interventi di ampliamento e di demolizione e ricostruzione per gli edifici "g) ricadenti in aree dichiarate ad alta pericolosità idraulica e nelle quali non è consentita l'edificazione ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 "Norme in materia ambientale" e successive modificazioni" aggiungendo le parole "fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 3-quater." Le nuove disposizioni, pur incentivando l'integrale demolizione e ricostruzione di edifici siti in aree ad alta pericolosità idraulica ed idrogeologica in zone territoriali omogenee non dichiarate pericolose, sono incostituzionali con riferimento al testo dell'articolo 9, lettera g) della l.r. 14-2009.

Tale previsione regionale, infatti, nell'escludere gli interventi di ampliamento e di demolizione e ricostruzione, utilizza il termine “pericolosità idraulica” che ricomprende solo l’alluvione e non anche il termine "pericolosità idrogeologica" che ricomprende le aree a rischio frana e valanga, ponendosi così in contrasto con quanto previsto nel D.P.C.M. 29.9.1999 “Atto di indirizzo e coordinamento recante l’individuazione dei criteri relativi agli adempimenti di cui all’art. 1, commi 1 e 2 del decreto legge 11 giugno 1998, n. 180”, che esclude l’ammissibilità di alcuni degli interventi per le aree ad alta pericolosità/rischio idrogeologico, differenziando tra aree a rischio idraulico ed aree a rischio frana (§3.1 e §3.2). La normativa contrasta con la disciplina statale di riferimento, nella misura in cui è idonea a consentire gli interventi menzionati anche in violazione delle prescrizioni più restrittive contenute negli atti di pianificazione di bacino, le quali, ai sensi dell’art. 65, co. 4, 5 e 6 del D.Lgs. 152/2006 hanno carattere vincolante per le amministrazioni ed enti pubblici e sono sovraordinate ai piani territoriali e ai programmi regionali.
Di conseguenza, le disposizioni di cui all'articolo 9, lettera g), della l.r. 14/2009, come modificate dall'articolo 10, comma 6 della legge in esame, violano l’art. 117, comma 2, lettera s) della costituzione, nella parte in cui non prevedono l’esclusione degli interventi citati in tutti i casi in cui le norme di attuazione dei piani di bacino o la normativa di salvaguardia non consentono, nelle aree considerate, tale tipologia di interventi o, più in generale, nelle aree ad alto (elevato e molto elevato) rischio idrogeologico, nelle quali non è consentita l’edificazione dagli strumenti di pianificazione.

L’articolo 11, commi 1 e 2, che modifica l’art. 10, comma 1, lett. a) e b) della legge regionale n. 14 del 2009 eliminando l’obbligo, per gli interventi di ristrutturazione edilizia, di rispettare la sagoma esistente, si pone in contrasto con l’art. 3, comma 1, lettera d) del DPR n. 380 del 2001, che impone, ai fini della qualificazione degli interventi di ristrutturazione edilizia, sottratti perciò al permesso di costruire e assoggettati a mera s.c.i.a., il rispetto della medesima sagoma dell’edificio preesistente, qualora si tratti di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo n. 42 del 2004. Si tratta, evidentemente, di una norma formalmente edilizia, ma sostanzialmente di tutela del patrimonio culturale, che si risolve in una disposizione di maggior tutela dei beni culturali vincolati, come tale ascrivibile alla potestà legislativa esclusiva di cui al secondo comma, lettera s), dell’art. 117 Costituzione. Pertanto, la disposizione regionale de qua contrasta con i principi fondamentali della legislazione statale in materia di governo del territorio (art. 117, comma 3 della Costituzione) e con una disposizione di tutela dei beni culturali, vincolante per le regioni ai sensi dell’art. 117, comma 2, lett. s) della Costituzione.

In conclusione, per le motivazioni sopra esposte, devono essere impugnate ai sensi dell’art. 127 della Costituzione le seguenti disposizioni della l.r. Veneto n. 32/2013:

- l’art. 10, comma 6, in combinato disposto con l’art. 7, comma 1, per contrasto con l’art. 117, comma 2, lettera s) della Costituzione (in riferimento al D.P.C.M. 29.9.1999 “Atto di indirizzo e coordinamento recante l’individuazione dei criteri relativi agli adempimenti di cui all’art. 1, commi1 e 2 del decreto legge 11 giugno 1998, n. 180” e all’art. 65, co. 4, 5 e 6 del D.Lgs. 152/2006);
- l’art. 11, comma 1 e 2, per contrasto con gli articoli 117, comma 2, lett. s) (in riferimento alla tutela del paesaggio) e con i principi fondamentali in materia di governo del territorio di cui all’art. 3, comma 1, lettera d) del d.p.r. n. 380/2001.

domenica 2 febbraio 2014

AVVISO AI NAVIGANTI: IL PIANO CASA VENETO VA ELIMINATO!

I Sindaci, credo soprattutto Venezia e Padova ma forse anche Treviso, hanno chiesto ed ottenuto dal Governo l'impugnazione del Piano Casa Veneto di Zorzato.
Bene! 
E' un buon inizio, se però adesso non cerchiamo di fermare l'opera di RIPRISTINO DELLA LEGALITA' con interventi incoerenti.
 


La prima questione è la richiesta di dimissioni del vice presidente regionale ZORZATO (NCD) che questa legge ha pervicacemente voluto, senza ascoltare chi lo avvertiva delle evidenti illeggittimità.
L'ing. Zorzato, invece di fare ammenda, lancia veklate minacce agli altri consiglieri e fa la stessa considerazione del sottosegretario De Luca (PD), che non ammette l'evidenza di alcune situazioni.
Ma non succederà perchè è già in campo la fazione che tende a politicizzare la questione cioè a dire che si tratta di una attacco partitico del Governo ad un assessore.... onogeneo al Governo perchè (ricordiamolo) Lupi e Alfano sono i referenti di Zorzato.!!

lunedì 25 novembre 2013

"PIANO CASA 3" DA RINVIARE IN COMMISSIONE

La Regione Veneto sta per approvare per la terza volta una legge di carattere urbanistico di impianto derogatorio motivata da presunte urgenze che non ci sono e trascurando invece in modo imperdonabile gli effetti negativi di un simile modo di procedere.
Spieghiamoci meglio perchè “grande è la confusione sotto il cielo” e pare che il Veneto sia pieno di famiglie numerose con madri, padri, nonni e zie tutti sotto un stesso tetto, che non riescono piu' a convivere come nel dopoguerra perchè mancano gli spazi!!

La realtà vera (non quella immaginaria che si raccontano i politici a Venezia..) è che il Veneto è piano di case vuote, vecchie con famiglie monocellulari.
Il Veneto è pieno di case dappertutto, di capannoni dappertutto e questi sono desolatamente vuoti perchè dopo l'ubriacatura di Tremonti, che ha incentivato la loro costruzione con sgravi fiscali, ora siamo (sono...) a piangere perchè devono pagare l'IMU o perchè non è possibile par passare una tangenziale.

Chiediamo una seria riflessione al Consiglio Regionale ed un dibattito sereno perchè con un simile modo di legiferare non si aiuta nessuno. Nemmeno coloro che immaginano di costruire ancora possono essere contenti di un quadro normativo demenziale, dove non si capisce piu' nulla, dove “tutto è incerto, perchè discrezionale ed opinabile” e quindi sotto il tiro incrociato di mille ricorsi amministrativi.

A volte, abbiamo la sensazione che esista una lobby segreta e potentissima di Azzeccagarbugli, che incentivano la confusione per ottenere maggior lavoro; lavoro però nelle aule dei tribunali amminsitrativi e non nei cantiere visto che la confusione è somma e non riusciamo nemmeno piu' a capirci tra tecnici sul concetto di “ampliamento”.

Vi siete mai chiesti seriamente perchè dall'estero non investono da noi?
Perchè non c'è un quadro normativo certo, non ci sono tempi certi.
Questo non significa “deregolamentare” come pensano i fautori della confusione, ma significa “avere delle idee” e tradurle in norme chiare.
Per esempio decidendo che “questa è una zona di pregio ambientale e sono consentiti solo questi interventi (vedi Morgano)”, “qui è una zona di degrado da riqualificare e troviamo strumenti per rendere vantaggioso la demolizione e la ricostruzione”...
Questo sarebbe far politica.

La soluzione proposta oggi dalla Giunta Regionale è invece un summa di massima confusione dove si protrae la validità di una norma derogatoria generalizzata (arriviamo ormai quasi a 10 anni!), che rende impossibile prevedere le conseguenze sul territorio perchè estende i benefici ad un concetto di “familiare” che arriva anche al cugino del nonno di terzo grado!!

L'operazione politica è oltrettutto di stampo “centralista regionale” perchè pretende di uniformare, cioè che non è possibile né utile uniformare, imponendo un'applicazione generalizzata (“per dare regole uguali a tutti”, dicono) di bonus volumetrici in ogni comune del Veneto senza alcuna possibilità di mediazione dei Sindaci, in base alla specificità del loro territorio.

Tutta questa operazione viene fatta in fretta e quasi di nascosto perchè sta per scadere il Piano Casa 2 (il prossimo 30 novembre), ma non c'è alcuna vera urgenza, se non quella della crisi economica, che queste operazioni sono in grado di contrastare come una cassetta da frutta gettata sul caminetto per scaldarsi... Una fiammata e poi nulla!

I dati finora resi pubblici dagli osservatori sono “mirabolanti” nel Veneto per i precedenti Piani Casa, ma pochi vanno a vedere cosa e come si costruito.

Si è migliorata la qualità delle nostre periferie con operazioni di ampio respiro in grado di dare veramente lavoro o si incentivata la cosidetta “caponera”??

Possiamo dire che dopo 4 anni di “Piano Casa” vediamo un Veneto diverso, piu' bello ed efficiente oppure abbiamo dato dei palliativi ad un malato terminale??

Se nessuno ha il coraggio di vedere la realtà e di porsi queste domande, continuiamo a dare “medicine” sbagliate ed inefficaci.

Il Veneto soffre di eccesso di costruzione di scarsa qualità e di dispersione urbana e quindi è positivo che qualcuno dica che va incentivata la demolizione di eccessi di zone industriali, che vanno riportate allo stato agricolo. Altro che “Veneto City”!!
Quanto costa far questo? Chi paga? Dove vanno trovate le risorse? Questi sono temi politici da affrontare.

Invece ci troviamo a discutere in velocità di un nuovo Piano Casa, che l'assessore voleva rendere permanente, suggellando un capolavoro normativo: la DEROGA PER SEMPRE.
Il confronto non c'è stato perchè le audizioni sono state una farsa gestita in fretta e senza che si tenesse in minimo conto quanto dichiarato perchè “tutto era già scritto”; il solito adempimento formale da sbrigare in fretta per non perdere tempo e poter dire che si ascoltano tutti...

Ma perchè l'assessore Zorzato, già promotore di un PTRC vuoto di senso e con scelte precise solo dove ci sono da assegnare le aree strategiche sui nodi autostradali al potere della Giunta Regionale, non ha il coraggio di affondare il colpo ed abrogare la Legge Urbanistica 11/2004??
Perchè dobbiamo sentire gridare “che ci sono troppe pastoie burocratiche” da coloro che sono i primi responsabili di questo caos??

Questo PIANO CASA 3 va rinviato in Commissione per essere totalmente riscritto, verificando gli effetti dei precedenti due non solo in termini quantitativi, ma anche in termini qualitativi (il “bello” che vorremmo fosse il lustro della nostra regione).

Se l'assessore ritiene di non essere in grado di portare a termine un simile compito, puo' dare le dimissioni perchè crediamo che qualsiasi altro consigliere di maggioranza saprà far meglio.

L'impressione che emerge, dalla sospetta velocità con cui si presenta questo PIANO CASA 3, è che sia la solita “marchetta” che piace a tutti, destra+centro+sinistra senza distinzioni, visto l'approssimarsi delle elezioni: siamo in fase “rischio rielezione”, dove si deve dare l'impressione che il politico abbia un'utilità pratica per il popolo.
Tutti a parlare quindi di crisi economica, di incentivo al lavoro, di edilizia sostenibile e riqualificazione di bonus sempre piu' alti e cumulabili, senza capire cosa poi succederà, salvo poi lamentarsi se Vicenza o qualche altra zona sarà sommersa dalla prossima alluvione....

I politici regalano “metri cubi” senza aver capito che li hanno già regalati da 10 anni a questa parte: BASTA!
Uno che va a vari matrimoni di amici portando sempre lo stesso regalo (il mitico alano fermaporta in terracotta smaltata) è un cretino o un cafone ignorante.

Manderemo pertanto i nostri emendamenti che tentano di arginare una deriva normativa che sta creando il caos nel settore, sperando che il PIANO CASA 3 venga rinviato in commissione.

Valuteremo con attenzione le singole posizioni dei Consiglieri Regionali su questo tema durante il dibattito in Consiglio e ne daremo puntuale riscontro, perchè sarà utile, alle prossime elezioni, che il cittadino sappia chi è responsabile di un simile scempio e chi invece ha fatto il possibile per arginarlo.