"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)
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giovedì 16 dicembre 2021

A TREVISO ARIA PESSIMA, MA NON PER L’AEROPORTO… 32.000 TREVIGIANI A CASA PER FAR VOLARE GLI AEREI?

 

Nella transizione ecologica trevigiana ci deve essere qualche tassello, non di piccola dimensione, fuori posto e nemmeno un assessore all’ambiente titolato in materia pare riuscire/volere a fare nulla.

L’aria a Treviso, come in tutta la pianura padana, è “pessima” a livello qualitativo perché non possiamo più parlare di sforamenti dei limiti (50 microgrammi per metro cubo), ma dobbiamo dire che siamo 3 volte oltre i limiti e quindi arrivano le ordinanze urgenti del sindaco per tutelare i cittadini, ma anche, e forse soprattutto sè stesso.

“Stop immediato alle auto private fino ad euro 5 fino a cessata emergenza”.

Si tratta della così detta “emergenza periodica”, che non può più chiamarsi emergenza perché è noto che si verifica ogni anno da decenni senza un intervento strutturale di lungo periodo e qui le colpe non sono dell’ultimo sindaco, ma anche dei precedenti.

Quello che però va detto a chiare lettere è che Qualcuno è al di fuori di queste regole e lo è da sempre...

Parliamo di SAVE-AERTRE che con un solo decollo aereo inquina come 600 auto euro 0.

In questo caso, e non da ora, nessuno ha avuto il coraggio di fare un’ordinanza urgente, almeno per i periodi di picco, per fermare i voli dell’aeroporto Canova perché si potrebbe fermare l’economia ed il business. Ma la salute non è prioritaria?

Facciamo due calcoli:

  • da decenni SAVE-AERTRE fa almeno 20.000 movimenti/anno cioè circa 54 movimenti/giorno
  •  se un movimento inquina come 600 auto euro 0 significa che in un giorno l’inquinamento prodotto dall’aeroporto è pari a quello di 54*600=32.400 auto dei trevigiani
In pratica fermiamo i trevigiani in auto per far volere gli aerei??

Non sono certamente calcoli raffinati, ma la sostanza è che il trevigiano medio rispetta le regole del suo sindaco per il bene di tutti, mentre il gestore dell’aeroporto non rispetta nemmeno i movimenti che erano legittimi (16.300/anno).

E' giusto fermare le auto perchè l'emergenza è continua, ma come possiamo permettere che chi inquina più dei singoli in auto non faccia nessun sacrificio?

Ah, scusate... è un potente... è l'economia.... è ......



mercoledì 26 maggio 2021

LA "LEGGE" DEL PARCO SILE: CASE PER INSETTI POVERI E RICCHI

 Non riesco, mio malgrado, a restare fuori dalle "prodezze" dell'Ente Regionale del PARCO SILE perchè spesso i fatti mi rincorrono e le persone mi cercano per riferirmi di fatti, per loro incredibili.

Per me, nulla è INCREDIBILE se proviene dall'Ente POrco perchè in 30 anni ne hanno combinate di ogni genere...

L'attuale richiesta di aiuto mi proviene da un amico scout che per un gruppo scout, mi pare di Vedelago, ha chiesto all'Ente Parco Sile di poter costruire una CASETTA PER INSETTI in area parco a Casacorba.

Cos'è una CASETTA PER INSETTI? 

Non è altro che un insieme di legname autocostruito dai ragazzi che serve per dare specifico habitat agli insetti a scopo educativo.

Si tratta chiaramente di un manufatto ecocompatibile, di dimensioni limitate, a scopo educativo e quindi la Sezione FORMAZIONE dell'ENTE PARCO SILE (che però non esiste) dovrebbe collaborare e aiutare gli scout a trovare il posto giusto per posizionare la loro CASETTA....

In un parco naturale (vero), gli insetti dovrebbero avere ampi posti di ricovero, ma diciamo che apprezziamo la volontà degli scout di fare una "cosa ecologica" e di dare alloggio agli insetti sfaticati che non trovano ricovero...

 

Dopo aver presentato la richiesta agli Uffici del Parco, la replica amministrativa è stata quella di sottoporre il progetto a VALUTAZIONE DI INCIDENZA AMBIENTALE.

Ho spiegato che è una prassi normale perchè una norma del Piano Ambientale prevede che ogni costruzione in ambito Parco Sile faccia redigere ad un professionista abilitato questa relazione che esamina gli aspetti interferenti tra la "costruzione" e l'ambiente..

Ho precisato di non poterli aiutare perchè serve una competenza specifica  per fare questa relazione VINCA, ma ho indicato persone disponibili a "regalare" la relazione, che dovrà chiarire alcuni aspetti non indifferenti: niente uso di legni trattati con vernici, niente chiodi per solo cunei in legno per evitare di avere rischio di tetano e altre simili roboanti elementi.....

Fino a qui NULLA DI NUOVO PER ENTE PARCO SILE: un'applicazione rigorosa (e un po' stupida della norma), l'assenza di qualsiasi sezione FORMAZIONE dell'Ente Parco e la pessima figura fatta con gli SCOUT...

IL FATTO CHE SALTA SUBITO ALLA MENTE E' LA DIFFERENZA DI TRATTAMENTO CON UN'ALTRA "CASETTA" SORTA IN RIVA AL SILE...

Sono altre tre CASETTE per la precisione, costruite in riva al Sile, in centro a Treviso, che ENTE PARCO ha lasciato costruire senza battere un colpo sull'impatto...

Ovviamente, tutto a norma di legge, perchè in quella zona il Parco del Sile è solo l'alveo...

Ma ENTE PARCO non ha nemmeno obiettato nulla sull'altezza (il vulnus della questione) dando strumenti a Comune per rigettare la SCIA. 

Hanno fatto una RACCOMANDAZIONE....

Hanno, pilatescamente, chiesto di verificare se l'altezza degli allora erigendi fabbricati fosse legittima, invece di dare un parere CONTRARIO MOTIVATO.

Ci voleva coraggio e "chi il coraggio non ce  l'ha non se lo può dare...", diceva un mio amico prete.

O ci sono altri motivi che non conosco, ma vi lascio intuire...

 

RESTA SOLO LA MANIFESTA DIFFERENZA (a norma di legge) TRA LA CASETTA PER GLI INSETTI VERI E LE CASETTE PER GLI INSETTI RICCHI....


PS: aspetto sempre di essere convocato dal Sindaco e dalla Commissione Urbanistica per spiegare che non ho dato alcun parere sul progetto di Cazzaro quand'ero consigliere del Parco Sile. Posso però fornire i nomi del Consiglio Direttivo dell'Ente PARCO di allora, che sono tutti prossimi alla Lega ed alcuni anche in CC.

 
 



domenica 10 febbraio 2019

Le FONTANELLE di Monigo, ovvero la sorgente della Cerca sono A RISCHIO.


Questa è la più bella risorgiva esistente nel nostro territorio comunale ed è stata oggetto di svariate visite sia di scuole che di studiosi, questi ultimi di livello internazionale portati nel sito dalla Fondazione Benetton Studi e Ricerche, dall’arch. Zandigiacomi ed altri profondi conoscitori del territorio.

Fontanelle: patrimonio storico di Monigo. Risorgiva rispettata e curata da tutta la popolazione, anche dalle persone che mettono becchime per la gioia delle anatre e delle gallinelle d’acqua.
Ora qualcuno cerca di far sia il "BENE COMUNE" Fontanelle, installando una recinzione perché “le carte” dicono che questo patrimonio non è di tutti, ma suo.
 E pianta pali, si crea la scaletta per il suo argine, pensando di comperare anche la storia.

Fermiamo la follia del “qua xe tuto mio, tiro su un muro e via tuti”.



Ci troviamo domani Domenica 10 alle ore 11.30 con Berto, presso la risorgiva a Monigo per parlarci un po’ e capire come fare affinché certa gente la smetta di comperare la storia.







giovedì 31 gennaio 2019

VILLE VENETE, BANCHE E CENTRI COMMERCIALI

Ho sfogliato questa sera una serie di edizioni della settimana della Tribuna (domani lo farò con il Gazzettino per pr condicio) e  mi ha colpito una serie di titoli che danno il senso del disastro che stiamo inconsapevolmente (?) subendo/vivendo.

 I temi sono:
  1. le banche e le fondazioni bancarie, in primis la nostra disgraziata Fondazione Cassamarca
  2. i centri commerciali che sembrano essere una malattia infettiva inarrestabile
  3. lo stato di degrado delle ville di pregio ("beni culturali") che vengono vendute o restano chiuse
Per il mio modesto parere, la questione è di una gravità spaventosa a livello culturale perchè stiamo dilapidando un patrimonio che il mondo ciinvidia per realizzare delle oasi artificiali che negli USA sono già superate con la corresponsabibilità di manager e politici, che non sanno fare di meglio che incetiva una corsa verso il burrone culturale con leggi tipo il Piano Casa.

Non è facile spiegare in un breve scritto quanto mi pare chiarissimo e però pochissimi "vedono" perchè siamo tutti immersi in questioni piccole, che non hanno il respiro dei secoli e del rispetto per i valori culturali che abbiamo ereditato.

Il primo tradimento è quello compiuto dalle Fondazioni Bancarie, che sono state gestiti come piccoli/grandi centri di potere, non per il bene della collettività come ai tempi della Balena Bianca, ma per diventare Grandi (o Grossi? Imprenditori e fare scelte che hanno portato, per esempio Fondazione Cassamarca, al disastro patrimoniale, che non paga nessuno nè a livello di responsbailità di scelte, nè a livello politivo
La svendita delle ville e anche di villa Emo è una sconfitta secca per la solidità dell'economia veneta, non perchè si perde una posta economica, ma perchè si perde... la faccia.

 Il secondo tradimento è quello perpetrato dai politici veneti, ed in primis dal centrodestra e dalla Lega che da sempre governano in Regione, che a livello legislativo hanno smantellato lo smantellabile, tanto che ora sono costretti a "interpretazioni autentiche delle interpretsazioni autentiche" tanto è il caos normativo generato dalla furia derogatoria.
La normativa regionale sul commercio ha dato via libera alla furia del mercato per cui, solo a  Treviso, ci sono così tanti centri commerciali che pare che i nostri concittadini mangino 8 volte al giorno...

Il terzo tradimento è stato quello verso la nostra storia e le nostre tradizioni che non siamo in grado di difendere se le ville venete restano vuote o vengono vendute al primo straniero che arriva... A Venezia, questo è giò preassi da decenni, ora gli affari si spostano in Provincia?
La nostra politica che sponsorizza il Prosecco patrimonio dell'Unesco non riesce nemmeno a garantire un contributo che annulli gli effetti dell'ICI ai proprietari delle ville, che si impeganno in interventi di restauro...
Il Piano Casa, invece, fa un bel regalo ai chi costruisce visto che non si pagano gli oenri di urbanizzazione, che vanno ai Comuni (che stranamente non protestano). Diversi parametri?
Il Comune di Treviso (e molti altri enti pubblici) hanno ville vuote e non usate che "SONO NOSTRE":
  • villa Franchetti a Preganziol
  • villa Margherita a Treviso
  • le proprietà che ora svende afFondazione Cassamrca...
  • le grandi aree tipo ex Caserma Salsa, ex Caserma Piave...
NON SI POTREBBERO FARE CENTRI COMMERCIALI NELLE VILLE VENETE NEL RISPETTO DEL VINCOLO?
Si avrebbero questi vantaggi:
  • meno consumo del suolo
  • centri commerciali in posti di pregio
  • utilizzo dei fsbbricati storici che avrebbero un utilizzo
Molti si stupiranno della proposta perchè sembra proporre di "copiare" quanto fatto a Venezia per il Fontego dei Tedeschi o per l'ex Cinema Italia, operazioni che hanno attirato non poche critiche, ma,,,, E' PREFERIBILE RINUNCIARE AD UNA SFIDA (anche progettuale e culturale) LASCIANDO CHE TUTTO SI VENDA O RESTI VUOTO?

Non sarebbe meglio ridare ai paesi la centralità dei loro contesti storici nell ville con parcheggi stidiati in modo non impattante e spazi diversi dal devastante e depressivo tipo Centro Commerciale?

Ah, dimenticavo... siamo in Italia e non è prorio immaginabile discutere di queste cose perchè si va da "qua son paròn mì e fasso queo che vojo" a "mi no vaeo a combatar, tanto a villa non ga mia e rode..."

# VILLA EMO E' DI TUTTI.


La vicenda della vendita di villa Emo, mirabile opera del Palladio ad un soggetto privato da parte della Fondazione Bancaria che ne deteneva la proprietà, è un triste segnale del decadimento della nostra regione, dove, per motivi contabili, non si esita nel mettere a reddito i suoi simboli.

Poco interessano ora le “lacrime di coccodrillo” di molti politici e cittadini, che fingono di non sapere e capire, che la malagestione delle banche cooperative nel Veneto ha dato un altro amarissimo frutto, oltre ai danni fatti a migliaia di persone.

ITALIA NOSTRA Onlus, come associazione, da sempre si occupa di “la tutela del Patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione”, ritiene che l'alienazione di un simile bene ad un privato cittadino sia sempre una gravissima perdita culturale, elemento ben più devastante della perdita patrimoniale.

La rinuncia a detenere e proteggere un simile “bene comune”, frutto della ricchezza dei nostri avi, è la plastica dimostrazione del fallimento culturale della nostra società, che pesa ben più della risibile somma di 15 milioni di euro che sarà pagata e che rappresenterà una goccia nei bilanci sfondati di quelle perverse creature che sono le Fondazioni bancarie, rappresentate a Treviso, dalla pessima Fondazione Cassamarca, che ha dilapidato un patrimonio di 1000 milioni di euro in 25 anni sotto la guida dell'ineffabile Dino De Poli, ora per fortuna in quiescenza.

La legge italiana, ed in particolare il Decreto Legislativo 42/2004 (erede della gloriosa Legge 1089/39) protegge simili “beni culturali”, che devono essere conservati e dati in fruizione pubblica, anche da un acquirente privato.

Lavoreremo per chiedere alla Sopritendenza Regionale del Veneto ed al Ministero per i Beni e le Attività Culturali che l'attuale decreto di vincolo venga revisionato, in modo da garantire la fruizione pubblica del bene e la sua tutela per tutti i cittadini italiani e stranieri e come testimonanza del genio del Palladio, che vale come 100 metri di Superstrada Pedemontana Veneta!

Non si tratta di una “guerra al privato”, ma di una “legittima difesa” di un bene comune, che trova la sua principale ragion di essere solo se resta principalmente di fruizione pubblica.

Si tratta di un percorso non semplice e non sempre dagli esiti scontati perchè le aspirazioni del proprietario privato sono spesso dettate da logiche economiche e da ragionamenti che lasciano poco spazio alla tutela, ma speriamo che la nuova proprietà sia “più illuminata” dalla Fondazione bancaria, che aveva in custodia tale bene ed ha pensato di venderlo per salvaresi da un crack, che se non arriverà oggi, probabilmente sarà solo rinviato.

Se però ci fossero idee diverse o un uso squisitamente privatistico del bene, è opportuno che il decreto di vincolo sia revisionato, precisando con chiarezza obblighi e possibilità di trasformazione e garantendo il pubblico interesse in misura anche maggiore di com'è stato fino ad oggi.

Su questo tema si concentreranno i nostri sforzi a livello di sezione di Treviso, di Comitato Regionale e Nazionale con la richiesta a tutti di aderire ad un simile lavoro, perchè

# VILLA EMO E' DI TUTTI.


Per adesioni, iniziative o altre idee scrivere a: treviso@italianostra.org #villaemoèditutti

venerdì 27 luglio 2018

TREVISO, CITTA' D'ACQUA? FATE IL BAGNO IN VIA ISONZO...


La nomea di Treviso, “città d'acqua”, vanta innumerevoli foto, dove si ammira il Sile con le sua acque verdi ed gli alberi che si specchiano, ma gli affluenti non stanno sempre così bene e sempre più si nota la sofferenza di una zona che è sempre stata ricchissima di acqua, ma dovrà abituarsi ai cambiamenti climatici ed allo spreco connesso ai pozzi abusivi.

Emblematica e simbolica del disastro è un tratto del Botteniga in via Isonzo, che ormai non merita nemmeno più l'appellativo di corso d'acqua, ma è semplicemente un accumulo di fognatura.

La foto rappresenta la situazione che denunciamo da anni senza che si capisca chi deve intervenire: il Comune? Il Genio Civile? la Regione? Ci sono degli sbarramenti gestiti in modo autonomo che non danno acqua a questo rame, che si è totalmente interrato....

Chissà quale materiale sarà depositato sul fondo?? Magari il nuovo assessore all''Ambiente, che è un chimico, potrebbe darci un'illuminazione oppure sentiremo nostri espert in grando di analizzare “a naso” i sedimenti!

Tale è la confusione di ruoli e responsabilita che da anni non si fa nulla, ma magari adesso tutto cambierà o dovremo dire che sotto i depositi fecali ci sono nascondigli per la droga?

L'altra cosa interessante e da non dimenticare è che viale Luzzati, che dista poche decine di metri, è dotato di fognatura pubblica, ma allora come mai non si è provveduto ad allacciare questo gruppo di case che ancora scarica in questa derivazione?

La risposta sta tutta nel modo con cui è stata realizzata al tempo (10-15 anni fa) la fognatura pubblica; la quota del tubo collettore è stata tenuta “alta” (per risparmiare dicono...) ed ora non si riescono ad allacciare le abitazioni che sono aldilà della rete dei canali, di cui Treviso è città notoriamente abbondante.

“Ottimo lavoro!!”. Realizzare una fognatura che non consente di allacciare per gravità le abitazioni che sono nelle vicinanze è un esempio di lungimiranza e capacità di spendere bene i soldi...

Tutto questo degrado porta alle inevitabili proteste dei cittadini, costretti a vivere in condizioni igieniche da Terzo Mondo ed alla fine arriverà la soluzione “magica” di tombinare tutto, che è come mettere la polvere sotto il tappeto durante le pulizie di casa.

Tutto questo non appartiene ad una città che di vanta dell'appellativo di “città d'acque” e Fazio degli Uberti avrebbe molto da ridire...

domenica 29 ottobre 2017

L'ASSURDO DI UN PONTE SU UN FIUME QUASI MORTO

A luglio hanno inaugurato il cantiere in pompa magna ed ora fanno finta di litigare... Ma chi sono questi che ci amminsitrano??

Aver calcolato in 120 secondi il tempo di percorrenza della viabilità provvisoria dimostra che mai nessuno vede quello che succede ogni giorno a Ponte Priula e si fanno i calcoli teorici come se fosse un circuito di Formula 1... Curve controcurve ponte Bailey ed immissione in scarpata per bilici è un'opzione economica, ma difficile da credere e forse è un bene essersi fermati prima.

Quanto alla "lotta alla burocrazia" anche qui la Regione Veneto deve guardare a cosa fa quando legifera visto che "deroga e proroga" sono i suoi vocaboli...
Inutile lamentarsi ora contro Roma e Anas: qui siamo all'improvvisazione e speriamo che vengano dimessi coloro che non hanno vigilato e che hanno appaltato un lavoro senza le autorizazioni.

Inutile punire i cittadini e poi dare questi esempi...

LA COSA PIU' ASSURDA E' INOLTRE CHE IL FIUME E' IN COLLASSO E SENZA ACQUA E NOI PENSIAMO AI CAMION...
TRA POCO SI PASSERA' DIRETTAMENTE SUL GRETO.... PER SEMPRE


PONTE PRIULA: “INFORMARSE, CONTROEAR E … SVEJARSE PRIMA MAI?

Sull'incredibile questione dello pseudo restauro del Ponte della Priula e sui tira-e-molla tre ANAS e Regione ci permettiamo di dare un parere che deriva dall'esserci informati e studiati la questione prima che questa diventasse un'emergenza, visto che ancora a luglio scorso abbiamo dato la nostra adesioni del Comitato Imprenditori Veneto 2000 di Diotisalvi Perin.

In primis vorremmo ricordare all'Assessore Corazzari che il progetto è stato certamente visto dalla Regione Veneto perchè non è pensabile che ANAS preveda un intervento di questa portata e con questo impatto senza informare la Regione Veneto o i suoi omologhi di Veneto Strade; l'inaugurazione, in pompa magna (Zaia presente con codazzo) in mezzo all''alveo (secco) del fiume, non lascia dubbi sulla corresponsabilità, almeno in vigilando della struttura regionale, che altrimenti dimostra di essere “autonoma”, ma dal buon senso, visto che non si occupa di quanto di notevole succede sul territorio e sul suo agonizzante fiume.

Il secondo elemento che ricordiamo, anche al Sindaco di Susegana, è che oggi non c'è nessun blocco dei lavori che crei danni al traffico “normale”, ma semplicemente ci si è fermati prima che potesse succedere il disastro, visto che la viabilità provvisoria prevista dal progetto ANAS ha molte criticità, che il Sindaco Scarpa e gli amici industriali dovrebbero studiare, prima di proporre manifestazioni che non faranno mai.
Il progetto ANAS infatti prevede infatti una viabilità alternativa durante i lavori con curve e contro curve a 90°, saliscendi ed immissioni ardite con un ponte Bailey da 120m, che verrebbe fermato in caso di piene superiori ai limiti progettuali (tempi di ritorno 5 anni).
In questo caso il traffico verrebbe rinviato sulla viabilità esistente (!!) cioè facendo il giro per Ponte di Piave e Ponte di Vidor, il che dimostra che nessuno ha ben capito cosa potrebbe succedere se i lavori continuassero a procedere con l'andamento lumacoso attuale e ci fossero alcune grosse piene.
Si tenga conto che in 8 mesi le tubazioni in alveo sono gà state spazzate via tre quattro volte...

Terzo elemento riguarda la tutela archeologica che è obbligatoria sia per i privati che per il pubblico (che non può sempre far finta di essere esonerato dalle leggi che lui stesso promuove): il ponte in legno, precedente quello attuale è noto come posizione ed interasse dei pali ed è soggetto a tutela, mentre, solo le denunce di Perin e poi nostre, hanno portato in evidenza tale mancanza che, oltre che sanata con un controllo archeologico adeguato, va sanzionata in modo esemplare con sostituzione del RUP, chiaramente non adeguato a comprendere quale procedura dovesse essere individuata per il progetto.

Altro forte elemento di criticità, di cui è “colpevole” anche la Soprintendenza che ha approvato il progetto statico (credo senza ben comprenderlo) è che la soluzione progettuale di ANAS stravolge lo schema statico del ponte in cemento armato “a tre cerniere” dell'ing. Miozzi e lo rende un ponte ibrido con pile portanti e nuovo impalcato in ferro e calcestruzzo su cui, come abbellimento posticcio appoggeranno i parapetti, e senza più alcuna funzione per l'ardita (per il tempo) strutture ad arco Mounier. In pratica è come se su un edificio storico fosse autorizzata una copertura in ferro e calcestruzzo, tenendo la struttura originale in legno come elemento accessorio ed aggiungengo i coppi sopra le lamiere: un pasticcio di compromesso che non tutela e nemmeno è troppo funzionale per lo scopo. Il peggio del peggio...

Il rischio ulteriore, molto forte con un ribasso come quello dell'Appaltatore, è che, in corso lavori, emergano “imprevisti” problemi sulla struttura in c.a. ad arco che sarà danneggiata dalle demolizioni dell'impalcato con ritardo nei lavori ed aumento dei costi. Al danno si aggiungerebbe la beffa!

La sospensione attuale consentirà, oltre che di sanare l'insanabile cioè l'ignoranza delle leggi, di mitigare l'andamento lento lentissimi dei lavori che in metà del tempo contrattuale ha svolto solo il 5% del lavoro. I motivi saranno annacquati tra archeologia, bonifica bellica e carenze istruttorie, ma certamente alla fine non sarà colpa di nessuno, come buona pace dei Sindaci che nulla sanno e nulla fanno per informarsi se non tirare la giacchetta ai loro referenti politici regionali tipo la Scarpa con Zaia.
Almeno il Sindaco Szumsky ha avuto il buon senso di dare spazio alle informazioni (parziali) che abbiamo tentato di dare con i Comitato Imprenditori Veneto 2000.

Ultimo elemento che sottolineaiamo è che il fiume PIAVE sembra il Far West dove comanda chi urla più forte, che non è la Regione Veneto:
  • nell'alto Piave, ENEL fa quello che vuole ed “asfalta” il Boite con tutte le carte in regola (secondo loro) uccidendo per 10 anni il fiume
  • sempre in alto Piave la Regiove Veneto (assessore anche bellunese!) sta seccando i torrenti per le minicentrali idroelettriche
  • nel medio Piave da sempre i cavatori dettano le regole ai loro eletti e sono giunti a profondità da record (oltre 13m) proprio poco a valle di Ponte Priula senza che mai nessuno si accorgesse di nulla (forse la ghiaia vola?)
  • nella Piave manca l'acqua e la Regione si tiene in cassetto un piano di gestione da ormai sei-sette anni perchè non sa come gestire gli opposti interessi di cavatori e agricoltori
  • nella Piave manca la manutenzione dell'alveo e si continua a concedere di scavare in acqua ghiaia pulita perchè l'altra non è conveniente


Se questo è quello che intendono, coloro che chiedono più competenze allo Stato, dimostrare di saper far meglio, è opportuno che ci capiamo bene “su chi fa cosa”, perchè altrimenti vale la pena chiedere di essere annessi …. all'Austria o alla Svizzera.


Cordiali saluti
p. la sezione di Treviso
il presidente
Romeo Scarpa

giovedì 28 settembre 2017

COMPRERESTE UN AUTO DA QUESTO SIGNORE?

La Pedemontana non solo scricchiola, ma tra poco si dissolverà insieme con il governo regionale...
IL referendum non basterà a fermare la frana..

Chi comprerebbe un auto da questo signore?

mercoledì 13 settembre 2017

UNA STORIA BERGAMASCO... TREVIGIANA

Ecco una storia in quel di Bergamo che ricorda molto da vicino la vicenda del Park interrato di Piazza della Vittoria di matrice leghista che ora i nostri/vostri vogliono spostare sotto le mura cinquecentesche di Fra' Giocondo...




martedì 15 agosto 2017

ECOMOSTRICCIATTOLO ALL'ELBA

Continua la svendita del nostro patrimonio più prezioso per fare cassa senza un minimo di coscienza: l'unica cosa che sappiamo fare è immaginare nuove strutture di lusso per ricchi cafoni che verranno a smerdarci con i loro soldi.

L'isola d'Elba si sta opponendo e noi crediamo che che la rinascita di un orgaglio locale contro il degrado del banale sia fondamentale



domenica 13 agosto 2017

PALERMO MONDELLO: ABUSIVISMO DI STATO CIOE' DELLA MAFIA




Palermo deve essere un mondo a parte e la diffuzione del fenomeno fa capire benissimo chi è che comanda...


ABUSIVISMO A ISCHIA

Più il luogo è vip, più cresce il fenomeno dell'abusivismo e maggiore dovrebbe essere il rigore dello Stato e dei Comuni.
I Comuni sono praticamente quasi sempre "complici".... anche lo Stato?


ABUSIVISMO A TORRE MILETO


Interi villaggi abusivi... perchè non li vediamo? Questi non pagano tasse e deturpano.






Credo che in questo caso l'innalzamento del livello del mare potrà far giustizia prima degli uomini di legge..

ABUSIVISMO A CROTONE CAPO COLONNA


Gli esempi sono molti e sono spesso in posti bellissimi; le ruspe dovrebbero essere al lavoro già da anni mentre tutto è fermo...
Credibilità? Zero

SALZANO E SORU DICHIARANO IRRICEVIBILE LA MODIFICA AL PPR SARDO..

.... ma il PD di PIGLIARU non la pensa così e si adegua al classico meccanismo della DEROGA che ben conosciamo nel VENETO.

Non siamo in grado di resistere alle lobbies nemmeno per difendere i 300m di costa liberi da costruzioni dal mare. Cosa puo' fare una nazione che non riesce a mettersi nemmeno questo limite.

La questione assurda è che c'è sempre un motivo per derogare e mai un motivo per tutelare...

CAMBIANO? NON CAMBIANO NULLA...

Pessima prova del Movimento 5 Stelle in quel di Licata: non c'è nulla di nuovo in questo comportamento. Peccato.

La prova dei fatti è quella che conta, il resto sono solo parole.



UNO STATO CHE NON TUTELA LA LEGALITA' NON E' SERIO...

Le varie forze politiche vanno giudicate non tanto dai proclami pre-elettorali, ma dalle decisioni che prendono nelle sedi decisorie.
In Italia, più al Sud che al Nord, la questione dell'ABUSIVISMO è un male antico che pare non trovare alcun vaccino serio in nessuna forza politica.
Gli abusivo votano e pare che noi, non abusivi, non votiamo: è ora di far pesare di più il nostro povero voto anche se non saprei a chi affidare il nostro povro territorio martoriato