"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)
Visualizzazione post con etichetta deroga. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta deroga. Mostra tutti i post

sabato 2 settembre 2017

PAN? UN ASSESSORE AL SERVIZIO DI CHI VOTA (LUI ED I SUOI)


La Regione Veneto paga i devito con i cacciatori derogando ogni volta su tutti i tempi di apertura del calendario venetorio che viene puntuialmente impugnato senza particolari esiti pratici.

Da sottolineare la capacità della LEGA NORD di restituire ai cacciatori quello che danno in termini di licenza di caccia e voti.
Peccato che quello che danno loro sia nostro...

Interessanto che Pan dica che c'è abbondanza d'acqua mentre la REGIONE VENETO dice che siamo in emergenza idrica: almeno si mettano d'accordo.
Quanto a corvi, cornacchie e cormorani facciano una caccia selettiva e si pongano delle domande su erchè i passeri ed i piccoli uccelli muoiono; se non lo capisce può sentire l'assessore all'agricoltura pesticida (che è Lui)


domenica 13 agosto 2017

SALZANO E SORU DICHIARANO IRRICEVIBILE LA MODIFICA AL PPR SARDO..

.... ma il PD di PIGLIARU non la pensa così e si adegua al classico meccanismo della DEROGA che ben conosciamo nel VENETO.

Non siamo in grado di resistere alle lobbies nemmeno per difendere i 300m di costa liberi da costruzioni dal mare. Cosa puo' fare una nazione che non riesce a mettersi nemmeno questo limite.

La questione assurda è che c'è sempre un motivo per derogare e mai un motivo per tutelare...

martedì 8 agosto 2017

SARDEGNA, ARRIVA LA .. DEROGU?

Ci accusano di fare di erba un fascio, ma mi chiedo se deve considerare esponente del PD Soru o Pigliaru: la differenza è sostanziale per l'ambiente.
Uno ha protetto la costa sarda, l'altro introduce una deroga molto pericolosa...



domenica 30 luglio 2017

POLLI IN DEROGA SOLO PER GLI AMICI DEGLI AMICI?

Non è strano che la REGIONE VENETO si esprima per DEROGHE visto che il concetto è uno dei più abusati e sfruttati.
Si fanno le leggi e poi si fanno le deroghe: così va il VENETO da sempre...

Certo che è dura parlare di investimenti stranieri che non arrivano se la legislazione si fa per deroga. O no?

domenica 14 maggio 2017

LO SPOT LEGHISTA PER IL CONTENIMENTO DEL CONSUMO DEL SUOLO

Domani va in Consiglio Regionale una delle mirabolanti proposte di legge di Luca Zaia, che è TUTTO FUMO E NIENTE ARROSTO...
Anzi è possibile che con una legge che mira "a contenere il consumo del suolo" si riesca in realtà a fare nel transitorio, di più e di peggio di quanto già si può fare ora!!

Le legge regionale che andrà in approvazione è una sostanziale BUFALA che non contiene nulla, ma consente mille deroghe per tutti i Grandi Elettori della maggioranza (ed a volte anche della minoranza) che non devono far altro che trovare lo strumento giusto (SUAP? Piano Casa? Cave? Superstrade?)...

Dagli articoli di stampa ciò non emerge mai perchè assessori e giunta regionale mentono in modo spudorato, sapendo benissimo di voler preservare il loro potere di concedere "metri quadri e metri cubi". Basta leggere gli ultimi articoli della proposta di legge che sarà pure emendata in peggio per capire che questi mentono e sono i primi responsabili dello scempio.
Si vestono da agnellini, ma sono lupi.




mercoledì 21 dicembre 2016

LA DEROGA PER GLI "AMICI"... ECCELLENTE!!





Riporto integralmente il "pensiero"  dei Consiglieri della Lega Nord che, fieri e tronfi, annunciano di aver innovato la normativa urbanistica consentendo alle imprese eccellenti di derogare sostanzialmente a tutto...
Cosa sono le "imprese eccellenti"?
Beh, lo stabilirà una Commissione "ad hoc" costituita e nominata da chi? Da loro... e quindi è molto presumibile che saranno loro amici.
Praticamente si istituzionalizza la "deroga per gli amici"...
Più che "norma innovativa" direi che è una formalizzazione di quanto fa la mafia in Sicilia.
Come diceva un vecchio Presidente di Regione:" In Sicilia la mafia commette illeciti ed abusi, in Veneto gli abusi ed illeciti si mettono in legge..."
Economia - Montagnoli (LN) e Calzavara (Zaia Presidente) "Veneto primo in Italia ad agevolare le aziende eccellenti"

(Arv) Venezia 20 dic. 2016 -     “Con l’approvazione di un emendamento al Collegato alla Legge di stabilità, che modifica la Legge regionale n. 55 del 31 dicembre 2012 in materia urbanistica, le imprese alle quali sarà riconosciuto un grado di eccellenza potranno svolgere attività in deroga anche agli strumenti urbanistici comunali, con il dimezzamento dei tempi necessari per il rilascio di un’autorizzazione amministrativa”. Lo affermano in una nota i consiglieri regionali Alessandro Montagnoli (Lega Nord) e Francesco Calzavara (Gruppo Zaia Presidente), commentando “l’approvazione dell’emendamento presentato e successivamente votato in aula consiliare, con il quale si dispone che le imprese e le attività alle quali venga riconosciuta una specialità, possano derogare le normative urbanistiche oggi vigenti dimezzando, inoltre, i tempi di rilascio delle autorizzazioni amministrative”. “Per la prima volta in Italia – affermano Montagnoli e Calzavara – una Regione premia le attività eccellenti, favorendone lo sviluppo e di conseguenza la crescita economica ed occupazionale. Offrire questa opportunità alle imprese, non solo favorisce lo sviluppo del territorio sul quale queste sono inserite, ma anche significa credere nella capacità di fare impresa, una risorsa, questa, che caratterizza da sempre il tessuto produttivo veneto”.  “Nello specifico – spiegano Montagnoli e il Presidente della 2^ Commissione consiliare – le imprese che svolgano una determinata attività produttiva da almeno cinque anni, alle quali sia riconosciuta l’eccellenza da parte di una commissione regionale appositamente istituita dalla Giunta, potranno derogare gli strumenti urbanistici territoriali, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e il Piano di Assetto Territoriale Intercomunale, compreso il limite relativo alla Superficie Agricola Utilizzata”. “Quella approvata ieri in Consiglio regionale- ricordano i consiglieri regionali - grazie al nostro emendamento, come peraltro sottolineato dall’Assessore al Territorio Corazzari, è una  norma innovativa in materia urbanistica, che guarda con attenzione alle imprese del nostro territorio. Le eccellenze produttive sono una realtà  in Veneto ed individuare un percorso di semplificazione rispetto agli strumenti urbanistici in vigore, calibrato sulle esigenze delle imprese stesse, favorisce il rilancio dell’economia e lo sviluppo del territorio, anche alla luce della crisi economica in atto”. “Siamo quindi di fronte ad un’apertura importante da parte della nostra Regione – concludono Alessandro Montagnoli e Francesco Calzavara -  che permetterà di premiare le realtà produttive che investono veramente sul nostro territorio, creando occupazione e benessere”.

lunedì 21 novembre 2016

TURISMO IN AMBIENTE NATURALE: I PASTICCI DI ZAIA & Co.


Tra poco sarà approvato il COLLEGATO alla LEGGE DI STABILITA' REGIONALE, che si trasforma in una mega Legge Omnibus dove si butta dentro di tutto e di più alla faccia della semplificazione e della chiarezza.

Una perla è l'articolo 48 della Proposta di Legge 154 che prevede che tra poco potremo ospitare i turisti sugli alberi, su "edifici" galleggianti (edifici!), su palafitte o in .. botti.

Forse pensano ai nostri alpini che amerebbero riposare in botti, magari non vuote.

Io chiedo solo di sapere cosa si fumano questi della Giunta Regionale perchè deve essere roba veramente buona.... anche se i risultati per il paesaggio sono pericolosi e DEROGATORI.

Come sempre..


sabato 19 luglio 2014

CITTADELLA DELLA SALUTE: DEROGHE ALLE DISTANZE MINIME PER PUBBLICO INTERESSE... (pregasi leggere le norme per intero, grazie)

La questione del rispetto delle distanze del fiume Sile per la Cittadella della Salute non è c
ertamente uno dei punti principali della questione, che ha ben altre problematicità sostanziali tra le quali il costo dell'intervento globale nel lungo periodo, l'affidabilità dell'appaltatore ed il peggioramento delle condizioni ambientali del nucleo residenziale attorno alla Cittadella della Salute per l'incremento del traffico privato su gomma in assenza di un serio e necessario intervento di trasporto pubblico sostitutivo.

Questi temi saranno però affrontati solo ex post, cioè dopo aver “per necessità ed urgenza”, come al solito (!!), approvato un progetto che migliorerà il nostro amato ospedale, ma darà un contributo insignificante, se non peggiorativo in termini generali di miglioramento della qualità della vita delle città di Treviso perchè pensato e gestito da un'azienda, che ricordiamo, si è fatta soffiare un pacco di milioni di euro da un gruppo di suoi dipendenti (caso Bolzan)!!.




La nostra attenzione si è quindi concentrata su una piccola area ai bordi del mega-intervento, che riguarda l'ex Vetrelco, un insediamento che è stato classificato come “elemento di archeologia industriale” dal vigente Piano Ambientale ed è pertanto soggetto all'art.24 delle Norme di Attuazione di tale Piano, cioè interventi di tutela e valorizzazione con restauro.

Tale previsione di Piano Ambientale (cioè una prescrizione che si è dato il Parco del Sile, non noi...) ovviamente non piace all'ULSS9 che ragiona (giustamente) in termini di funzionalità e costi e quindi procede alla richiesta di verifica dell'interesse culturale del complesso presso la Direzione Generale per i Beni Culturali del Veneto, che emette il suo parere di insussistenza di interesse culturale del complesso nel 2011 (parere prot. 1525 del 27-1-2011).
Il pur autorevole parere dell'arch. Soragni non costituisce però variante al Piano Ambientale per cui il complesso permane tutt'ora come “elemento di archeologia industriale”, privo di interesse culturale per la Soprintendenza e proposto in demolizione dall'ente pubblico, ma inserito in un Piano Ambientale di pertinenza della Regione Veneto.


Cosa prevede l'azienda sanitaria per tale area? La demolizione dei manufatti esistenti e la loro ricostruzione per un centro di formazione di 700 tecnici ed allievi infermieri, che si inquadra in un intervento generale del volume globale di 750.000 mc, pari a 3 volte il volume di Appiani 2!

In un ambito di progetto che prevede una simile cubatura si vuole affermare che non si riesce a rispettare il limite dei 20 metri per l'area ex Vetrelco per motivi di “pubblico interesse”?? Dai, non scherziamo...

Un'altra questione simbolica è quella del rispetto delle distanze dal fiume; cosa prevede il Piano Ambientale del Fiume Sile per le fasce di rispetto (art. 10bis)?

La I^ fascia di rispetto è la superficie compresa tra il fiume ed i 5 metri dall'acqua o dal limite demaniale o dell’acqua del fiume Sile; in questa è teoricamente vietato fare edificazioni e recinzioni, ma se fate un giro in barca vedrete che è una delle norme piu' disattese del mondo su cui il Comitato Esecutivo del Parco dovrebbe intervenire in modo severo invede di pensare solo a piste ciclabili e deroghe....

La II^ fascia di rispetto (da 5 a 15m) è fatto divieto di nuovi ampliamenti o edificazioni ad esclusione di alcune zone (residenziali) individuate dai piani urbanistici comunali ed a condizione che non sia possibile realizzare il volume nella III fascia di rispetto.

L'ipotesi che si possa andare in deroga per motivi di “interesse pubblico”, tout-court, non sussiste per il fatto che l'articolo 10bis dice testualmente che “La deroga alle limitazioni contenute nel presente articolo (art.10bis del PA), potrà essere autorizzata all’interno di strumenti urbanistici attuativi e programmi integrati di riqualificazione urbanistica edilizia ed ambientale, in accordo con l’Ente Parco, esclusivamente per motivi di interesse pubblico, per la tutela del paesaggio e insediamenti di carattere storico di cui all’articolo 24, fatto salvo il parere dell’autorità idraulica competente.”

Per quello che capisco io di urbanistica e norme (poco per le verità, non essendo né urbanista, né avvocato come molti direttori del parco...) non mi pare che l'intervento proposto dall'ULSS9 rispetti queste indicazioni restrittive al concetto di “pubblico interesse”...

Anzi siamo in presenza di un manufatto che aveva (ed ha ancora!!) un valore di archeologia industriale, vincolo che viene eliminato per poterlo demolire, ma senza andare a distanza di 20 metri come è prescritto per tutti coloro che hanno la possibilità di farlo, cioè che hanno area a disposizione.

In questo caso ci sono 300.000 mq di spazio per costruire il centro per la formazione, cioè la superficie di 60 campi da calcio 50x100metri.
Al limite si potrà pensare di andare vicino al bellissimo polo tecnologico, già costruito con parere favorevole del Parco Sile, che potere ammirare... su un'altra ansa del Sile..

In realtà l'ente pubblico ULSS9, il Parco del Sile ed il Comune di Treviso dovrebbero dare a tutti i cittadini il buon esempio, evidenziando che il fiume Sile va liberato dalle costruzioni, ripristinato come habitat senza le palificazioni devastanti del Genio Civile e non chiedere deroghe inutili.

Non è una questione di normative e solo una questione di esempio, una delle basi fondamentali se vogliamo cambianre modo di gestire l'ambiente, che in fondo è il contenitore principale della nostra salute, mentre l'ospedale è il luogo che cura i danni fatti dalla scarsa tutela dell'ambiente.


p. ITALIA NOSTRA Treviso
il presidente
Romeo Scarpa




domenica 13 luglio 2014

ULSS9 E DEROGA DALLA DISTANZA DAL SILE



Sappiamo bene che la questione del rispetto della distanza regolamentare dal fiume Sile è solo un piccolo dettaglio per questo progettone da 250 milioni di euro che agita sia la Regione Veneto che l'Azienda Sanitaria.

Siamo anche consapevoli che non è il tema principale, né quello piu' significativo soprattutto per chi risiede in zona e rischia di ritrovarsi in una permanente nuvola di smog, ma in ogni caso insistiamo sulla questione che assume un valore simbolico di esempio.

La questione non è difficile da capire:
  • l'area dell'Ospedale ha una piccola porzione che vedete in foto su un'ansa del Sile che si trova praticamente sull'argine; le regole dicono che per tali edifici o si fanno interventi di manutenzione per mantenerli alla distanza attuale oppure ci si arretra di 20 metri.
  • l'arretramento di 20 metri non è un grande sacrificio per chi dispone di 300.000mq e potrà costruire 660.000mc cioè 4 volte quello che c'è ora!!
  • E' inoltre un “sacrificio” che tutti coloro che hanno un'area fronte Sile sono obbligati a fare senza sconti e quindi non si vede il motivo per cui un Ente Pubblico come ULSS9 non possa adeguarsi..
    Nel rugby si chiama “leading by example..” che in veneto si puo' tradurre “no té sì pì beo de staltri soeo parchè tete ciamoulss”.

Oltretutto questo rappresenterebbe un minimo risarcimento per lo scempio consentito con la creazione del polo logistico in piena area agricola e sempre su un'ansa del Sile, perchè è uno sport diffuso quello di mettere le schifezze nei posti migliori.

Questa è la spiegazione semplice del perchè non ci soddisfa l'accordo sui 10 metri, che sono sempre una deroga, mentre è ora di finirla con deroghe ed eccezioni che hanno massacrato il territorio ed il fiume.

Inalterati tutti i dubbi sull'utilità di una simile opera e sul traffico, ma quella della “distanza dal fiume” resta un punto non trattabile per noi.


martedì 18 febbraio 2014

PARCO SILE - TUTELA BIODIVERSITA' - DIFFIDA IMMISSIONI ALLOCTONE

Ho appena inviato a via pec a PROVINCIA DI TREVISO e PARCO DEL FIUME SILE una diffida perchè si elimini la devastante prassi (che va avanti da anni) di immettere nel fiume trote adulte alloctone cioè aliene.
Lo scopo principale è quello di avviare un processo serie per la tutela della biodiversità.
Il fine secondario è quello di far rispettare le regole scientifiche su cui tutti a parole concordano, ma poi DEROGANO con costanza e pervicacia per fini utilitaristici e di bottega.
 
trota fario di provenienza atlantica
*******************

Spett.le
PROVINCIA DI TREVISO
Al Presidente

Al PARCO NATURALE del FIUME SILE
Al Presidente

e,p.c.
Alla REGIONE VENETO – Direzione Foreste e Parchi

A Veneto Agricoltura, Obblighi Ittiogenici

Al Sindaco del Comune di TREVISO

Alla Stampa

Ai Soci di Italia Nostra – sezione di Treviso

 
Oggetto: Tutela della biodiversità per il Fiume Sile.
Diffida per autorizzazione ad immissioni “in deroga” di specie ittiche in aree protette del Parco Naturale del Fiume Sile

In relazione alle finalità del Parco naturale regionale del fiume Sile (vedi art.2 comma 1 L.R. 28 gennaio 1991 n.8) ed in particolare alla necessità di:

  • tutelare la fauna autoctona ittica del fiume;
  • salvaguardare le specifiche particolarità vegetazionali e zoologiche del fiume;
  • promuovere lo sviluppo socio-economico delle attività esistenti entro il perimetro del Parco, compatibilmente per le esigenze di tutela, con particolare riferimento alle attività connesse alla piscicoltura.

Considerato che l'istituto delle “acque in concessione” è uno strumento positivo ed efficace da valorizzare ed estendere, se i concessionari sono i primi garanti di comportamenti adeguati e conformi alle normative vigenti in materia di tutela della biodiversità.

Vista la legislazione in materia ed in particolare:

  • l'articolo 12 del DPR 357/97 (Regolamento recante attuazione Direttiva 92/43/CEE) come modificato da DPR 120/2003 e s.m.i. ReteNatura2000CEE
  • Il titolo V della Direttiva 2000/60CEE.
  • sentenza n.30/2009 della Corte Costituzionale nel ricorso contro la Regione Veneto;
  • Ai sensi della Legge quadro 394/91 sulle Aree Protette.
  • Piano di Gestione della ZPS IT3240011
  • articolo 34 del vigente Piano Ambientale del Parco Naturale del Fiume Sile
  • il recente Protocollo A.I.I.A.D. sui salmonidi,


il sottoscritto, Romeo Scarpa, in qualità di Presidente della sezione di Treviso di ITALIA NOSTRA, associazione ambientalista portatrice di interessi diffusi, ed inoltre in qualità di Consigliere dell'Ente Parco del Fiume Sile,

diffida

con la presente comunicazione ulteriori autorizzazioni “in deroga” ai concessionari di acque ricadenti all'interno dell'area del Parco Naturale del Fiume Sile per immissione di materiale ittico non conforme alla vigente legislazione ambientale.

Il riferimento è in particolare ai ceppi alloctoni di trota “Fario” di provenienza atlantica ed alla trota “iridea” di origine alloctona, ma vale in linea generale per tutti le specie alloctone immesse nel delicato habitat del parco con Siti di Interesse Comunitario.
La prassi di immissioni di ceppi alloctoni è ancora piu' grave, se viene fatta introducendo nel fiume predatori alieni allo stato adulto.

In caso di inadempienza o di prosecuzione di un comportamento che riteniamo gravemente dannoso per l'ambiente, ci riserviamo di agire contro tutti i Responsabili in tutte le sedi competenti per ottenere il rispetto della legge ed il risarcimento di eventuali danni ambientali.

Con osservanza, si porgono distinti saluti.
p. ITALIA NOSTRA Treviso
il presidente
Romeo Scarpa cell. 348 8717810

martedì 3 dicembre 2013

VECIA, SAGRE E PAN e VIN IN AREA PARCO SILE



Un tema che appassiona i cittadini (!??) è quello dei fuochi d'artificio, dei “pan e vin” e delle sagre, soprattutto quando si paventa un minimo di regolamentazione in aree che dovrebbero essere “protette” come l'ambito del Parco del Sile...



Questa decisione o anche semplice volontà, viene vissuta come se fosse “una lesione dei diritti fondamentali dell'umanità... trevigiana”, che magari il giorno prima ha sopportato in silenzio uno sversamento di ettolitri di cherosene nelle falde o lo sforamento per un giorno sì e l'altro pure delle PM10 in città!!

Misteri poco gaudiosi del Veneto, terra di individualisti polemici e contraddittori...



Il tema roghi tradizionali detti “pan & vin” movimenta discussioni appassionate con decisioni annunciate, ritirate, proclami e quant'altro.



Si era persino paventato un blocco totale dei falo' per l'emergenza “aria pulita” ed i cittadini di Canizzano o Quinto erano preoccupatissimi dell'effetto “choc” che poteva esserci il 7 gennaio, perchè ritenevano (a torto) che, oltre ai roghi propiziatori, si bloccassero anche i voli dell'aeroporto Canova, che da solo equivale a qualche migliaio di “pan & vin”!!



Niente paura tutto sta rientrando nella “normalità” (presunta), anche se la questione è stata posta con forza anche nel Consiglio del Parco Sile del 27-11-2013.

Mercoledì 4-12 ci sarà una riunione plenaria con Ente Parco Sile, Sindaci ed un “esperto” per capire come fare a garantire il rispetto delle tradizioni venete ed un minimo di coerenza con un'esigenza di tutela che in un “parco naturale”, non è proprio l'ultimo dei problemi quando si parla di parco.



L'unica certezza che abbiamo è che non si pou' certo a far finta di nulla come si è fatto dal 1991 ad oggi sotto l'allegra gestione dell'Ente Parco Sile, sulla quale i tanto annunciati ispettori, spero vivamente, facciano chiarezza in modo puntuale e definitivo individuando responsabilità politiche ed amministrative.



Un'applicazione “in deroga” alla normativa del Piano Ambientale non è piu' possibile, non ha senso ne' dal punto di vista ambientale, né dal punto di vista etico ed educativo.



La questione è di ordine generale e riguarda un semplice concetto che sembra diventato alieno al pensiero comune: la DEROGA è un istituto giuridico particolare e speciale, che puo' essere usato per questioni particolari, ma deve avere la caratteristica di essere contestualizzato, temporaneo, particolare cioè deve risolvere uno specifico caso, dove la realtà confligge con la normativa, che, volontariamente, ci siamo dati!

Se le “deroga” diventa la regola cioè diventa la prassi costante, si ottengono in pochi anni dei risultati deleteri dal punto di vista civico, come si osserva sulla questione del “Piano Casa” o dei “pan&vin” ...



Per spiegarmi meglio espongo sempre un piccolo, credo illuminante esempio, relativo ai passaggi pedonali semaforici sul PUT: provate ad osservare cosa succede ad un attraversamento pedonale, magari in giorno di mercato; le persone attendono il verde pedonale con disciplina, ma quando vedono che non ci sono piu' macchine, perchè il tempo programmato per le auto è eccessivo, passano tranquillamente con il segnale “rosso”!!

Non violano il Codice della Strada solo ragazzini spericolati o ingegneri indaffarati, lo fanno mamme con i passeggini, nonne con le borse, zoppi, ciechi, politici.... cioè tutti e credo che le multe fatte siano meno di 10 in 10 anni!!

Quando un giorno sono rimasto fermo al semaforo con mio figlio mentre tutti passavano con il rosso, lui mi ha chiesto il motivo della mia prudenza: paura? distrazione?

Ho semplicemente risposto che “con il semaforo rosso ci si ferma, perchè questa è una regola che ci siamo dati e che è opportuno rispettare. Le regole, se sensate, sono utili per l'umana convivenza e in strada il rosso significa fermarsi, il verde significa avanti.”

Quindi il “rispetto delle regole” non è un valore in sé, ma è un accordo per un vivere civile o quanto meno il meno disordinato possibile....

L'esempio sbagliato dato da tutti quegli adulti che attraversano con il rosso è un piccolo pessimo esempio e, dio non voglia, che un bambino prenda alla leggera l'attraversamento di una strada con il rosso....



Tornando alle questioni ambientali ed ad attività che con essa normalmente confliggono, credo che sia da ritrovare un minimo di “buon senso” per inquadrare le nostre regole (il Piano Ambientale) nel nostro sistema socioantropologico (le mitiche tradizioni).



Paroloni” per dire poche e semplici cose, che qualsiasi massaia o pensionato è in grado di dire in due minuti:

  1. le tradizioni sono importanti e vanno salvaguardate perchè “fanno” una comunità;
  2. se ci sono attività potenzialmente nocive o dannose in un ambito da proteggere, si cercherà di trovare un compromesso che potrebbe anche prevedere di non fare l'attività, se dovessi rischiare di perdere un “valore fondamentale”
  3. se posso sposto l'attività nociva in un luogo piu' adeguato o la faccio nel modo che crea minore danno.



Tutto queste osservazioni sono in sostanza una Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA) “fatta in casa”, a cui l'esperto aggiunge e chiarisce qual'è il “valore” che stiamo proteggendo non facendo o limitando l'attività potenzialmente nociva.



E' quindi una questione di “educazione ambientale”, di semplice e banale educazione ambientale che nel 90% degli adulti esiste, oggi, solo come slogan di moda, ma senza aver capito bene le motivazioni di fondo.

L'ho potuto sperimentare personalmente che adulti istruiti ed impegnati come i consiglieri comunali di Treviso non hanno chiaro la “mission” del Parco Sile e quindi non sanno quali valori stiamo cercando (con pochissimo successo..) di proteggere!!



Fareste un “pan&vin” in un vostro giardino vicino ad una preziosa scultura o vicino al bucato appena lavato di vostra mamma??

Ecco si tratta di trovare un sensato accordo per individuare i posti migliori per fare queste attività fondamentali per la comunità nel modo piu' rispettoso e tradizionale, senza eccessi dettati dalla voglia di primeggiare sul paese vicino o di finire sul Guiness dei primati.



Questo però significa avere il coraggio e la consapevolezza di prendere volontariamente, senza tante autorità o leggi che lo impongano, alcune decisioni di “buon senso”:

  • in riva al Sile o nel fiume si fanno quelle manifestazioni che hanno veramente una storia ed una tradizione (il rogo di metà Quaresima della Vecia è un esempio”;
  • si aiutano i comitati organizzatori a fare le valutazioni di incidenza, che possono essere fatte una volta per tutte se si mantengono le date ed i modi di fare l'evento;
  • si limiterà altezza e dimensione dei roghi perchè le tradizioni non si misurano in metri cubi!
  • si porrà attenzione a cio' che si brucia, a come si innesca il fuoco e si cercheranno sistemi sensati per ridurre gli impatti nocivi



I piu' rigidi e “smart” potranno fare un bel “pan&vin” digitale con uno megaschermo che manda in diretta l'immagine di un bel fuoco..

I miei amici MASCI faranno invece il loro bel fuoco in un braciere che non tocca il suolo e andranno via “lasciando il luogo migliore di come l'hanno trovato...”

La maggioranza farà il suo rogo e brinderà ad un anno nuovo, che sia migliore per tutti e dove soprattutto si diano soluzioni possibili ai problemi senza troppe radicalizzazioni, ma senza semplificazioni.



Mi stupisco sempre del fatto che siamo riusciti ad andare su Marte ed a scrivere la Divina Commedia ed oggi ci perdiamo in un bicchiere... di brulè.



Credo che sia un problema di persone e di volontà; auguriamoci un 2014 con i “pan&vin” che dimostrino che c'è voglia di cambiare modo di gestire la cosa pubblica, cercando di proporre cose sensate ed evitando di fare a gare a chi ce l'ha piu' lungo, piu' alto o piu' grosso...



Non mi sembrano argomenti difficili e credo che anche i politici di professione ci possano arrivare...





p. Italia Nostra Treviso

il presidente

Romeo Scarpa

lunedì 1 luglio 2013

LA DEROGA DELLE DEROGHE


Siamo un paese ben strano!! 
Tutti (quasi tutti...) sono convinti che abbiamo la Costituzione "piu' bella del mondo", ma senza grandi problemi ci stiamo avviando per modificarla senza usare le prudenti procedure previste dall'articolo 138 della stessa.

Puo' sembrare un formalismo, ma invece è lo specchio di un modo fariseo di pensare, che afferma una cosa e ne pratica il suo contrario.

L'articolo 138 della Costituzione, predisposto da grandi personaggi (e non da Quagliarielli qualsiasi) nel 1948 prevede che "le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sia aodttate da ciascuna Camera con un intervallo non minore di 3 mesi".

Pochi si chiedono il motivo di tale prudenza e di tale "lentezza" ed oggi è una gara a fare presto.
Non si sa bene a "fare cosa", ma l'importante è fare presto, meglio se in pieno agosto quando il solleone intorpidisce i pigri cittadini italiani!!

E' la DEROGA DELLE DEROGHE cioè la magica tecnica che da anni ormai viene usata per risolvere problemi che non sono creati dalle leggi, ma proprio da coloro che le leggi le fanno...

E' il tentativo che è in corso con il Disegno di Legge (che è all'esame delle Commissioni di Camera e Senato) per DEROGARE una volta sola il tempo minimo previsto tra un esame e l'altro della legge di modifica costituzionale (un mese invece di tre di intervallo).
Tutto questo per facilitare l'approvazione di un testo di revisione costituzionale predisposto da una nuova bicamerale di 40 parlamentari con l'aiuto di saggi di tutti i tipi!!
 Cosa cambiano 8 mesi in piu' o in meno in una Paese che di anni ne ha sprecati decine???

La DEROGA è sempre un grimaldello per eliminare principi e per creare confusione; non abbiamo bisogno di confusione, nè di fretta, ma di chiarezza e quindi BUONE VACANZE, ma andate in ferie con le orecchie tese perchè....


"quando sentite parlare di DEROGA, dovete mettere mano alla "pistola" dell'analisi lucida dei fatti!!!"