"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)
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lunedì 22 giugno 2020

PTRC VENETO: URBANISTICA A MARCIA INDIETRO, BUROCRAZIA E FRAINTENDIMENTI

Non era mia intenzione sprecare nemmeno mezz’ora per commentare questa mezza approvazione di un PTRC della Regione Veneto, che manca degli elementi più importanti per la semplificazione da tutti invocata: la valenza paesaggistica che renderebbe più semplici i procedimenti edilizi.

Stiamo parlando di uno strumento urbanistico che dovrebbe precedere ed informare tutti i piani di scala inferiore (provinciale e comunale) ma che arriva buon ultimo e che per trovare una vera efficacia avrebbe dovuto trovare un accordo con la Soprintendenza Regionale e poi dovrebbe essere recepito da tutti i Comuni: un’operazione che forse avremmo potuto vedere durante il settimo Governo Zaia, cioè tra 20-25 anni, se guardiamo i ritmi della legislazione urbanistica.

Stiamo quindi parlando del Nulla Urbanistico, cioè di uno strumento che ha l’unica funzione di aggiornare la ricognizione del territorio con una serie di costosi studi che almeno aggiornano la situazione al 2015, cioè a 5 anni fa….

Questi sono i tempi dell’urbanistica a posteriori, che serve tutt’al più a fare il rilievo di quello che si è già fatto. Altro che pianificazione strategica!

 

Il PTRC versione attuale non può avere valenza paesaggistica perché molti vincoli sono stati posti in fase di controdeduzione del PTRC 2009 alle molte osservazioni del 2013 e quindi si necessitava, a rigore, di una ripubblicazione almeno parziale per evitare di mettere nei casini le Amministrazioni che avevano già fatto edificare in zone poi inserite nel vincolo.

Il solito caos tra il FARE ed IL PIANIFICARE, che nel Veneto, al massimo, dà origine al FAR FINTA….

Si fa finta di avere un nuovo PTRC che non sceglie nulla perché le scelte si fanno altrove (Olimpiadi a Cortina, B&B targati Unesco, Pedemontane e centri logistici…): a cosa serve un documento simile? A pianificare cosa? A semplificare cosa?

Forse la Giunta Regionale confonde pianificare con … vinificare (azione su cui è molto più preparata!).

 

Ad onor del vero però, è necessario anche dire che c’è un conflitto di potere tra Soprintendenza e Regione, che potrebbe deflagrare nella famosa "autonomia" sulla quale Zaia a buttato al vento quasi 2 o 3 milioni di euro circa 1000 giorni fa.[1]

La Soprintendenza non si fida della Regione, la Regione non sopporta la Soprintendenza e quindi, vedendo che non si arrivava a nulla, la Giunta regionale ha deciso (grazie al COVID) di incassare i titoli dei giornali (allineati) mettendosi al petto un’altra  medaglietta: “Abbiamo approvato il PTRC dopo trent’anni”.

Chi si accorgerà che è mezzo PTRC e che non dice nulla?

Nessuno, nonostante le tardive strilla delle opposizioni e delle associazioni perché la storia la scrive (sui giornali) chi è in TV ogni sera da 3 mesi.

La politica si fa coi i titoli e con i post, non con articoli che parlano del merito... Semplificare, semplificare....

 Quindi che dire? Che fare su questo tema?

Non vale la pena di fare nulla di più di quanto succederà per motivazioni squisitamente partitiche:

  • · il Governo forse impugnerà la legge in Corte, pensando che sia una strana manovra del Veneto per aggirare i vincoli ed avvicinarsi all'autonomia...

  •   la Giunta Veneta ribadirà che non c’è valenza paesaggistica per non farsi impugnare il mezzo PTRC, affermando con ciò che serve quasi a nulla

  •  le opposizioni e le  associazioni inveiranno quel tanto per fare la loro parte, ma senza il risultato di bloccare il voto in Consiglio Regionale o far ritirare il piano...

COSA C’E’ DI INTERESSANTE IN QUESTI MOVIMENTI?

NULLA, ASSOLUTAMENTE NULLA

COSA SERVIREBBE FARE?

Non vale nemmeno la pena di scriverlo perché approvare un simile mezzo PTRC, che non cambia nulla, mentre la pandemia COVID reclamerebbe coraggio e cambiamenti radicalI, è semplicemente una vergogna.

Tempo perso per andare sui giornali


f.to Romeo Scarpa



[1] Vogliamo chiedere quanti tamponi si fanno con 2,5 milioni di euro al nostro Governatore??

lunedì 15 giugno 2020

OSSERVAZIONE 2 - PUA(H) CASALE SUL SILE - PARCO TEMATICO



Presa visione della PROPOSTA DI PIANO URBANISTICO ATTUATIVO “PARCO TEMATICO” versione 3 (protocollo 3328 del 25-2-2020)

CONSIDERATO CHE 

  • · la LR 14/2017 “DISPOSIZIONI PER IL CONTENIMENTO DEL CONSUMO DI SUOLO E MODIFICHE DELLA LEGGE REGIONALE 23 APRILE 2004, n. 11 “NORME PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO E IN MATERIA DI PAESAGGIO” è entrata in vigore in data 24-6-2017; 
  • · la prima proposta di PUA è stata protocollata al Comune di Casale sul Sile con prot.1542 in data 23-6-2017. 

VERIFICATO CHE:

  • · In virtu’ di quanto previsto all’articolo 13 comma 4 lettera b) e comma 5 lettera b) della LR 14/2017 “sono fatti salvi i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge relativi (…) ai piani urbanistici attuativi, comunque denominati, la cui realizzazione comporta consumo di suolo; per procedimenti in corso di cui al comma 4 si intendono, nel caso di piani urbanistici attuativi, i procedimenti già avviati con presentazione al Comune della proposta corredata dagli elaborati necessari di cui alla legge 14/2004”

  • · nella sostanza può essere fatto salvo il PUA, presentato un giorno prima dell’entrata in vigore della LR 14/2017, solo se la proposta PUA versione 1 (prot.1252 del 23-6-2017) o 1.1 (prot.1253 del 1-7-2017) presenta tutti i documenti elencati dal’articolo 19 della LR 14/2004.


Cosi non è perche’ gli elaborati di cui il pua è formato sono stati sostanzialmente modificati e integrati, al punto che il piano che ne risulta è un piano nuovo e diverso che con il primo ha in comune soltanto I PROPONENTI E lo scopo dell’intervento originario.


RISULTA infatti CHE,

  • · il procedimento, ipoteticamente considerato “continuo”, sarebbe iniziato il 23-6-2017 (PUA prot.1252) e concluso con la presentazione della terza modica il 25-2-2020 (PUA prot.3328), quasi 3 anni (!!), un tempo che già vale a dimostrare come non si tratti di mere modifiche di approfondimento del progetto iniziale, ma di un’integrale e sostanziale revisione, che con il progetto originario presentato il 23-6-2017 non ha alcuna attinenza, a parte Proponenti e titoli degli elaborati;
  • · come elemento essenziale CARENTE del progetto originario (prot.1252-1253/2020) manca la definizione delle superfici che si intendono trasferire al Comune e di quelle da destinare ad uso pubblico; 
  • · ALTRO ELEMENTO DI TOTALE CARENZA, che dimostra come il progetto protocollato in data 23-6-2020 sia sostanzialmente il classico progetto “su carta de formajo”, redatto al volo per cercare di fermare i vincoli dalle LR 14/2017, è lo SCHEMA DI CONVENZIONE allegato a tale versione, dove mancano elementi essenziali per poterlo considerare un documento redatto secondo la normale diligenza (quanto valgono i 45.000 mq da cedere al Comune? Come si ripartiscono i costi di gestione delle opere di urbanizzazione e molte altre carenze); 

TUTTO CIO’ PREMESSO OSSERVA E RITIENE CHE


1. la documentazione protocollata il 23-6-2017 ed integrata in data 1-7-2017 su richiesta del RUP è SOSTANZIALMENTE carente ed incompleta; tale generale carenza determina il decadimento del PUA versione 1 o versione 1.1 (prot.1252-1253/202) dalle garanzie previste dall’articolo 13 comma 4-5 lett.b della LR 14/2017;

2. Il PUA di cui al punto 1 si configura come un tentativo di evitare l’applicazione della legge sul contenimento del consumo del suolo che in un solo intervento ed in un anno “brucia” 6 volte la disponibilità di suolo da consumare per Casale sul Sile fino al 2050;

3. tale insufficienza documentale del PUA 2017 è evidente dal confronto tra gli elaborati di allora e l’elenco dei documenti adottati nella versione 2020 del PUA: differenza di TIPOLOGIA DI DOCUMENTI e di QUALITA’ DEGLI STESSI

4. Per quanto sopra osservato e considerando anche il fatto che la volontà politica dell’Amministrazione non ha il potere di sostituire i pareri tecnici fondamentali, salvo motivazioni che non appaiono espresse in ben tre anni di istruttoria, il PUA in questione, CARENTE DEGLI ELEBORATI NECESSARI ALLA SUA APPROVAZIONE NELLA VERSIONE 2017 RICADE NELL’AMBITO DI APPLICAZIONE DELLA LR 14/2017.


Si evidenzia che, se sussistessero VALIDE motivazioni di “pubblico interesse” tali da giustificare un simile intervento, l’Amministrazione può sempre procedere a richiedere alla Giunta ed al Consiglio Regionale la modifica delle LR 14/2017.

OSSERVAZIONE 1 - PUA(H) CASALE SUL SILE - PARCO TEMATICO


Presa visione della PROPOSTA DI PIANO URBANISTICO ATTUATIVO “PARCO TEMATICO”
versione 3 (protocollo 3328 del 25-2-2020) 

CONSIDERATO CHE

  • la LR 14/2017 “DISPOSIZIONI PER IL CONTENIMENTO DEL CONSUMO DI SUOLO E MODIFICHE DELLA LEGGE REGIONALE 23 APRILE 2004, n. 11 “NORME PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO E IN MATERIA DI PAESAGGIO” è entrata in vigore in data 24-6-2017;
  • la prima proposta di PUA è stata protocollata al Comune di Casale sul Sile con prot.1542 in data 23-6-2017. 

VERIFICATO CHE:


  •  In virtu’ di quanto previsto all’articolo 13 comma 4 lettera b) e comma 5 lettera b) della LR 14/2017 “sono fatti salvi i procedimenti in corso alla data di en- trata in vigore della presente legge relativi (…) ai piani urbanistici attuativi, comunque denominati, la cui realizzazione comporta consumo di suolo; per procedimenti in corso di cui al comma 4 si intendono, nel caso di piani ur- banistici attuativi, i procedimenti già avviati con presentazione al Comune della proposta corredata dagli elaborati necessari di cui alla legge…”
  • · nella sostanza può essere fatto salvo il PUA, presentato un giorno prima dell’entrata in vigore della LR 14/2017, solo se la proposta PUA versione 1 (prot.1252 del 23- 6-2017) o 1.1 (prot.1253 del 1-7-2017) sono SOSTANZIALMENTE la stess proposta di PUA adottato con DGC n.41 del 30-4-2020. 
COSI NON È.


RISULTA CHE,

sulla base della documentazione visionata ci sono rilevanti e sostanziali modifiche intervenute tra la prima proposta (prot.1252/2017) e la proposta di PUA (prot.3328 del 25-2-2020) adottata con delibera GC 41/2020 in merito a:

1. è diverso il perimetro del PUA per includere le superfici stradali di connes- sione con via Colombo e per inserire un nuovo lotto dal lato della strada pro- vinciale;

2. è diverso lo sviluppo planimetrico della viabilità principale

3. sono diverse le posizioni e l’organizzazione delle superfici a parcheggio;

4. soprattutto ci modifiche sostanziali alla consistenza dei lotti e, conseguen- temente anche alla consistenza e dislocazione delle superfici a standard


TUTTO CIO’ PREMESSO, SI OSSERVA E RITIENE CHE,



sotto il profilo tecnico-amministrativo, NON VI SIA CONTINUITÀ tra la prima proposta di PUA (prot.1252/17 o al massimo prot.1253/2017) e la terza proposta di PUA (prot.3328/20), per cui il PUA adottato un nuovo progetto urbanistico attuativo e pertanto ricade completamente nei limiti di consumo di suolo stabiliti con DGRV 68/2018.

Si evidenzia che a fronte di un consumo di suolo (extra consolidato) per Casale di 84.700 mq da oggi al 2050, il PUA adottato in un solo colpo ed in un solo intervento “consuma” ben 6 volte il limite massimo.

domenica 7 gennaio 2018

CONSUMO DI SUOLO "ZERO": UN SOGNO? CERTO... SERVE UN "PIANO ATTILA"

La Regone Veneto ha approvato un regolamento per diminuire il consumo di suolo o MEGLIO per far finta di ottemperare alle direttive UE visto che la Legge Regionale è un coacervo di DEROGHE e DEFINIZIONI da MAGO Zurlì, che salva il cosidetto "consolidato" come se fosse già edificato.

Il PIANO CASA verrà messo a regime perchè la DEROGA è la base dell'urbanistica veneta senza capire che questo marasma blocca il vero svuluppo che dovrebbe partire da un grande PIANO DI DEMOLIZIONE, che si attua solo tassando ciò che è stato costruito in modo poco avveduto da chi ha voluto sfruttare i bonus tremontani (do you remember?)

SERVE UN PIANO ATTILA

 

mercoledì 15 novembre 2017

VARIANTE NTA per Parcheggio Cantarane. Proposta iter diverso.


Dopo aver partecipato alla Conferenza di Servizi indetta dal Comune di Treviso per la variante in questione, abbiamo discusso e riflettuto e riteniamo che:

  1. non sia opportuno introdurre la modifica proposta alle NTA in quanto in tale modo si altera in modo sostanziale lo spirito della tutela in centro storico, che prevede il divieto di “nuove costruzioni”;

  1. per realizzare l'obiettivo dell'Amministrazione del parcheggio Cantarane è sufficiente che il progetto specifico venga portato in Consiglio Comunale con un permesso di costruire in deroga per “pubblico interesse” ai sensi della normativa nazionale già esistente (art.14 DPR 380/2001)

Non sussiste pertanto, a nostro avviso, salvo che non ci siano altre e diverse motivazioni per nuove costruzioni di opere pubbliche di cui non siamo a conoscenza, la necessità di fare una modifica generale ed incondizionata al divieto di “nuove costruzioni” in centro storico.

Chiediamo pertanto che la proposta di variante sia ritirata, assumendo l'iter amministrativo derogatorio specifico per il singolo progetto.

domenica 20 agosto 2017

PERCHE' CASETTE DIVENTANO CONDOMINIONI?

Ultimamente si è levata alta la protesta di alcune zone di Treviso per il sorgere di edifici molto superiori alla media pre-esistente e prendo ad esempio il caso di via Piave, che conosco come ambito per aver giocato da bambino in quello che era un grande prato con alberi visto che i miei nonni materini proprio lì abitavano.

Non conosco la consistenza precisa del'lintervento in corso, ma conoscevo la casa dei Signori Soldati che frequentavo ed era una classiva casa unifamiliare a due piani su un lotto di circa 1000mq com'è rimasta fino all'anno scorso.

Andiamo con ordine.

  1. Cosa prevedeva il PRG 2011 fato dalla Lega Nord e susssunto dalla Giunta Manildo senza grandi cambiamenti per quest area?
 Se osservate le previsioni originarie sono di una densificazione della costruzione pre-esistente perchè un indice 3mc/mq significa costruire un condominio come quelli che ci sono a fianco con altezza massima 16m. La cosa non è in sè sbagliata perchè l'intera zona dello stadio è fatta di case "alte" per Treviso; quello che stride è la scarsa distanza dal fronte stradale e l'assenza di verde.







Cosa succede dopo??C'è la crisi edilizia e quindi la Regione Veneto pensa di rispondere non con incentivi seri che mettano a disposizioni fondi per il settore, ma con una serie di "regali" che alla fine si ritorcono contro i cittadini. E' il cosidetto PIANO CASO di Marino Zorzato e Zaia che nasce come legge "provvisoria" nel 2009 e continua a sopravvivere di proroga in proroga fino al 31-12-2018 (cioè 9 anni dopo!!) con il rischio che venga resa definitiva. 

 Come potete leggere nella premessa alla legge approvata (Piano Casa 1) ci sono un sacco di belle parole come al solito, ma gli effetti sono quelli che si vedono oggi..
Faccio notare che la LEGA NORD di Zaia approva, ma il PD si astiene perchè è difficile votare contro... Credo che solo Pettenò ed altri due si siano rifiutati di votare questo schifo.


Quali sono gli effetti del PIANO CASA, che passa dalla versione 1 alla versione 2 e poi alla versione 3 con la saggia consulenza dello studio BAREL che pubblica volumi su volumi di interpretazioni e commentari...??
 
Gli effetti sono quelli che oggi denuncia l'ing. Negro e cioè che i Comuni sono spossessati della loro potestà di pianificare.
Spendono soldi per i PAT e per i PI e poi in base a NORME DEROGATORIE si danno "premi spaziali" che arrivano anche al 75% se in favore dei disabili.
Chi negherebbe un incentivo ad un soggetto "debole"?? 
Quello che c'è sotto è la prima versione che è stata via via peggiorata...

La legge regionale in un linguaggio burocratese stretto spiega che è tutto bello e fatto a nostro beneficio ed infatti se vi riguardate le rassegne stampa del tempo (ed ancora quelle di oggi), questa legge DEROGATORIA è descritta come quella che ha salvato l'edilizia, mentre in realtà non ha modificato nulla ed ha solo peggiorato il contesto ingessando ancora di più il mercato perchè ha aumentato l'offerta della "camera per la nonna" (come diceva Zorzato) mentre c'è un patrimonio enorme invenduto.

Interessante anche vedere che la Regione Veneto stabilisce sconti sugli oneri concessiori di cui beneficiano... i Comuni!! L'articolo 7 prevede uno sconto del 60% ed anche ulteriore incentivi se lo desiderano i Comuni che non hanno un soldo!!

In un primo momento era stata data la possibilità ai Comuni di stralciare alcune zone del loro territorio, ma tale possibilità è stata subito eliminata perchè c'era il rischio di inficiare i "benefici" della legge e quindi l'articolo 8 è diventato un mera chimera.

I centri storici sono stati fatti salvi, più per impossibilità tecnica (distanze) che per altro...

Siccome i problemi di questo pasticcio emersero subito evidenti perchè nascevano condomini a confine con casette, si densificava dove non c'è strade adatte e via discorrendo ci fu la necessità di un'altra mostruosità giuridica del Veneto che L'INTERPRETAZIONE AUTENTICA DELLA NORMA.Quando ci sono pasticci, causati da legislatori pasticcioni, si chiede di mettere delle toppe che reggono fino a che nessuno le impugna... Ma impugnare costa...

Leggete e cercate di valutare la portata dei punti:
1) si consente di pianificare in DEROGA anche a chi è senza PAT dopo il limite fissato
2) si fanno prevalere le norme regionali sui regolamenti comunali in modo da saltare i pochi vincoli che i Comuni tentavano di mettere
3) si proroga una legge "provvisoria" fino a 2018
4) si tolgono dai computi dei volumi dei dettagli tanto per dire che nulla deve essere perso per fare schèi..
Aggiungi didascalia

CONCLUSIONE

Tutto questo lungo excursus per dire cosa??

In primis che nulla avviene per caso ed è tutto già scritto nelle leggi che vengono approvate soprattutto se le leggi sono DEROGATORIE e fatte sull'onda di motivazioni diverse di quella di una corretta gestione del territorio.
La pianificazione (ma tutto in genere) è MERCE DI SCAMBIO per ottenere voti e per avere titoli sui giornali.
Poca differenza tra maggioranza ed opposizione, anche se la colpa della LEGA NORD e CENTRODESTRA è certamente maggiore, visto che da lì vengono queste ideone. Non escludo però che i geni del CENTROSINISTRA non potrebbero anche loro farle se fossero al governo della Regione Veneto (cosa che non succederà mai) .

La seconda questione è l'osservazione che i partiti non esistono più come entità "che studiano" (salvo rare e personali eccezioni); siamo circondati da politici regionali che gestiscono i loro grande/piccolo potere senza seguito di base e da amministratori locali, che sono impegnati in gestione e non hanno la minima idea di quello che succede a livello legislativo in Regione.
Anzi se vanno in REGIONE VENETO è per chiedere, con il cappello in mano, di avere qualche finanziamento per questa o quella opera che li farà rieleggere.
DOVE VOGLIAMO ANDARE IN QUESTO MODO? 




sabato 19 agosto 2017

RIVEDERE LE CONCESSIONI IRRIGUE E IDROELETTRICHE E' UNA PRIORITA'

Il prof. D'Alpaos, con sin troppa eleganza ma assoluta chiarezza, mette il dito sulla piaga e dice chiaramente che lo Stato e la Regione Veneto hanno concesso risorse che non ci sono in particolare nel bacino della Piave.

C'è poco da discutere o da fare mille calcoli: lo dice chiaramente il Piano di Gestione del fiume PIAVE, tenuto nel cassetto dell'assessore Bottacin & kompagni da anni.

QUELL'ACQUA VA RIDATA AL FIUME E VANNO BLOCCATE LE CONCESSIONE PER IL MINI-IDROELETTRICO SUI TORRENTI BELLUNESI.

Da qui si parte.

Relativamente ale colpe dell'urbanistica, poco da aggiungere: per i SCHEI si è giustificato tutto ed ora diciamo che è colpa della Natura matrigna...


mercoledì 16 agosto 2017

NOI SIAMO CON ANGELO CAMBIANO

La solitudine politica e amministrativa del sindaco Cambiano
Un riconoscimento speciale al sindaco di Licata Angelo Cambiano nell'ambito del Premio Nazionale "Umberto Zanotti Bianco 2017"
Diciamolo: il caso del sindaco di Licata, Angelo Cambiano, vittima di gravi minacce e attentati e poi «defenestrato» dal consiglio comunale per il suo piano di abbattimento di immobili abusivi, ci addolora ma non ci sorprende. E’ l’evidente, inesorabile risultato di una solitudine politica e amministrativa.
E’ l’evidente, inesorabile risultato del livello di conflitto – in atto – tra chi intende ripristinare il diritto a fruire collettivamente del territorio e chi cavalca gli interessi di coloro che intendono negarlo.
Interessi che ritroviamo in tante operazioni che respingono le regole culturali, ecologiche e insediative della pianificazione territoriale e dell’urbanistica, spesso con la copertura di normative appositamente create.
A Licata, così come in molti altri centri siciliani e meridionali (ed anche settentrionari - ndr) , gli interessi espressi dall’uso illegale e criminale del territorio hanno assunto la forma di alleanza tra abusivismo speculativo e mafioso.
Questo, nell’Italia a noi contemporanea, con quasi nove milioni di case o appartamenti inutilizzati e sei milioni e mezzo di case vuote, di cui oltre seicentomila in Sicilia.
Insomma: con buona pace anche dei 5Stelle, l’«abusivismo di necessità» non esiste, al di là di chi lo invoca con disinvolta e sconcertante furberia.
La realtà è questa: esiste una perversa relazione tra distorsioni delle governance territoriali e presenza di speculazione, corruzione e criminalità organizzata. Di certo, si continuano ad investire pochissimi milioni di euro nel programma di messa in sicurezza dal rischi sismico e dal rischio idrogeologico. Tutto ciò, malgrado sempre più evidente appaia l’emergenza ambientale, con l’alternarsi di bombe di calore, siccità, incendi e bombe d’acqua.
Con dissesti e alluvioni. Eventi che completano la devastazione di un territorio assai fragile e già piuttosto ferito.
Noi di Italia Nostra lo diciamo da tanto tempo: bisognerebbe affrontare realmente, seriamente questi problemi; farne occasione per nuove visioni ambientali, sociali e politiche. Ma per far questo ci vorrebbe una nuova classe dirigente – rigorosa, competente, efficiente. E un nuovo ceto politico. Diverse volte abbiamo espresso solidarietà e stima verso Angelo Cambiano. Adesso, preso atto di quanto accaduto, il Consiglio Regionale di Italia Nostra Sicilia propone di conferire, nell'ambito del Premio Nazionale "Umberto Zanotti Bianco 2017", un riconoscimento speciale al sindaco di Licata Angelo Cambiano.
Il Consiglio Regionale di Italia Nostra Sicilia

lunedì 14 agosto 2017

I NIMBY DEL PIANO CASA IN VIA PIAVE A TREVISO

La protesta di Via Piave a Treviso dimostra che mediamente i cittadini non capicono quanto viene approvato in Regione Veneto visto che l'operazione edilizia in corso dipende dal PIANO CASA REGIONALE.

Tutti ad osannare Luca Ghiaia quando si trata di costruire a casa degli altri, mentre diventa un problema quando costruiscono vicino a casa loro.

BASTA COSTRUIRE IN ZONA RISORGIVE

Sulla Tribuna oggi compare una lettera di un ingegnere che condivido pienamente e che considera che non è trascurabile l'impatto di edificare in zona risorgive: un bene prezioso che non sappiamo nemmeno di avere.


domenica 13 agosto 2017

ABUSIVISMO DI NECESSITA' NON ESISTE

Chi parla di "abusivismo di necessità" mente sapendo di mentire perchè in un paese che ha 9 milioni di case o appartamenti vuoti o inutilizzati, questo è un argomento che si commenta da solo.

Il tema è solo quello della difficoltà di GARANTIRE LA LEGALITA' e quindi di diventare una nazione rispettata in Europa e nel mondo.
Come possiamo essere seri se non riusciamo ad affrontare seriamente questo problema, che ha almeno 40 anni di storia.

La questione al nord è più complessa, ma non molto diversa, visto che qui si forzano le normative per fare le cose come nel caso della superstrada PEDEMONTANA dove mancano delle autorizzazioni ambientali. Risultato analogo...

Chiediamocelo prima di dire che siamo diversi...


PIANO DI LOTTIZZAZIONE PANIGAI: 300m SONO COME 1450m...





































Relativamente al Piano di Lottizzaizone PANIGAI, già apporvato come residenza e mai costruito, che ha ottenuto lo scorso luglio l'approvazione di una VARIANTE per avere una nuova superficie commerciale oltre alla residenza, avevamo fatto rilevare (con altre associazioni) che:
  • il progetto non si trovava a 1450m da un SITO DI IMPORTANZA COMUNITARIA - ZONA DI PROTEZIONE SPECIALE per la Comunità Europea, ma a soli 300 metri.
Ci conforta che ci è stato ragione e quindi l'osservazione è stata PARZIALMENTE ACCOLTA anche dello stesso progettista, MA NULLA CAMBIA!

Queste Valutazioni di Incidenza Ambientale o Screening o Valutazioni di Impatto Ambientale sono sostanzialmente quasi sempre documenti inutili perchè non viene MAI rilevato un impatto e mai nessuno negli Uffici Comunali pone un dubbio.
Si rispetta formalmente la legge, eludendola nella sostanza.

Come sempre le decisioni (e le responsabilità) sono della POLITICA che deve interpretare e guidare l'applicazione delle norme, mentre ci troviamo sempre più di fronte ad Amministrazioni che tendono a svendere il territorio per lo SVILUPPO, in barba ai vari programmi "sostenibili" con cui sono eletti.


martedì 8 agosto 2017

SARDEGNA, ARRIVA LA .. DEROGU?

Ci accusano di fare di erba un fascio, ma mi chiedo se deve considerare esponente del PD Soru o Pigliaru: la differenza è sostanziale per l'ambiente.
Uno ha protetto la costa sarda, l'altro introduce una deroga molto pericolosa...



martedì 25 luglio 2017

A VEDELAGO SI "REGALA" SUOLO AGRICOLO CON BENEDIZIONE ASCOM

Non è semplice capire l'urbanistica, ma è ancora meno facile capire la politica urbanistica dei Comuni e l'esempio che andrà in votazione stasera a Vedelago è un “luminoso” simbolo di … buio.

La ditta SIRA è fallita da poco lasciando 33.000 mq di superficie commerciale dove in passato è stato realizzato l'insediamento SIRA di Vedelago, che, osserviamo con rammarico, ora lascia un grande vuoto.

Cosa si fa in questo caso nella terra dei veneti? 
Si progetta di “dare una mano” all'imprenditore in difficoltà (tutti in Veneto siamo imprenditori di noi stessi...) mediante quello che è la decisione più semplice del mondo: il cambio di destinazione d'uso del terreno da agricolo a commerciale.

Tale opzione, tanto per essere chiari e non lasciar cose non dette, in una zona dove (forse) vedrà la luce un'infrastruttura come la Pedemontana Veneta significa che il valore del suolo passa da circa 10 euro/mq a circa 40-50 euro/mq senza muovere un dito, anzi muovendo solo una mano per votare...

Facendo due semplici conti si passa per un'area di 16.500 mq da 165.000 euro a circa 750-800.000 euro, per cui questa “prassi consolidata” non è nemmeno un cattivo affare, né per il privato e nemmeno per il pubblico che ci ricava gli oneri e qualche pista ciclabile, che fa sempre tanto lustro prima delle elezioni.

Tutto questo senza presumere che ci siano attività illecite o sponsor occulti che promuovano tale variazione al PI, ma chi è della zona potrà certamente avere maggior idea dei volti e dei nomi che sono sotto questi piccoli/grandi affari...

Nel resoconto, tratto dal verbale del Consiglio Comunale del 29-12-2016, quello che è chiaro è che non si capisce nulla!
Il consigliere Mazzoccato fa delle considerazioni condivisibili alle quali il Sindaco risponde in modo confuso dicendo che “si blinderà il progetto con un PUA”.
Ma la questione non è tanto vedere il progetto di quello che succederà, ma l'aver trasformato altri 3 campi di terra agricola in zona commerciale, quando si hanno 33.000 mq vuoti!




E' evidente che non viene percepito dal Sindaco la differenza tra una scelta politica che autorizza il cambio d'uso del terreno ed un vincolo di progetto urbanistico attuativo, che influirà, al massimo sul come tale trasformazione verrà fatta.
 Oggi ci sono quindi 33.000 mc di capannoni vuoti e, da stasera, ci saranno altri 3 campi sottratti all'uso agricolo e destinati al commerciale. 

Magari verrà un altro grande centro commerciale?? O pensiamo che in questo modo si rilancino i negozi di vicinato??

L'altro elemento bizzarro è la posizione di ASCOM, che a Treviso con il suo Presidente Pomini, ha recentemente sparato a zero contro l'invazione dei Centri Commerciali, mentre qui a Vedelago promuove un aiuto “a costo zero” (secondo loro) per dare una mano all'imprenditore.
Come fanno poi a stupirsi se tutto verrà monetizzato e venduto ad un colosso europeo che insedierà un ennesimo centro commerciale che vende di tutto e sarà il ricovero dei vecchietti della zona in estate??

Pare inoltre che venga paventato un problema di "possibili danni per una votazione di consiglieri" sul tema e ritengo che tale ipotesi si configuri come una sorta di velata minaccia nei confronti della libertà di ogni consigliere che deve poter decidere per il meglio senza vincoli di mandato; la procedura di adozioni, osservazione ed approvazione di una variante urbanistica serve proprio a questo. Chi dice che ri rischia.. si espone come quello la prima galina che canta...