"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)
Visualizzazione post con etichetta risorgive. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta risorgive. Mostra tutti i post

venerdì 24 marzo 2023

ARRIVANO LE COSTRUZIONI CON PARCO E RISORGIVA...


Arriva la campagna elettorale per le comunali 2023 ed ecco che appaiono i progetti di nuove costruzioni che diventano lo strumento per fare addirittura “un meraviglioso parco con valorizzazione della risorgiva sul Cerca di Monigo”.

L’operazione immobiliare sul lotto in questione è stata “oggetto di lunga trattativa” con la proprietà privata e certamente il Comune ha cercato di ottenere il massimo in termini di standard, che di solito sono sempre… pochi, perché il privato difende a spada tratta il suo portafogli, mentre il pubblico (di qualsiasi colore, anche azzurrino) è molto molto più timido.

L’operazione d’immagine (il cosiddetto “greenwashing”) è più difficile da disvelare perché la stampa cerca di mantenere un equilibrismo con l’Amministrazione ed la maggior parte dei cittadini giudicano i “fatti” sulla base di sensazioni e senza alcuna memoria.

 Vediamo dove stanno i trucchetti che hanno fatto meritare al Sindaco Conte epiteti poco commendevoli per i quali si è arrabbiato non poco:

  •  un signore, che abita di fronte alla risorgiva, si accorge che il terreno attorno allo specchio d’acqua è privato e non pubblico come tutti pensavamo e lo acquista. Non può acquistare tutto il terreno sul perimetro perché c’è un vecchio sedime stradale;     le motivazioni del privato sono bizzarre e fantasiose: timori di danni alle auto a causa degli alberi, paura di annegamento dei residenti di Monigo, etcc.
  •  il Sindaco Conte dà man forte al progetto di recintare la risorgiva perché “il luogo è frequentato da persone di dubbia moralità e teatro di spaccio”, suscitando allo stesso tempo rabbia ed ilarità, visto che lì al massimo si sono viste delle… papere farsi tra le canne (giunchi);
  • nel periodo del Covid ed anche attualmente, l’area resta recintata con un cancello provvisorio perché il privato non rischia la chiusura di una parte che non potrà mai essere sua; però la fruizione del bene comune impedita.

 Ora sembra arrivare il miracolo, guarda caso proprio in vista delle elezioni…

 Come avrebbe dovuto e potuto comportarsi il Sindaco Conte per non subìre tali accuse? O meglio cosa avrei fatto io al suo posto?

 La questione è abbastanza semplice e riguarda il compito del massimo rappresentante della città e dei suoi beni comuni:

  • all’acquisto del privato di quasi tutta l’area attorno alla risorgiva, si poteva cercare all’inizio la via della persuasione che una simile operazione era fondamentalmente contro la comunità di Monigo che sarebbe stata privata della “sua” risorgiva;
  • di fronte ad una possibile e legittima volontà del privato di mantenere “ ‘a so téra”, il Comune avrebbe potuto porre per motivi di “pubblico interesse” (della comunità di Monigo e di Treviso tutta), una procedura di esproprio con un semplice progetto preliminare (che gli avremmo anche regalato) e la contestuale variante urbanistica;
  • il privato sarebbe stato indennizzato e sopratutto ci saremmo risparmiati una recinzione che ancora grida vendetta e dimostra al tutela dei beni comuni viene dopo la tutela della proprietà privata...

 

La procedura dell’esproprio per gli amici leghisti è sempre vista come una “violenza”, salvo quando devono fare rotonde (spesso inutili) o strade per collegare supermercati spendendo un sacco di soldi…

 

Tale procedura applicata per difendere una risorgiva sarebbe stato un ottimo esempio di “difesa dei beni comuni”, dell'acqua sempre più preziosa e di tutela dei diritti dei cittadini (spesso silenziosi) di Monigo.

Invece ci si arriva solo ora (in tempo per la rielezione) e con un’operazione in cui non è ancora chiaro come si accederà alla risorgiva, perché, ricordiamolo, da tre/quattro anni c’è un cancello abusivo che impedisce di accedere all’acqua.

 

Il Sindaco Conte è certo di voler vantare di questo?

 

 


lunedì 14 agosto 2017

BASTA COSTRUIRE IN ZONA RISORGIVE

Sulla Tribuna oggi compare una lettera di un ingegnere che condivido pienamente e che considera che non è trascurabile l'impatto di edificare in zona risorgive: un bene prezioso che non sappiamo nemmeno di avere.


domenica 6 agosto 2017

FONTANE BIANCHE (nonostante VENETICORUM ATTILAE PEDISSEQUI)

Ecco come sono le acque del Botteniga nei pressi della sorgente nella zona delle FONTANE BIANCHE, un miracolo di sorgiva che nemmeno meritiamo e che i VAP (Veneticorum Attilae Pedissequi) tentano di distruggere per lo sviluppo.

Se guardate bene la foto non si vede l'acqua da tanto trasparente..


sabato 6 maggio 2017

TUNNEL E PROSECCO TRA CAPANNONI VUOTI

Il demenziale progetto di Serena e Bonan di ponrtare in trincea una parte della Pontebbana fa tornare in auge un professionista stimato, ma non certo giovane, che dalla rossa Emilia è venuto ad asfaltare il Veneto grazie a Zaia e Soci.
Tecnicamente il tunnel non è certo un problema tecnico perchè basta buttare tanto tanto cemento, ma per le falde il problema c'è e non è eludibile.

Ora i geniali amministratori spendono 40 mila euro (in periodo di siccità) per capire se il toponimo FONTANE BIANCHE ha un significato reale e se possiamo parlare di VILLORBA GRIGIA.

Quando  i villorbesi cacceranno amminsitrarori come Serena e Bonan o altri Attila simili, sarà sempre troppo tardi.

Treviso? Dorme ... nelle tende degli alpini ed nelle piazze dei Battuti...

martedì 18 aprile 2017

SERENA, ATTILA DELLE RISORGIVE E SINDACO DI TREVISO




Il Sindaco Serena di Villorba-capanon-city si appresta a diventare a vincere il premio ATTILA DELLE RISORGIVE per le sue pensate, che stanno progressivamente devastando il territorio a nord di Treviso e seccando tutto quello che c'è a sud.

In un colpo solo oggi trovano spazio sui giornali due grandi trovate:
  • un'ennesima zona industriale da 38.000 mq nel Comune più desolato del Veneto dove le chiusure dei "parchi commerciali" si susseguono uno dietro l'altra...
  • la proposta di inserire un tunnel da 1km (1000 metri) di traverso alla direttrice della falda che alimenta le risorgive a Catena per togliere il semaforo...
 La prima idea è purtroppo realtà e porterà all'ennesimo fallimento con sperpero di suolo agricolo di cui si pentiranno i figli di Serena e dei suoi elettori.
La seconda genialata speriamo resti solo un'idea bislacca visto che riteniamo i costi (schei) molto difficili da quantificare e 8 milioni di euro paiono molto pochi. Ma il danno ambientale sarebbe enorme e pertanto faremo tutto il possibile per evitare che ciò si realizzi.

Il nostro, con l'aiuto di Provincia e Regione+SNAM, ha già seccato il Limbraga per cui riteniamo si sia meritato il diritto di concorrere a Sindaco di Treviso così potrà gestire un capoluogo e non una cittadina che non riesce nemmeno a fondersi con  Povegliano..
Per noi l'importante che vada a sud della linea delle risorgive, anche a Casier dove c'è il mercurio o a Preganziol, ma fuori da questa fascia dove le sue idee possono fare solo danni.


lunedì 17 aprile 2017

VILLORBA INTERRA LA PONTEBBANA? AUGURI...

Da un po' di tempo sto maturando la convinzione che non meritiamo di governarci, ma non perchè io sia contrario in via pregiudiziale alla gestione locale del territorio, ma perchè non siamo in grado di guardare nè oltre il nostro naso, nè al  nostro passato.

VILLORBA è l'esempio "luminoso" di questo atteggiamento dispregiativo per il nostro territorio.
Infatti Villorba ha l'area industriale vuota più grande del Veneto e ne vuole fare un'altra...
Villorba posside dei siti di pregio ambientale strepitosi (le Fontane Bianche) e li sta seccando...

L'ideona di interrare un pezzo di Pontebbana per eliminare il semaforo di Catena è tanto bislacca quanto poco realizzabile soprattutto se si rispetterà l'obbligo di INVARIANZA IDRAULICA dell'opera.
Inoltre faccio i miei auguri a chi pagherà l'opera sia perchè i costi lieviteranno sia perchè saranno non pochi i danni che provocherà.
Sono però certo che la democrazia diretta della propaganda del Pomata2 potrebbe farcela. Lunica speranza è che il privato sia un po' tirchio o avveduto..

Vi metto un estratto dal PAT di Villorba dove si vede la linea superficiale delle risorgive.... proprio vicina all'interramento!!


domenica 16 aprile 2017

VILLORBA CAPITALE DELLO SCEMPIO?

A Villorba, non contenti di avere l'area industriale più grande e vuota del Veneto, di voler farne un'altra per inseguire il tracciato della Pedemontana, di aver seccato il Limbraga con i sottopassi a nord della Storga...
ora arriva l'ideona di interrare la Pontebbana in zona Catena (credo) su cui un privato (cavatore?) è interessato.

Fosse Carnevale penserei ad uno scherzo, ma siamo a Pasqua e perciò è meglio che qualcuno vada a sentire quali scemenze dicono.
Auguri:
  • a chi avrà le case attorno allagate per il rialzo locale della falda in vicinanza all'interferenza
  • a chi avrà i campi seccati per l'irrigazione
  • ai fiumi ed ai pesci (tanto non gliene frega un cazzo a nessuno di loro)
Il vincolo (insuperabile) è che dovranno dimostrare l'invarianza idraulica dell'intervento, ma conoscendo Lorsignori ei i loro amici tutto è possibile...

lunedì 27 febbraio 2017

VOGLIAMO OCCUPARCI DELLE NOSTRE ACQUE?

In questa settimana si aprirà la stagione della pesca e dovrebbe essere una festa per un'area piena di acqua di risorgiva dove dovremmo avere marsoni e marmorate a iosa...

Purtroppo invece la pesca si apre con immissioni le più varie e strane per ovviare ad una semplice regola: il pesce (come tutti gli altri animali) non si sviluppa e non si riproduce se non c'è un ambiente adatto. O meglio si sviluppano altre specie che sono alloctone e creao danni.

Questa è l'acqua di uno dei canali che costeggia l'abbandonato stadio Tenni a 500 metri in linea d'aria dalla sua immissione in Sile. Non credo che nessuno si metta a pescare lì...

Quindi è meglio che ci occupiamo delle nostre acque o saranno le nostra acque ad occuparci di noi, mandandoci in ospedale a disintossicarci perchè prima muoiono i pesci.. ma subito dopo veniamo noi!


martedì 4 ottobre 2016

LETTERA APERTA AI SINDACI DEI COMUNI TREVIGIANI INTERESSATI DALLA COSTRUZIONE DELLA SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA:

Egr.Sig.Sindaco, 
in vista della prossima adunanza della Corte dei Conti in Roma, il 6 ottobre 2016, vorremmo invitarLa a riflettere su alcuni punti relativamente alla questione Superstrada Pedemontana Veneta e invitarLa a prendere posizione in base alle vere aspettative della Sua cittadinanza ed in base alla voce della Sua coscienza.

La Corte, presumibilmente, si rivolgerà al Commissario Straordinario, ing. Vernizzi, e gli chiederà conto delle omissioni relativamente alle domande formulate a fine dicembre 2015.
Le richieste della Corte riguardano in particolare chiarimenti sulla (presunta) necessità di una siffatta opera, sulla correttezza dell'iter progettuale, sulle modalità di conduzione dei lavori, sul reperimento delle risorse economiche per sostenere questi lavori che in totale comportano 3000 milioni di euro di spesa.
La Corte si è inoltre interessata del rispetto dei criteri di trasparenza ed efficienza del Commissario Straordinario, del rispetto delle regole e delle persone e dei loro beni, nonché della preoccupazione per il fondamentale bene collettivo, chiamato territorio.

Sappiamo che a molte di queste aspettative il Commissario Straordinario non è stato in grado, e non lo sarà nemmeno in futuro, di dare risposte soddisfacenti e compiute, pertanto chiediamo a Lei, signor Sindaco, di palesare le Sue perplessità e le Sue preoccupazioni, apertamente e da cittadino libero, in ogni sede, e in particolare nell'occasione della prossima adunanza della Corte dei Conti.

La invitiamo a ricordare di avere convinto, (Ella o i Suoi predecessori) da circa 20 anni, i cittadini del Suo comune che avrebbero avuto dei vantaggi economici e di viabilità da tale “Grande Opera” pubblica, mentre ora si profila un'evidente diminuzione dei vantaggi promessi (tariffari, viabilità complementare, spesa a carico del privato nel project financing, mitigazioni ambientali).
Ora v'è il rischio che le finanze pubbliche (Cassa Depositi e Prestiti, ulteriori finanziamenti regionali e statali) cadano nell'errore di finanziare ancora il promotore dandogli un vantaggio immotivato con grave danno futuro per la finanza pubblica e per il territorio e con conseguente diminuzione di risorse per settori piu' importanti quali la sanità, la messa in sicurezza del territorio o il sociale.

La SPV, da strumento di sviluppo (?), rischia di diventare strumento di rovina dello sviluppo e danno perchè non si è dimostrata la sua sostenibilità finanziaria a tutt'oggi, mentre è evidente la sua insostenibilità ambientale.

In questi ultimi anni, a far fede dalla conferenza di servizi di Castelfranco del marzo 2001 e dall'entrata in vigore della "Legge Obiettivo" e dalla nomina del Commissario nell'agosto 2009, nessun risultato è stato raggiunto per risolvere "l'emergenza del traffico...": l'emergenza è sempre perenne perchè le ricette per risolvere le questioni sono sbagliate. 

Hanno ben ragione le categorie produttive e cittadini a lamentarsene: invece di allungare la Gasparona da Bassano fino a Spresiano, con spesa relativamente modesta, s'è preferito triplicare un sedime autostradale a fianco della Gasparona con perdita di tempo, spesa eccessiva e sacrificio della stessa strada costruita appena negli anni '80.

Non parliamo del disastro ambientale, irreversibile se non ci si fermerà subito e delle manutenzioni continue che si renderanno necessarie per i tratti in trincea, che sostanzialmente tagliano il flusso delle risorgive che alimentano i nostri fiumi, in primis il Sile.

 Meglio sarebbe stato se il Governo avesse usato la procedura ordinaria per costruire una strada pubblica!
Ci sarebbe maggior possibilità di controllo della spesa, minor rischio d'infiltrazione mafiosa, minori rischi speculativi intorno ai caselli, minore consumo di suolo...

Signor Sindaco, non si renda supinamente complice di una condotta commissariale fallimentare!

Colga l'occasione di tutelare il Suo territorio senza pietire opere complementari che non verranno fatte e, se realizzate, creeranno ulteriore traffico e non risolveranno i problemi del Suo Comune. 

Provi a riflettere sui costi di quest'opera, che doveva essere a carico del privato mentre il soggetto pubblico (Stato e Regione) ha già dato o promesso un terzo del costo, soldi che vengono dati ad un privato invece che ai Comuni!!

Lo faccia per il bene del suo Comune, per il Veneto e per tutta la collettività, che altrimenti dovrà pagare per decenni il costo economico ed ambientale di queste scelte errate 

4 ottobree 2016.
per ITALIA NOSTRA Treviso
 f.to il presidente Romeo Scarpa







sabato 23 aprile 2016

QUANDO ASCOLTARE NON BASTA, SE MANCA LA "CULTURA"... CONTINUATE A NASCONDERE LA POLVERE SOTTO IL TAPPETO

Una piccola notizia mi consente di ribadire con forza un concetto che non passa e non passerà mai se si continua non a voler capire dove sta il problema.
L'Assessore ai Lavori Pubblici Michielan (persona onesta e cortese) annuncia che si tombinerà un "corso d'acqua" in Noalese tra via Gera e via Sant'Agnese "su richiesta dei residenti che lamentano cattivi odori, zanzare, etc..."
Immaginiamo a chi faccia riferimento l'articolo della Tribuna: i "fortunati" residenti che hanno trovato ascolto presso il disponibile Assessore saranno capitanati dai soliti anziani pasdaran di "San Giuseppe vivibile", ma non è questo il problema.

Il vero e reale problema è che l'Assessore si occupa di Lavori Pubblici e questa è una faccenda che non sarebbe di sua competenza, nè di quella dei suoi valenti tecnici che come soluzioni non trovano di meglio che
NASCONDERE LA POLVERE SOTTO IL TAPPETO
Su un tema del genere dovrebbe intervenire un Assessore all'Ambiente, ma si vede che a Treviso Smart c'è ancora molta confusione su cosa sia ambiente e cosa sia lavoro pubblico...

Conosciamo quel corso d'acqua e sappiamo che dopo meno di 100 metri si immette nel Sile!!
Lo abbiamo visionato, documentato e lo stiamo inquadrando nel nostro "Progetto Risorgive" che non interessa all'Amministrazione, che si impegna al massimo soprattutto per la promozione di sfilate di moda con belle ragazze in centro storico, dove la visibilità giornalistica è altissima...

Nonostante questo, abbiamo varie volte tentato di spiegare all'Assessore Michielan ed all'Amministrazione  che:
  • i cattivi odori dipendono da cosa si scarica, di sistemi di depurazione che non ci sono (fognature)
  • le zanzare dipendono dall'acqua stagnante per la penuria di acqua dovuta ai prelievi indisturbati dia pozzi  a monte
  • i ratti ci sono se ci si buttano rifiuti 
I residenti di quelle vie sono i primi responsabili del degrado del "loro" e "nostro" corso d'acqua e come dei veri e propri sporcaccioni chiedono alla loro mamma Assessore di mettere la polvere e la spazzatura sotto il tappeto di cemento della ricopertura del "fosso".
PROPRIO UNA BELLA SOLUZIONE!!

Un corso d'acqua (che aveva un nome ed una storia come dimostrano le carte napoleoniche che stiamo mettendo a sistema) diventa un fosso e poi una fognatura!!

Ecco che, quello che l'Assessore Michielan presenta come un intervento a favore dei cittadini e "frutto dell'ascolto", non è altro che una banale "marchetta" che servirà a qualcuno alle prossime elezioni, ma soprattutto un grave danno ambientale  ed alla storia della zona.

Il peggio è che non se ne accorgono nemmeno!! 
Notare che però si spendono soldi per fare delle piste ciclo pedonali per fare belle e sane camminate prima di risanare l'acqua. Senza camminare si ingrassa come dimostra il sottoscritto, senza acqua pulita si muore!

 
guardate il colore dell'acqua...


le calle crescono lo stesso..

venerdì 5 giugno 2015

PROGETTO RISORGIVE - USCITA DOMENICA 7 GIUGNO ore 9 SAN PELAJO

Il prossimo appuntamento è fissato per domenica prossima 7 giugno per continuare la visita della Botteniga e poi seguire il corso del Pecorile per capire lo stato dell’area umida posta tra S.Pelagio e Fontane (strada vicinale delle Corti).
Appuntamento alle ore 9 presso il Convento delle Visitandine in Via S.Pelagio:IN BICICLETTA.
Come sempre è gradita una mail o una telefonata di conferma (348 7152985)

Alcune considerazioni e notizie aggiuntive sul corso della Botteniga -24 maggio
1-il rivolo d’acqua che arriva da nord nel “Fontanasso” non è una sorgente ma lo scarico, forse un troppopieno” della fognatura di acque meteoriche provenienti da via Don Sturzo e dalla lottizzazione che la costeggia: E’ probabile che oltre alle acque piovane ci sia una aggiunta di scariche di acque bianche (?) domestiche. Sembra che la condotta che serve via Don Sturzo sia stata realizzata un livello più basso rispetto alla conduttura principale che corre in via S.Pelagio; in caso di forti piogge il rivolo diventa un ruscello.
2- il sistema d’acque del Parco di Villa Maria è frutto di un progetto di sistemazione della seconda metà del 1800: infatti nella mappa catastale austriaca (circa 1841) appare soltanto il corso che esce dala Fontanasso.
3- il fosso, posto a circa 200 mt. sotto Villa Maria, è in realtà uno scarico della conduttura di acque bianche, anche se proprio bianche non sono, che corre sotto via S.Pelagio ed è stato fatto recentemente ma non si sa ancora quando
4-l’area umida che esisteva in sponda destra è stata seccata con la eliminazione dello sbarramento che esisteva in corrispondenza dell’ex mulino Sarzetto (H. cica 80 cm) avvenuta verso il 1985; fino al 1901 l’attuale via Mandruzzato si chiamava strada delle paludi: il toponimo indica uno stato preciso della zona. Sarebbe necessaria una perizia di un tecnico in grado di capire se un eventuale rifacimento dello sbarramento possa ricostituire la vegetazione originaria e la conseguente biodiversità.
p.la sezione di Treviso di Italia Nostra
Berto Zandigiacomi

mercoledì 1 aprile 2015

PROGETTO RISORGIVE DI TREVISO: UN MODO PER DIFENDERE IL TERRITORIO, ESPLORANDO...

Domenica mattina un gruppo di 25-30 persone guidate da Berto Zandigiacomi ed Ennio Tiveron hanno perlustrato la zona di San Giuseppe seguendo una mappa austriaca del 1906 alla ricerca delle RISORGIVE PERDUTE.

Il progetto “RISORGIVE” della sezione di Treviso di ITALIA NOSTRA, aperto a tutta la cittadinanza ed altre associazioni, si propone di censire quanto resta di fossi e canali storici della nostra periferia, in particolare della sponda sinistra del Sile, in modo da documentare cosa abbiamo perso in 100 anni e valutare la consistenza di quello che ci resta.

La zona di San Giuseppe è particolarmente ricca di “relitti” di fossi e canali perchè siamo in prossimità del Sile, anche se le grandi opere del secolo scorso (il cavalcavia ferroviario e quello demenziale di via Paludetti) hanno alterato in modo rilevante e peggiorativo il deflusso naturale della zona dei “paludetti”.

Non è semplice orientarsi su una mappa dove non esiste l'attuale cavalcavia, dove le case sono rare e spicca l'aggregato dell'illuminato ing. Appiani per i suoi operai...
La mappa storica è dominata dai campi con pochi edifici, tra cui la Chiesa in posizione un po' diversa perché poi ricostruita, e la ferrovia, mentre oggi la cartografia è dominata dall'asse stradale del cavalcavia che porta alla “sagra delle rotonde” e taglia il naturale collegamento e “sfogo” delle acque dei paludetti con il fiume Sile.

I vecchi affluenti hanno nomi antichi e romantici, tra cui il Cerca è il piu' significativo per il nostro progetto perché di loro restano tracce, relitti, residui trasformati in scoli puteolenti: una desolazione!

Il lento modificarsi di questi fondamentali elementi del paesaggio che sono vie pre-ordinate per il deflusso delle piogge cioè di FOSSI e CANALI è una lenta ed inesorabile tendenza, che li ha
trasformati da “risorsa” a “problema”.

Il FOSSO nella sua forma storica ed ideale ha una precisa e storica configurazione naturale: riceve le acque in eccesso (anche reflue chiarificate) e con un movimento lento tra piante acquatiche a foglia larga promuove un eccellente processo di fitodepurazione, oltre ad essere un tassello fondamentale per la BIODIVERSITA' ospitando insetti, anfibi, uccelli e piante.

Il FOSSO però deve essere avere acqua corrente, vegetazione tipica, sezione adeguata ed essere curato con manutenzione periodica: vanno tagliate le erbe (nel modo giusto e non con il napalm!), va tolto il sedimento in eccesso, non vanno palificate le sponde e si avrebbe un ottimo contributo ad un sistema fognario integrato, oltre ad un bacino di espansione per le piogge.


Nel tempo invece, complice l'allargamento delle strade per le auto e la carenza di manutenzione dei contadini, si è avviato il processo di abbandono che inizia con la mancanza di cura, poi si passa al restringimento della sezione fino ad arrivare al “fermo dell'acqua” che porta anossia, modifica di vegetazione e fauna (quindi zanzare e topi) per arrivare al coronamento del tutto con il tombinamento del fosso per “volontà popolare”!!

Ovvio che una trasformazione culturale che passa dalle esigenze del mondo contadino alle esigenze di chi va in auto (e si preoccupa delle buche e dei graffi alla carrozzeria!!) comporta una diversa visione della propria vita ed anche di quella degli altri ed alla fine porta ad una trasformazione del paesaggio, che avviene in modo lento e silente, ma fortemente peggiorativa della qualità della vita.
E' questo che vogliamo? Abbiamo sostituto lo scorrere delle acque dei fossi con lo scorrere delle auto sulle strade e poi ci lamentiamo del traffico!
Il nostro progetto, che si fa a piedi ed in bici, vuole riportare l'attenzione su questi beni preziosi che sono le risorgive e spostare gli investimenti dei lavori pubblici dalla manutenzione delle strade alla manutenzione dei fossi ed alla conservazione delle risorgive.
Non è difficile da capire e condividere, ma vediamo che tutti i politici sono molto sensibili all'asfalto e poco a tutti gli altri materiali. Sarebbe ora di cambiare...