"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)
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giovedì 23 novembre 2017

CHI CONTROLLA IL BOITE E SOPRATTUTTO DOVE??

Sulla questione del torrente Boite abbiamo ricevuto una cortese, ma pilatesca, risposta dalla Provincia di Belluno che ha preso atto che ENEL PRODUZIONE SpA "ha tutte le autorizzazioni"...

Il monitoraggio lo hanno fatto sul Piave a Perarolo (!!) mentre la nostra denuncia è per la situazione del Boite cioè per un tratto di 8 chilometi che è stato asfaltato dai fanghi della diga di Valle di Cadore...

CONTINUIAMO A CHIEDERE PER CAPIRE SE FARE DANNO AD UN TORRENTE SIGNIFICA SOLO UCCIDERE I PESCI...


martedì 22 agosto 2017

INUTILE E DANNOSO, QUESTO E' IL PARCO SILE...

E' molto tempo che critichiamo con forza l'ENTE PARCO SILE e credo che siano sempre troppo tenere le nostre critiche verso un ente che ha tradito il suo mandato e nei 25 anni di vita ha visto degradare tutto l'ecosistema, occupandosi solo di piste ciclabili e di concedere edificazioni in zone di riserva.

Il danno non è nemmeno ascrivibile in toto ai poveri esecutori che sono all'interno del Comitato Esecutori ed ai loro fedeli servitori, ma alla politica regionale che ha dato la mano libera ed ha coperto questo Ente, che nel passato ne combinava anche di peggiori...

Pare che la Regione Veneto voglia chiudere con questa esperienza che loro stessi hanno fatto fallire per ricentralizzare la gestione e tenere sotto controllo la questione. Non cambierà nulla, sono solo falsi movimenti per creare un po' di confusione.
Se gli uomini saranno i Pettenà, i Brunello o il direttore ff non potrà mai cambiare nulla perchè questi danno 400mila euro alle peschiere del Sig. Durigon e se ne fanno un vanto perchè "aveva chiesto due milioni di euro"!! Paghiamo 400mila euro di trote allevate come i polli di Zarattini: questo è il parco Sile!


venerdì 18 agosto 2017

DOVE DEVONO ANDARE I POLLI INDUSTRIALI? IN ZONA INDUSTRIALE..

Uno dei grandi problemi irrisolti dell'agricoltura veneta è quello di stabilire dove finisce l'attività agricola e dove inizia l'attività industriale.

Da un punto di vista normativo abbiamo visto già in passato che le aree agricole sono sempre più terrirorio di conquista per attività che di “agricolo” non hanno più nulla nel senso comune del termine.

L'esempio del Gruppo PADANA nell'area del Trojan a Paese di Treviso è il più clamoroso che io mi ricordi, ma ritengo che nel Veneto “del fare” situazioni simili siano decine.
Un'attività che non usa la terra in modo specifico ed ha dimensioni “intensive” difficilmente può ragionevolmente essere accettato in area agricola, visto gli impatti che queste “fabbriche” producono.


A livello normativo però la questione non funziona in questo modo perchè è molto semplice per gli imprenditori (in questo cado sempre più “prenditori”) di utilizzare suolo agricolo per costruire nuovi capannoni per attività che sono a tutti gli effetti industriali.
E' un grande paradosso che la Regione Veneto che vuole promuovere le eccellenze del territorio conceda poi a questi soggetti le facilitazioni normative che li portano ad acquisire spazi in aree agricole per il solo fatto che sono a più buon mercato delle aree industriali già disponibili e vuote.

Una contraddizione talmente enorme che pare un'eresia solo citarla.
Insediare un allevamento intensivo avicolo sopravento a meno di due chilometri da un paese come Sant'Andrea oltre il Muson è chiaramente una follia ed i cittadini della frazione di Castelfranco giustamente si stanno opponendo a questa scelta che passa sostanzialmente sopra le loro teste come se loro non contassero nulla.
Ma è necessario capire bene che questo non è “sviluppo e promozione” del territorio, ma solo l'ennesimo modo con il quale si fanno “schèi” sulla pelle della gente sia per i riflessi sul territorio, sulla salute e sulle proprietà che certamente si svalutano come se costruissero una discarica.

Non sto nemmeno a parlare di paesaggio o di altre questioni ambientali, mi limito ad osservare che si continua a favorire una parte (questi imprenditori spesso molto vicini al potere) con evidente disprezzo di quello che pensano i cittadini, che però sono sempre meno disponibili a subìre questo soppruso come se fosse una maledizione.

E' evidente che ci sono leggi e normative specifiche, ma deve essere chiaro che sono le scelte politiche che governano un territorio e che se questo è normativamente possibile è perchè non si è voluto finora porre un serio argine ad un “caos organizzato”, dove alcuni fanno schèi ed altri pagano.

Non è molto difficile per una maggioranza che vuole veramente difendere il territorio ed i suoi cittadini (paròni al casa loro?) promuovere una modifica normativa che limiti questo tipo di insediamenti in area agricola e li porti dove devono stare cioè in area produttiva.

Piange il cuore oltre tutto vedere che, come per la Superstrada Pedemontana, i soggetti intermedi (tipo Coldiretti) prendano posizione a favore di simili impianti, veri e propri lager legalizzati per animali.
L'interesse economico anche di questi soggetti va evidenziato perchè è inutile far eproclami sulla bontà dei prodotti veneti e poi promuovere nella sostanza del cibo spazzatura, che sarà il nutrimento delle categorie più povere.


E' tempo di dare un nome chiaro alle cose e di capire chi sta da una parte e chi sta dall'altra, partendo in primis dal Presidente della Regione Veneto.

I POLLI DI SANT'ANDREA OLTRE IL MUSON






Spett.le
Comune di Castelfranco
Settore Edilizio
Al RUP dott. Bruno Berto


Oggetto: Insediamento nuovo allevamento avicolo intensivo in via Picà a Castelfranco Veneto.
Richiesta di partecipazione al procedimento amminsitrativo ai sensi art.9 L.241/90.


In relazione all'avvio del procedimento da parte dell'azienda agricola ZARATTINI STEFANO Srl per la costruzione di un nuovo allevamento avicolo intensivo in via Picà a Castelfranco, il sottoscritto Romeo Scarpa, in qualità di presidente pro-tempore della sezione di Treviso dell'Associazione ITALIA NOSTRA onlus, riconosciuta come associazione portatrice di interessi diffusi in materia ambientale,
chiede

di essere ammesso al procedimento in corso ai sensi dell'art.9 della capo III Legge 241/90 al fine di valutare la conformità della documentazione presentata e l'intero iter della stessa.

Si chiede di avere indicazione:
  1. dei termini precisi per la presentazione di memorie scritte
  2. del link dove poter scaricare la documentazione visto che trattasi di nuova attività produttiva e quindi la procedura dovrebbe essere interamente informatizzata tramite il SUAP
  3. sulla completezza della documentazione presentata dalla ditta Zarattini Srl e su eventuali richieste di integrazioni documentali

Le comunicazioni formali sono da inviare alla pec romeo.scarpa@ingpec.eu
Distinti saluti
Treviso, 18 agosto 2017
                                                                                   p.ITALIA NOSTRA TREVISO
                                                                                   Il presidente pro-tempore
                                                                                   Romeo Scarpa

domenica 13 agosto 2017

LE UOVE ED I POLLI

Lo scandalo mondale delle uova al Fibornil dimostra che la scelta industriale della ditta Zarattini non è una scelta che ha gli stessi diritti del diritto alla salute dei cittadini sopratuttto perchè la ditta ha ottenuto un'inspiegabile deroga alle distanze tra allevamenti.
La questione è di SCELTA POLITICA: vogliamo continuare a farci del male per il "sacro diritto" di Zarattini di far schei? Oppure le amministrazioni vogliono aiutare i loro cittadini e rispettare l'articolo 32 della Costituzione?


mercoledì 2 agosto 2017

EMERGENZA CONTINUA... IL LAGO DI FIMON

Mi ricordavo di LOTTA CONTINUA, ma ormai penso che nel Veneto dell'Homo FulvoPettinaticus dovremo pensare all'EMERGENZA CONTINUA, visto ch ei problemi sono noti e si ripetono con cstanza senza interventi.

Stamani su RAI NEWS parlavavano del lago di Fimon nel vicentino che pensavo di visitare su consiglio di Forlani... alghe...
Cerco la notizia sul web e trovo un articolo del 2016!!
Chissà quanti ce ne sono prima... le modifiche degli ecosistemi non sono mai istantanee: siamo noi che dormiano e spendiamo soldi per altro.

Stupende la chiusa dell'articolo del Mattno che dice che ci si consola perchè ri rifà l'imbarcadero... sulle alghe!!

domenica 30 luglio 2017

POLLI IN DEROGA SOLO PER GLI AMICI DEGLI AMICI?

Non è strano che la REGIONE VENETO si esprima per DEROGHE visto che il concetto è uno dei più abusati e sfruttati.
Si fanno le leggi e poi si fanno le deroghe: così va il VENETO da sempre...

Certo che è dura parlare di investimenti stranieri che non arrivano se la legislazione si fa per deroga. O no?

BATTAGLIA PERSA CONTRO IL SILURO?


Non sono un esperto pescatore e questo lo sanno tutti (specie il Forlani ed il Rimoldi), ma qualcosa ho capito.
Quando c'è il siluro nelle acque, c'è solo lui, l'acqua è una merda torbida e proliferano alieni anche umani che lo deguastano (avendo altri gusti alimentari).

Nella sostanza c'è il degrado, la monofauna ed una cessione territoriale.
Perchè abbiamo già perso? Perchè non ci sono politiche serie di bonifica come quelle che ho visto fare all'ittiologo Marco Mancini.

Sempre volontà politica di investire. Schèi....

LA PESCA DEI FORTI

Tutto il mondo è paese e non solo Kasier ha problemi di pesca, ma anche il Ticino o l'Isonzo... O l'Adriatico con la Croazia che non rispetta il fermo biologico per dare tregua ... ai pesci.

Sempre la stessa storia... anche a YOFF



sabato 22 luglio 2017

MOGLIANO AREA EX MACEVIS DA RIQUALIFICARE... BENE

Pubblichiamo un comunicato dei nostri amici di Marocco e siamo al loro fianco per ridare dignità a quest'area abbandonata da troppo tempo.



venerdì 19 maggio 2017

CANDIDATURA UNESCO PER LE COLLINE DEL PROSECCO?

Ecco che parte la vera campagna elettorale di Luca Zaia nei territori del Veneto a portare "ricchezza" con la monocoltura del prosecco che sta devastando il territorio e la biodiversità per il solito motivo: i SCHEI!!

Si trasforma una cultura tradizionale in un business da 1 milione di euro all'ettaro in zona DOCG e con questa grande idea er Pomata si porta a casa i voti dei Veneti, incuranti del fatto che questo possa essere un altro disastro programmato come quello delle case-capanon, dei contoterzisti, delle zone industriali ora vuote...
Non si tratta di modello di sviluppo ma di intelligenze per vedere un po' oltre...

COLLINE DI CONEGLIANO E VALDOBBIADENE: SABATO 20 IL VIA ALLA CAMPAGNA TERRITORIALE A SOSTEGNO CANDIDATURA UNESCO – PRESIDENTE DEL VENETO A MIANE CONSEGNA BANDIERA E DOSSIER

(AVN) Venezia, 18 maggio 2017

Con la consegna ai 28 sindaci e alle istituzioni dell’Alta Marca della bandiera con il logo delle Colline candidate a Patrimonio dell’Umanità si inaugura sabato 20 maggio, a Miane, la campagna territoriale delle colline di Conegliano e Valdobbiadene per la ‘nomination’ nell’albo esclusivo dei siti tutelati dall’Unesco.

Il presidente della Regione Veneto, primo promotore della candidatura, insieme a Innocente Nardi, presidente dell’associazione temporanea di scopo per la candidatura, ha convocato al Giardino al Brolo “da Gigetto”, a Miane, in concomitanza con la serata inaugurale di “Vino in Villa”, i sindaci del territorio trevigiano interessato, i presidenti di Provincia, Camera di Commercio, Gal Alta Marca, Ipa Terre Alte della Marca trevigiana e delle Pro loco del Veneto, il preside dell’istituto enologico di Conegliano “Cerletti”, nonché i componenti del comitato scientifico che ha predisposto il dossier della candidatura, guidato dal professor Amerigo Restucci, per dare il via ufficiale alle iniziative di sensibilizzazione e mobilitazione di tutte le istituzioni che sostengono la candidatura Unesco delle colline del prosecco.

La bandiera della candidatura, con il logo stilizzato dei poggi di Conegliano e Valdobbiadene selezionato dal recente concorso internazionale, dovrà garrire in tutte le sedi istituzionali e i luoghi pubblici che sostengono l’ambito riconoscimento: il vessillo identificativo e promozionale resterà esposto sino al pronunciamento definitivo dell’assemblea Unesco, atteso per luglio 2018.

Insieme alla bandiera ufficiale, il presidente della Regione consegnerà a tutte le istituzioni coinvolte e ai sostenitori della candidatura – presente l’ambasciatore Alessandro Minuto Rizzo, già segretario generale della Nato - anche copia del dossier presentato alla commissione Unesco e l’atlante fotografico del territorio “Le colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene”. E presenterà il programma di attività e promozione territoriale che scandirà – nell’area dei 28 comuni delle Colline - mesi dell’attesa del verdetto di Parigi.

“La bandiera è un biglietto da visita ma è anche un auspicio. Fare ingresso nella lista esclusiva dei Patrimoni mondiale dell’Umanità – ricorda il presidente del Veneto – è un marchio identitario che suggella l’unicità di un habitat di assoluta bellezza, plasmato dalle mani sapiente e infaticabili di agricoltori e viticoltori ‘eroici’. La Regione, i comuni e tutti gli attori di questa candidatura vogliono arrivare all’ambito traguardo con la consapevolezza di avere un tesoro da tutelare e da far conoscere al mondo intero nelle sue molteplici componenti: paesaggio, viticoltura di eccellenza, pievi e borghi secolari, comunità laboriose e accoglienti. E’ il mix tra questi ingredienti che ha creato la singolarità e la bellezza esclusiva delle colline della Sinistra Piave: sono ‘perle’ della nostra terra che vogliamo già da ora far apprezzare e gustare ai milioni di visitatori che ogni anno scelgono il Veneto come meta, certi che l’ingresso nell’esclusivo sodalizio Unesco dei mille tesori del pianeta da tutelare non potrà che consacrare il valore universale della simbiosi tra uomo, vite, terra e arte creata nei secoli sulle colline di Conegliano e Valdobbiadene”.

martedì 16 maggio 2017

SOLDI O BIODIVERSITA'? POCO RISPETTO PER I VECCHI

Siamo sempre là: la biodiversità è un valore ma il valore dei soldi è più forte...
I produttori di prosecco si ostinano a non capire che la MONOCOLTURA è un pericolo anche per loro come la storia agricola ha dimostrato e non ci saranno OGM che tengono...

La tutela delle vecchie varietà dovrebbe essere un elemento di rispetto come quando si rispettano i vecchi.. anche se non producono più.
Oggi invece si espiantano sia le viti che i vecchi.


martedì 18 aprile 2017

SILURI E VIOLENZA

Vedo che il precedente post sui siluri riscuote un notevole "successo" di visioni e credo che una parte di questo sia dovuto propria alla categoria dei siluristi, che si sente "minacciata" dalle esternazioni del sottoscritto e dell'associazione che rappresento, che ritengono "violente" e lesive della loro reputazione....

Io ribadisco che personalmente non conosco nemmeno uno di questi signori, nè ci tengo a conoscerli perchè sono alla pari di coloro che per fare i loro interessi sono pronti a sacrificare l'intero creato e quindi non ci tengo proprio a frequentarli, nè credo che loro siano interessati a me.

Ognuno farà il suo gioco ed io lo faccio sempre rispettando le regole e la legge per cui, se esprimo un'opinione non è un'opinione sul singolo (che poco mi interessa) ma sulla pratica della pesca di questi mostri.
La loro presenza è un indice di grave degrado dei fiumi e nel Veneto non abbiamo ancora grandi allarmi, ma i miei amici ittiologi (ittiologhi) mi informeranno...

Confermo quindi che i siluri sono da eradicare e confermo anche che mi auguro che presto i siluristi non abbiano più nulla da cacciare di questo tipo e rispettino le leggi che proibiscono di pescare con pesce vivo...

Se poi vogliamo approfondire la questione in modo civile sono pronto, come sono pronto a raccontare quello che succede a chi si oppone a questi "pacifici" signori.
 Sarà un bel modo per riportare l'argomento alla luce del sole ed io del sole e della luce non ho paura (mi metto la crema), mentre siluri e siluristi pescano nel ... torbido.

sabato 15 aprile 2017

SUPERGLERA... TUTTO BIO?


La politica di Luca Zaia scambia i voti con la ricchezza dei suoi elettori e la tattica attuata dal nostro Promoter Principe è fantastica: sta trasformando il Veneto in un prosecchificio e cerca di appropriarsi anche di "concetti verdi" propugnando una svolta bio per coltivare a Glera anche le crode della Piave.

E' una visione che sarà vincente nel breve periodo e per lui questo è più che sufficiente, ma porterà solo danni al nostra territorio che sarà
 IMPOVERITO DI BIODIVERSITA'
AVVELENATO
CONTAMINATO DA VITIGNI OGM

A lui questo non importa, ma credo che ci sarà un fatto che porterà tutti a rinsavire e sarà la drammatica crisi d'acqua che ci attende nel prossimo decennio e senza acqua, non si fa neanche il vino (e i schèi)...

sabato 11 marzo 2017

PESCA VIETATA, DISCARICA AUTORIZZATA: ECCO GLI EFFETTI COLLATERALI DELLE "ASCIUTTE"






Ecco il comunicato che c'è sul sito del Consorzio di Bonifica PIAVE che governa le nostre acque:
"Dopo giornate di intenso lavoro, a partire da stamattina alle 8 è in corso la riapertura della derivazione di Nervesa. Il primo canale ad essere riattivato è il Priula, chiuso ancora lo scorso 28 gennaio.
A partire dalle ore 17 di oggi 9 marzo si aprirà il flusso anche nel canale Piavesella le cui acque, come noto, giungono fino a Treviso e contribuiscono ad alimentare in modo determinante i canali che percorrono il centro città: Botteniga, Cagnan, Buranelli, Siletto… Entro qualche giorno si ristabiliranno le condizioni idrometriche usuali e si risolveranno i problemi determinati dalla scarsità d’acqua.
Il fiume Sile nel frattempo ha ripristinato la sua precedente portata, dopo che la settimana scorsa è stata riaperta la derivazione dal fiume Piave a Fener di Alano di Piave.
Quest’anno abbiamo riaperto le derivazioni dal Piave con preoccupazione: neve in montagna ce n’è pochissima, i laghi alpini sono l’unica riserva se non piove, ma i volumi disponibili sono modesti e solo parzialmente pieni…
Treviso città d’acqua… grazie al Piave!
 Alcuni numeri sull’operazione “Asciutte 2017”
- personale impegnato alle dipendenze del Consorzio: 110
  operai (di cui 71 avventizi), 18 guardiani e 8 tecnici
- 19 ditte esterne in appalto (con altri circa 60 addetti)
- 37 comuni interessati
- non ancora quantificati quanti quintali di immondizie dovranno
  essere smaltite

Questo il comunicato, ma ci restano forte perplessità sulle modalità con cui si fanno queste operazioni senza garantire il DEFLUSSO MINIMO VITALE, come se quell'acqua fosse un semplice fluido che diluisce la fogna che sversiamo in città oppure serve al massimo per irrigare i campi.

Già la scorsa settimana, ci è stato segnalato che la Polizia Provinciale, intervenuta in emergenza anche con dipendenti non addetti, aveva portato in salvo molti pesci.
Ecco oggi le foto che ci giungono e se guardate la bocca aperta dei pesci, io credo che stiano parlando a tutti noi, che ci comportiamo come animali.
Il Consorzio avrà fatto un ottimo lavoro al minimo dei costi, ma non ha certamente dimostrato di essere attrezzato per capire che un corso d'acqua non è solo irrigazione o diluizione di fogna.
Ovviamente insieme al Consorzio, ci sono gli imbecilli che, non appena possono scaricano rifiuti dove manca l'acqua contribuendo ad un quadretto... idiilliaco.
 

venerdì 11 novembre 2016

PIANTARE E' MEGLIO CHE ABBATTERE...

Riceviamo (con piacere) un formale invito del Comune di Treviso per un'iniziativa di piantumazione di 50 nuovi alberi in quel di Santa Bona.
Crediamo che sia un'iniziativa lodevole e che troverà pochi "polemisti" perchè piantare è meglio di abbattere.

Resto convinto che gli alberi (come gli uomini) abbiano un ciclo di vita e che ci siano dei casi dove si debba procedere a tagli, ma non voglio andare oltre...
Credo che sia necessario affermare che il saldo totale di verde in una città più vivibile  debba essere sempre in crescita e questo non significa solo piantare alberi, significa anche trovare i soldi per fare meno rotonde e strade e piu' manutenzione del verde.

Intanto andiamo il 2o novembre tutti a piantare questi 50 nuovi alberi: che possano diventare 100 il prossimo anno.
L'obiettivo resta un tasso di crescita adeguato (+5%) ed il rifacimento dei viali storici, per esempio il Terraglio...

martedì 4 ottobre 2016

LETTERA APERTA AI SINDACI DEI COMUNI TREVIGIANI INTERESSATI DALLA COSTRUZIONE DELLA SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA:

Egr.Sig.Sindaco, 
in vista della prossima adunanza della Corte dei Conti in Roma, il 6 ottobre 2016, vorremmo invitarLa a riflettere su alcuni punti relativamente alla questione Superstrada Pedemontana Veneta e invitarLa a prendere posizione in base alle vere aspettative della Sua cittadinanza ed in base alla voce della Sua coscienza.

La Corte, presumibilmente, si rivolgerà al Commissario Straordinario, ing. Vernizzi, e gli chiederà conto delle omissioni relativamente alle domande formulate a fine dicembre 2015.
Le richieste della Corte riguardano in particolare chiarimenti sulla (presunta) necessità di una siffatta opera, sulla correttezza dell'iter progettuale, sulle modalità di conduzione dei lavori, sul reperimento delle risorse economiche per sostenere questi lavori che in totale comportano 3000 milioni di euro di spesa.
La Corte si è inoltre interessata del rispetto dei criteri di trasparenza ed efficienza del Commissario Straordinario, del rispetto delle regole e delle persone e dei loro beni, nonché della preoccupazione per il fondamentale bene collettivo, chiamato territorio.

Sappiamo che a molte di queste aspettative il Commissario Straordinario non è stato in grado, e non lo sarà nemmeno in futuro, di dare risposte soddisfacenti e compiute, pertanto chiediamo a Lei, signor Sindaco, di palesare le Sue perplessità e le Sue preoccupazioni, apertamente e da cittadino libero, in ogni sede, e in particolare nell'occasione della prossima adunanza della Corte dei Conti.

La invitiamo a ricordare di avere convinto, (Ella o i Suoi predecessori) da circa 20 anni, i cittadini del Suo comune che avrebbero avuto dei vantaggi economici e di viabilità da tale “Grande Opera” pubblica, mentre ora si profila un'evidente diminuzione dei vantaggi promessi (tariffari, viabilità complementare, spesa a carico del privato nel project financing, mitigazioni ambientali).
Ora v'è il rischio che le finanze pubbliche (Cassa Depositi e Prestiti, ulteriori finanziamenti regionali e statali) cadano nell'errore di finanziare ancora il promotore dandogli un vantaggio immotivato con grave danno futuro per la finanza pubblica e per il territorio e con conseguente diminuzione di risorse per settori piu' importanti quali la sanità, la messa in sicurezza del territorio o il sociale.

La SPV, da strumento di sviluppo (?), rischia di diventare strumento di rovina dello sviluppo e danno perchè non si è dimostrata la sua sostenibilità finanziaria a tutt'oggi, mentre è evidente la sua insostenibilità ambientale.

In questi ultimi anni, a far fede dalla conferenza di servizi di Castelfranco del marzo 2001 e dall'entrata in vigore della "Legge Obiettivo" e dalla nomina del Commissario nell'agosto 2009, nessun risultato è stato raggiunto per risolvere "l'emergenza del traffico...": l'emergenza è sempre perenne perchè le ricette per risolvere le questioni sono sbagliate. 

Hanno ben ragione le categorie produttive e cittadini a lamentarsene: invece di allungare la Gasparona da Bassano fino a Spresiano, con spesa relativamente modesta, s'è preferito triplicare un sedime autostradale a fianco della Gasparona con perdita di tempo, spesa eccessiva e sacrificio della stessa strada costruita appena negli anni '80.

Non parliamo del disastro ambientale, irreversibile se non ci si fermerà subito e delle manutenzioni continue che si renderanno necessarie per i tratti in trincea, che sostanzialmente tagliano il flusso delle risorgive che alimentano i nostri fiumi, in primis il Sile.

 Meglio sarebbe stato se il Governo avesse usato la procedura ordinaria per costruire una strada pubblica!
Ci sarebbe maggior possibilità di controllo della spesa, minor rischio d'infiltrazione mafiosa, minori rischi speculativi intorno ai caselli, minore consumo di suolo...

Signor Sindaco, non si renda supinamente complice di una condotta commissariale fallimentare!

Colga l'occasione di tutelare il Suo territorio senza pietire opere complementari che non verranno fatte e, se realizzate, creeranno ulteriore traffico e non risolveranno i problemi del Suo Comune. 

Provi a riflettere sui costi di quest'opera, che doveva essere a carico del privato mentre il soggetto pubblico (Stato e Regione) ha già dato o promesso un terzo del costo, soldi che vengono dati ad un privato invece che ai Comuni!!

Lo faccia per il bene del suo Comune, per il Veneto e per tutta la collettività, che altrimenti dovrà pagare per decenni il costo economico ed ambientale di queste scelte errate 

4 ottobree 2016.
per ITALIA NOSTRA Treviso
 f.to il presidente Romeo Scarpa







domenica 31 luglio 2016

SITI NATURALISTICI E SENSO DEL LIMITE: LE GROTTE DEL CAGLIERON


L'esplosione delle visite alla Grotte del Caglieron è uno dei molti esempi che consete un riflessione su come ci poniamo di fronte a siti naturalistici di pregio: siamo pronti allo sviluppo ed allo sfruttamento totale senza riflettere un attimo se questo "sviluppo" mette a rischio il sito e lo espone al rischio di perdere le sue caratteristiche.

Di fronte ad un giustificato interesse delle persone per un luogo particolare non si pensa di articolare e gestire l'insieme delle visite per dare continuità al fenomeno, ma si cerca di incentivare e promuovere sempre piu' visite.... ma fino a che limite?

Il vicesindaco di Fregona parla "di rifere le passerelle e di fare due parcheggi" e questo mi riporta a comportamenti di altri enti fluviali che rinnovano le infrastrutture mentre il bene da proteggere (il Sile) va in malora...

Perchè mai nessuno si pone una semplice e banale domanda: quale limite di visite gionaliero hanno le Grotte del Caglieron? Cosa possono sopportare in termini di afflusso, visite, rifiuti, etcc...
Non è difficile da pensare. Provateci.

Il rischio è di bruciare un sito naturale come fosse una banale app tipo PokemonGo..
 

mercoledì 22 giugno 2016

MARMORATE DI RISORGIVA: COME MAI?

Come potete vedere la trota marmorata è tipica dei fondi ghiaiosi che... non sono il Sile
Al Direttore dell'Ente Parco Sile
Al Presidente dell'Ente Parco Sile

e,p.c. Alla Provincia di Treviso
Ufficio Caccia e Pesca

e,p.c. Alla Regione Veneto
Direzione Foreste e Parchi


Oggetto: Progetto LIFE – Intervento di ripopolamento con trote marmorate. Richiesta ACCESSO ATTI
In relazione alla notizia diffusa dalla stampa locale circa l'intervento di ripopolamento dell'altro tratto del fiume Sile con 23mila avannotti di trote marmorate, il sottoscritto Romeo Scarpa, in qualità di presidente della sezione di Treviso di Italia Nostra e consigliere dell'Ente Parco del Sile,
chiede accesso agli atti per i seguenti documenti
  • Valutazione di Incidenza Ambientale redatta per l'intervento di ripopolamento;
  • copia dell'autorizzazione provinciale all'immissione della trota marmorata
  • copia della fattura di acquisto degli avannotti
  • eventuale relazione di controllo con metodi previsti per verificare l'efficacia nel tempo di tale ripopolamento
Appare abbastanza inusuale che un pesce tipico del Piave e di alvei ghiaiosi, venga immesso in un fiume di risorgiva come il Sile, dove non mi pare ci siano le condizioni per la sua riproduzione e vita.

Anche il numero degli avannotti immessi è enorme in un tratto di fiume che sarà al massimo di 10-15 chilometri e porterà ad una densità enorme per una specie con caratteristiche predatorie molto note.

Si richiede di aver conto anche di queste scelte perché ogni intervento comporta una spesa e elimina di fatto altri interventi che potrebbero essere ambientalmente preferibili quali:
  • immissioni di altri pesci maggiormente tipici di un fiume di risorgiva
  • ripristino delle condizioni d'habitat idonei alle esigenze delle specie tipiche di un fiume di risorgiva, in modo che i pesci possano tornare... nuotando e non in un mastello.

Distinti saluti

p. ITALIA NOSTRA Treviso
il presidente e consigliere del Parco Sile
Romeo Scarpa

mercoledì 24 febbraio 2016

COMUNICATO ALLE ASSOCIAZIONI A CUI INTERESSA IL SILE

L'altro giorno ho partecipato alla presentazione che si è tenuta presso l'auditorium della Provincia del progetto LIFE 14 NAT/000809 che è stato approvato dalla Commissione Europea per oltre 3 milioni di euro di interventi in co-finanziamento.

I partner sono Bioprogramm snc, Provincia di Treviso, Regione Veneto e Ente Parco del Sile (coordinatore del progetto) come emerge dalla sintesi del progetto (cliccate sul link se sapete l'inglese)

Come consiglieri dell'ente Parco Sile avevamo richiesto di conoscere tale LIFE in fase di progettazione, ma, come al solito, non abbiamo saputo nulla...
Anche la prima presentazione al Sant'Artemio è stata un'esposizione di politici in orario da pensionati e quindi il mio commento sul blog è stato piuttosto pepato, anche se riconoscevo che per la prima volta si parlava di spendere dei soldi per non fare piste ciclabili, che è stata l'unica occupazione di quanto ente “Parco Ciclabile”.

Stamane una funzionaria della Regione Veneto, sezione Parchi e Biodiversità mi ha chiamato chiedendo se potevamo organizzare insieme una presentazione di questo progetto.
Ho risposto, a nome di tutti, che noi, a differenza dei politici di professione, non godiamo nel far fallire i progetti se questi sono utili veramente per la biodiversità, ma pretendiamo che i soldi pubblici siano spesi in modo almeno utile.

Per questo ho proposto un incontro per il giorno LUNEDI' 14 MARZO 2016 alle ore 19 (o 20) presso la nostra sede, che si trova a Treviso in via Cornarotta (ex Scuderie di Palazzo Bomben Caotorta). La sala non è grandissima (ci stanno 30-35 persone) per cui Vi richiedo di darmi già una pre-adesione a questo incontro e diffondere questo messaggio tra altre associazioni che si occupano di ambiente in zona Sile.