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domenica 17 settembre 2017
martedì 22 agosto 2017
UOVA ED ALLEVAMENTI, CIBO CLASSISTA?
Non è un buon momento per le uova e nemmeno per i polli che sono sotto l'occhio del ciclone sia in Europa che a Sant'Andrea oltre il Muson.
Le uova entrano praticamente in tantissimi cibi che mangiamo e sono un dei prodotti più a rischio sia a livello di produzione che di conservazione, se poi chi le produce usa sistemi illegali, siamo veramente spacciati.
Per i polli siamo alla stessa stregua: un animale allevato in modo forzato darà una carne che servirà a sopravvivere e che costerà poco, ma è una ocsa che dareste ai vostri figli. Se uno vedesse come vengono allevati non credo mangerebbe più pollo, nè altra carne.
Il tema dell'alimentazione e dei prodotti di eccellenza diventa sempre più un tema di "classe" nel senso antico del termine perchè avremo cibo per poveri e cibo per ricchi.
Da che parte vogliamo stare??
Le uova entrano praticamente in tantissimi cibi che mangiamo e sono un dei prodotti più a rischio sia a livello di produzione che di conservazione, se poi chi le produce usa sistemi illegali, siamo veramente spacciati.
Per i polli siamo alla stessa stregua: un animale allevato in modo forzato darà una carne che servirà a sopravvivere e che costerà poco, ma è una ocsa che dareste ai vostri figli. Se uno vedesse come vengono allevati non credo mangerebbe più pollo, nè altra carne.
Il tema dell'alimentazione e dei prodotti di eccellenza diventa sempre più un tema di "classe" nel senso antico del termine perchè avremo cibo per poveri e cibo per ricchi.
Da che parte vogliamo stare??
venerdì 18 agosto 2017
DOVE DEVONO ANDARE I POLLI INDUSTRIALI? IN ZONA INDUSTRIALE..
Uno dei grandi problemi irrisolti dell'agricoltura veneta è quello di stabilire dove finisce l'attività agricola e dove inizia l'attività industriale.
Da un punto di vista normativo abbiamo visto già in passato che le aree agricole sono sempre più terrirorio di conquista per attività che di “agricolo” non hanno più nulla nel senso comune del termine.
L'esempio del Gruppo PADANA nell'area del Trojan a Paese di Treviso è il più clamoroso che io mi ricordi, ma ritengo che nel Veneto “del fare” situazioni simili siano decine.
Un'attività che non usa la terra in modo specifico ed ha dimensioni “intensive” difficilmente può ragionevolmente essere accettato in area agricola, visto gli impatti che queste “fabbriche” producono.
A livello normativo però la questione non funziona in questo modo perchè è molto semplice per gli imprenditori (in questo cado sempre più “prenditori”) di utilizzare suolo agricolo per costruire nuovi capannoni per attività che sono a tutti gli effetti industriali.
E' un grande paradosso che la Regione Veneto che vuole promuovere le eccellenze del territorio conceda poi a questi soggetti le facilitazioni normative che li portano ad acquisire spazi in aree agricole per il solo fatto che sono a più buon mercato delle aree industriali già disponibili e vuote.
Una contraddizione talmente enorme che pare un'eresia solo citarla.
Insediare un allevamento intensivo avicolo sopravento a meno di due chilometri da un paese come Sant'Andrea oltre il Muson è chiaramente una follia ed i cittadini della frazione di Castelfranco giustamente si stanno opponendo a questa scelta che passa sostanzialmente sopra le loro teste come se loro non contassero nulla.
Ma è necessario capire bene che questo non è “sviluppo e promozione” del territorio, ma solo l'ennesimo modo con il quale si fanno “schèi” sulla pelle della gente sia per i riflessi sul territorio, sulla salute e sulle proprietà che certamente si svalutano come se costruissero una discarica.
Non sto nemmeno a parlare di paesaggio o di altre questioni ambientali, mi limito ad osservare che si continua a favorire una parte (questi imprenditori spesso molto vicini al potere) con evidente disprezzo di quello che pensano i cittadini, che però sono sempre meno disponibili a subìre questo soppruso come se fosse una maledizione.
E' evidente che ci sono leggi e normative specifiche, ma deve essere chiaro che sono le scelte politiche che governano un territorio e che se questo è normativamente possibile è perchè non si è voluto finora porre un serio argine ad un “caos organizzato”, dove alcuni fanno schèi ed altri pagano.
Non è molto difficile per una maggioranza che vuole veramente difendere il territorio ed i suoi cittadini (paròni al casa loro?) promuovere una modifica normativa che limiti questo tipo di insediamenti in area agricola e li porti dove devono stare cioè in area produttiva.
Piange il cuore oltre tutto vedere che, come per la Superstrada Pedemontana, i soggetti intermedi (tipo Coldiretti) prendano posizione a favore di simili impianti, veri e propri lager legalizzati per animali.
L'interesse economico anche di questi soggetti va evidenziato perchè è inutile far eproclami sulla bontà dei prodotti veneti e poi promuovere nella sostanza del cibo spazzatura, che sarà il nutrimento delle categorie più povere.
E' tempo di dare un nome chiaro alle cose e di capire chi sta da una parte e chi sta dall'altra, partendo in primis dal Presidente della Regione Veneto.
Da un punto di vista normativo abbiamo visto già in passato che le aree agricole sono sempre più terrirorio di conquista per attività che di “agricolo” non hanno più nulla nel senso comune del termine.
L'esempio del Gruppo PADANA nell'area del Trojan a Paese di Treviso è il più clamoroso che io mi ricordi, ma ritengo che nel Veneto “del fare” situazioni simili siano decine.
Un'attività che non usa la terra in modo specifico ed ha dimensioni “intensive” difficilmente può ragionevolmente essere accettato in area agricola, visto gli impatti che queste “fabbriche” producono.
A livello normativo però la questione non funziona in questo modo perchè è molto semplice per gli imprenditori (in questo cado sempre più “prenditori”) di utilizzare suolo agricolo per costruire nuovi capannoni per attività che sono a tutti gli effetti industriali.
E' un grande paradosso che la Regione Veneto che vuole promuovere le eccellenze del territorio conceda poi a questi soggetti le facilitazioni normative che li portano ad acquisire spazi in aree agricole per il solo fatto che sono a più buon mercato delle aree industriali già disponibili e vuote.
Una contraddizione talmente enorme che pare un'eresia solo citarla.
Insediare un allevamento intensivo avicolo sopravento a meno di due chilometri da un paese come Sant'Andrea oltre il Muson è chiaramente una follia ed i cittadini della frazione di Castelfranco giustamente si stanno opponendo a questa scelta che passa sostanzialmente sopra le loro teste come se loro non contassero nulla.
Ma è necessario capire bene che questo non è “sviluppo e promozione” del territorio, ma solo l'ennesimo modo con il quale si fanno “schèi” sulla pelle della gente sia per i riflessi sul territorio, sulla salute e sulle proprietà che certamente si svalutano come se costruissero una discarica.
Non sto nemmeno a parlare di paesaggio o di altre questioni ambientali, mi limito ad osservare che si continua a favorire una parte (questi imprenditori spesso molto vicini al potere) con evidente disprezzo di quello che pensano i cittadini, che però sono sempre meno disponibili a subìre questo soppruso come se fosse una maledizione.
E' evidente che ci sono leggi e normative specifiche, ma deve essere chiaro che sono le scelte politiche che governano un territorio e che se questo è normativamente possibile è perchè non si è voluto finora porre un serio argine ad un “caos organizzato”, dove alcuni fanno schèi ed altri pagano.
Non è molto difficile per una maggioranza che vuole veramente difendere il territorio ed i suoi cittadini (paròni al casa loro?) promuovere una modifica normativa che limiti questo tipo di insediamenti in area agricola e li porti dove devono stare cioè in area produttiva.
Piange il cuore oltre tutto vedere che, come per la Superstrada Pedemontana, i soggetti intermedi (tipo Coldiretti) prendano posizione a favore di simili impianti, veri e propri lager legalizzati per animali.
L'interesse economico anche di questi soggetti va evidenziato perchè è inutile far eproclami sulla bontà dei prodotti veneti e poi promuovere nella sostanza del cibo spazzatura, che sarà il nutrimento delle categorie più povere.
E' tempo di dare un nome chiaro alle cose e di capire chi sta da una parte e chi sta dall'altra, partendo in primis dal Presidente della Regione Veneto.
lunedì 31 luglio 2017
"PRIMA LE PERSONE E L'AMBIENTE, POI IL PROFITTO" - LAUDATO SI'
AVANTI.... con noi c'è anche Marco/Marcon...
Solo unendo tutte le forze e partendo dai territori potremo avere dei risultati che non siano solo ..nimby.
domenica 23 luglio 2017
PERCHE' SIAMO SEMPRE PIU' MALATI?
La connessione tra l'uso di pesticidi in agricoltura e quindi di diserbi chimici tipo il GLIFOSATO è sempre più probabile con una serie di sensibilità che interessano tutti tipo la diffusa allergia al GLUTINE.
Non sono fantasie da psicodementi, ma sono considerazioni semplici che dicono che il nostro corpo che si ' adattato a molto nel colso dei millenni non può farlo in via accelerata e quindi lo rifiuta.
Le istituzioni europee dovrebbero usare il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE verso questi preparati ma la Comunità Europea è molto influenzata dalle lobbies più che dalla volontà popolare e quindi resta molto da fare anche là per un vera democrazia.
Il rinnovo per il GLIFOSATO sarà ik prossimo anno, ma è necessario aumentare da subito la pressione popolare sui politici perchè sono poche le armi che abbiamo.
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