"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)
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domenica 13 agosto 2017

PIANO DI LOTTIZZAZIONE PANIGAI: 300m SONO COME 1450m...





































Relativamente al Piano di Lottizzaizone PANIGAI, già apporvato come residenza e mai costruito, che ha ottenuto lo scorso luglio l'approvazione di una VARIANTE per avere una nuova superficie commerciale oltre alla residenza, avevamo fatto rilevare (con altre associazioni) che:
  • il progetto non si trovava a 1450m da un SITO DI IMPORTANZA COMUNITARIA - ZONA DI PROTEZIONE SPECIALE per la Comunità Europea, ma a soli 300 metri.
Ci conforta che ci è stato ragione e quindi l'osservazione è stata PARZIALMENTE ACCOLTA anche dello stesso progettista, MA NULLA CAMBIA!

Queste Valutazioni di Incidenza Ambientale o Screening o Valutazioni di Impatto Ambientale sono sostanzialmente quasi sempre documenti inutili perchè non viene MAI rilevato un impatto e mai nessuno negli Uffici Comunali pone un dubbio.
Si rispetta formalmente la legge, eludendola nella sostanza.

Come sempre le decisioni (e le responsabilità) sono della POLITICA che deve interpretare e guidare l'applicazione delle norme, mentre ci troviamo sempre più di fronte ad Amministrazioni che tendono a svendere il territorio per lo SVILUPPO, in barba ai vari programmi "sostenibili" con cui sono eletti.


martedì 2 maggio 2017

2° INCONTRO PER IL PARCO DELLA STORGA CON PROVINCIA DI TREVISO

Il primo incontro con il Presidente della Provincia, Stefano Marcon, fu lo scorso anno in novembre ed oggi c'è stato il secondo incontro alla presenza dei consiglieri provinciali Iannicelli e Tocchetto e del consigliere comunale Giorgio Torresan.

Prima dell'inverno sollecitammo la proprietà del Parco, che siamo noi tramite la Provincia di Treviso, ad intervenire per in modo urgente per sistemare una situazione inaccettabile di “non-manutenzione” dei percorsi del parco e ci venne proposto di attendere un'esecitazione della Protezione Civile agli inizi del 2017.
La Provincia di Treviso ha mantenuto la sua promesso ed ha speso circa 13mila euro con 200 volontari agli inizi di febbraio durante un week-end di pioggia.

E' stato senz'altro un buon segno simbolico, ma sul piano pratico poco si vede di quanto è stato fatto visto che molte delle magagne sono ancora sotto gli occhi di tutti e necessitano ancor più di prima di intervento urgente.

Oggi, dopo una richiesta fatta a fine marzo, ci siamo rivisti proprio il giorno dopo la FIERA DEI 4 PASSI durante la quale abbiamo portato in visita guidata con WWF e Legambiente Piavenire oltre 250 persone, che non hanno potuto far altro che constatare quello che è ggettivo per tutti:

IL PARCO E' IN SOSTANZIALE ABBANDONO.

Non neghiamo che si prova un po' di vergogna nel portare cittadini dal giardino curato della sede provinciale all'area Parco, dove varcata la recinzione pare di cadere nel retro di una casa abbandonata con assi rotte, ringhiere usate come ponti e varie altre amenità...

L'incontro odierno prevedeva l'ottenimento di una serie di risposte ai quesiti da noi formalmente posti con la nota del 27-3-2017.
L'esito è sostanzialmente il seguente:
  1. Costituzione di una struttura associativa per poter gestire in abbinamento o insieme il Parco della Storga: su tale aspetto il Presidente della Provincia ha precisato che l'Ente non intende delegare in toto la gestione dell'area e quindi implicitamente se deve prendere cura.In ogni caso noi porteremo avanti l'iter per la costituzione di un soggetto con personalità giuridica che possa dialogare con la Provincia e con i Comuni contermini ed aver un ruolo di controllo e stimolo delle azioni/non-azioni che verranno fatte. La sensazione (a pelle) è che ci sia una sostanziale diffidenza (reciproca) per cui i discorsi restano sul vago e generico, ma prima o poi si dovranno vedere delibere e proposte...
  2. Attivazione manutenzione ordinarie urgenti: abbiamo riproposto di poter attivare il canale di manutenzione ordinaria che era pre-esistente con la Bio-Fattoria “Murialdo” per un costo di 6-7mila euro/anno per attività che consentano sfalci, pulizia dei parcorsi e taglio degli alberi pericolanti o caduti. Oltre a ciò abbiamo proposto di occuparci, con volontari delle varie associazioni, per attività localizzate di rifacimento di ponti, taglio rovi, lievo parti deteriorate. Su tale aspetto il Presidente Marcon si è detto pienamente disponibile purchè si tratti di interventi coerenti con il progetto originario e preventivamente visionati dagli Uffici della Provincia. Prepararemo dei micro-progetti da presentare quanto prima attivando la ricerca dei fondi per le spese correnti.
  3. Rilievi, monitoraggi fauna e flora e progettazione per la valorizzazione del Parco: su tale questione il Presidente Marcon ha evidenziato che l'esercitazione ha posto l'attenzione di vari soggetti sulle criticità e pertanto la Giunta Provinciale sta cercando di trovare fondi di bilancio per una grande manutenzione ordinaria (circa 25 mila euro) e per un intervento di ripristino coerente con il progetto originario (per circa 100mila euro). Non possiamo che essere soddisfatti di tale dichiarazione, ma abbiamo fatto presente che già troppe volte sono stati fatti interventi “massicci”, che poi hanno lasciato situazioni non gestite perchè è più facile accedere ad un progetto di finanziamento “massiccio” piuttosto che accantonare e fare semplici e normali attività di manutenzione (vedi ENTE PARCO CICLABILE DEL SILE). Abbiamo dato la disponibilità a partecipare a questo progetto di “rinascita”, anche se non ci parso di sentire alcun “caloroso” invito in tal senso, ma poco importa perchè la vigilanza sull'operato della politica di destra o di sinistra resta un compito che continueremo a fare con costanza. Anche in questo caso crediamo che, contando sulle molte competenze che abbiamo riscontrato ieri duranti gli incontri, sarà opportuno attivare un percorso parallelo a quello dell'ente, senza alcuna volontà di “entrare in gara”, ma solo per fare quello che prevede il nostro statuto, riattivando anche quella parte di educazione ambientale, che noi riteniamo fondamentale.

Ovviamente ribadiamo che è impensabile che una serie di associazioni ambientaliste possano sostituirsi ad un Ente Pubblico (pur rabberciato e malconcio come la Provincia) e gestire direttamente un'attività simile, ma certamente possiamo cercare di orientare e stimolare i politici (di turno) a fare il loro dovere, non solo quando si tratta di asfaltare le strade, ma anche quando si tratta di garantire un bene comune prezioso e delicato come il Parco della Storga.

Se poi riuscissimo ad fare in modo che i Sindaci (tipo Serena) non pensassero di fare interventi devastanti sulla linea delle risorgive, avremo fatto bingo!

giovedì 16 febbraio 2017

PIANO LOTTIZZAZIONE PANIGAI: LA STORGA E' AREA SIC-ZPS!

 REGIONE VENETO
Area Tutela e Sviluppo del Territorio
dott. Corrado Soccorso

e,p.c. COMUNE DI TREVISO
Al Sindaco e Assessore all'Urbanistica
 

Oggetto: Istanza di verifica 1^ Variante Piano di Lottizzazione Panigai.

In continuazione con l’istanza inviatavi per conoscenza il 02.09.2016, e in vista del vaglio cui dovrà essere sottoposta dalla Commissione VAS la Variante in oggetto, si ritiene di dover segnalare le nostre riserve concernenti tale progetto e il quadro nel quale esso si inserisce, anche in relazione ad ulteriori perplessità emerse nell’approfondimento della documentazione.

Il fiume Storga è un piccolo affluente di sinistra del Sile di poco più di 5 km, tutto nel Comune di Treviso, nasce a nord-est della Città e scorre lungo tutto il suo lato est, per la gran parte in aperta campagna, e conserva notevoli porzioni di naturalità. Ha degli inserimenti abitativi lungo viale Brg Marche e via Callalta, dove peraltro insistono valenze storiche e di paleologia industriale importanti.

Per queste sue caratteristiche da molti decenni è oggetto dell’attenzione di biologi e naturalisti, di Istituzioni e Associazioni, e dell’appassionato lavoro di gruppi di cittadini che ne hanno chiesto la tutela e una fruizione consapevole. Nel tempo da parte di essi è stato messo a punto un progetto che si è inserito nel percorso della pianificazione territoriale della Provincia e del Comune di Treviso.
A - Ecco in sintesi il quadro generale.
  • LA REGIONE VENETO nell’ambito della revisione della Rete Natura 2000, con DGR 2673 del 06.08.2004 amplia l’area SIC IT3240031 denominata “Fiume Sile da Treviso Est a San Michele Vecchio”, includendo tutto il corso del fiume Storga più due ampi slarghi, e il fiume Melma.
  • LA PROVINCIA, in quanto proprietaria di un’area di 70 ettari alle sorgenti, vara il programma Risorgive Storga e nel 2001 inaugura l’attuale Parco della Storga di 66 ettari, improntato alla conservazione dell’habitat e ad una fruizione differenziata aperta ai cittadini.
  • LA PROVINCIA in quanto Ente Istituzionale, con il PTCP del 2010 istituisce il Parco Urbano Rurale della Storga” (art. 28 e art. 42 N.T.) definendo quest’area “Fulcro per la posizione geografica, la struttura ambientale e le componenti faunistiche e vegetazionali” di un’area più ampia da tutelare, che comprende anche il Melma e le Fontane Bianche, definendone gli obiettivi e le direttive ai quali gli strumenti urbanistici comunali dovranno uniformarsi e predisponendo uno specifico Progetto (All FF, Progetto n. 5). In effetti il bacino della Storga confina a nord con le Fontane Bianche, a sud con il Parco del Fiume Sile, a est con il compendio Melma-Piovenzan, a ovest con il Parco di Villa Margherita.
  • IL COMUNE DI TREVISO, nel P.A.T. del 2015, recepisce il PTCP per la sua quota di territorio, istituendo e perimetrando il medesimo Parco che ora comprende tutto il corso della Storga e su entrambe le sponde. Il P.I. in corso di elaborazione, in sintonia con il PTCP, dovrà definirne strategie e contenuti. Già negli anni 2001-2004 il Comune aveva inaugurato tre Sentieri Natura lungo il corso del fiume, attestandone la valenza ambientale, due nei pressi del Pdl in oggetto.
B - Le nostre perplessità e dubbi.
Il Piano di Lottizzazione Panigai copre un’area di 24.400 mq tra viale Brg Marche e via Panigai e comprende 12.000 mc di edificato, più strade, parcheggi e opere accessorie. La Variante in oggetto, approvata dalla Giunta Comunale il 10.08.2016, sposta parte della cubatura residenziale (da 10.000 a 9.000 mc) a commerciale (da 2.000 a 3.000 mc), rendendo più “appetibile” un progetto fermo da 7 anni e mai realizzato. Le perplessità sull’opportunità di tale realizzazione riguarda i seguenti punti.
  1. Il PdL Panigai sopprime una ulteriore area verde senza una reale necessità, prevede locali interrati in area di risorgiva e insiste nello stesso luogo dove il PTCP e il PAT hanno istituito il Parco Urbano Rurale della Storga e proprio nel suo punto più critico di connessione tra le aree verdi a nord e quelle a sud di viale Brg Marche (All. 1).
  2. Il Progetto ignora l’esistenza del vincolo Regionale/Europeo sul fiume Storga dichiarando che l’area SIC IT3240031 si trova a 2.000 ml di distanza (Rapporto Ambientale Preliminare pag. 13) e poi a 1.450 ml (Studio di Incidenza Ambientale pag. 16), mentre si trova a 300 ml, bypassando completamente l’ampliamento del 2004, e concludendo ovviamente che a tali distanze nessun effetto negativo si ha sui Siti Natura 2000 e quindi non necessita di VINCA (R.A,P. pag. 18 e S.I.A. pag. 59). Ne consegue pure che neanche la concessione originaria del 2007 ha tenuto conto dell’area SIC che era già presente dal 2004. Serve invece una VINCA Appropriata e Completa e non solo lo Screening. Quale utile contributo, alleghiamo due recenti relazioni ambientali sull’ambiente Storga, una faunistica redatta dal Dr. Francesco Mezzavilla e una relazione sugli aspetti naturalistici del Dr. Emanuele Baldan e della D.ssa Anna Paola Cagnotto (All. 2).
  3. Risorgive. L’area è ricca di risorgive per attestazione della stessa Committenza (Rapporto Ambientale Preliminare pag. 12 e Studio di Incidenza Ambientale pag. 24) e per attestazione del Comune di Treviso che a poca distanza vi ha inaugurato nel 2001 un Sentiero Natura denominato non a caso “Sentiero dei Fontanili” e poco più giù il “Sentiero dei Picchi” anch’esso con splendidi fontanili. D’altronde tutta l’area da sempre è chiamata Selvana “Bassa” per la prossimità con la prima falda freatica.
  4. Smaltimento reflui fognari. Gli scarichi fognari unitamente alle acque meteoriche provenienti dai parcheggi (disoleate), ancorché depurati dalle vasche imhoff e da un trattamento di fitodepurazione da effettuarsi in un bacino di laminazione, saranno convogliati nel Rio Fossetta, proprio quello nel quale la Committenza attesta la presenza di polle di risorgiva (Rapporto Ambientale Preliminare pag. 12 e Studio di Incidenza Ambientale pag. 24) e sul quale realizzerà un ponticello con oblò vetrato “al fine di preservarla” (???) e “di renderne possibile la visione”. Dato che in zona non esiste una rete fognaria, è stata chiesta al Genio Civile “l’autorizzazione per lo scarico di reflui fognari, acque nere e meteoriche” nel predetto corso d’acqua e pagati i relativi diritti (All. 4). E’ il caso di sottolineare che qui l’acqua sgorga a 8-12 gradi e dopo poche centinaia di metri raggiunge la Storga e, a parte le forti riserve sulla reale efficacia della depurazione, resta insoluto il divario di temperatura degli scarichi rispetto all’acqua di risorgiva.
  5. Locali interrati. Lo Studio di Incidenza Ambientale a pag. 17 accenna in modo molto soft alla necessità di “momentanei emungimenti delle acque” da risolversi con pompe da aggottamento, escludendo “fin d’ora l’impiego di sistemi well-point”. Ben diverso risulta il contenuto delle Norme Tecniche di Attuazione, documento che non rientra nel vostro esame, quando all’art. 10 e in tutto l’art. 12 afferma chiaramente e compiutamente che “è consentita la costruzione di locali interrati” (previo nulla-osta del Dipartimento difesa Suolo e Foreste) e, per evitare l’emungimento libero, si dovrà realizzare un tappo di fondo e confinare l’area con palancole, il tutto senza uso di well-point (All. 3). A parte l’inopportunità di realizzare tali interrati in area di risorgiva a tutela della 1^ falda freatica, è straordinario che non si abbia notizia nella zona di un solo scavo effettuato a livello della 1^ falda senza uso di well-point, e nelle precedenti esperienze l’acqua della Storga è stata marrone per mesi. Non solo, la richiesta di Concessione Idraulica protocollata al Genio Civile il 10.02.2015 che si conclude con la “Concessione Provvisoria per abbassamento Falda Freatica mediante impianti “Well-point” e scarico su corsi d’acqua superficiali” con impegno a versare la cauzione, non risulta stralciata ma subito di seguito debitamente sottoscritta (All. 4).
Per tutte le ragioni esposte si confida in un attento esame del progetto presentato all’esame della Commissione VAS, per gli effetti diretti e indotti su un’area che Istituzioni, Associazioni e cittadini stanno cercando di preservare e valorizzare. Si rimane a disposizione per chiarimenti e/o documentazione di supporto. Gli allegati si riferiscono a documenti non in Vs. possesso, mentre per il Rapporto Ambientale Preliminare e lo Studio di Incidenza Ambientale ci siamo limitati a citare le pagine dei passaggi significativi.
Cordiali saluti.

A nome di: 
ITALIA NOSTRA TREVISO - R. Scarpa
GRUPPO DI LAVORO STORGA - E. Bortolanza
GRUPPO RADICI FELICI - R. Anelli
LEGAMBIENTE CIRCOLO PIAVENIRE - M.Fintina
SALVIAMO IL PAESAGGIO TV SUD - G.Carturan
ASSOCIAZIONE ECO-FILOSOFICA - P.Scroccaro
















venerdì 17 giugno 2016

STORGHETTA: PER ORA E' TUTTO A POSTO...

Lo scorso apriile abbiamo segnalato una situazione di potenziale inquinamento sulla Storghetta che ritengo possa risalire a 10 o 20 anni or sono in base alle dichiarazioni delle persone che ci hanno chiamato.

Il Comune (settore Polizia Locale) è andato a verificare con suo personale e non rileva per ora nulla di anomalo....
Anzi si riscontra vegetazione spontanea sulle sponde e nell'alveo, "ideale per  numerose specie di uccelli, pesci etcc.. che sono stati riscontrati" (!!).

A questo punto sono veramente curioso e tornerà a vedere, facendo un prelievo dei sedimenti da portare in laboratorio.
Magari si sono sviluppate delle nuove specie di pesci...

Attendo i riscontri del Settore Ambiente, del settore Pol. Culturali-Teatro-Biblioteca (?) e del settore Edilizia...

sabato 26 luglio 2014

ECCO PERCHE' E' NECESSARIO TUTELARE E NON SOLO "INDIRIZZARE"...

Ecco perchè non bastano gli ATTI DI INDIRIZZO...






Il luogo è in via della Madonnetta, dopo il sottopasso ferroviario e a 100 mt dalla chiesetta, davanti al civico 32 ed in fianco al civico 21.
Nel PRG vigente  è in area produttiva, ecc (in realtà in quel luogo doveva essere costruita una grande casa di riposo per cui l'area è stata dotata di acquedotto e collegamento alla fognatura a spese pubbliche).
Nella tav. A23A del PAT  è indicata come "area boscata o in evoluzione"; non è SAU e nella tav.4 del PAT è bianca.

Il "disboscamento" è stato fatto fatto con trattore e macinamento del legname.


Sul tema il Consigliere Comunale MARISTELLA CALDATO ha già chiesto chiarimenti...
 
 Al Vice Sindaco della città di TREVISO
Alla Comandante Polizia Locale del Comune di TREVISO – Dott.ssa Federica Franzoso

Egregi Signori,
Sono a porre in evidenza alle SS.LL, per quanto di rispettiva competenza, degli accadimenti segnalati da diversi cittadini.
In Via Acquette, località Maddonetta, passato il sottopasso, a sinistra, prima della chiesetta, in un lotto di terreno di circa 2000-3000 metri quadrati, adiacente ad altro privo di alberatura, nelle giornate di lunedì e martedì 14 e 15 luglio sono stati tagliati diversi alberi.
Trattasi, secondo quanto segnalato, di piante aventi quanto meno 20 anni, dove solo alcune, da un primo esame, parevano malate. Non è nota la destinazione del fondo oggetto di taglio degli alberi.
Secondo notizie assunte da un cittadino, che ha parlato, con persone presenti nel luogo e residenti nei dintorni, pare che, alcune settimane fa, alcune piante, probabilmente malate, siano cadute, recando danno ai fili dell’alta tensione, tanto da costringere la Polizia Locale (?) ad elevare sanzione ed imporre l’abbattimento di taluni alberi (?), circostanze, queste, da verificare, delle quali vorrei essere cortesemente edotta.
Il lotto di terreno oggetto di considerevole taglio sembra trovarsi vicino ad una particolare area di tutela ambientale, essendo collocato vicino al fiume Storga, circostanza anche questa da verificare, con conseguente giustificata preoccupazione da parte anche di molti residenti e cittadini.
Con la presente sono pertanto a richiedere alle SS.LL, per quanto di rispettiva afferenza, di verificare le circostanze sopra elencate, avendo cura di appurare se il taglio degli alberi possa essere considerato comportamento conforme alla normativa vigente in materia di tutela ambientale e dell’eco sistema correlato allo Storga. Prego altresì segnalare se vi siano stati o meno provvedimenti sanzionatori nei confronti del titolare del fondo.
Ringraziando anticipatamente, in attesa di un riscontro scritto in proposito, sono a porgere distinti saluti.
Maristella Caldato
Consigliere Anziano città di Treviso

FIRMA PER IL PARCO DELLA STORGA A SUONI DI MARCA

Il PARCO DELLA STORGA esiste di fatto in una piccola area vicino all'ex OP di Sant'Artemio, ma merita una maggiore tutela e maggior considerazione come spazio verde di "sviluppo" realmente ecosostenibile e per fare questo serve conoscenza, tutela e cura.

Un gruppo di cittadini riunitoi sotto la sigla GRUPPO DI LAVORO STORGA, a cui siamo da sempre vicini, ha presentato un'osservazione al PAT perchè questo luogo sia preservato in modo reale ed adeguato.

SI CHIEDE L'ISTITUZIONE DI UN PARCO URBANO-RURALE che tuteli entrambe le sponde del fiume che deve unire le terre e non essere solo segno di confine tra zonizzazioni urbanistiche differenti!!

Durante le serate di SUONI DI MARCA (dal 24 luglio al 10 agosto) ci sarà un gazebo presso l’ippocastano 43, a circa 50 mt a est dalla curva nord-ovest delle mura e quindi a metà circa di viale B. d’Alviano per informarsi e firmare una petizione.

Chi volesse puo' anche dare una mano al gruppo di lavoro per raccogliere le firme oppure puo' informarsi e diffondere le info consultando il sito sulla STORGA 

lunedì 21 ottobre 2013

PARCO STORGA SOLO SU UNA RIVA??

Dal Pat scompare mezzo parco dello Storga. Il progetto nato nel 2005 e inserito nel 2010 nel Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale) viene indicato solo parzialmente nelle cartografie del Comune di Treviso. 
La denuncia arrivata dal “Gruppo di lavoro Storga” che da anni lotta per la salvaguardia del piccolo fiume che attraversa la zona est del comune. «Il parco è previsto solo sulla riva est del fiume, mentre l’altra è lasciata all’urbanizzazione», spiega Ermanno Bortolanza dell’associazione.
L’idea di realizzare un parco attorno allo Storga è piuttosto datata, fin dalla fine degli Anni ’80 se ne iniziò a parlare. Ma poi sotto la spinta del Sant’Artemio che ha realizzato l’oasi vicino alle Case Piavone dove lo Storga sorge, qualcosa è cambiato. 
Nel 2010 nel Ptcp tutto il corso dello Storga è finito all’interno di un’area tutelata dalle sorgenti fino al Sile, dove sfocia. Sembrava fatta. Da questa tutela, solo sulla carta, sarebbero dovuti partire i veri progetti per l’istituzione di un parco attorno al fiume. Ma quando lo scorso anno la giunta Gobbo ha approvato il Pat, gran parte dell’area tutelata non era stata riportata dalle cartografie.
 «È un’assurdità pensare che si possa fare un parco su una sponda e sull’altra lasciare la libertà di costruire condomini», prosegue Bortolanza. «Per questo abbiamo presentato un’osservazione al piano di assetto del territorio con cui chiediamo che l’area destinata a parco venga allargata». 

Il Gruppo di lavoro Storga sta promuovendo una raccolta firme a favore della sua proposta. Ogni domenica fino a novembre alcuni membri dell’associazione saranno sulla restera per raccogliere le sottoscrizioni, a pochi passi da dove sfocia lo Storga. Il fiume è lungo appena 5 chilometri circa, nasce vicino al Sant’Artemio, scorre per un tratto in comune di Carbonera, attraversando il parco di villa delle Rose, per poi sfociare ai Mulini Mandelli. «È un fiume in pericolo, in alcune zona ci hanno già costruito a ridosso, ma siamo ancora in tempo per salvarlo e farne un parco per i cittadini», prosegue. «Non chiediamo di creare una zona inaccessibile, ma al contrario di renderlo fruibile, con piste ciclabili di percorsi naturali». 

 Molto dipenderà ora dal successo dell’osservazione presentata dal Gruppo in collaborazione con Italia Nostra. Al primo incontro pubblico l’assessore Paolo Camolei ha affermato che il 90% delle proposte  (*) di modifica al Pat arrivate dai cittadini non erano tecnicamente accettabili, ma non è dato sapersi al momento se tra esse ci sia anche quella del Gruppo di lavoro Storga. In ogni caso la battaglia non si fermerà di fronte ad un nuovo no. Federico Cipolla

(*) devo correggere quest'affermazione perchè l'assessore parlava delle osservazioni presentate da privati e che riguardavano il cambio d'uso di uno specifico terreno e non delle osservazioni di interesse collettivo che non erano ancora presentate... Vedremo poi come si valutaranno tali osservazioni, visto che è ancora un "mistero" il criterio POLITICO con cui verranno viste e non penso che possano essere il dirigente dell'Urbanistica o i progettisti del PAT  a decidere questo!! (rs)

lunedì 29 luglio 2013

STORGA: RIPRISTINO ALBERI

Come avevamo anticipato l'aratura a pelo d'acqua fatta di fronte alla chiesa della Madonnetta a Treviso sembra essere stata fatta INCONSAPEVOLMENTE da un'associazione che mirava a ripiantare degli aberi da frutto "storici" in quell'area.
 
La motivazione puo' essere anche "buona", ma resta il fatto che a pelo d'acqua non si piantano alberi da frutto perchè non vivono...
 
Ora ci sarà un'indagine ed una denuncia penale, che proponiamo di derubricare (se fosse possibile) in sanzione alternativa cioè con RIPRISTINO DELLA SPONDA con ESSENZE TIPICHE  quali  ontani, salici, e pioppi (orneri, selgheri, monine e talponi), che non fanno frutti per gli uomini, ma servono agli animali, api in testa.

venerdì 12 luglio 2013

STORGA: PERDONA LORO PERCHE' INCONSAPEVOLI??

ECCO SVELATA LA QUESTIONE: 
SI TRATTA DI SEMPLICE INCONSAPEVOLEZZA!!
E' proprio così credo, si tratta di una enorme leggerenza che deriva dall'ignoranza (non l'ignoranza di chi non ha studiato!), ma l'ignoranza nel senso che si ignora quello che abbiamo di prezioso.
Mi immagino il dialogo: "Varà che beo neto che ghemo fato, giera pien de roee e desso se tuto drito..."
Come si puo' condannare un simile comportamento quando i nostri legislatori regionali hanno fatto ben di peggio nel passato per alimentare la tigre del Nord Est. E' così! Siamo noi questi che vedono il bene ambientale al massimo come possibilità di turismo.
Una grandissima colpa è della Provincia di Treviso che si fa bella con un finto parco della Storga che non  esiste, se non di minima per poterlo scrivere su qualche depliant!!
Poi altra enorme colpa è della Regione Veneto che si permette di presentare una Variante al PTRC con valenza ambientale che è una "scatola vuota", dove si evita di pronunciare la parola TUTELA, come se fosse una maledizione, ma ci si riserva in privato (tutto il potere alla Giunta Regionale!!) di decidere cosa fare nelle aree piu' lucrose, che sono quelle in prossimità dei caselli delle nuove strade a scorrimento veloce (leggasi centri commerciali in prossimità dei caselli cioè il massimo del plusvalore da rendita).
Altra enorme colpa è del Comune di Treviso (per ora la precedente amministrazione del sindaco Sceriffo che "che tuto fa neto!" che tale area non l'ha nemmeno considerata, preoccupato a salvaguardare i diritti acquisiti di chi deve ancora costruire 1.6 milioni di mc che non servono!!
 In ultimo c'è anche una colpa nostra, che non abbiamo fatto abbastanza per cambiare questa mentalità.... 

Campo disboscato per i frutteti: una cooperativa finisce nei guai
TREVISO - (P. Cal.) Nel giro di ventiquattro ore la Guardia Forestale trevigiana ha risolto il giallo dello scempio ambientale lungo il confine dello Storga a Santa Maria del Rovere, di fronte alla Chiesa della Mandonnetta: poco meno di mille metri quadrati di terreno letteralmente "piallato" facendo strage di alberi, siepi, cespugli e arbusti. E il tutto in piena zona di rispetto paesaggistico. Gli agenti della Forestale si apprestano a denunciare una persona che non ha osservato la ex Legga Galasso (42/2004) che tutela il paesaggio. Si tratta di un reato penale e non amministrativo che, se l'infrazione dovesse essere accertata, dovrebbe portare quanto meno al ripristino ambientale dell'area. A finire nei guai è il presidente di una cooperativa trevigiana proprietaria del terreno in questione. La sua è stata una vera e propria leggerezza. Avrebbe infatti autorizzato i lavori di preparazione del terreno, che come precisano gli investigatori della Forestale non si trova all'interno del Parco ma all'esterno lungo il confine, senza però chiedere alcun tipo di autorizzazione. E ha commesso un errore che adesso gli procurerà parecchie rogne. Il campo disboscato si trova infatti a meno di 150 metri dalla sponda del fiume e quindi in piena fascia di tutela: impossibile fare alcun tipo di lavoro senza le indispensabili autorizzazioni anche se il terreno in questione è di proprietà. E dire che le intenzione del presidente e della sua associazione, che coltivano dei campi a mais per ricavare mangime da dare agli animali selvatici, era quella di impiantare degli alberi da frutto definiti "storici", essenze un tempo tradizionali nelle nostre campagne e ormai quasi scomparse. Un progetto nobile, ma attuato malissimo. La Forestale ha ormai tutte le carte in mano e, nelle prossime ore, consegnerà il fascicolo alla Procura che aprirà un'inchiesta penale. E tutto per la volontà di ripescare dal passato colture ormai dimenticate.

Adesso i responsabili avranno un processo penale e quindi rogne e seccature, ma credo che la cosa piu' intelligente sarebbe riuscire a far caipre che così non si doveva fare ed ora bisogna RIPRISTINARE e pagare l'errore con un lavoro socialmente utile cioè la manutenzione (corretta) di un tratto di Storga per una decina d'anni.
Ecco mi piacerebbe che il colpevole venisse condannato a seguire un bel corso con visite guidate all'estero (non certo da noi) sul rispetto dei beni ambientali e venisse condannato a 10 anni... di manutenzione!