"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)

domenica 13 giugno 2021

DUE PAROLE SUL PUBBLICO INTERESSE: IL BOSCO DI CEMENTO (2 di 3)

 


Personaggi:
un fiume, un costruttore, i cittadini, Ente Parco Fiume Sile e Amministrazione.

Luogo: un’area a fianco del fiume protetto

I fatti: un costruttore, piu’ costruttore degli altri costruttori, acquista un’area e progetta un bosco verticale di cemento; non gli bastano 3 piani di altezza e con la complicità (voluta?) della normativa regionale aumenta l’altezza del suo bosco moltiplicando i ricavi e le cause legali.

Il fiume SILE è un BENE COMUNE, tanto che nel 1981 venne istituito un Parco Regionale Naturale con il compito di disciplinare e regolare le attività all’interno e dei dintorni del parco, ma purtroppo coloro che devono dare le disposizioni prediligono bastonare i cittadini semplici con richieste spesso assurde piuttosto che mettere doverosi paletti ai costruttori più costruttori di altri. Nel caso specifico l’Ente Parco Regionale di Fiume Sile non fa alcuna osservazione di merito sull’eccessiva altezza del bosco di cemento perché forse occupato a prescrivere oscuri di colore verde e piante autoctone a cittadini normali.

Morale: il costruttore più costruttore costruisce i suoi piani più alti del dovuto per la gioia degli avvocati, i cittadini osservano e non capiscono e Sindaco con Ente Parco cercano di dire che non è colpa loro.

L’interesse privato del costruttore prevale di fatto sia sulle norme che sul fiume SILE che ha un nuovo bosco. Peccato che sia di cemento.

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