"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)
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mercoledì 9 maggio 2018

NIMBY DI PIAZZA VITTORIA

Pubblico una corrispondenza tra il sottoscritto ed il dott. Lentini, promotore del Comitato per la Salvaguardia di Piazza Vittoria dal parcheggio con tra piani interrati che gli scellerati Genty e Gobbo volevano fare.
Treviso ha subìto un danno valutabile in circa 1 milione di euro per il contratto incautamente firmato e per il quale sarebbe stata opportuna una chiara azione di rivalsa da parte della Giunta Manildo nel 2013.

L'alternativa pensata dai geni è quella di fare un interrato all'ex Pattinodromo con quella meraviglia di parcheggi taglia-alberi in zona Lancieri di Novara.
NON C'E' PROPRIO NULLA DA FESTEGGIARE. ALMENO PER NOI

****************
Egr. Dott. Lentini
sappiamo che è stato scongiurato il parcheggio interrato in Piazza Vittoria, ma in cambio ci sarà un parcheggio interrato all'ex Pattinodromo che distruggerà il muro di controscarma della Mura cinquecentesche di Frà Giocondo.
Non mi pare ci sia nulla da festeggiare.
per ITALIA NOSTRA TREVISO
il presidente Romeo Scarpa



On 09/05/2018 04:53, Giuseppe Lentini wrote:
Ho il piacere di informarvi che, in qualità di responsabile del Comitato di difesa di Piazza Vittoria, ho convocato per lunedì 14 maggio prossimo, alle ore 18,00, l'assemblea degli associati per deliberare lo scioglimento dell'associazione, essendo stato felicemente raggiunto il nostro obiettivo e quindi esaurito il nostro compito.
L'assemblea si terrà nella sala verde del Comune gentilmente concessaci dal signor Sindaco.
In ricordo delle battaglie che abbiamo sostenuto con il vostro appoggio non solo morale ho ritenuto informarvi e invitarvi a presenziare a questo evento. Sarò personalmente assai lieto di potervi incontrare in questa circostanza. Grazie.

mercoledì 1 novembre 2017

MURA E PARCHEGGI

Uno dei temi che vorremmo venisse sciolto è quello di come si possa celebrare il 500° anniversario delle MURA di FRA' GIOCONDO immaginando un parcheggio interrato (o semi::) all'ex Pattinodromo...

Quindi parteciperemo all'incontro del 4-11-2017 per chiedere e capire....

Gentilissimi,
per la gradita partecipazione trasmetto l'invito all'inaugurazione della mostra
"Attorno alle mura: un percorso nella storia" che si terrà 
SABATO 4 -11-2017 alle ore 17.00 presso il Salone dei Trecento.
La mostra curata dalla dottoressa Carolina Pupo costituisce, assieme al Convegno
previsto per sabato 11 novembre, uno dei due importanti eventi conclusivi 
delle iniziative organizzate per i 500 anni delle Mura trevigiane.
Cordiali saluti.

Luciano Franchin

martedì 24 ottobre 2017

SULLO STATO DEI COMITATI (o della sinistra o dell'alternativa.. fate vobis)

Devo ammettere di aver gravemente sottovalutato il problema e di essere molto sospreso da quanto radicati restino i “residui del passato” nell'animo di molti, che si impegnano per il miglioramento/cambiamento della società e dell'ambente.

Questo non sarebbe nemmeno il male peggiore, se il ricordare la storia servisse a non ripetere gli errori, mentre vedo che c'è un gusto (che ritengo suicida) nel riproporre schemi e questioni “antiche”, anche oltre gli obiettivi comuni, che pur ci sono e sono urgenti.

L'esempio attuale è la questione della Superstrada PEDEMONTANA VENETA, che è un gravissimo problema che ha già devastato il vicentino e sta devastando il trevigiano.

Mi pareva utile, anzi lo credo ancora e sempre di più essenziale, riunire l'esperienza dei comitati del vicentino con quelli dei comitati da poco nati nel trevigiano e quindi sono stato da subito fautore di contatti con il COVEPA, che è sul tema da molti anni, come pure mi pare essenziale avere rapporti di collaborazione con quei partiti (M5S, SI e Pd cioè Zanoni) che sul tema non sono proprio favorevoli tout-court all'opera.

Il Comitato NO PEDEMONTANA di Treviso, di cui facciamo parte, ha appena finito di fare varie iniziative sia su territorio (ad Altivole) che in città, ma nella pattumiera di FB vedo salire una tensione che non è giustificata solo dalla diversità di opinioni sul tema o sulle strategie, ma da rancori più profondi, che sarà bene cercare di dissolvere una volta per tutte.
L'alternativa è quella di sprecare energie, non per contrastare l'opera Pedemontana ed i suoi promotori SIS+Zaia, ma dire che “io sono meglio di te” o “tu sei più venduto di me...”, gioco che credo si facesse alla scuola materna.

Era già successo per l'iniziativa di Andrea Zanoni che aveva fatto gazebi dove si chiedeva di “finirla”, ma la scintilla che ha fatto deflagrare un contrasto da tempo latente non sono state le differenti visioni sui percorsi alternativi, né le diverse strategie di contrasto dell'opera, ma alcune considerazioni di metodo ed opportunità su un'iniziativa del CSO Django nei confronti della Lega Nord alla periferia di Treviso.

E' ben vero che il CSO Django è libero di “desalvinizzare” tutto quello che vuole quando vuole, ma dovrebbe porsi almeno la domanda se è opportuno farlo il giorno prima del referendum, quando Salvini non è nemmeno in loco e prima di un un incontro con tutti i Comitati che avrebbe meritato migliore copertura di stampa, visto il tenore dei relatori e degli intervenuti.

Si è preferito (cioè quelli del CSO Django hanno preferito) una loro specifica iniziativa rispetto al progetto costruito da tutti e così la visibilità mediatica (con tutti gli stravolgimenti che usualmente vengono fatti in questo caso) è andata alla desalvinizzazione.
Un volantinaggio con fumogeni, nella sostanza innocuo, è passato come un assalto all'OK Corral per i media, ma questo è un dato che va considerato, per cui le azioni (anche le più sacrosante) devono poi sottostare a queste regole (non giuste), ma che ci sono e ci sono sempre state.
Tutti i soldi messi da Zaia nella propaganda al referendum sono andati ai media locali, mica in beneficienza e quindi questo è il logico ritorno...

Direi, a posteriori, quindi che l'iniziativa del CSO Django, per quel che riguarda il convegno sulla Pedemontana, è stato un grandissimo autogol, anzi una doppietta di autogol nel miglior stile di Niccolai, mitico difensore dle Cagliari anni '80.

Stupirsi quindi delle critiche e reagire in modo piccato (“siamo solo noi quelli che hanno il coraggio di attaccare la Lega...” o di fare certe “azioni”) non mi pare un buon modo di condividere un percorso, ma, come spesso accade (e come mi dicono è sempre accaduto in passato) è il modo che dà fastidio e fa sembrare quasi ricercate queste coincidenze (che per me restano solo stupide coincidenze, che però fanno la storia e le storie).

Se vogliamo chiarire sia questo che il passato, anche remoto (Dal Molin e non so che altro), siamo pronti ad un confronto con tutti da Zanoni al COVEPA, ai Beati Costruttori di Pace fino a tutti i centri sociali del mondo, altrimenti saranno inevitabli le divisioni ed i distinguo perchè nessuno accetta di fare un percorso con chi ti tira, a forza, su una strada, che consideri non fruttuosa.

Non vuole essere un discorso paternalistico, né da buon padre di famiglia, ma un discorso di chiarezza perchè siamo tutti amici, ma la politica si fa e si pratica per avere dei risultati nel breve1, medio e lungo periodo.
Altrimenti si fanno provocazioni, azioni, flash mob, contestazioni: tutto bello e sacrosanto, ma ricordando che a Treviso non è mai stato questo non è mai stato un buon viatico per nulla che abbia un seguito rilevante perchè la città è molto borghese e piccina e non da oggi.

Sono disconsi triti e ritriti, sentiti mille volte, che si possono fare per i comitati come per la sinistra in generale.

Non è ora di risolvere la questione una volta per tutte con onerstà intelettuale e senza vecchi pregiudizi?

Fatemi sapere perchè cose da fare ce ne sono molte e non è detto che dobbiamo farle per forza insieme.

Con cordialità e rispetto.
p. la sezione di Treviso
il presidente
Romeo Scarpa
1Che a noi ed a me in particolare non interessa

sabato 21 ottobre 2017

IL “NON-AMBIENTE” VENETO appunti per assemblea popolare per democrazia e uguaglianza

Elencare “cosa fare” nella provincia di Treviso in tema di AMBIENTE si potrebbe liquidare in pochissime righe perchè basterebbe osservare la realtà che ci circonda.

Il Veneto e la provincia di Treviso sono storicamente rappresentati dal Tiepolo e dai vedutisti veneti, ma oggi questi stessi artisti troverebbero gravi difficoltà a ritrovare uno di quei luoghi tipici ed armonici da loro rappresentati 500 anni fa!
Il Veneto si è imbruttito/abbruttito barattando il suo ambiente, fertile e ricco di acque, con il miglioramento della condizione economica dei suoi cittadini.
Questo ha una base storico-antropologica perchè il Veneto è sempre stato (ed è) caratterizzato da forte individualismo, dal legame fortissimo con la terra (agricoltura) e da elevate differenze di reddito tra i suoi cittadini (signori/contadini).

Un cittadino veneto si sente sempre “povero” (di soldi) e mai di cultura; anzi spesso si fa vanto del suo successo nell'intraprendere, anche in assenza di basi culturali di spessore.
Grandi lavoratori con grandi successi economici, ma scarsissimo impatto, per esempio, nella rappresentanza politica nazionale; dobbiamo tornare alla vituperata Prima Repubblica per trovare nomi veneti di rilievo politico in Parlamento...
L'ambiente veneto (trevigiano) è stato sempre sfruttato senza considerare i costi generali di questo struttamento con una miopia suicida; anzi quasi sempre il grande vantaggio (nascosto) del successo del “fare del nord-est” è basato sull'aver azzerato questi costi ambientali, che ora riemergono prepotentemente come costi sociali.

Gli esempi di questi effetti negativi di questo sessantennale modello di sviluppo sono molteplici:
  • inquinamento delle acque da PFAS nel vicentino per fabbriche
  • inquinamento delle acque per avre creato discariche in zone di risorgiva
  • spreco di territorio per dispersione delle costruzioni civili ed industriali
  • impoverimento e deterioramento dei beni comuni (fiumi, terra, aria, fauna flora) per agricoltura intensiva e monocolture, uso molto prevalente trasporto su gomma, sfruttamento, per esempio, della ghiaia e dell'energia idroelettrica, ecc..

Il Veneto e la provincia di Treviso sono ciechi; in sostanza non vedono la realtà che ci circonda o meglio, la vedono con gli occhiali del “progresso lineare illimitato”..
Non sono più abituati (o non hanno mai voluto?) vederla com'è veramente e si sono abituati ad un contesto che è radicalmente mutato, ma per loro resta un contesto indifferente.
L'ambiente che ci circonda e che ci fa vivere diventa una risorsa inesauribile e che non costa nulla a chi la utilizza per i suoi legittimi profitti privati.
E' sufficiente che l'agire dell'homo aeconomicus veneticus dia un risultato economico positivo in termini finanziari (schèi) o in termini vagamenti sociali (più lavoro, ma senza dire quale tipo di lavoro) per accettare qualsiasi compromesso sull'ambiente.

Un esempio è quello dei Consorzi di Bonifica, che gestiscono i cordi d'acqua secondari per scopi principalmente irrigui.
La governance di questi 10 enti nel Veneto è praticamente in mano agli agricoltori, che diventano quindi gestori del bene comune “acqua” per il loro scopo statutario senza che altri organismi o enti difendano l'interesse dell'acqua stessa, cioè dei fiumi o delle risorgive.

Il paradosso è che i Consorzi di Bonifica si atteggiano e comportano da “padroni dell'acqua”, vedendo solo un lato del problema (quello dell'agricoltura) perchè, per prassi consolidata ed assentita tacitamente dal potere politico1, non vedono altro.
Secondo quanto dichiarano in pubblico i loro referenti tecnici2, ci sarebbe “contesa” tra il mondo agricolo e le associazioni ambientaliste per la risorsa “acqua”, visto i primi la dichiarano insufficiente per la superificie agricola da irrigare ed i secondi invece reclamano il Deflusso Minimo Vitale3!

Ci sono due insopportabili distorsioni in questo ragionamento:
  1. il diritto del bene comune “fiume” (o “risorgiva” o “falda”) viene messo allo stesso livello dell'interesse di una categoria ad irrigare il suolo per il suo profitto4;
  2. è totalmente assente il potere politico pubblico che dovrebbe regolare l'uso compatibile e sostenibile di questa risorsa mediante le varie leggi che esistono e non sono applicate

Noi riteniamo che sia l'agricoltura che si deve adattare alla disponibilità di acqua del fiume e non viceversa!
Questo adattamento è logico e costituzionalmente garantito dall'articolo 42 della Costituzione perchè la proprietà e l'interesse privato sono cedevoli rispetto all'interesse pubblico.
E non si tratta di banalizzare la questione, coem fa qualche professorone universitario, dicendo che si vogliono salvare i pesci e le alghe, ma si tratta di capire che salvaguardare la risorsa “acqua” è salvaguardare la vita, come chiaramente dice anche il Papa nella sua ultima enciclica.

Dire che l'acqua è insufficiente per la superficie coltivabile non è solo una scemenza, ma è un bugia che copre un vero e proprio “furto di un bene comune, visto che non si parla di quali colture si stiano mantenendo (per esempio il mais), né di quali sprechi ci sono per pozzi abusivi e irrigazione mediante canalette invece che con sistemi più conservativi5.
Il Presidente del Consorzio Piave dice che servono 300 milioni di euro per razionalizzare il sistema: bene e dove sta il problema in una Regione che spende 15 milioni di euro per un referendum consultivo e 12 miliardi di euro in 39 anni per una infrastruttura6 che non serve?
Il principale del Veneto e della provincia di Treviso è che questa realtà non la si vuole vedere perchè fa comodo non vederla, in quanto il principio regolatore di tutto è sempre stato l'interesse personale, che da noi si sintetizza con una parola: “SCHÈI”.

La piena condivisione di questo “dogma” del Nord-Est è totale e trasversale.
Sono stati tutti coinvolti e complici: partiti di destra-sinistra-centro, sindacati ed imprenditori, commercianti e clienti cioè portatori di interesse che dovrebbero naturalmente avere interessi di categorie differenziati con la complicità totale ed assoluta del potere partitico, che ha fatto dell'ambiente una merce di scambio elettorale.

In termini generali porre la questione AMBIENTALE nel Veneto (ma non solo) significa porre chiaramente la QUESTIONE DEI BENI COMUNI e dei limiti che devono esistere ed essere praticati in una società che vuole essere più equa e solidale ed avere un futuro e non solo il portafoglio pieno.

Gli esempi pratici di questo principio sono molti ed evidentissimi

problema
risorsa
ladro”
complice”
danno
Minicentrali idroelettriche
acqua
ENEL e gestori finto sostenibili
Regione Veneto e Province
I torrenti del bellunesi sono infestati da questi impianti anche in zona SIC ZPS; DMV mancate per 10 km su 15km mediamente
Diga di Valle di Cadore - svaso
acqua
fauna ittica
flora
ENEL Greenpower et similia
Ministero tramite Ufficio Dighe di Venezia
Il torrente Boite è stato “asfaltato” per circa 10-12 km uccidendo ogni forma di vita vegetale ed animale per circa 10 anni
Diga di Valle di Cadore - interramento
acqua
fauna ittica
flora
rischio idrogeologico
ENEL Greenpower et similia
Ministero tramite Ufficio Dighe di Venezia
La diga verrà a breve dismessa perchè interrita dai sedimenti. Dopo aver usato il territorio per 60 anni, Enel BadGreenPower lascia tutto e se ne va senza alcun ripristino
Dighe di Centro Cadore
Acqua
fauna ittica
flora
suoli
ENEL e fabbriche anni '60
Ministero tramite Ufficio Dighe di Venezia
Le dighe del centro Cadore sono piene di sedimenti inquinati da metalli pesanti, argento per le attività impattanti degli anni '60. Nel 2020 ENEL deve mollare la concessione. Lascerà la mina allo Stato come al solito?
Ghiaia della Piave
Biodiversità
rischio idrogeologico
Consorzio Cavatori
Regione Veneto e Genio Civile
Si continua a scavare in alveo modificando la morfologia del fiume; non si scava fuori alveo perchè “non economico” peri cavatori che preferiscono materiale pulito da non selezionare
Vigneti prosecco
Biodiversità
aria
suolo
Consorzio Tutela Prosecco
Regione Veneto
L'estensione della DOC è chiaramente un scambio elettorale tra i produttori (soprattutto piccoli) che vengono beneficiati da quote di impianto da 1 ettaro; pesticidi diffusi.
Si vorrebbe anche l'inserimento dell'elenco dlel'Unesco per poter vendere ancora di più e fare soldi con il turismo
Cave
acqua
suolo
Cavatori
Consorzi Rifiuti
Provincia
Regione Veneto
Si sono create cave in terreni ghiaiosi e ci sono fenomeni di inquinamento da mercurio perchè sono inquinate le risorgive
PFAS e altro
Acqua
suolo

Industrie
concerie
Regione Veneto
Scarichi illegali di inquinanti molto pericolosi soprattutto nel vicentino
Supestrada Pedemontana Veneta
Suolo
aria
SIS
Regione Veneto
Progetto di finanza per 95km di superstrada che costerà in 39 anni circa 12 miliardi di euro
Carenza fognature
Acqua
biodiversità
Comuni, in primis quelli del bacino del Sile
ATS et similia
Gli allacciamenti sono ad un livello medio del 30% per cui ci sono 7 veneti su 10 che hanno sistemi locali di depurazione (poco efficienti).
I deputatori sono progettati per acque nere ma ricevono acque miste e quindi molto spesso devo bypassare tutto “tal quale”...
Edificazione diffusa
Suolo
aria
cittadini
Comuni Province Regioni
E' stato costruito in modo sostanzialmente utilitaristico e senza progrmmazione con deroghe e Piani Casa oltre a leggi per costruire in zona agricola e condoni.
La legge sul contenimento del consumo del suolo del Veneto è una burla
Centri Commerciali
Aria
suolo
Grandi marchi distribuzione
Regione Veneto
I centri commerciali ormai assediano qualsiasi centro storico ed hanno sostanzialmente ucciso il commercio locale
Agricoltura intensiva
Acqua
suoli
biodiversità
Conf. Agricoli

Consorzi Bonifica
Regione Veneto
Genio Civile
Utilizzo di colture che necessitano motta acqua, spreco di acqua con sistemi di irrigazione a canaletta o a pioggia, uso diserbanti e fitofarmaci.
Pozzi abusivi non censiti né sanzionati, ma tollerati
Il fiume PIAVE nel medio corso è privo di acqua per molti mesi all'anno.
Mobilità su gomma prevalente
Aria
suolo

cittadini
Regione Veneto
Carenza strutturale di programmazione ed investimenti su mobilità diversa
Insufficiente pedonalizzazione
Aria
suolo
Comuni
Regione Veneto
Carenza di visione per la pedonalizzazione progressiva dei centri storici e carenza di parcheggi scambiatori sulla cinta esterna; PUT che drenano traffico verso il centro invece di gestirlo (Treviso ha 40mila auto al giorno attono alle Mura di Frà Giocondo)
Gestione parchi regionali e provinciali
Biodiversità
aria
acqua
Enti Parco
Regione Veneto
Gestione partitica e clientelare degli enti parco che sono serviti come “centri di spesa” per interessi di partito o per favori a privati
Zone industriali
suolo
Comuni
Regione Veneto
Ogni Comune ha svenduto il suo territorio per incassare oneri concessori dopo che è stato tolto il vincolo di scopi per gli oneri concessori.
Ci sono migliaia di metri quadri a destinazione industriale dismessi
Aeroporti
Aria
suolo
acqua
SAVE AERTRE
Ministero
Regione Veneto
Aeroporti cresciuti a dismisura a ridosso di centri abitati tipo Aeroporto Canova che costeggia il fiume Sile (zona SIC ZPS) e assedia l'abitato di Quinto con vari progetti di ampliamento finora bocciati. Limiti massimi imposti mai rispettati.
Edilizia inutilizzata o sottoutilizzata
suolo
Comuni
privati
Regione Veneto
Molti edifici sono vuoti o non affittati senza programmi di recupero e senza nemmeno incentivi alla demolizione o efficientamento; carenza di alloggi per categoria più deboli


Riteniamo quindi che un programma di RIGENERAZIONE AMBIENTALE debba partire dalla presa d'atto e condivisione di alcuni principi e valori cardine, che ritengo siano declinati dagi articoli 9-33-34 della nostra Costituzione e dalla sintesi dal concetto di “ecologia integrale” come spiegato da Papa Francesco nella sua ultima enciclica:

L'ecosistema Terra diventa un insieme organico da rispettare, a cui appartiene l'Uomo come parte essenziale,c che non deve dimenticare di essere parte di un Tutto, soggetto a limiti e soprattutto con la responsabilità di tutelare i beni comuni”

Se partiamo da questo principio base possiamo verificare e capire se le varie azioni sono realmente sostenibili ed ambientalmente compatibili oppure (come sempre più succede) oppure se sono dei camuffamenti per perpetuare la solita logica di sfruttamento senza criterio dell'ambiente a danno dei beni comuni.

La sceltà non è tra demonizzare il business e scegliere la vita bucolica, ma nell'agire in modo onesto ed etico per migliorare la condizione di vita delle persone, senza però danneggiare la vita dell'ambiente circostante e la vita nel futuro.

Confido che altri vorranno commentare ed integrare o contestare questa nostra opinione per avviare un dibattito fruttuoso e con una visione di prospettiva dell'ambiente, che, in fondo, siamo anche noi... e non solo noi.


note
1Il meccanismo di elezione dei rapprentanti dei Consorzi è chiaramente sbilanciato a favore degli agricoltori ed i partiti si impegnino perchè ci siano le persone “giuste” ai posti “giusti”...
2Esperienza personale di giovedì 18-10-2017 ad un corso presso Ordine Ingegneri Venezia
3Che a breve diventerà il Deflusso Ecologico
4E per i posti di lavoro, il PIL, bla bla bla...
5Irrigazione localizzate e temporizzata

6La superstrada Pedemontana Veneta in progetto di finanza prossimo al collasso

venerdì 9 giugno 2017

CHE CI SIA "GARA" PER CHI VOTA PER L'AMBIENTE...

Alcuni rappresentanti del meetup di Treviso del Movimento 5Stelle hanno chiesto di incontrarci e ben volentieri ci siamo confrontati con loro su argomenti “ambientali”, che sono il pane quotidiano della nostra associazione.
Si avvicinano le elezioni amministrative 2018 e si cominciano a vedere dei movimenti (sia di stampa che di fatto) per il riposizionamento delle truppe in vista del sacro giudizio degli elettori.

Come associazione, è bene ribadirlo, siamo apartitici, ma siamo anche fortemente convinti che oggi ci sia una carenza di buona politica, cioè di persone, di varie idee e culture, che si mettano assieme per amministrare e gestire i nostr comuni, come prevede la nostra Costituzione.

E' con favore quindi che vediamo questi confronti con le formazioni politiche e soprattutto il fatto che ci sia una “gara” tra i vari partiti per promettere (e speriamo anche realizzare) tematiche ambientali, che fanno sempre una grande figura nei programmi elettorali e poi restano quasi irrealizzate durante i mandati.

I delegati per le questioni ambientali ci hanno informato che per il M5S di Treviso i temi ambientali saranno declinati in modo puntuale e con moltissimi punti di convergenza con tutto quello che da anni diciamo e scriviamo:
  • gestione del verde pubblico: da razionalizzare e gestire evitando megaaffidamenti pluriennali

  • fognature e risanamento delle acqua: tematica da rendere prioritaria per uscire dagli ultimi posti in classifica dei capoluoghi con fognature sotto il 30%
Abbiamo presentato gli altri temi di cui ci siamo occupati durante gli ultimi anni (consumo del suolo, parco ciclabile del Sile, progetti di finanza tra cui Ospedal Grando e Pedemontana ed il tema della grandi viabilità e della pedonalizzazione, trovando molte sintonie.

Siamo come sempre disponibili a partecipare (come ospiti) ad eventuali incontri a cui le varie forze politiche vogliano invitarci. Non abbiamo grandi pregiudizi.

Se sono stelle... brilleranno.