Magnum cum gaudio nuntio vobis, que Intoioè Cumunis ci ha dato la possibilità di avere accesso atti...
Adesso potremo studiare questo interessante caso di "contenimento di consumo del suolo agricolo" e verificare come sono stati pagati gli oneri di urbanizzazione con la pista ciclabile fatta.
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giovedì 7 settembre 2017
domenica 23 luglio 2017
ANCORA ALTIVOLE DEMOLISCE SE STESSA...
Alcuni residenti di Caselle di Altivole (non il solito Evelino Signori e comunque pochi, sempre troppo pochi!) ci segnalano che loro compaesani stanno svuotando la Casa dell'Organista, la sala Avis e la Casa del Cappellano con sala a lato perchè il tutto è previsto in demolizione.
Sono edifici del primo '900 di proprietà della Curia di Treviso, che costituiscono la fisionomia del centro storico del paese.
Circa 3 anni fa, l'attuale consigliera regionale Rizzotto (ex sindaca), dal pulpito della chiesa di Caselle presentò l'ipotesi di abbattimento dei fabbricati e di parte della mura in sassi di villa Pasqualigo (fine '600) per fare una mega costruzione in cemento da utilizzare per le attività della parrocchia più altre sale ad uso pubblico.
Il costo dell'opera era preventivato in circa 1.000.000 (cioè più o meno come il costo dell'inutile rotatoria nuova fra Caselle e Altivole) e la Curia di Treviso avrebbe partecipato per il 60%.
Da allora nulla più si era mosso e si sperava che tale progetto fosse caduto nel vuoto, una volta passato il periodo preelettorale, ma le elezioni non finiscono mai...
La zelante Rizzotto, consigliera regionale della lista Zaia, non si ferma mai pur di dare ai suoi paesani opere che riempiano lo sguardo (per quanto inutili) e svuotino i portafogli.
Il sindaco Sergio Baldin, suo successore, sostanzialmente esegue ed approva.
Intanto, dicono alcuni (pochi) cittadini di Caselle d'Altivole e Altivole, campo dopo campo, edificio storico dopo edificio storico, cantiere della Pedemontana dopo cave e capannoni abusivi, il Comune va...in rovina verso una modernità assurda e senza identità.
La cecità dei seguaci VENETICORUM è terribile e crea vantaggio per pochi e danni per tutti gli altri, soprattutto le generazioni future che avranno un paese senza anima e senza storia.
Un cittadina giustamenti dice che "E' danno anche annebbiare la nostra storia e disprezzare i nostri nonni, rinunciare alla nostra cultura e al buon gusto.
L'anima si appiattisce e con questa nuova GRANDE PICCOLA OPERA si costruirà l'uomo casellano 'a una dimensione': consumatore impoverito ovvero ISIS-leghista."
Sono edifici del primo '900 di proprietà della Curia di Treviso, che costituiscono la fisionomia del centro storico del paese.
Circa 3 anni fa, l'attuale consigliera regionale Rizzotto (ex sindaca), dal pulpito della chiesa di Caselle presentò l'ipotesi di abbattimento dei fabbricati e di parte della mura in sassi di villa Pasqualigo (fine '600) per fare una mega costruzione in cemento da utilizzare per le attività della parrocchia più altre sale ad uso pubblico.
Il costo dell'opera era preventivato in circa 1.000.000 (cioè più o meno come il costo dell'inutile rotatoria nuova fra Caselle e Altivole) e la Curia di Treviso avrebbe partecipato per il 60%.
Da allora nulla più si era mosso e si sperava che tale progetto fosse caduto nel vuoto, una volta passato il periodo preelettorale, ma le elezioni non finiscono mai...
La zelante Rizzotto, consigliera regionale della lista Zaia, non si ferma mai pur di dare ai suoi paesani opere che riempiano lo sguardo (per quanto inutili) e svuotino i portafogli.
Il sindaco Sergio Baldin, suo successore, sostanzialmente esegue ed approva.
Intanto, dicono alcuni (pochi) cittadini di Caselle d'Altivole e Altivole, campo dopo campo, edificio storico dopo edificio storico, cantiere della Pedemontana dopo cave e capannoni abusivi, il Comune va...in rovina verso una modernità assurda e senza identità.
La cecità dei seguaci VENETICORUM è terribile e crea vantaggio per pochi e danni per tutti gli altri, soprattutto le generazioni future che avranno un paese senza anima e senza storia.
Un cittadina giustamenti dice che "E' danno anche annebbiare la nostra storia e disprezzare i nostri nonni, rinunciare alla nostra cultura e al buon gusto.
L'anima si appiattisce e con questa nuova GRANDE PICCOLA OPERA si costruirà l'uomo casellano 'a una dimensione': consumatore impoverito ovvero ISIS-leghista."
IL SUAP DI ALTIVOLE COME SPORTELLO "MAGICO"?
Quello che vogliamo capire non è un mistero, ma è molto semplice: come puo' essere che una ditta continui ad espandersi in quello che un tempo era una zona agricola, trasformata in modo discutibile, in zona industriale?
Non è una questione personale solo per il nostro socio Evelino Signori, che subisce tutti i disagi di questa grande forzatura urbanistica, visto che zone industriali in Caselle di Altivole ed Altivole ci sono e non ci paiono sature.
Il tema è sempre lo stesso: molto più semèlice ed economico per il privato costruire chiedendo il cambio d'uso del terreno con buona pace delle leggi regionali sul contemimento del consumo del suolo, propagandate dal consigliere regionale ed ex sindaco Rizzotto.
Per le puntate precedenti (recenti) della saga verde-noir
VENETICORUM ATTILAE PEDISEQUI
vedere:
sabato 22 luglio 2017
ALTIVOLE ED IL CONCETTO DEL ...."DILATUR"..
Poco tempo fa, fi fronte ad un continuo movimento della fabbrica della ditta ARTUSO Legnami di fronte alla casa di Evelino Signori, abbiamo chiesto al Comune di Altivole in base a quali autorizzazioni sono sempre in corso lavori di ampliamento in quella che era una zona agricola...
Il RUP del Comune di Altivole ci risponde, un po' seccato di dover interessarci ancora di noi e ci dà una "lezione" sul diritto amministrativo e sui dati in urbanistica che pare più vicina alla tecnica di Quinto Fabio Massimo Verrucoso piuttosto che ad un funzionario pubblico...
Replicheremo senza problemi al nostro/vostro RUP che ha giurato fedeltà alla maggioranza che regge Altivole più che al WWF che rappresenta a livello regionale.
Il RUP del Comune di Altivole ci risponde, un po' seccato di dover interessarci ancora di noi e ci dà una "lezione" sul diritto amministrativo e sui dati in urbanistica che pare più vicina alla tecnica di Quinto Fabio Massimo Verrucoso piuttosto che ad un funzionario pubblico...
Replicheremo senza problemi al nostro/vostro RUP che ha giurato fedeltà alla maggioranza che regge Altivole più che al WWF che rappresenta a livello regionale.
sabato 15 luglio 2017
ALTIVOLE CENTRO DEL MONDO PRODUTTIVO?
Il Comune di Altivole, famoso per il suo record nel consumo del suolo nel trevigiano, si vanta del fatto che Zago con l'acquisizione della ex Velo "non farà una speculazione edilizia..", ma in realtà la speculazione edilizia la promuove la consigliera Rizzotto ed il suo capo Zaia con la SPV (che forse non si realizzerà mai) perchè .. tutto si tiene.
Teniamo conto che le voci sull'imprenditore lo fanno molto amico del potere e quindi siamo a due indizi, vedremo se ci sarà anche il terzo indizio e quindi la prova che gli affari si fanno in Veneto come si fanno in Sicilia.
Si tratta di capire se gli imprenditori del nord-est vanno ad Altivole perchè è il nuovo Bengodi industriale oppure perchè in quel Comune chi ha i soldi sostanzialmente fa quello che vuole anche in zona agricola.
E' da capire, ma ci sono forti indizi sul fato che sia vera la seconda ipotesi.
Teniamo conto che le voci sull'imprenditore lo fanno molto amico del potere e quindi siamo a due indizi, vedremo se ci sarà anche il terzo indizio e quindi la prova che gli affari si fanno in Veneto come si fanno in Sicilia.
Si tratta di capire se gli imprenditori del nord-est vanno ad Altivole perchè è il nuovo Bengodi industriale oppure perchè in quel Comune chi ha i soldi sostanzialmente fa quello che vuole anche in zona agricola.
E' da capire, ma ci sono forti indizi sul fato che sia vera la seconda ipotesi.
sabato 1 luglio 2017
ALTIVOLE CONSUMA SUOLO PIU' DI TUTTI: COME MAI?
Il Comune di Altivole è in testa ad una pessima classifica: in provincia di Trviso è il Comune che consuma di più suolo agricolo e l'esempio che tempo seguiamo (ditta ARTUSO LEGNAMI) nè è la prova provata.
Come mai questo piccolo Comune è così "prodigo" nel consumare il suolo nonostante il suo ex Sindaco e consigliere reginale abbia promosso una (finta) legge per il contenimento del CONSUMO DEL SUOLO??
E' un bel mistero con pochi segreti: si tratta di concedere di tutto e di più a chi chiede sfruttando una legislazione DEROGATORIA fatta apposta per far costruire dove costa meno cioè sul suolo agricolo.
E' il privato che decide dove si deve sviluppare la sua fabbrica infischiandosene se ci zone industriali non sature..
Ma è veramente tutto a posto? E' tutto in ordine o ci sono state procedure speciali. Vedremo di studiare il caso dall'inizio perchè è veramente un caso emblematico dove il potere politico si mescola con i soldi ed i soldi (schèi) contano molto... ma non sempre.
Intanto facciamo un accesso agli atti completo per capire come si passa da due miseri capannoncini ad una mega fabbrica.
Come mai questo piccolo Comune è così "prodigo" nel consumare il suolo nonostante il suo ex Sindaco e consigliere reginale abbia promosso una (finta) legge per il contenimento del CONSUMO DEL SUOLO??
E' un bel mistero con pochi segreti: si tratta di concedere di tutto e di più a chi chiede sfruttando una legislazione DEROGATORIA fatta apposta per far costruire dove costa meno cioè sul suolo agricolo.
E' il privato che decide dove si deve sviluppare la sua fabbrica infischiandosene se ci zone industriali non sature..
Ma è veramente tutto a posto? E' tutto in ordine o ci sono state procedure speciali. Vedremo di studiare il caso dall'inizio perchè è veramente un caso emblematico dove il potere politico si mescola con i soldi ed i soldi (schèi) contano molto... ma non sempre.
Intanto facciamo un accesso agli atti completo per capire come si passa da due miseri capannoncini ad una mega fabbrica.
martedì 28 marzo 2017
UN "REGALO" PER LA RIZZOTTO, IL PAGINONE DI EVELINO?
Credo che aver visto il suo "illustre concittadino" in una bella foto della Tribuna di Treviso abbia fatto venire un po' l'orticaria all'ex Sindaca di Altivole, Silvia Rizzotto, che sta mettendo nuove tasse ai veneti!!
martedì 10 maggio 2016
VILLA EMO: INCAPACI DI TUTELARE?
Ieri sera sono passato a lato del "viale alberato" di villa EMO di Fanzolo ed ho avuto una chiara sensazione di morte, nel senso che i pioppi cipressini che in primavera dovrebbero essere almeno vigorosi, mi sono parsi stantii e molto stanchi...
A parte il fatto che il cosidetto viale è ormai una "traccia" di viale, visto che mancano piu' piante di quelle che esistono, mi chiedo se questo sia un problema solo mio e di pochi altri oppure se sia una cosa che puo' avere un valore, anche simbolico e paesaggistico, per altri.
Ho chiesto il motivo a qualcuno della zona e tra le altre cose, che non so se siano vere, mi hanno parlato di diserbante dato per piantare il mais e di arature fino ai tronchi...
Anche la manutenzione non mi pareva il massimo...
La realtà è che stiamo perdendo tutto a poco a poco e non ce ne rendiamo nemmeno conto.
A parte il fatto che il cosidetto viale è ormai una "traccia" di viale, visto che mancano piu' piante di quelle che esistono, mi chiedo se questo sia un problema solo mio e di pochi altri oppure se sia una cosa che puo' avere un valore, anche simbolico e paesaggistico, per altri.
Ho chiesto il motivo a qualcuno della zona e tra le altre cose, che non so se siano vere, mi hanno parlato di diserbante dato per piantare il mais e di arature fino ai tronchi...
Anche la manutenzione non mi pareva il massimo...
La realtà è che stiamo perdendo tutto a poco a poco e non ce ne rendiamo nemmeno conto.
mercoledì 27 maggio 2015
sabato 12 aprile 2014
ALTIVOLE, AMPLIAMENTO “ARTUSO LEGNAMI”: IL VERO SENSO DELLA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO
Sulla
questione del contestato ampliamento dell'azienda Artuso in zona
agricola a Caselle di Altivole, la Tribuna di Treviso riporta un
resoconto, a firma (d.n.), che presenta i fatti in modo incompleto e
fuorviante.
.
La
questione oppone un privato cittadino, Evelino Signori, ad una nota
azienda locale, Artuso Legnami, che nel tempo ha trasformato, con il
consenso del Comune di Altivole, una zona originariamente agricola in
zona industriale.
Il
tema sarebbe persino banale nel Veneto dalle “mille zone
industriali”, ora in gran parte vuote per delocalizzazione; questo
di Caselle è un esempio simbolico e significativo di una cattiva,
seppur astrattamente legittima gestione del territorio.
Infatti
il privato in questione aveva scelto di vivere in una vecchia casa
colonica, circondata dai campi ed ora si ritrova con un incombente
struttura produttiva di fronte a casa.
Non
che ad Altivole manchino le zone industriali, ma è più conveniente
costruire su suolo agricolo, che ha un costo decisamente inferiore
rispetto ad un'area lottizzata; e così ha fatto la ditta Artuso,
passando da annessi rustici a deposito di legname e, poi,
progressivamente utilizzando la procedura dello Sportello Unico
Attività Produttive, ha conseguito la dimensione odierna.
Il
tema quindi riguarda il diritto di un privato cittadino di opporsi a
decisioni che ritiene lesive dei propri interessi ed anche degli
interessi generali di tutela del territorio, motivo per cui ITALIA
NOSTRA sezione di Treviso ha sostenuto e sostiene ancor oggi la sua
battaglia.
A
questo proposito, contrariamente a quanto ha affermato recentemente
dal Sindaco sulla stampa, l'ultimo pronunciamento del Consiglio di
Stato (sentenza 4670/2013) annulla e riforma la sentenza del TAR che
stabiliva la mancanza di interesse in capo al privato per il fatto di
essere prospiciente all'intervento di ampliamento e non confinante!
Il
Giudice di Appello ha riconosciuto che Evelino Signori aveva titolo
ad opporsi e quindi la questione avrebbe ben potuto e dovuto essere
affrontata nel merito dal TAR. Questo è un aspetto assolutamente
rilevante perché dimostra che il privato aveva tutto il diritto di
agire e di vedere esaminate le sue contestazioni.
Ora
questo non è piu' possibile perché le scelte urbanistiche, secondo
noi errate, compiute dal Comune sono divenute inoppugnabili.
A
conferma della “vittoria” (purtroppo di Pirro!) del privato
cittadino, la sentenza del Consiglio di Stato ha obbligato Comune di
Altivole ed azienda Artuso a pagare una parte delle spese di
giudizio.
L'insieme
delle dichiarazioni “elettoralistiche” del Sindaco Rizzotto circa
una possibile azione risarcitoria nei confronti di Evelino Signori o
di Italia Nostra Treviso sono molto gravi e rivelano, da un lato
aspetti intimidatori e dall'altro l'incapacità a considerare che
l'operato di una Pubblica Amministrazione è soggetto, tanto a
controlli di legittimità quanto alle critiche sulle scelte
politiche-amministrative.
Noi,
ITALIA NOSTRA sezione di Treviso, rivendichiamo il diritto a
criticare, anche duramente, l'operato di simili politici, che
assecondano le richieste e gli interessi di aziende come Artuso
Legnami a discapito degli interessi generali di conservazione del
territorio agricolo e di un ordinato sviluppo urbanistico.
D'altronde,
se in un paese domina un'azienda e la politica si adegua,
dimenticando il pubblico interesse, che non è solo il favorire il
lavoro a qualsiasi costo, si hanno fabbriche in mezzo i campi e poi,
magari, ci si lamenta del traffico pesante oppure del fatto che
scompare la campagna per fare posto a mega strutture, come si voleva
fare nella vicina Barcon di Vedelago.
Per
quanto ci riguarda, siamo pronti ad un confronto pubblico con il
Sindaco, in qualsiasi momento, prima delle prossime elezioni
amministrative, per spiegare ai cittadini di Altivole tutta la
questione e che cosa intendiamo per una buona gestione del
territorio.
Il
resto è propaganda politica: attendiamo l'invito e speriamo che il
giornale faccia da moderatore imparziale, considerato il risalto che
ha dato a notizie quantomeno approssimative ed incomplete.
per
ITALIA NOSTRA Treviso
ing.
Romeo Scarpa
ALTIVOLE.
Via libera all'ampliamento dell'Artuso Legnami di Caselle. Anche il
terzo grado di ricorso ha dato ragione (falso)
al Comune nella vertenza che lo vedeva opposto a Evelino Signori,
come da sentenza del Consiglio di Stato pubblicata nei giorni scorsi,
anche se la sentenza è¨ del 4 febbraio.
«Nel
frattempo», spiega il sindaco Silvia Rizzotto, «il Comune ha speso
17mila euro, l'azienda altri centomila (caspita!!
Costa lo studio Barel!!)
e in due anni l'ampliamento non si è fatto (falso,
sono andati avanti sempre..)
Inoltre
sono aumentati i costi per la realizzazione della pista ciclabile che
l'azienda doveva costruire in base agli accordi Suap in via Edificio
(strano..
siamo in crisi dell'edilizia e aumentano i costi??)
“Ora
verificheremo se ci sono le condizioni per chiedere un risarcimento
(risarcimento??
Che buttino ancora soldi pubblici in parcelle...)
“Non
è giusto che, avendo vinta la causa (in
Consiglio di Stato non
hanno vinto nulla.:
se lo facciano spiegare... L'amministrazione ha solo sistemato le
carte rendendo inutile la legittima protesta)
le spese siano compensate tra le parti».
A
far infuriare il sindaco anche la posizione assunta dalla sezione
trevigiana di Italia Nostra a favore del ricorrente: «Anche Romeo
Scarpa, presidente dell'associazione, ha ammesso pubblicamente che il
Comune ha rispettato la normativa vigente (quello
che penso io va riportato integralmente ed è nel comunicato che ho
pubblicato tempo fa e che riallego), ma
nonostante questo ha sostenuto il ricorso presentato da
un suo attivista e ha operato una campagna denigratoria nei confronti
dell'amministrazione e della ditta interessata». (Campagna
denigratoria?? La nostra attività si iscrive in un normale e civile
confronto su temi ambientali di pubblico interesse; questa è la
nostra vocazione e, piaccia o non piaccia all'ex Sindaco di Altivole,
continueremo a farlo anche dopo di Lei, non lasciandoci intimidire.)
Il
Consiglio di Stato ha dichiarato irricevibile il ricorso proposto da
Signori in quanto la sua proprietà non è¨ coinvolta
nell'ampliamento, abitando dall'altra parte della strada.
(Questa
affermazione è palesemente errata
in quanto il Consiglio di Stato ha invece stigmatizzato che Signori
aveva pieno diritto ad agire. Che oggi non sia piu' possibile entrare
nel merito, è conseguenza delle reiterate scelte compiute dal Comune
e formalizzate con il Piano degli Interventi.
La
scelta politica di creare una nuova zona industriale per Artuso
Legnami in un'area completamente agricola resta pero' un fatto per
noi grave e non condivisibile al di là della legittimità formale
dell'operato del Comune e di tutte le sentenze.
p.
ITALIA NOSTRA Treviso
il
presidente
Romeo
Scarpa
mercoledì 5 febbraio 2014
CAPANON CONTRO CAMPAGNA...E DOPO CI LAMENTIAMO?
Egr.
Senatore Felice CASSON
Egr.
Senatrice Laura PUPPATO
Egr.
On. Giulio MARCON
Egr.
On. Simonetta RUBINATO
Egr.
On. Floriana CASELLATO
Egr.
On. Andrea
ZANONI
e,p.c.
Ai
Soci ed alla Stampa
La sezione di Treviso di
ITALIA NOSTRA, rappresentata dal sottoscritto ing. Romeo Scarpa,
intende segnalare alle SS.VV. una caso particolare che riteniamo
simbolico dei
danni prodotti sul territorio veneto
dall’uso “disinvolto” dello strumento dello Sportello Unico per
le Attività Produttive (SUAP) di cui al D.P.R 160/2010.
Tale vicenda è tanto piu'
significativa proprio nel momento attuale, in cui tre giorni di
piogge in pianura vengono definiti “evento eccezionale” e
comportano esondazioni di fiumi e torrenti.
Significativo anche il
fatto che tutto si è svolto in modo “legale”, cioè rispettando
(al limite della decenza) le leggi e/o “forzando” le stesse in
modo politicamente criticabile per interessi non certo comuni.
La vicenda in questione è
ormai al suo epilogo perchè l'amministrazione comunale in questione
ha posto in opera, in accordo con il privato, interessato
(giustamente) a valorizzare i suoi terreni, un sistema di azioni, che
partono da un evidente forzatura: si
trasforma un'area agricola in un'area industriale,
legittimandola progressivamente con atti e ricorsi, che oggi si
concluderanno nell'ultimo ricorso al Capo dello Stato.
La penosa vicenda si è
svolta nel Comune di Altivole, non a caso confinante con il Comune di
Vedelago, dove l'ex Sindaco Quaggiotto ha sostenuto e promosso la
costruzione di un megacentro industriale a Barcon in prossimità
della palladiana villa Emo; in questo caso, l'intervento di
trasformazione di 94 ettari di campagna vergine in zona industriale è
stato bocciato da un forte comitato popolare supportato persino da
un'istituzione bancaria, oltre che dalle associazioni ambientaliste.
Nel Comune di Altivole il
progressivo ampliamento di alcuni annessi rustici destinati a
ricovero di legname ha portato alla creazione di una vera e propria
area industriale “personalizzata” in piena campagna; il tutto è
progredito in circa un decennio nel sostanziale silenzio della
popolazione locale, certamente poco coinvolta dalle associazioni come
la nostra, ma certamente anche favorevole a simili trasformazioni ed
in parte “intimorita” dall’atteggiamento protervo della
proprietà e dell’amministrazione comunale.
Riteniamo,
infatti, che nel comune di Altivole si sia usato ed abusato dello
strumento derogatorio dello SUAP, stravolgendo l’originario assetto
del territorio con una progressiva e ingiustificata sottrazione di
suolo all’uso agricolo a favore di una fabbrica, che poteva trovare
posto e svilupparsi in area propria (industriale) invece che
svilupparsi nei terreni di famiglia e in quelli circostanti,
deprezzati proprio dall'intervento di sviluppo di questo
insediamento.
E' evidente, dalle
fotografie che presentiamo, che la “fabbrica” agli inizi degli
anni 2000 era formata solo due piccoli edifici produttivi e da una
serie di tettoie “su ruote”.
E’ altresì evidente che
tale insediamento era situato chiaramente in area agricola , cioè
in una zona dove
da decenni tutti dicono che deve impedito l'insediamento di attività
produttive,
visto che il Veneto ne ha un migliaio, oggi vuote...
Sarebbe stato ovvio e
semplice nel 2003, incentivare l'azienda in questione a trasferirsi
in zona
urbanistica “propria”,
visto che nel Comune di Altivole esistono!
Così non è stato.
Anzi, si è fatto ben di
peggio: si è creata una vera e propria area industriale “privata”
in piena zona agricola, legittimandola progressivamente con
deliberazioni che oggi portano ad avere zone industriali “a macchia
di leopardo” con evidenti problemi per la viabilità e la
coesistenza tra residenze, aree agricole e aziende che hanno
necessità di fare rumore per lavorare.
Utilizzando i margini
concessi da una legislazione regionale derogatoria di cui l'ultimo
Piano Casa è l'esempio piu' clamoroso, il Comune di Altivole per
stralci successivi ha consentito il progressivo ampliarsi di
un'azienda produttiva vicino ad abitazioni storiche in piena zona
agricola.
Tutto “legale e
legittimo”, per carità!!
Lo dicono varie sentenze
amministrative, ma nella sostanza vi è la conferma che il famoso
dissesto urbanistico del territorio veneto non è altro che la somme
di centinaia di comportamenti simili a questo.
Il comportamento di un
potere locale che dimostra l'usuale scarsa capacità di contrattare,
da pari a pari, con i poteri privati forti e la convenienza
(politica) a trovare un accordo con la scusa di favorire il lavoro o
di avere risibili opere pubbliche a compensazione (le famose piste
ciclabili in zona agricola).
I “danni” prodotti da
simili comportamenti, che contrastano con uno sviluppo ordinato e
pianificato del territorio, non vengono mai considerati, salvo
quando.... piove, come in questi giorni, e tutti ci stupiamo del
fatto che i fiumi si alzino di livello in modo così repentino.
Poco serve ricordare che
l'intensa edificazione ed impermeabilizzazione del territorio
comporta l'accelerazione dello scarico delle acque ed i conseguenti
innalzamenti dei livelli dei fiumi che ricevono quest'acqua.
Poco serve dire che è
necessario usare il territorio già urbanizzato (in questo caso le
aree industriali esistenti) invece di invadere ulteriore terreno
permeabile...
Nella
foto 1 che risale al 2004 è evidente che attorno ad una casa rurale
originaria ci sono campi e due “annessi rustici” destinati a
piccola fabbrica; sembrerebbe semplice incentivare questo privato a
trasferirsi in un'area industriale creata “ad hoc”, dove
l'attività potrebbe svilupparsi ed lavorare con maggior facilità.
Perchè
non lo si fa? Per i soliti problemi di “schèi”: l'area agricola
attorno costa 6-10 euro/mq, mentre un'area industriale lottizzata
costa (costava!) 100 euro/mq.
Nella foto 2 (2014)
risulta evidentissimo che i due edifici originari (annessi rustici)
si sono consolidati ed ampliati in modo abnorme ed ormai hanno
trasformato la zona agricola con residenze in una delle mitiche zone
del nord- est.
Un luminoso esempio di
trasformazione urbana dove il Veneto promuove il suo territorio
agricolo a 5 chilometri da villa Emo!
foto 1: la zona di via Edificio (Altivole) nel 2003 - fonte google maps
foto 2 - la zona di
via Edificio (Altivole) nel 2014 - fonte google maps
E' un piccolo, ma
significativo, esempio, che però dimostra quanto ci sia ancora da
fare per ridurre il consumo del suolo, che
viene difeso solo a parole.
Osservate bene i due
complessi industriali che si sono estesi e ancora si stanno
espandendo in piena zona.... “industriale”; oggi infatti le aree
di questi capannoni sono a tutti gli effetti vere e proprie zone D,
cioè destinate ad edifici industriali, ma ricadono in piena
campagna. Che “stranezze”!!
Recentemente
in Regione
Veneto sono stati presentati due progetti di legge (PdL n.390 e
n.393) per “ridurre il consumo del territorio”,ma nella realtà
l'interesse del pubblico e privato risulta sempre essere quello di
edificare o consentire di edificare dove costa meno, come dimostra
il recente tentativo della lobby agromeccanica di poter costruire
(sempre in deroga) in area agricola ricoveri per loro mezzi!!
Poi tutti a stupirsi
quando i fiumi esondano o quando le strade sono insufficienti alla
dimensioni dei mezzi di trasporto industriali o perchè i TIR carichi
di materiali sono in coda con le mamme che vanno a prendere i figli a
scuola!!
Tra
l’altro in questo
modo,
a nostro avviso, misconoscendo quella giurisprudenza
che valuta la “vicinitas” un criterio idoneo a legittimare
l’impugnazione di singoli titoli edilizi (cfr. Cons . Stato, Sez .I
V, 4 maggio 2010 n.2565)
Nel frattempo il Comune di
Altivole ha concluso tutti i passaggi formali per dare legittimità
ad un’operazione che favorisce in modo indubitabile il proprietario
della fabbrica, cui è stata concessa la possibilità di ampliarsi a
minor costo (ovvero senza dover pagare il costo di un’area
produttiva), mentre nello stesso Comune ci sono zone industriali
pianificate, ma vuote.
Un
danno grave per tutti noi (collettività)
visto che si consuma prezioso suolo agricolo e si peggiora la qualità
generale del territorio per incapacità politica di avere un'azione
amministrativa lungimirante.
Oggi, 4 febbraio 2014, si
discute il Ricorso avanti il Capo dello Stato (RG 4670/2013) per
cercare di limitare i danni, morali e sostanziali, ma ci sarà una
probabile ennesima “sconfitta” del Privato contro Azienda+Comune.
Non potrà essere un gran
vanto però per Sindaco e Azienda, perchè ormai è evidente che
simili comportamenti creano danni al territorio e poca utilità alla
collettività.
Le passate elezioni a
Vedelago hanno dimostrato che i cittadini capiscono ed hanno punito
severamente chi promuoveva interessi che devastavano il territorio.
Ci auguriamo che anche i
cittadini di Altivole alle prossime elezioni comunali sappiano
scegliere chi non fa di simili interventi un vanto e “mandi a casa”
simili amministratori, che magari vincono al TAR o al Consiglio di
Stato, ma sono destinati ad essere ricordati come.... novelli Attila.
Il danno fatto in questa
zona al territorio è ormai irreparabile, ma speriamo che un cambio
radicale di mentalità dei nostri politici ed imprenditori possa
modificare questo stato ed invertire il degrado ambientale di questo
Veneto.
p. ITALIA NOSTRA
Treviso
il
presidente
Romeo
Scarpa
Post scriptum
Per i Parlamentari si
allegano gli atti specifici per meglio comprendere e valutare la
questione.
Per la stampa ed i nostri
Soci invece la questione viene lasciata senza nominativi, cioè a
livello generale e politico, visto che l'Azienda in questione ha
citato in giudizio il nostro socio per presunta diffamazione a mezzo
stampa per alcuni banali articoli, chiedendo un risarcimento di
appena 1 milione di euro!
mercoledì 24 luglio 2013
ARTUSO LEGNAMI-EVELINO SIGNORI E SINDACO ALTIVOLE - richiesta replica
Egr.
Sig. Direttore
“TRIBUNA TREVISO”
e,p.c. Al Sig. Sindaco di Altivole
e,p.c. Evelino Signori
e,p.c. Ai Soci
Oggetto: Richiesta di rettifica e diritto di replica a
mezzo stampa per articolo su questione Signori-ditta Artuso ad
Altivole del 18-7-2013
Con la presente intendo esprimere a nome della sezione di Treviso
alcune osservazioni in merito all'articolo pubblicato il 18-7 u.s. a
firma di “d.n.” ed avente per oggetto la questione degli
ampliamenti della ditta “Artuso Legnami” ad Altivole (vedi
allegato).
La prima osservazione è relativa alla necessità di correzione di
alcune inesattezze:
- il ricorso respinto in questi giorni è una richiesta di sospensiva inoltrata da Evelino Signori al Capo dello Stato e non al Consiglio di Stato;
- Evelino Signori piu' che “attivista”, è socio della Sezione di Treviso e componente del direttivo della sezione di Treviso
Ma al di là di
questi dettagli, quello che piu' meraviglia è il tono da “velina
di regime” che assume la pseudo intervista all'ineffabile Sindaca
del Comune di Altivole, che manifesta virgineo stupore per il
comportamento del nostro associato, che sembra essere un povero pazzo
che si oppone, sostenuto da una banda di sciammanati (che saremmo
noi), alle “magnifiche sorti progressive” delle ditte come Artuso
Legnami.
Un minimo di
imparzialità ed equidistanza imporrebbe di sentire anche la versione
del Signori e magari anche la nostra opinione su questa che è una
vicenda emblematica dello sperpero di territorio agricolo causato da
amministratori come quelli di Altivole, che sono sostanzialmente dei
“sudditi” dei loro imprenditori di riferimento, non certo per il
bene dei lavoratori e del loro territorio, ma probabilemente per
interessi piu' materiali, che possono essere anche banali (e legali)
scambi di favori per reciproco interesse.
Al di là delle
polemiche spicciole, la sezione di Treviso di ITALIA NOSTRA è
intervenuta in sostegno di Signori perchè riteniamo che quanto fatto
dall'Amministrazione di Altivole mediante lo strumento dello
Sportello Unico delle Attività Produttive sia un esempio chiaro di
come la politica urbanistica dei comuni veneti sia governata solo dai
“schèi” e non dall'interesse per il bene comune.
Il Comune di
Altivole pare vessato dall'opposizione di questo cittadino, che
rivendica (a sue spese!) il diritto di opporsi ad un arrogante potere
locale, che ha trasformato una zona agricola in un'ennesima mini-zona
industriale, solo per convenienza privata.
La giustizia
amministrativa non si è mai espressa nel merito della questione, ma
ha cestinato le osservazioni perchè il Signori “non ha titolo”:
ecco questo sarebbe interessante da spiegare!!
Una persona, che
ha una sua proprietà residenziale storica in zona agricola, puo'
vedersi edificare sul lato opposto della strada una fabbrica da
10.000 mc e non puo' opporsi perchè “non è confinante, ma solo
frontista”!! Questo è il vero scandalo.
Nel merito,
riteniamo che ci siano gravi forzature nella procedura amminsitrativa
con errori e ritardi nella pubblicazione e nella consegna degli atti
formalmente richiesti dalla nostra associazione, ma questo è stato
impossibile da far verificare perchè la questione è stata respinta
dalla giustizia amministrativa prima di discuterne perchè “Evelino
Signori non ha titolo”!!
La ditta ARTUSO
Legnami quindi vince due a zero, ma sostanzialmente non si è mai
giocata alcuna partita! Gli arbitri hanno solo detto che non se ne
puo' discutere...
La lamentazione e
la presunta non-comprensione della Sindaca sui motivi di questo
“accanimento contro Artuso” sono stupefacenti perchè i motivi
sono stati da noi espressi alla stessa per iscritto e li ribadiamo
ancora una volta: tutta la procedura sula ditta Artuso Legnami
(dall'inizio) è una forzatura che trasforma una zona agricola in una
zona industriale per sola convenienza del privato e non sarà certo
un pezzetto di pista ciclabile ad essere la contropartita a beneficio
della parte pubblica.
La Sindaca dovrebbe essere interessata a capire perchè il Signori (e
noi) ci opponiamo a questa logica ed invece si è schierata in modo
assolutamente parziale (ma legittimo) a favore della ditta Artuso,
agevolando in ogni modo il percorso amministrativo con atti, che noi
riteniamo viziati, ma che non possono piu' essere impugnati.
E' evidente che, in un paese dove una ditta come Artuso è il
“benefattore” che sponsorizza la tappa del Giro d'Italia con
opuscolo propagandistico per la Sindaca ed altri politici locali, è
difficile per un solo cittadino cercare di spiegare le sue ragioni ed
opporsi, ma dov'è il resto dei cittadini?
Ecco semplicemente spiegato il perchè Evelino Signori non ha la
forza di opporsi da solo ad un'altra “espanzione produttiva” a
ridosso ancora della sua proprietà con altra ditta che si amplia in
zona impropria, addirittura a ridosso del cimitero!
Come mai la volonterosa Sindaca non incentiva queste ditte a
trasferirsi in zona industriale, lasciando i campi alle
coltivazioni??
Non ci risulta che siano occupati tutti i capannoni e le aree
industriali di Altivole, Caselle etcc... Ecco spieghi questo la
Sindaca, invece di fare finta di stupirsi!
Dobbiamo però ammettere che la vera “sconfitta” per
un'associazione come Italia Nostra è il fatto che la pubblica
opinione è silente e sfiduciata di fronte ad evidenti simili
comportamenti, vissuti come inevitabili e criticati solo sottovoce
con il coraggio di Don Abbondio.
Dove sono i cittadini di Altivole? Sono tutti a favore della Sindaca
e della sua politica?
Sulla storia dello sviluppo della ditta ARTUSO in zona Edificio ad
Altivole siamo pronti a sfidare la Sindaca in un pubblico dibattito,
moderato dal Suo giornale, dove ognuno spiegherà l'iter della
pratica ARTUSO e le proprie ragioni.
Siamo convinti che la Sindaca non accetterà questa proposta, perchè
è piu' facile colpire le opinioni dissonanti con modalità
intimidatorie, cioè citando Evelino Signori per “danno d'immagine”
come ha fatto la ditta Artuso, o gettando fango a mezzo stampa sulla
nostra associazione.
Una spiegazione pubblica seria probilmente è troppo rischiosa per
Lei, perchè rischierebbe di fare la stessa fine del sodale
Quaggiotto di Vedelago, che solo un anno fa era certo di avere un
nuovo casello sulla Pedementana e su quel mega progetto (fallito) di
Barcon ci ha lasciato... le penne.
Treviso, 23 luglio 2013
p.Italia Nostra Treviso
il presidente
Romeo Scarpa
giovedì 4 ottobre 2012
ALTIVOLE: PRECISAZIONI SU "STEMMA NEGATO"
Il
Sindaco di Altivole,
dott.ssa Silvia Rizzotto, ha ieri spiegato sulla Tribuna di Treviso
del 3-10 (pag.27) il motivo che ha portato l'Amministrazione di
Altivole, insieme con quella del “traballante” Sindaco di
Vedelago, a negare il patrocinio al convegno che si è svolto sabato
scorso a Castelfranco e che aveva per tema:
In
verità, da quanto riportato nel virgolettato attribuito al Sindaco
dalla Tribuna di Treviso, vi è solo un generico giudizio di “non
affidabilità sulla sezione di Treviso di Italia Nostra”, in merito
ad una non meglio specificata “diatriba”. Tutto molto criptico e
di parte, sia come merito che come giudizio, che peraltro i Sindaco
ha tutto il diritto di esprimere, assumendosene le dovute
responsabilità.
Sono
quindi necessarie alcune necessarie precisazioni sul merito della
questione che oppone Italia Nostra di Treviso all'Amministrazione di
Altivole:
la diatriba è relativa alle modalità con cui l'Amministrazione
utilizza lo Sportello Unico per le Attività Produttive.
In
particolare per un caso che ha suscitato polemiche nello stesso
Consiglio Comunale di Altivole e cioè quello relativo alle richieste
di ampliamento dell'attività della ditta Artuso Legnami.
Tale
questione è tutt'ora in corso, visto che abbiamo chiesto
chiarimenti, a cui sono state date risposte evasive e abbiamo
ricevuto scarsa collaborazione, se non vero e proprio ostruzionismo
dall'Amministrazione, quando siamo perfettamente legittimati a
chiedere ed a capire cosa sta succedendo... Che sia questo che
“disturba ” un po' il sig. Sindaco?
Relativamente
quindi al mancato patrocinio, riteniamo che il Comune di Altivole
abbia fatto solo un torto... a se stesso ed ai suoi Cittadini perchè
la discussione sul “futuro del paesaggio” e sul modo con il quale
si applicano le leggi è un tema che, probabilmente in quel di
Altivole, non si deve dibattere.
Il
mancato patrocinio diventa praticamente escusatio
non petita, cioè
una palese dichiarazione che il futuro del paesaggio ad Altivole lo
decide solo il Sindaco e di fatto la ditta Artuso, “che tanto fa
per la comunità come dichiarato in Consiglio Comunale...
Ci
permettiamo di dissentire pubblicamente da questo
tipo di futuro
per il paesaggio trevigiano e quindi consideriamo un atto di
chiarezza, anche se di non auspicata chiusura, la patente di “non
affidabilità” data da simili amministratori. Ce ne faremo una
ragione...
Ci
permettiamo inoltre di consigliare al Sindaco Rizzotto che sarebbe
opportuno motivare bene il suo legittimo giudizio nei nostri
confronti per non dare fare dichiarazioni così generiche e banali,
che sanno piu' di denigrazione spicciola che di critica.
Questo
non è mai un buon servizio per i cittadini, anche di Altivole, che
vogliono capire cosa succede a casa “nostra”!!
Se
la questione Sportello Unico Attività Produttive interessa i
Cittadini e la Stampa possiamo esporre, ovviamente in contradditorio
con chicchessia, pubblicamente il caso Artuso Legnami, che rende
ingiustificate le lamentazioni degli industriali che dicono che la
politica “non risponde”... Falso!
In
quel di Altivole, l'Amministrazione fa di tutto per agevolare i
propri imprenditori... peccato che siano sempre il suolo agricolo ed
il paesaggio a farne le spese!
Treviso,
3 ottobre 201
Il presidente
di Italia Nostra sezione
di Treviso
Romeo Scarpa
venerdì 13 luglio 2012
ALTIVOLE - DELIBERA 21-2012 BALDIN CRITICA E NOI RISPONDIAMO
Egr.
Consilier Comunal di 'Intioèe
BALDIN
Sergio
Capogrupo
di “Insieme par 'Intioèe-Lega Nord – PDL”
e,p.c. Al
Sior Sindaco
del Comun di 'Intioée
e,p.c. Al
Sior Evelino
Siori
Ogeto:
Deibéra Comun de 'Intioée n.21/2012 – Variante urbanistica dita
Artuso Toée. Risposta a dichiarassion publica Consiglier Baldin.
Egr.
Consilier Comunal Baldin,
acétemo
'a So critica, ch'el gà dito in mezo al consejo comunal del
vintinove scorso de giugno e che métemo de seguito, come ciapada dal
verbal dea sentada:
![]() |
| paa tradussione de Baldin domandeghè a iu... non vorìa che esl se ofendesse!! |
Rispetèmo
in pièn quel che dize e anca el fato che ju possa dirlo, ma ghè
rispondemo che:
- quèo che fasemo no vol essàr 'na “persecusion” contro il poro Artuso, che tanto el fa par 'Intioèe e tanto ben el riceve da voialtri, a prte ch'el zè 'na importante atività produtiva del nostro nord est
- zè vero che gavèmo dato, dèmp e daremo 'na man ancora al nostro amigo Evelino, ma zè dura credàr che noialtri podèmo “favorir” qualcun, visto che 'e decision lè ciapè voialtri in Consejo Comunal ed in particoèar voialtri dea magioransa che Iù, credo, zè.
Se
proprio voèmo parlar de “persecusion” ed intimidassion, Ve
dizèmo che 'a dita ARTUSO gà portà in Tribunal par unparvero “dano
all'imagine” proprio Evelino, domandando un milion dei euri, par
do articoii vegnui forà sui giornaii: chi saria i “persecutori”?
Ve
dizèmo co' forsa e senza paura che continuaremo 'a nostra normal
atività de controèo e verifica de quanto fazè e farè in Comun de
'Intioèe (come vien fato anche in altri comun vissini, vedi Vedeago
par Barcon...); staremo atenti su quèo che fazè col Sportèo Unico
dee Atività Produtive, che 'doparè come un levarin per far tanto de
pì dè quèo che se pol...
In
particoear sul tema in question, Vè dizemo che domanderemo:
- copia dell'ato d'obbligo e del progeto dea pista ciclabie par verificar che no ghe sia dano ae casse del comun, come dize anca Dorino;
- copia de' dove che gavè publicaà, seo gavè fato, 'a variante urbanistica in ogeto come che dizè uficialmente nea deibera 21/2012.
Ve
dizo anca che 'sta letera sarà mandada aea stampa e publicada su
internet, in direta risposta a quandi dito da Iu in Consejo comunal.
Distinti
saèudi
Treviso,
13 lujo 2012
El
presidente de Italia Nostra Treviso
Romeo
Scarpa
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