"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)
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venerdì 11 giugno 2021

FARGHE SEGHE AI TORI.. SU’E SPONDE DEL SIL

Ho conosciuto durante un giro sullo Storga, Giorgio Torresan, pescatore e schietto leghista da sempre; proprio lui mi ha spiegato la sua teoria sui problemi delle risorgive interrate nella zona di fronte al Sant’Artemio:

“Zè tuta colpa dee anare, che fa franàr ‘e sponde…”…

Mentre mi mostrava i danni creati dagli animali, con gli occhi rideva, perché quasi certamente pensava che “ ‘sti ambieentaaiisti, no sa gnente… i parla parchè i gà a boca.”

 L’uomo Torresan, consigliere comunale per la Lega, mi piace perché è diretto di sguardo e favella, anche se rigorosamente dialettale.

E’ uno “vero” che non teme efficaci memorabili frasi, come quando disse in Consiglio Comunale a chi perdeva tempo con sciocchezze: “No stèmo farghe seghe ‘ai tori…”,  noto aforismo veneto per descrivere attività forse ludiche (per il toro), ma poco utili…

 Ripenso a Lui ogni volta che vedo un lavoro come quello fatto in Lungosile Mattei con il benestare del Porco Sile: come vedete nella foto si tratta di un capolavoro “tirà drito come un baiìn…”: il frutto di un cesellatore del bob-cat con pali di robinia piantati in fila come soldatini… Una meravigliosa opera inutile.

 


 So perfettamente che per il 95% dei trevigiani quello “zè un lavoro ben fato! Basta erbasse … beo beo… zè sta messo in sicuressa ‘a sponda dae aluvion..”

 Questo comune sentire, che non mi trova per nulla d’accordo, dimostra quanta strada ci sia da fare per capire, non per la transizione ecologica, ma solo per capire cosa sia un fiume come il Sile e come si garantisce la sua tutela.

La quarantennale gestione del Parco Sile, a trazione industrial-leghista a suon dei vari Pettenà di turno, ha dimostrato e dimostra che siamo all’inizio del cammino, anzi forse dobbiamo ancora partire.

Provo a fare un ragionamento da un altro punto di vista.

 Un fiume ha un andamento irregolare, sinuoso determinato da come l’acqua agisce sul terreno che costituisce la sue sponde e con le radici degli alberi: se la terra è sabbiosa-limosa frana, se è più argillosa resiste….

Le piante che dovrebbero essere lungo le sponde, comprese le siepi, e gli arbusti sono la naturale “armatura” del terreno, formando un griglia di formidabile efficacia.

Evito di pensare che in zona centrale ci possano essere anche i bambu’ come transizione, ma non esistono più nemmeno a Kasier e in altri luoghi a sud di Treviso.

Gli animali acquatici ed i pesci gradirebbero tale situazione perché, per esempio, la anatre, “odiate” da Giorgio, cercano solo cibo mentre scavano sulle sponde; il terreno frana, ma la risorgiva non si interra per quello. 

Se non fossero stati fatti danni irreparabili con i sottopassi a nord del Limbraga, le  risorgive della Storga non sarebbero “morte”... 

Giorgio Torresan non lo sa o fa finta di non saperlo, ma preferiamo sempre  i sottopassi (di Zaia presidente della Provincia) alle risorgive.

FA PIU' DANNI L'UOMO O FANNO PIU' DANNI LE ANATRE?

 Giudicate voi ora se è meglio un fiume Sile, stile caporal maggiore, come quello appena finito oppure è preferibile un fiume con una sponda irregolare, sinuosa che dà la corretta transizione, veramente ecologica, tra terra ed acqua.

 Le papere della foto in attesa sul bordo non hanno dubbi e nemmeno le gallinelle d’acqua.


 Cosa pensano i geni ambientali del Parco Sile ed i fautori dell’ordine e disciplina in riva al Sile di questa “piccola” opera che, secondo me, è un esempio di soldi buttati al vento o regalati all'impresa amica di turno??

 L'amministrazione conte non riesce a mantenere l’ordine pubblico e gestire le bande di ragazzini terribili a poca distanza da là... ma perchè vendicarsi sul fiume?

Magari sarebbe più produttivo impiegare i soldi per capire che storie hanno quei giovani e cosa vogliono... 

Sarebbe meglio che spendere soldi in lavori inutili cioè…. “farghe seghe ai tori” sue sponde del Sil”

 

mercoledì 12 maggio 2021

SCELTE SCELLERATE A TREVISO

 Ieri sulla stampa sono apparsi in sequenza tre fatti che dimostrano che nel trevigiano la transizione ecologica è tutt’al più una FINZIONE ECOLOGICA.

In sequenza si parla di MONTELLO HILL, TERRAGLIO EST e SOTTOPASSI SU VIA BENZI E VIA CACCIATORI sulla scia del contestato PARK INTERRATO EX PATTINODROMO.

Cercherò di spiegare in poche righe il motivo che “Lega” questi argomenti e che dimostra, a mio giudizio, che “tutto cambia, purchè nulla cambi…”

 

1.   MONTELLO HILL

Come tenta di motivare il sig. Minato di CARRON Immobiliare, questo nuovo CENTRO COMMERCIALE si pone l’obiettivo di non essere un centro commerciale, ma un “family entertainement center”.

In pratica questo nuovo insediamento da 24.000mq si pone l’obiettivo di essere un mall americano, modello fallito e fallimentare nel USA, dove si immagina che una “gioiosa famiglia veneta” possa trascorrere un’intera giornata o un week-end o, perché no, le ferie estive, tra cinema, negozi e palestre.

Non dubito sulla bontà della ricerca di mercato della CA.BI. (Carron-Biasuzzi), ma sinceramente non prevedo un futuro roseo annunciando un bacino di 1 milione di persone che accorrono per riempire questa nuova meraviglia dopo la pandemia Covid. Ovviamente si punterà sul “green”, ma sempre auto, parcheggi e negozi si faranno anche se li chiamano in inglese.

L’altro fattore che sottolineo solo per i distratti è che, come previsto, ogni casello della SPV diventa un potenziale nodo per questo tipo di operazioni, che nascono e muoiono, visto lo stato in cui versano la Nave de Vero e il centro commerciale Auchan poco più a sud.

 


2.   TERRAGLIO EST

Su quest’opera c’è pochissimo da commentare perché da sempre viene richiesto di liberalizzare un tratto della A27 almeno tra Treviso Sud e Treviso Nord: il costo di questo accordo sarebbe più conveniente in termini economici dei vari tratti di Terraglio Est e non consumerebbe altro suolo.

A proposito di “consumo di suolo”, leggo che la soluzione ora adottata ed illustrata in un rendering con alberi ed alberetti in bella evidenza, comporterebbe, secondo i progettisti un “risparmio” di consumo di suolo.

Informo tutti che la LR 17/2018 per il (pseudo) contenimento del consomo di suolo prevede ampie deroghe ed in primis afferma che la nuova viabilità non viene conteggiata come “consumo di suolo”.

Di fronte ad un’alternativa a consumo di suolo “zero” (liberalizzare A27 come si chiede da 40 anni), sarebbe un risparmio?

 

Notare il titolo del giornale che parla di una nuova strada da 8-9m di larghezza citnndo alberi, piste ciclabili ed...uccellini!!


3.   SOTTOPASSO IN VIA CACCIATORI E VIA BENZI

Anche qui parliamo di un’opera che tutti noi nella vita abbiamo auspicato perché le attese ai passaggi a livello sono a volte eterne, soprattutto a causa del movimento dei treni merci che vanno ai depositi.

I sottopassi non sono quindi una sorpresa per nessuno a livello urbanistico perché sono indicati nelle mappe da anni.

La questione è nei dettagli e nelle conseguenze perché ciò che non era noto e non è stato né discusso con la città, né (credo) studiato dagli Uffici del Mobility Manager, sono le varie ipotesi di sottopassi e quello che succederà al contorno.

La “soluzione” che emerge oggi alla visione (solo per il fatto che sono state mandate le lettere di esproprio!) è una delle ipotesi possibili, che ha queste caratteristiche:

·       tutto il traffico automobilistico si concentra sul sottopasso di via Cacciatori

·       il sottopasso sarà tipo quello in via Paludetti con curva per uscire in viale Orleans

·       il sottopasso di via Benzi sarà solo ciclo-pedonale

Già queste premesse consentono di chiedere:

1.    quali alternative sono state considerate nel progetto preliminare che deve obbligatoriamente valutare delle alternative? Possiamo vedere questi progetti e le osservazioni sia della giunta Manildo che della giunta Conte?

2.    quali conseguenze avrà sul PUT questa velocizzazione (teorica) del transito attraverso l’unico sottopasso che resta? In pratica mi chiedo dove si formerà il “tappo”? Al semaforo della stazione? Sul ponte di Dal Negro?

3.    quale incremento di traffico avrà via Plinio il Vecchio e via Cacciatori?

 Sono tutte domande che una politica seria dovrebbe essersi fatta pubblicamente coinvolgendo la città prima di arrivare al punto di non ritorno, ma continuo a vedere che tutti (destra, sinistra e centro) dicono che:

·       è sempre responsabilità di altri (in questo caso Regione e RFI)

·       le scelte negative sono colpa dei precedenti Sindaci ed i meriti dei miglioramenti degli attuali Sindaci

L’altro elemento non dichiarato, ma evidentissimo dalle scelte fatte, è che le auto restano il perno della transizione ecologica.


 Dalla presa del potere della Lega (al temo Padania Libera) ad oggi con il pessimo intermezzo della Giunta Manildo stiamo portando allal ribalta quelli che Vincenzo De Luca chiamerebbe "personagggetti" con la visione politica di una talpa per quanto riguarda la tutela dei BENI COMUNI.

Queste talpone schizofreniche ci vedono BENISSIMO quando si tratta di difendere gli interessi privati che siano dei CAVATORI, degli IMMOBILIARISTI, degli AMICI DEGLI AMICI e dei loro parenti.

Rimpiango persino i socialisti della Prima Repubblica...


martedì 12 giugno 2018

PICCOLI BUCHI NERI


Riteniamo per statuto che la tutela dei beni comuni sia un elemento prioritario della “ricostruzione” della nostra società perchè, oltre al rischio di perdere un patrimonio storico ed architettonico, si lascia il degrado ed il brutto, che porta solo altro degrado.

Le Case Stefani nel Parco della Storga sono un piccolo grande esempio di un enorme patrimonio che viene “non gestito” per presunta carenza di fondi, quando invece i fondi si trovano sempre per progetti meno “produttivi”.
Si tratta di capire cosa intendiamo per “produttività” che, per noi ha un significato non esclusivamente economico, ma di riaggregazione sociale, favorendo le competenze dei cittadini e un apporto gratuito, che non può essere sostitutivo, ma è fondamentale per differenziarci dal ruolo di “clienti” in cui veniamo sempre più relegati.

Proprio oggi leggevo un intervento di una persona intelligente e di sinistra (non sono sarcastico) che affermava di non voler essere “complice” di questo modo di fare perchè la Provincia (o in altri ambiti chi per esso), si deve prendere le proprie responsabilità!...”
Affermava inoltre che era “troppo comodo demandare ai cittadini di buona volontà perchè questa (pessima?) tendenza si sta verificando anche in altri campi, come per esempio per i ragazzini messi a fare le guide turistiche ne palazzi con Alternanza Scuola-Lavoro”.
E' vero ci sono stati pessimi esempi di uso di questo strumento da parte di associazioni (mi pare il FAI), ma non si può fare di tutta un'erba un fascio...
 
Noi non pretendiamo di sostituire lo Stato o gli Enti con i lavoro “gratuito”, ma chiediamo di dare la possibilità di creare lavoro ed iniziative aggregative.

Il parco della Storga è un problema complesso, ma neanche troppo, se si riuscisse ad uscire dall'individualismo e dalla moda per cui “è buona solo la mia idea, ma non la tua...”, cosa che ha bloccato finora le iniziative perchè la politica vive di immagine e se Italia Nostra e le associazioni hanno un'idea, la medesima non va bene per la Lega o per il PD (se esiste ancora...)
Nell'area del parco ci sono molti problemi (dalle zecche alla manutenzione), ma ci sono anche opportunità ed  esperienze buone come il recupero della sede del Gruppo Grotte o l'esperienza degli Orti Urbani. 
Perchè non si riesce a fare un passo in avanti ed a strutturare un'idea “europea” per dare un senso ecologico al nostro agire?
Non posso pensare che sia solo perchè qualcuno pensa di perdere un piccolo privilegio oppure perchè qualcun altro non fa bella figura...

Nell'area degli Orti urbani ci sono molti fabbricati dismessi e mal utilizzati che potrebbero essere oggetto di riordino e riutilizzo creando spazi per un turismo "basiko", che non cerca Gardaland, ma una reatà naturale vera.
Perchè su questo non possiamo trovare un accordo e mettere in campo progetti e competenze?

Perchè dobbiamo lasciare che le Case Stefani vadano in rovina coperte dai rovi?
Quale privato lascerebbe la casa dei suoi nonni andare in malora senza fare nulla? Ecco, credo che bisogna invocare lo “spirito dei nonni dei nostri politici”, quando ci dicono che non ci sono soldi....
Ma chi ha chiesto soldi? Chiediamo solo di poter avere un minimo di appoggio istituzionale per creare una struttura di lavoro; il nostro sarà volontario e gratuito perchè siamo un'associazione, ma siamo consci di non poter procedere senza creare “vero lavoro”, non sfruttato e compatibile con il contesto.

Discutiamo se fare un'area camper, se far entrare solo i nudisti o quelli coi cani grossi oppure se non far entrare nessun, ma cerchiamo di parlare di cose da fare e non di … fumo.
Sentire che si parla di CHIUDERE I POCHI SPAZI SOCIALI CREATI non porterà nulla di buono al nuovo Sindaco, che, forse pagherà qualche marchetta ai suoi elettori di Forza Uova, ma non troverà supporto nella città.

Quanti altri piccoli BUCHI NERI ci sono a Treviso?

C'è solo l'imbarazzo della scelta, escludendo i grandi buchi neri tipo Bastione del Castello, ex Consorzio Agrario etc..:
  • polveriera di Santa Bona
  • stazioncina di Santi Quaranta
  • ex Ufficio Iva in via Castellana
  • sedi dei consigli di quartiere

Perchè non si attivano tutti questi mini progetti, dove persone reali sono a disposizione per fare qualcosa?

Non voglio pensare che sia solo perchè l'abbiamo detto noi... sarebbe triste.