"Tutto è bene, quel finisce bene..." si dice nelle favole di Millecen'è....
La Marca Trevigiana riuscirà a riaprire le passerelle dei burci di Treviso (Casier mi perdoni, ma direi che il capoluogo merita questo onore..) con una spesa di 12.000 (dodicimila) euri ripartiti al 50% tra l'ente venatorio e ciclabile e il piccolo comune rivierasco.
Avendo ormai la notizia saturato anche le orecchie piu' sensibili, lasciamoli fare ancora...
Ci rivediamo tra tre mesi con gli stessi problemi... e probabilmente gli stessi attori di una commedia che ha stancato!
mercoledì 20 maggio 2015
martedì 19 maggio 2015
PASSERELLE DEI BURCI: AVVISATE L'IMPRESA ROSSI
La memoria informatica è letale e permette di avere informazioni interessanti come, per esempio, l'aggiudicazione dei lavori di rifacimento delle passerelle dei burci, tratta direttamente dal sito ufficiale del Parco Sile!!
Vince l'impresa ROSSI RENZO Costruzioni di Marcon (Ve) con il prezzo piu' basso di 410.695,33 euro; su 6 richieste hanno presentato offerta solo in due.
Appalto fatto senza publbicazione di bando nonostante l'importo lavori non fosse inferiore a 500mila euro.
AVVISATE L'IMPRESA ROSSI che i lavori non si fanno...
Secondo me, avrebbero anche diritto anche un indennizzo per il mancato guadagno..... VEDREMO
Vince l'impresa ROSSI RENZO Costruzioni di Marcon (Ve) con il prezzo piu' basso di 410.695,33 euro; su 6 richieste hanno presentato offerta solo in due.
Appalto fatto senza publbicazione di bando nonostante l'importo lavori non fosse inferiore a 500mila euro.
AVVISATE L'IMPRESA ROSSI che i lavori non si fanno...
Secondo me, avrebbero anche diritto anche un indennizzo per il mancato guadagno..... VEDREMO
PARCO SILE IN CONFUSIONE: CONSULTA AL COMITATO TECNICO-SCIENTIFICO!
La gestione dell'ENTE PARCO SILE deve essere in un brutto momento, proprio prima delle elezioni regionali....
Secondo il nostro modestissimo parere non ne azzecca una nemmeno per scherzo e si incasina da solo con procedure non richiesta, tanto da farmi sorgere il dubbio che servirebbe proprio un direttore che avesse una laurea in legge!!
Qui parliamo della CONSULTA del PARCO SILE, un organismo di partecipazione previsto dall'articolo 22 della Legge istitutiva che NON SI RIUNISCE DA OLTRE 15 ANNI!!
Bene, domani il Comitato Tecnico-Scientifico che dà pareri su piano ambientale, regolamenti e bilancio viene chiamato a discuterne.... non si sa perchè...
CONFUSIONE TOTALE....
Secondo il nostro modestissimo parere non ne azzecca una nemmeno per scherzo e si incasina da solo con procedure non richiesta, tanto da farmi sorgere il dubbio che servirebbe proprio un direttore che avesse una laurea in legge!!
Qui parliamo della CONSULTA del PARCO SILE, un organismo di partecipazione previsto dall'articolo 22 della Legge istitutiva che NON SI RIUNISCE DA OLTRE 15 ANNI!!
Bene, domani il Comitato Tecnico-Scientifico che dà pareri su piano ambientale, regolamenti e bilancio viene chiamato a discuterne.... non si sa perchè...
CONFUSIONE TOTALE....
PASSERELLE DEI BURCI E RESPONSABILITA'... PECCATO...
Le lettera aperta del Sindaco di Casier giunge (finalmente) a chiedere un po' di chiarezza al vero responsabile della situazione, quella REGIONE VENETO, che ha amministrato come un feudo il sistema PARCHI, garantendo la sopravvivenza a gestioni opache in passato ed incapaci oggi.
Peccato che arrivi tardi ed in pieno periodo elettorale, quando sarà facile per gli avversari politici dire che si tratta di una polemica strumentale per favorire il ricambio in regione.
Peccato che la lettera sia solo del Sindaco di Casier, come se il problema delle passerelle fosse una questione tra Giuriati e Zaia.
Peccato che la lettera non ammetta che i Sindaci (tutti, non solo Lei) si sono fidati ed affidati a questi incapaci e sono stati presi in giro.
Peccato che arriviamo oggi a chiedere il conto a questa gestione regionale dove la Direzione Parchi (assessore Manzato e presidente Zaia) continua ad incaricare direttori laureati in legge e omette di prendere posizioni su posizioni di membri del Comitato Esecutivo, che paiono chiaramente illeggitimi da anni
Peccato che si continui a vedere il fiume Sile come un parco giochi, dove fare le piu' svariate infrastrutture, lasciando andare a remengo le particolarità che abbiamo (risorgive, San Michele Vecchio e la stessa acqua del Sile)
Peccato...
Visto che anche noi sentiamo una grande resposanbilità nei confronti del territorio e dei cittadini, pur non avendo cariche istituzionali, restiamo disponibile a collaborare, ma non senza precise condizioni:
Peccato che arrivi tardi ed in pieno periodo elettorale, quando sarà facile per gli avversari politici dire che si tratta di una polemica strumentale per favorire il ricambio in regione.
Peccato che la lettera sia solo del Sindaco di Casier, come se il problema delle passerelle fosse una questione tra Giuriati e Zaia.
Peccato che la lettera non ammetta che i Sindaci (tutti, non solo Lei) si sono fidati ed affidati a questi incapaci e sono stati presi in giro.
Peccato che arriviamo oggi a chiedere il conto a questa gestione regionale dove la Direzione Parchi (assessore Manzato e presidente Zaia) continua ad incaricare direttori laureati in legge e omette di prendere posizioni su posizioni di membri del Comitato Esecutivo, che paiono chiaramente illeggitimi da anni
Peccato che si continui a vedere il fiume Sile come un parco giochi, dove fare le piu' svariate infrastrutture, lasciando andare a remengo le particolarità che abbiamo (risorgive, San Michele Vecchio e la stessa acqua del Sile)
Peccato...
Visto che anche noi sentiamo una grande resposanbilità nei confronti del territorio e dei cittadini, pur non avendo cariche istituzionali, restiamo disponibile a collaborare, ma non senza precise condizioni:
- dimissioni di tutto il Comitato Esecutivo del Parco Sile e nuove nomime di persone competenti
- precisi accordi con la Direzione Parchi della Regione Veneto, che deve interferire il meno possibile a livello di gestione
- sintonia di vedute con i Sindaci per dare le reali priorità al Sile rispetto al resto
LA TRISTE STORIA DELLE PASSERELLE DEI BURCI...
Ognuno racconta la sua versione, ma i documenti ci sono e sono molto chiari.
Scoprire oggi che la gestione dell'Ente Parco SILE è stata per vent'anni in mano ad un unico schieramento (TEGA NORD!!) è scoprire che l'acqua bagna!!
La vicenda delle passerelle dei burci è emblematica di uno sfascio totale di un sistema di CARTONGESSO, dove al tavolo operatorio ci sono persone che non hanno mai visto un bisturi e ad amminIstrare ci sono persone, anche in buona fede, ma che non hanno una strategia minima e vengono prese in giro da politici di mestiere, che difendono prima di tutto la loro ben remunerata "carega"., vero Luca?
Se la sanità veneta è gestita nello stesso modo in cui sono state gestite le passerelle dei burci, penso che possiamo risparmire il 50% del totale speso, restando un'eccellenza italiana!!
Non sono certo io ad avere la verità dei fatti dei burci, ma dal 2013 la vicenda è sotto la mia lente di ingrandimento e devo dire che come ENTOMOLOGO DELLE PASSERELLE, ho visto cose che voi umani non potete immaginare...
TRA SABATO 23-5 con Francesco Maino e LUNEDI 25-5 con Visotto, Zandigiacomi, Zanetti ed altri inizieremo a raccontarlo, ma sto pensando di fare uno spettacolo teatrale...
Scoprire oggi che la gestione dell'Ente Parco SILE è stata per vent'anni in mano ad un unico schieramento (TEGA NORD!!) è scoprire che l'acqua bagna!!
La vicenda delle passerelle dei burci è emblematica di uno sfascio totale di un sistema di CARTONGESSO, dove al tavolo operatorio ci sono persone che non hanno mai visto un bisturi e ad amminIstrare ci sono persone, anche in buona fede, ma che non hanno una strategia minima e vengono prese in giro da politici di mestiere, che difendono prima di tutto la loro ben remunerata "carega"., vero Luca?
Se la sanità veneta è gestita nello stesso modo in cui sono state gestite le passerelle dei burci, penso che possiamo risparmire il 50% del totale speso, restando un'eccellenza italiana!!
Non sono certo io ad avere la verità dei fatti dei burci, ma dal 2013 la vicenda è sotto la mia lente di ingrandimento e devo dire che come ENTOMOLOGO DELLE PASSERELLE, ho visto cose che voi umani non potete immaginare...
TRA SABATO 23-5 con Francesco Maino e LUNEDI 25-5 con Visotto, Zandigiacomi, Zanetti ed altri inizieremo a raccontarlo, ma sto pensando di fare uno spettacolo teatrale...
lunedì 18 maggio 2015
PARCO DEL SILE: LEGALITA' A GIORNI ALTERNI? MAGARI..
La vicenda dei due consiglieri del Parco Sile, dipendenti di enti pubblici, che sono in carica “in barba alle normative vigenti”, mi consente di fare due riflessioni che, come al solito non interessano piu' o meno a nessuno, sul concetto di LEGALITA'.
I fatti (che vanno al di là delle
persone) sono i seguenti:
- nel 2012 un tizio viene indicato dalla Provincia come suo rappresentate nell'Ente Parco Sile e a dicembre 2012 Luca Zaia, come Governatore del Veneto, ne decreta la nomina;
- Le regole (fatte da noi stessi, non da dio...) dicono che se uno è pubblico dipendente deve avere l'autorizzazione del suo datore di lavoro
- Questo dettaglio sfugge.... la domanda di autorizzazione è inviata dal tizio nel novembre 2013 e la risposta arriva nel maggio dello stesso anno: un evidente caso di “ritorno al futuro” o di efficienza estrema di Poste Italiane! Sarà anche un dettaglio, una dimenticanza – dite quello che volete – ma è così la regola...
- Inizia un ping-pong tra uffici regionali, provinciali, difensori civici etc.. che dura ancora oggi e che dà l'idea del piu' totale caos gestionale, determinato dalla volontà di voler sanare un'evidente inadempienza arrampicandosi sugli specchi. Pensate a quante energie vengono sprecate ed a quante tensioni si generano su questo e capirete perchè su temi piu' importanti si fanno pasticci incredibili (ma non divaghiamo...).
- Nel agosto 2014 il direttore del Parco Sile, un avvocato dirigente regionale, mica un naturalista (!!) chiede lumi alla Direzione Parchi delle Regione Veneto su questo tema e da allora attende risposta. Anzi, imbarazzato da una simile situazione e non essendo un fantoccio, dà le sue dimissioni nel gennaio 2015 e passa a miglior incarico, ma la risposta ancora non c'è..
Ora le semplici domande, per le quali
non avrò alcuna risposta come al solito, sono:
- Ma se le regole dicono una cosa perchè, dopo aver constatato che non si sono rispettate, ci si ostina a contestarle? Cambiate le regole e dite che invece di “previa autorizzazione” è sufficiente ottenere, quando ci si ricorda, “autorizzazione”. Basta togliere “previa”: non è difficile
- Un simile comportamento è profondamente diseducativo non tanto per la violazione della “regola”, che, a mio giudizio, è possibile se si spiega il motivo per cui lo si fa e uno si assume le sue responsabilità per la violazione, ma per l'arroganza di voler aver ragione nonostante tutto
- I danni sono enormi a livello di credibilità se coinvolgono istituzioni pubbliche: che credibilità puo' avere una Direzione Regionale Foreste e Parchi, che “non risponde” ad una chiara richiesta di un suo funzionario, lasciandolo in balia degli umori dei “politici”... Una direzione piu' ossequiosa ai suoi referenti politici che alla realtà, pare?
Non traggo conclusioni ora, ma ve le per due prossimi appuntamenti, dove cercheremo di spiegare pubblicamente perchè NON E' POSSIBILE STARE IN SILENZIO:
- incontro del 23-5 ore 18 presso le elementari Volta di Fiera dove ne parlerò con Francesco Maino e Silvia Madiotto
- incontro per il giorno 25-5 ore 18 presso auditorium FBSR, quando come gruppo consiliare del Parco del Sile (con Visotto, Carturan e altri) denunceremo questa ed altre, ben piu' gravi, nefandezze..
Sappiano che ci saremo anche dopo...
domenica 17 maggio 2015
LA MISSIONE DI ITALIA NOSTRA - RINNOVO DIRETTIVO NAZIONALE... i pareri di due persone non ricandidate..
L’ormai imminente rinnovo del Consiglio
Direttivo Nazionale dell’Associazione sta determinando il normale
impegno dei tanti candidati volto a sollecitare il sostegno degli
iscritti e l’appoggio alle proprie candidature.
Questa azione promozionale è ampiamente
giustificata e merita un doveroso apprezzamento, purché rimanga nei
limiti del reciproco rispetto e non evidenzi giudizi perentori di
totale negatività nei confronti degli altri concorrenti.
E’ certa, infatti, a mio parere, l’onestà
degli intenti e l’adesione di tutti gli iscritti e, quindi, di
tutti i candidati ai principi fondanti che caratterizzano e
giustificano la presenza nel paese della Nostra Associazione, che ,
è bene ricordarlo, è nata per la “Tutela del Patrimonio Storico,
Artistico e Naturale della Nazione”
Quindi nessun “ unto del signore” , che si
possa presentare come depositario dei principi fondanti della
Associazione, rispetto agli altri che invece ne vorrebbero
stravolgere “ l’anima”.
Se ciò è esatto, appare invece ampiamente
giustificata la richiesta di una franca discussione su quella che
deve essere “ la missione “ dell’Associazione da adeguare ai
profondi cambiamenti che caratterizzano la condizione del paese
rispetto a quella del periodo in cui è stata costituita.
Da un paese povero e privo di risorse, l’Italia
si è trasformato in un altro completamente diverso: maggiore
ricchezza, più corruzione, progressiva sperequazione nella
distribuzione dei redditi.
Il cambiamento più eclatante va individuato,
peraltro, nella composizione e nei comportamenti della classe
dirigente, espressione, nel periodo di fondazione dell’Associazione,
specie per quanto riguarda la rappresentanza politica, dei partiti,
ancora saldamente ancorati ai principi fondamentali della
Costituzione Repubblicana.
E, deve ritenersi, proprio questa
caratteristica ha consentito alla nostra Associazione di
condizionare, sovente, le scelte nel campo delle tutela del
patrimonio storico, artistico e naturale del paese.
Non che le battaglie vinte abbiano
completamente bloccato gli appetiti delle consorterie speculative e
parassitarie.
Tutt’altro! Rispetto alle battaglie vinte e
ai successi indubbi, si deve riconoscere, infatti, anche la deriva
drammatica dei danni arrecati al paesaggio, l’espansione senza
regole ed illimitata della marea edilizia, la drammatica realtà
delle periferie senz’anima e senza qualità.
Senza voler considerare la condizione dei
Centri Storici, salvi forse nella loro definizione formale, ma in
buona parte soggetti alla sostanziale perdita del loro ruolo e della
vitalità originaria.
Così ai centri storici sostanzialmente morti,
e qui vorrei citare gli esempi di Ascoli Piceno e Monte S’Angelo
di cui conosco le attuali tristi condizioni, vanno aggiunti quelli,
come Venezia e Firenze, completamente snaturati da forme
insostenibili di inquinamento turistico, con l’aggravante per
Venezia del fenomeno impressionante del transito di navi
sovradimensionate che sembrano pronte a distruggere ogni suo delicato
equilibrio, oppure quelli in cui , espulsi gli antichi abitanti e le
tradizionali attività, sono stati occupati da banche, pizzerie,
jenserie, bar e ristoranti, insomma palcoscenici di attività privi
di memoria storica.
La condizione del paese si è aggravata, poi,
quando alla vecchia rappresentanza politica e all’ antica classe
dirigente, si è sostituita quella espressa dal cosiddetto “populismo
mediatico”.
E’ evidente che rispetto a questa drammatica
realtà, la nostra presenza se non in grado di adeguare le proprie
strategie, potrebbe ridursi facilmente alla sterile condizione dei
cosiddetti “grilli parlanti”, che ripetono nei propri
conciliaboli le critiche al sistema , ma poi risultano
sostanzialmente inefficaci e non determinanti.
L’adeguamento della nostra azione alla nuova
realtà appare , pertanto, irrinunciabile, se non si vuole apparire
come qualcosa di ancorato al passato.
E, d’atra parte, il fatto che buona parte dei
nostri iscritti sia della terza o quarta età, ci dovrebbe far
comprendere la nostra condizione non ottimale.
Cosa fare, allora?
Ritengo che ci debba essere in primo luogo un
franco confronto su queste problematiche, senza che nessuno si erga
a fustigatore degli iscritti e con spirito tollerante, con
intelligenza aperta e con la capacità di utilizzare le nuove
tecnologie individuare i sentieri più validi che permettano di
ridare all’Associazione il ruolo che Le compete per la lunga storia
che ne esalta l’immagine.
Avendo ben presente, comunque, l’esigenza di
individuare quelle strategie che consentano di abbandonare i consueti
sentieri, e permettano di coinvolgere nelle innovative progettualità
tutti i portatori d’interesse, dai giovani agli imprenditori, dagli
artigiani ai professionisti, dai docenti agli uomini di cultura per
acquistare una forza rappresentativa capace di contrastare i rozzi
messaggi populistici.
E’ necessario, a mio parere, che l’immagine
dell’Associazione appaia come quella di una struttura dinamica,
ancorata sì ai principi irrinunciabili della tutela, ma capace in
pari tempo di indicare i nuovi orizzonti verso cui indirizzare lo
sviluppo del paese nel rispetto delle tradizioni, del paesaggio, dei
valori urbani, dei monumenti, delle professionalità e dei talenti,
da far diventare elementi formidabili di attrattività e di sviluppo
e non sterile deposito di oggetti senza vita messi quasi sotto
formaldeide.
Mi ero permesso di indicare una direzione verso
indirizzare questo percorso innovativo. Probabilmente la proposta non
era quella più corretta ed adeguata.
Si discuta e ci sia, quindi, un confronto
franco per individuare sentieri e proposte migliori.
E’ questa la strada da seguire, evitando
assolutamente la condanna aprioristica di chi ha differenti opinioni.
Vorrei , per chiudere, ripetere ciò che
scrissi, come Vice Presidente dell’ Associazione:
“ La proposta, frutto dell’ottimismo della
volontà, è di far sì che Italia Nostra diventi sempre di più una
illuminata “ Agenzia di Elaborazione e Promozione Culturale”,
che, partendo dal presupposto che l’Italia è un unico organismo,
elabori e formuli proposte di interventi di tipo sistemico, capaci,
in pari tempo, di favorire economie di scala e di rendere effettivo
il potenziale vantaggio competitivo di un patrimonio oggettivamente
ricco e diversificato, che invece perde forza se promosso ed
utilizzato con interventi puntuali, disomogenei e, sovente,
estemporanei.
L’Associazione, quindi, guidata da questi
principi e ancorata ad una moderna e rigorosa “Cultura del
territorio”, dovrà elaborare una serie di proposte riguardanti i
sistemi urbani, con particolare riferimento al recupero delle
immense desolate periferie; l’integrità del paesaggio; il progetto
avveniristico di un enorme museo diffuso che comprenda e valorizzi
come un tutt’uno i beni monumentali, i centri storici, le opere
d’arte e le risorse archeologiche; il disegno della messa in
sicurezza anche sismica dei manufatti e dei beni monumentali senza
attendere il fatale verificarsi degli eventi calamitosi; la tutela
dell’integrità dell’universo agricolo; la valorizzazione e il
recupero delle immense risorse musicali; una nuova idea del turismo
che privilegi quello della conoscenza rispetto a quello di mero
consumo e rapina, l’innovazione del sistema dei trasporti che
contribuisca a migliorare la qualità della vita specie nelle grandi
città; la realizzazione delle infrastrutture non legandole agli
eventi occasionali (ultimo in ordine di tempo l’Expo 2015) ma ad
una programmazione ordinaria rigorosa e coerente, la realizzazione
dei Distretti Culturali, da quelli tradizionali a quelli evoluti .
Indiscutibilmente un impegno eccezionale per le
gracili spalle dell’Associazione. Pure una grande opportunità per
cercare di rompere con intelligenza e in maniera definitiva gli
atteggiamenti di opaca chiusura di gran parte della comunità
nazionale, attirare un numero sempre più grande di giovani
appassionati e preparati, creare le condizioni per costruire insieme
in’Italia più civile, più bella, più giusta e più ricca…….
autenticamente.
Gaetano Rinaldi- Consigliere Nazionale Uscente-
Non ricandidato
Caro Gaetano,
in questa grave decadenza
morale e in questa crisi economica senza fine, le possibilità di
incidere della nostra Associazione per la tutela e la protezione dei
beni comuni sono sempre più limitate.
Certo la nostra
associazione non sta facendo nulla per affrontare con determinazione
questa realtà. La sua estrema debolezza si palesa soprattutto quando
arriviamo al momento delle votazioni: il posto di consigliere
nazionale diventa ambitissimo, tanto da creare liste, cordate,
acquisto di voti (basta ricordare i vergognosi 200 (?) nuovi soci
domiciliati tutti all’ACI di Roma alcuni anni fa).
Ho proposto INUTILMENTE
in questi due trienni di cambiare le modalità di elezioni del
Consiglio: ogni Regione DEVE avere UN suo rappresentante che
sieda in Consiglio e che deve essere nominato dai soci di quella
Regione; è chiaro che le Regioni con più iscritti ne potranno e
dovranno averne due o tre.
Oggi assistiamo ad una
predominanza di consiglieri lombardi e milanesi (ben 5 nell’ultimo
triennio) e nessuno a rappresentare il Veneto, la Sardegna, la
Liguria….
Come ben sai non mi
ricandido perché non ho sentito l’appoggio del Nazionale per la
questione Apuane: non devono esistere solo le conferenze stampa, né
i proclami sui giornali; la difesa dell’ambiente è fatta di atti
concreti: esposti, denunce , segnalazioni a tutti i livelli: Guardia
di Finanza, Ministeri, Procura, Commissioni europee, Corte dei Conti,
interrogazioni parlamentari. Questo perché, quando gli interessi
economici sono mostruosi e quando c’è collusione con le forze
politiche di destra o di sinistra, solo battaglie condotte in questo
modo capillare possono riuscire a dare una svolta. Certamente se c’è
la firma di un’associazione che ha ancora un peso di rilievo per la
sua storia, ogni esposto avrà una considerazione maggiore rispetto
alla mia firma.
Non mi ricandido e non ho
idea di come sarà composto il prossimo Consiglio, ma mi auguro che i
consiglieri possano avere un bilancio elaborato con maggiore
accuratezza: digitare uno zero in più può scappare a tutti, ma
quando la differenza è notevole (da 48.000 a 480.000 euro!) uno si
chiede COME è stato elaborato quel bilancio. Forse è il caso di
avere revisori dei conti competenti e iscritti all’albo, da
selezionare nell’albo di città diverse da Roma in modo che non
abbiano conflitti di interessi con lo studio o la persona che stende
il nostro bilancio.
Inoltre, se i consiglieri
hanno una qualche responsabilità, è indispensabile che si torni
alla buona consuetudine di dare copia dei verbali della Giunta. Il
“cerchio magico” alla Renzi non consente di far marciare la
nostra associazione sui binari di scambio democratico e collaborativo
già consueti nelle passate presidenze.
Un caro saluto
Franca
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