"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)

mercoledì 20 maggio 2015

EVVIVA!! LE PASSERELLE DEI BURCI RIAPRONO... A LUGLIO

"Tutto è bene, quel finisce bene..." si dice nelle favole di Millecen'è....

La Marca Trevigiana riuscirà a riaprire le passerelle dei burci di Treviso (Casier mi perdoni, ma direi che il capoluogo merita questo onore..) con una spesa di 12.000 (dodicimila) euri ripartiti al 50% tra l'ente venatorio e ciclabile e il piccolo comune rivierasco.

Avendo ormai la notizia saturato anche le orecchie piu' sensibili, lasciamoli fare ancora...

Ci rivediamo tra tre mesi con gli stessi problemi... e probabilmente gli stessi attori di una commedia che ha stancato!



martedì 19 maggio 2015

PASSERELLE DEI BURCI: AVVISATE L'IMPRESA ROSSI

La memoria informatica è letale e permette di avere informazioni interessanti come, per esempio, l'aggiudicazione dei lavori di rifacimento delle passerelle dei burci, tratta direttamente dal sito ufficiale del Parco Sile!!

Vince l'impresa ROSSI RENZO Costruzioni di Marcon (Ve) con il prezzo piu' basso di 410.695,33 euro; su 6 richieste hanno presentato offerta solo in due.
Appalto fatto senza publbicazione di bando nonostante l'importo lavori non fosse inferiore a 500mila euro.

AVVISATE L'IMPRESA ROSSI che i lavori non si fanno... 

Secondo me, avrebbero anche diritto anche un indennizzo per il mancato guadagno..... VEDREMO


PARCO SILE IN CONFUSIONE: CONSULTA AL COMITATO TECNICO-SCIENTIFICO!

La gestione dell'ENTE PARCO SILE deve essere in un brutto momento, proprio prima delle elezioni regionali....
Secondo il nostro modestissimo parere non ne azzecca una nemmeno per scherzo e si incasina da solo con procedure non richiesta, tanto da farmi sorgere il dubbio che servirebbe proprio un direttore che avesse una laurea in legge!!

Qui parliamo della CONSULTA del PARCO SILE, un organismo di partecipazione previsto dall'articolo 22 della Legge istitutiva che NON SI RIUNISCE DA OLTRE 15 ANNI!!

Bene, domani il Comitato Tecnico-Scientifico che dà pareri su piano ambientale, regolamenti e bilancio viene chiamato a discuterne.... non si sa perchè...

CONFUSIONE TOTALE....


PASSERELLE DEI BURCI E RESPONSABILITA'... PECCATO...

Le lettera aperta del Sindaco di Casier giunge (finalmente) a chiedere un po' di chiarezza al vero responsabile della situazione, quella REGIONE VENETO, che ha amministrato come un feudo il sistema PARCHI, garantendo la sopravvivenza a gestioni opache in passato ed incapaci oggi.

Peccato che arrivi tardi ed in pieno periodo elettorale, quando sarà facile per gli avversari politici dire che si tratta di una polemica strumentale per favorire il ricambio in regione.

Peccato che la lettera sia solo del Sindaco di Casier, come se il problema delle passerelle fosse una questione tra Giuriati e Zaia.

Peccato che la lettera non ammetta che i Sindaci (tutti, non solo Lei) si sono fidati ed affidati a questi incapaci e sono stati presi in giro.

Peccato che arriviamo oggi a chiedere il conto a questa gestione regionale dove la Direzione Parchi (assessore Manzato e presidente Zaia) continua ad incaricare  direttori laureati in legge e omette di prendere posizioni su posizioni di membri del Comitato Esecutivo, che paiono chiaramente illeggitimi da anni

Peccato che si continui a vedere il fiume Sile come un parco giochi, dove fare le piu' svariate infrastrutture, lasciando andare a remengo le particolarità che abbiamo (risorgive, San Michele Vecchio e la stessa acqua del Sile)

Peccato... 

Visto che anche noi sentiamo una grande resposanbilità nei confronti del territorio e dei cittadini, pur non avendo cariche istituzionali, restiamo disponibile a collaborare, ma non senza precise condizioni:
  • dimissioni di tutto il Comitato Esecutivo del Parco Sile e nuove nomime di persone competenti
  • precisi accordi con la Direzione Parchi della Regione Veneto, che deve interferire il meno possibile a livello di gestione
  • sintonia di vedute con i Sindaci per dare le reali priorità al Sile rispetto al resto
Non sono condizioni difficili da capire, se uno ha seguito quello che diciamo da anni..
 



LA TRISTE STORIA DELLE PASSERELLE DEI BURCI...

Ognuno racconta la sua versione, ma i documenti ci sono e sono molto chiari.
Scoprire oggi che la gestione dell'Ente Parco SILE è stata per vent'anni in mano ad un unico schieramento (TEGA NORD!!) è scoprire che l'acqua bagna!!

La vicenda delle passerelle dei burci è emblematica di uno sfascio totale di un sistema di CARTONGESSO, dove al tavolo operatorio ci sono persone che non hanno mai visto un bisturi e ad amminIstrare ci sono persone, anche in buona fede, ma che non hanno una strategia minima e vengono prese in giro da politici di mestiere, che difendono prima di tutto la loro ben remunerata "carega"., vero Luca?

Se la sanità veneta è gestita nello stesso modo in cui sono state gestite le passerelle dei burci, penso che possiamo risparmire il 50% del totale speso, restando un'eccellenza italiana!!

Non sono certo io ad avere la verità dei fatti dei burci, ma dal 2013 la vicenda è sotto la mia lente di ingrandimento e devo dire che come ENTOMOLOGO DELLE PASSERELLE, ho visto cose che voi umani non potete immaginare...

TRA SABATO 23-5 con Francesco Maino e LUNEDI 25-5 con Visotto, Zandigiacomi, Zanetti ed altri inizieremo a raccontarlo, ma sto pensando di fare uno spettacolo teatrale...

lunedì 18 maggio 2015

PARCO DEL SILE: LEGALITA' A GIORNI ALTERNI? MAGARI..



La vicenda dei due consiglieri del Parco Sile, dipendenti di enti pubblici, che sono in carica “in barba alle normative vigenti”, mi consente di fare due riflessioni che, come al solito non interessano piu' o meno a nessuno, sul concetto di LEGALITA'.

I fatti (che vanno al di là delle persone) sono i seguenti:
  • nel 2012 un tizio viene indicato dalla Provincia come suo rappresentate nell'Ente Parco Sile e a dicembre 2012 Luca Zaia, come Governatore del Veneto, ne decreta la nomina;
  • Le regole (fatte da noi stessi, non da dio...) dicono che se uno è pubblico dipendente deve avere l'autorizzazione del suo datore di lavoro
  • Questo dettaglio sfugge.... la domanda di autorizzazione è inviata dal tizio nel novembre 2013 e la risposta arriva nel maggio dello stesso anno: un evidente caso di “ritorno al futuro” o di efficienza estrema di Poste Italiane! Sarà anche un dettaglio, una dimenticanza – dite quello che volete – ma è così la regola...
  • Inizia un ping-pong tra uffici regionali, provinciali, difensori civici etc.. che dura ancora oggi e che dà l'idea del piu' totale caos gestionale, determinato dalla volontà di voler sanare un'evidente inadempienza arrampicandosi sugli specchi. Pensate a quante energie vengono sprecate ed a quante tensioni si generano su questo e capirete perchè su temi piu' importanti si fanno pasticci incredibili (ma non divaghiamo...).
  • Nel agosto 2014 il direttore del Parco Sile, un avvocato dirigente regionale, mica un naturalista (!!) chiede lumi alla Direzione Parchi delle Regione Veneto su questo tema e da allora attende risposta. Anzi, imbarazzato da una simile situazione e non essendo un fantoccio, dà le sue dimissioni nel gennaio 2015 e passa a miglior incarico, ma la risposta ancora non c'è..

Ora le semplici domande, per le quali non avrò alcuna risposta come al solito, sono:

  1. Ma se le regole dicono una cosa perchè, dopo aver constatato che non si sono rispettate, ci si ostina a contestarle? Cambiate le regole e dite che invece di “previa autorizzazione” è sufficiente ottenere, quando ci si ricorda, “autorizzazione”. Basta togliere “previa”: non è difficile
  2. Un simile comportamento è profondamente diseducativo non tanto per la violazione della “regola”, che, a mio giudizio, è possibile se si spiega il motivo per cui lo si fa e uno si assume le sue responsabilità per la violazione, ma per l'arroganza di voler aver ragione nonostante tutto
  3. I danni sono enormi a livello di credibilità se coinvolgono istituzioni pubbliche: che credibilità puo' avere una Direzione Regionale Foreste e Parchi, che “non risponde” ad una chiara richiesta di un suo funzionario, lasciandolo in balia degli umori dei “politici”... Una direzione piu' ossequiosa ai suoi referenti politici che alla realtà, pare?

Non traggo conclusioni ora, ma ve le per due prossimi appuntamenti, dove cercheremo di spiegare pubblicamente perchè NON E' POSSIBILE STARE IN SILENZIO:
  • incontro del 23-5 ore 18 presso le elementari Volta di Fiera dove ne parlerò con Francesco Maino e Silvia Madiotto
  • incontro per il giorno 25-5 ore 18 presso auditorium FBSR, quando come gruppo consiliare del Parco del Sile (con Visotto, Carturan e altri) denunceremo questa ed altre, ben piu' gravi, nefandezze..
Sappiamo per certo che non avranno coraggio di essere presenti perchè le elezioni regionali sono troppo vicine per "scendere" a discutere con noi nel merito delle questioni.
Sappiano che ci saremo anche dopo...


domenica 17 maggio 2015

LA MISSIONE DI ITALIA NOSTRA - RINNOVO DIRETTIVO NAZIONALE... i pareri di due persone non ricandidate..


L’ormai imminente rinnovo del Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione sta determinando il normale impegno dei tanti candidati volto a sollecitare il sostegno degli iscritti e l’appoggio alle proprie candidature.
Questa azione promozionale è ampiamente giustificata e merita un doveroso apprezzamento, purché rimanga nei limiti del reciproco rispetto e non evidenzi giudizi perentori di totale negatività nei confronti degli altri concorrenti.
E’ certa, infatti, a mio parere, l’onestà degli intenti e l’adesione di tutti gli iscritti e, quindi, di tutti i candidati ai principi fondanti che caratterizzano e giustificano la presenza nel paese della Nostra Associazione, che , è bene ricordarlo, è nata per la “Tutela del Patrimonio Storico, Artistico e Naturale della Nazione”
Quindi nessun “ unto del signore” , che si possa presentare come depositario dei principi fondanti della Associazione, rispetto agli altri che invece ne vorrebbero stravolgere “ l’anima”.
Se ciò è esatto, appare invece ampiamente giustificata la richiesta di una franca discussione su quella che deve essere “ la missione “ dell’Associazione da adeguare ai profondi cambiamenti che caratterizzano la condizione del paese rispetto a quella del periodo in cui è stata costituita.
Da un paese povero e privo di risorse, l’Italia si è trasformato in un altro completamente diverso: maggiore ricchezza, più corruzione, progressiva sperequazione nella distribuzione dei redditi.
Il cambiamento più eclatante va individuato, peraltro, nella composizione e nei comportamenti della classe dirigente, espressione, nel periodo di fondazione dell’Associazione, specie per quanto riguarda la rappresentanza politica, dei partiti, ancora saldamente ancorati ai principi fondamentali della Costituzione Repubblicana.
E, deve ritenersi, proprio questa caratteristica ha consentito alla nostra Associazione di condizionare, sovente, le scelte nel campo delle tutela del patrimonio storico, artistico e naturale del paese.
Non che le battaglie vinte abbiano completamente bloccato gli appetiti delle consorterie speculative e parassitarie.
Tutt’altro! Rispetto alle battaglie vinte e ai successi indubbi, si deve riconoscere, infatti, anche la deriva drammatica dei danni arrecati al paesaggio, l’espansione senza regole ed illimitata della marea edilizia, la drammatica realtà delle periferie senz’anima e senza qualità.
Senza voler considerare la condizione dei Centri Storici, salvi forse nella loro definizione formale, ma in buona parte soggetti alla sostanziale perdita del loro ruolo e della vitalità originaria.
Così ai centri storici sostanzialmente morti, e qui vorrei citare gli esempi di Ascoli Piceno e Monte S’Angelo di cui conosco le attuali tristi condizioni, vanno aggiunti quelli, come Venezia e Firenze, completamente snaturati da forme insostenibili di inquinamento turistico, con l’aggravante per Venezia del fenomeno impressionante del transito di navi sovradimensionate che sembrano pronte a distruggere ogni suo delicato equilibrio, oppure quelli in cui , espulsi gli antichi abitanti e le tradizionali attività, sono stati occupati da banche, pizzerie, jenserie, bar e ristoranti, insomma palcoscenici di attività privi di memoria storica.
La condizione del paese si è aggravata, poi, quando alla vecchia rappresentanza politica e all’ antica classe dirigente, si è sostituita quella espressa dal cosiddetto “populismo mediatico”.
E’ evidente che rispetto a questa drammatica realtà, la nostra presenza se non in grado di adeguare le proprie strategie, potrebbe ridursi facilmente alla sterile condizione dei cosiddetti “grilli parlanti”, che ripetono nei propri conciliaboli le critiche al sistema , ma poi risultano sostanzialmente inefficaci e non determinanti.
L’adeguamento della nostra azione alla nuova realtà appare , pertanto, irrinunciabile, se non si vuole apparire come qualcosa di ancorato al passato.
E, d’atra parte, il fatto che buona parte dei nostri iscritti sia della terza o quarta età, ci dovrebbe far comprendere la nostra condizione non ottimale.

Cosa fare, allora?
Ritengo che ci debba essere in primo luogo un franco confronto su queste problematiche, senza che nessuno si erga a fustigatore degli iscritti e con spirito tollerante, con intelligenza aperta e con la capacità di utilizzare le nuove tecnologie individuare i sentieri più validi che permettano di ridare all’Associazione il ruolo che Le compete per la lunga storia che ne esalta l’immagine.
Avendo ben presente, comunque, l’esigenza di individuare quelle strategie che consentano di abbandonare i consueti sentieri, e permettano di coinvolgere nelle innovative progettualità tutti i portatori d’interesse, dai giovani agli imprenditori, dagli artigiani ai professionisti, dai docenti agli uomini di cultura per acquistare una forza rappresentativa capace di contrastare i rozzi messaggi populistici.
E’ necessario, a mio parere, che l’immagine dell’Associazione appaia come quella di una struttura dinamica, ancorata sì ai principi irrinunciabili della tutela, ma capace in pari tempo di indicare i nuovi orizzonti verso cui indirizzare lo sviluppo del paese nel rispetto delle tradizioni, del paesaggio, dei valori urbani, dei monumenti, delle professionalità e dei talenti, da far diventare elementi formidabili di attrattività e di sviluppo e non sterile deposito di oggetti senza vita messi quasi sotto formaldeide.
Mi ero permesso di indicare una direzione verso indirizzare questo percorso innovativo. Probabilmente la proposta non era quella più corretta ed adeguata.
Si discuta e ci sia, quindi, un confronto franco per individuare sentieri e proposte migliori.
E’ questa la strada da seguire, evitando assolutamente la condanna aprioristica di chi ha differenti opinioni.
Vorrei , per chiudere, ripetere ciò che scrissi, come Vice Presidente dell’ Associazione:
“ La proposta, frutto dell’ottimismo della volontà, è di far sì che Italia Nostra diventi sempre di più una illuminata “ Agenzia di Elaborazione e Promozione Culturale”, che, partendo dal presupposto che l’Italia è un unico organismo, elabori e formuli proposte di interventi di tipo sistemico, capaci, in pari tempo, di favorire economie di scala e di rendere effettivo il potenziale vantaggio competitivo di un patrimonio oggettivamente ricco e diversificato, che invece perde forza se promosso ed utilizzato con interventi puntuali, disomogenei e, sovente, estemporanei.
L’Associazione, quindi, guidata da questi principi e ancorata ad una moderna e rigorosa “Cultura del territorio”, dovrà elaborare una serie di proposte riguardanti i sistemi urbani, con particolare riferimento al recupero delle immense desolate periferie; l’integrità del paesaggio; il progetto avveniristico di un enorme museo diffuso che comprenda e valorizzi come un tutt’uno i beni monumentali, i centri storici, le opere d’arte e le risorse archeologiche; il disegno della messa in sicurezza anche sismica dei manufatti e dei beni monumentali senza attendere il fatale verificarsi degli eventi calamitosi; la tutela dell’integrità dell’universo agricolo; la valorizzazione e il recupero delle immense risorse musicali; una nuova idea del turismo che privilegi quello della conoscenza rispetto a quello di mero consumo e rapina, l’innovazione del sistema dei trasporti che contribuisca a migliorare la qualità della vita specie nelle grandi città; la realizzazione delle infrastrutture non legandole agli eventi occasionali (ultimo in ordine di tempo l’Expo 2015) ma ad una programmazione ordinaria rigorosa e coerente, la realizzazione dei Distretti Culturali, da quelli tradizionali a quelli evoluti .
Indiscutibilmente un impegno eccezionale per le gracili spalle dell’Associazione. Pure una grande opportunità per cercare di rompere con intelligenza e in maniera definitiva gli atteggiamenti di opaca chiusura di gran parte della comunità nazionale, attirare un numero sempre più grande di giovani appassionati e preparati, creare le condizioni per costruire insieme in’Italia più civile, più bella, più giusta e più ricca……. autenticamente.
Gaetano Rinaldi- Consigliere Nazionale Uscente- Non ricandidato


Caro Gaetano,
in questa grave decadenza morale e in questa crisi economica senza fine, le possibilità di incidere della nostra Associazione per la tutela e la protezione dei beni comuni sono sempre più limitate.
Certo la nostra associazione non sta facendo nulla per affrontare con determinazione questa realtà. La sua estrema debolezza si palesa soprattutto quando arriviamo al momento delle votazioni: il posto di consigliere nazionale diventa ambitissimo, tanto da creare liste, cordate, acquisto di voti (basta ricordare i vergognosi 200 (?) nuovi soci domiciliati tutti all’ACI di Roma alcuni anni fa).
Ho proposto INUTILMENTE in questi due trienni di cambiare le modalità di elezioni del Consiglio: ogni Regione DEVE  avere UN suo rappresentante che sieda in Consiglio e che deve essere nominato dai soci di quella Regione; è chiaro che le Regioni con più iscritti ne potranno e dovranno averne due o tre.
Oggi assistiamo ad una predominanza di consiglieri lombardi e milanesi (ben 5 nell’ultimo triennio) e nessuno a rappresentare il Veneto, la Sardegna, la Liguria….
Come ben sai non mi ricandido perché non ho sentito l’appoggio del Nazionale per la questione Apuane: non devono esistere solo le conferenze stampa, né i proclami sui giornali; la difesa dell’ambiente è fatta di atti concreti: esposti, denunce , segnalazioni a tutti i livelli: Guardia di Finanza, Ministeri, Procura, Commissioni europee, Corte dei Conti, interrogazioni parlamentari. Questo perché, quando gli interessi economici sono mostruosi e quando c’è collusione con le forze politiche di destra o di sinistra, solo battaglie condotte in questo modo capillare possono riuscire a dare una svolta. Certamente se c’è la firma di un’associazione che ha ancora un peso di rilievo per la sua storia, ogni esposto avrà una considerazione maggiore rispetto alla mia firma.
Non mi ricandido e non ho idea di come sarà composto il prossimo Consiglio, ma mi auguro che i  consiglieri possano avere un bilancio elaborato con maggiore accuratezza: digitare uno zero in più può scappare a tutti, ma quando la differenza è notevole (da 48.000 a 480.000 euro!) uno si chiede COME è stato elaborato quel bilancio. Forse è il caso di avere revisori dei conti competenti e iscritti all’albo, da selezionare nell’albo di città diverse da Roma in modo che non abbiano conflitti di interessi con lo studio o la persona che stende il nostro bilancio.
Inoltre, se i consiglieri hanno una qualche responsabilità, è indispensabile che si torni alla buona consuetudine di dare copia dei verbali della Giunta.  Il “cerchio magico” alla Renzi non consente di far marciare la nostra associazione sui binari di scambio democratico e collaborativo già consueti nelle passate presidenze.
Un caro saluto
Franca