"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)
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mercoledì 30 agosto 2017

BASTA DEPREDARE LA NOSTRA ACQUA


All'On. Pierpaolo Baretta
Sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze
Via XX Settembre, 97
00187 ROMA
segreteria.baretta@mef.gov.it

Le sottofirmate Associazioni

Premesso che
  • L’idroelettrico é una delle peggiori cause di degrado dei corsi d’acqua e rappresenta un aspetto di grande criticità per l’economia montana, essendo antitetico all’economia turistica; esso è un primario detrattore ambientale, e colpisce centinaia di chilometri di corsi d’acqua di grande pregio ambientale e paesaggistico, sottraendo acqua al libero deflusso e al godimento di questo grande bene pubblico e collettivo.
  • Da alcuni anni lo stato italiano incentiva fortemente la produzione idroelettrica, in particolare quella minore, sul falso presupposto che l’energia da fonte rinnovabile sia sostenibile, ma il piccolo idroelettrico sotto 1 MW è grandemente invasivo e dannoso per l’economia turistica, generando un danno diffuso a carico di moltissimi operatori del settore.
  • In termini economici, i piccoli impianti di produzione con meno di 1 MW, non hanno giustificazione, se non l’arricchimento del singolo produttore.
  • in realtà, il peso della produzione del piccolo idroelettrico nel panorama energetico italiano è quanto mai esiguo, rappresentando appena l’1,6 per 1000 dei consumi di energia in Italia (GSE,2014);
  • Se il peso produttivo è così basso, non è basso il numero di impianti incentivati , che a fine 2015 era di 2536 per una produzione di 2556 GWh, mentre i 1137 impianti più grandi di 1 MW producevano nello stesso anno 42981 GWh e cioè il 94% del totale idroelettrico.
  • L’incentivo stratosferico di 21 centesimi al kwh prodotto, prelevato dalle tasche di tutti gli utenti della rete elettrica rende il piccolo idroelettrico un investimento che rende l’incredibile tasso del 34% e ciò fa capire i motivi per cui solo in provincia di Belluno sono in attesa di autorizzazione oltre 150 impianti;
  • l territorio della provincia di Belluno con il suo bacino del Piave, già massacrato dal grande idroelettrico della SADE prima e dell’ENEL poi, che ha trovato grazie all’acqua invasata nei bacini, giustificazioni in campo agricolo, non può e non deve essere ulteriormente saccheggiato da attività predatorie che non hanno giustificazioni collaterali, se non l’arricchimento di pochi a scapito di molti.
Questa problematica è comune a tutte le Regioni d'Italia e non solo a una parte del Paese come evidenziato dallAppello Nazionale per la salvaguardia dei corsi d’acqua dall’eccesso di sfruttamento idroelettrico del 2104.
È fondamentale un concorso d’azione e assunzione di responsabilità ad ogni livello istituzionale con propria competenza in materia
chiedono al governo
  1. Un decreto ministeriale che elimini gli incentivi al piccolo idroelettrico nei corsi d’acqua naturali sotto 1 MW e riduca fortemente quelli sotto i 3 MW.
  2. L’eliminazione del concetto di pubblica utilità per gli impianti sotto i 3 MW e il contestuale inserimento dei Comuni nel processo autorizzativo, dando in tal modo pieno valore alle loro previsioni urbanistiche.

29/08/2017

Coordinamento Nazionale Tutela Fiumi – Free Rivers Italia Presidente Lucia Ruffato
Bacino di pesca 6 "Maè-Piave" Vicepresidente Endi Mussoi
Bacino di pesca 8 “Piave” Presidente Pizzico Luigi soci 400
Bacino di pesca 10 “Acque Feltrine” Presidente Mattia Paoluzzi
Bacino di pesca 5 “Agordino” Presidente Enrico D’Isep
Bacino di pesca 4 “Cadore” Presidente Giuseppe Giacobbi
Bacino di pesca 2 “Auronzo” presidente Andrea Costa
Comitato bellunese Acqua Bene Comune Presidente Sisto Zuccolotto
CIPRA ITALIA Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi Luigi Casanova
Italia Nostra Veneto Maria Presidente Letizia Panajotti
Italia Nostra Sez. di Belluno Presidente Giovanna Ceiner
Italia Nostra sez. di Verona Presidente Marisa Velardita
Mountain Wilderness Italia Gruppo veneto Vicepresidente Giancarlo Gazzola
Legambiente Veneto Presidente Luigi Lazzaro
Legambiente Friuli Venezia Giulia Presidente Sandro Cargnelutti
Legambiente Valle D’Aosta Presidente Denis Buttol
Legambiente Piavenire Presidente Fausto Pozzobon
Legambiente del Vercellese - Pro Natura del Vercellese Gian Piero Godio
Comitato per la Tutela del fiume Sesia e dei suoi Affluenti Davide Longoni
Comitato Tutela Fiumi Piemonte Guido Gubernati
Comitato Tutela Fiumi di Biella Daniele Gamba
A.P.S. Braone Prandini Claudio
Comitato centraline idroelettriche di Vallecamonica Sandro Leali
Italia Nostra sezione di Vallecamonica
Comitato per la Salvaguardia e Tutela di Cortlys Roberta Aluffi
Coordinamento acqua pubblica della provincia di Sondrio Luca Vitali
Comitato salvaguardia Val Mastallone Filippo Ballarin
Fiab Belluno Amici della Bicicletta Bortolo Calligaro
Zoldo c’è e difende i suoi torrenti Anna Zaccone
Italia Nostra sezione di Treviso
(seguono altri)

lunedì 5 giugno 2017

#SALVAILSUOLO (mentre la Regione Veneto fa finta)

Ricevo da Tiziano Cattaneo, coordinatore della Campagna People4Soil:

"Oggi è la Giornata Mondiale dell'Ambiente, promossa dalle Nazioni Unite per celebrare la salvaguardia del nostro Pianeta. E' l'occasione giusta per rilanciare la petizione europea #salvailsuolo e aiutarci ad arrivare al quorum italiano. Mancano poche migliaia di firme!

Questo è il video ufficiale della petizione: guardatelo e firmate...
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Grazie per il sostegno!

Salva il suolo

giovedì 25 ottobre 2012

VERSO LE ELEZIONI COMUNALI DI TREVISO

appello pubblico
TREVISO: VERSO LE ELEZIONI COMUNALI...

La nostra associazione è chiaramente a-partitica, ma assolutamente non a-politica e pertanto riteniamo necessario ed opportuno intervenire sul fermento che inizia ad esserci in vista delle prossime elezioni comunali per la città di Treviso.

Non è un grande momento né per i partiti, né per la politica, nel senso piu' nobile del termine, in quanto i rappresentanti della cosidetta Seconda Repubblica stanno franando ad uno ad uno (dal Lazio alla Lombardia fino a Reggio Calabria commissariata per mafia) e la forzata sostituzione con i “tecnici” non pare né adeguata, né oltremodo efficace.

Riteniamo che la città di Treviso sia pronta per un cambiamento di amministrazione, che riteniamo auspicabile perchè giudichiamo fortemente negativo il bilancio delle giunte comunali degli ultimi 20 anni.
Questo però non sarà un fattore sufficiente a cambiare, se non ci sarà un forte segnale di discontinuità nella modalità di gestione della “cosa pubblica”, dove deve ritornare prioritario la funzione di servizio rispetto alla pura e semplice gestione del potere.
L'esperienza sul PAT di Treviso ed il desolante quadro che dà di sé la politica-partitica nel caso dell'Ente Parco del Sile sono due esempi diametralmente opposti di cosa puo' fare una cittadinanza attiva e di cosa non riesce a fare chi ora gestisce il bene pubblico.

Riteniamo che non servano particolari personalità o uomini speciali o mega-programmi per gestire in modo diverso, ma sia sufficiente un gruppo di persone che con onestà, umiltà e dignità rimettano i valori di “buona gestione” e partecipazione in testa al loro agire politico.

Non servono nemmeno grandi tavoli, né programmi di 100 pagine per riuscire a ottenere l'adesione della maggioranza dei cittadini, ma crediamo ci sia una condizione essenziale ed ineludibile: la nuova proposta politica, alternativa all'attuale amministrazione, dimostri la capacità di unire al di là dei personalismi, dando il giusto spazio a tutte le istanze, senza sprecare nemmeno un voto.

Il programma è presto fatto: basta fare il contrario di quello che è stato fatto fino ad oggi in quasi tutti i settori! Servono buone pratiche, esempio e parole semplici, ma chiare.
Non serve un'infinita mediazione per mettere d'accordo tutti, ma una radicale scelta per i “beni comuni” e per una gestione trasparente e partecipata...
Ricordate il consiglio evangelico del “sì, sì, no, no”?
Basta alle estenuanti mediazioni, agli equilibrismi ed ai discorsi general-generici; i temi dei “beni comuni”, della sostenibilità e della centralità della persona, oltre a trasparenza ed onestà, sono temi sufficienti a fare la differenza ed a coagulare molti trevigiani: cosa si aspetta?

Non fate tavoli “ad escludendum”, né discussioni nelle segreterie dei partiti perchè nessuno vi seguirà, né vi capirà di fronte ad un'antipolitica che cresce di giorno in giorno, grazie solo alle azioni “promozionali” che inconsapevolmente molti partiti fanno in suo favore...


Serve un salto di qualità, pubblico e partecipato, che porti ad unire il meglio che c'è senza fissarsi su questo o quel soggetto, ma cercando di dare un'idea di metodo diverso da prima.

Serve uno spirito di servizio che c'è anche nei partiti attuali, ma fa fatica ad uscire per mille problemi, che devono essere “dettagli” di fronte all'importanza del momento.

Solo un generale bagno di umiltà di tutti (per primi noi) con disponibilità a lavorare, anche e soprattutto “senza sedie”, potrà riportare la buona politica a Treviso e far ritrovare ai trevigiani la fiducia nelle istituzioni.

Altrimenti perchè dovrebbero cambiare?

Treviso, 26 ottobre 2012
Il Direttivo della sezione di Treviso di Italia Nostra