domenica 4 maggio 2014
IL RITARDO DELLA PROVINCIA PUO' ESSERE UN VANTAGGIO
Se uno guarda quello che succede fuori da noi, puo' avere delle idee di quello che potrà succedere perchè il mondo è tutto in contatto, ma non è sincrono cioè non siamo tutti nello stesso tempo e non lo saremo mai....
Quello che da noi sembra uno scandalo (spazi autogestiti), a Parigi è già morto.... Vediamo di capire e adattare la nostra realtà a noi usando quello che è già successo o stiamo sempre a discutere di teorie?
Quello che da noi sembra uno scandalo (spazi autogestiti), a Parigi è già morto.... Vediamo di capire e adattare la nostra realtà a noi usando quello che è già successo o stiamo sempre a discutere di teorie?
POVEGLIA E' UN'ISOLA CHE SIGNIFICA "DORMIR"?? SVEGLIA, ALLORA...
Poveja zè 'na isoea de Venessia dove zè paron el stato de' Roma che la vende... Vendar 'na roba cussì zè un deito e 'na roba persa par sempre, ma anca tegnerse 'na tera come un rovinasso zè 'na roba da mone.
Dovemo tegnerse sta tera, mejo se riussimo a tegnerla in tanti par farghe dei festoni veri e no 'na cagada finta par foresti; se dopo i foresti vol vegner a bevar e magnar co' noialtri, mejo, ghe zè posto par tuti.
"Povejar" in trevisan vol dir dormir, ma zè ora che se svejemo, altro che tanko!
(traduzione in italiano)
Poveglia è un'isola di Venezia di proprietà del Demanio che viene messa in vendita. La vendita del patrimonio pubblico è sempre una "perdita", ma anche il detenere un bene e non saperlo usare è una perdita, anzi è una perdita ancora maggiore perchè dimostra incapacità.
L'uso dell'isola deve restare pubblico e meglio se di una proprietà condivisa e multipla che sia capace di valorizzarla senza farne un ennesimo albergo o un parco gioco per turisti annoiati.
"Povejar" in trevisano significa dormire, ma adesso è ora di svegliarsi....
PRESENTATO IL PROGETTO DI RECUPERO EX FILT... MA INTERESSA LA CANAPA!
Ieri è stato presentato il progetto di recupero dell'ex FILT a cui hanno partecipato 12 associazioni (ed altre si potranno aggiungere), ma alla TV interessa molto di piu' la CANAPA....
Noi l'abbiamo anche messa sull'intonaco, visto che piace ci sarà intonaco a bse di canapa e calce; per informazioni precise, dovete aspettare che i media si rilassino sulla canapa:
Noi l'abbiamo anche messa sull'intonaco, visto che piace ci sarà intonaco a bse di canapa e calce; per informazioni precise, dovete aspettare che i media si rilassino sulla canapa:
servizio antenn3
I giornali non sono da meno e mettono in prima pagina la semina di questa canapa che fa fiori ed è quindi un'erba sativa legale: la classica non notizia che serve a scatenare i fans del proibizionismo che parlano di "prendere le distanze...".
Tenete conto che la Provincia semina "pesci marci" in area parco contro la legge e si scaglia contro la semina di semi legali: potere dei SIMBOLI..
lunedì 28 aprile 2014
domenica 27 aprile 2014
mercoledì 23 aprile 2014
SPARATE SPARATE....SPARATE ELETTORALI?
Quanto piace all'assessore Lorenzon, soprattutto prima delle elezioni di qualsiasi genere, affermare la sua passione per la caccia e soprattutto per tutte le attività di sterminio di viventi, siano essi nutri, cinghiali o simili.
Il cinghiale, come la nutria, è un problema, ma le soluzioni semplici del nostro assessore sono un problema anche peggiore...Forse è ora di cambiare assessore e mandarlo a ..... caccia!
DAL GAZZETTINO DI OGGI O IERI...
TREVISO
- Non ci sono solo nutrie, volpi, lepri e colombi da tenere sotto
controllo. La lista degli animali da abbattere si allunga con i
cinghiali. Per la Provincia la soluzione migliore sarebbe quella di
farli sparire tutti. «Causano un sacco di danni ai campi - spiegano
- devastano le colline e creano problemi alla viabilità». Visto che
non è possibile far piazza pulita di tutti e 4 mila gli esemplari
stimati nel trevigiano, però, al Sant'Artemio non è rimasto che
confermare il piano di contenimento della specie anche per i prossimi
tre anni. I numeri sono tutt'altro che banali. «L'anno scorso sono
stati abbattuti circa mille cinghiali - spiega Mirco Lorenzon,
assessore provinciale alla caccia - c'è poco da fare: il cinghiale
non può stare qui. Non è una specie autoctona e non è nemmeno come
il cervo o il capriolo. I danni che causa all'agricoltura sono
devastanti. Senza contare che rovina il cotico erboso, segnando
solchi che poi devastano la montagna». Sino a qualche tempo fa ne
venivano uccisi una ventina all'anno. Ma l'anno scorso si è arrivati
al migliaio. Le operazioni di contenimento della specie, timbrate
anche dall'Ispra, vengono portate avanti a colpi di fucile dalle
altane, registrando ogni singolo movimento. In particolare nella
fascia della pedemontana, tra Valdobbiadene, Pederobba e Cavaso. La
stessa area da cui arriva la maggior parte delle richieste di
risarcimento per danni causati da fauna selvatica inoltrate alla
Provincia. Nel 2008 il Sant'Artemio ha dovuto far fronte a 141
richieste, per una somma complessiva di oltre 200 mila euro. «Siamo
arrivati ad avere richieste di rimborso danni per 400 mila euro -
conclude Lorenzon - ma da quando abbiamo iniziato il piano di
contenimento del cinghiale le cifre si sono ridotte». Ed è questo
il motivo per cui l'ente non ha alcuna intenzione di mollare il
colpo. (M.F.)
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