"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)

venerdì 7 marzo 2014

PAT: SUCCEDE A VERONA...

Richiesta di congelare preventivamente le scelte urbanistiche dell’ex assessore Vito Giacino.
La notizia che l’ex assessore Vito Giacino, secondo la tesi dell’Accusa, avrebbe definito destinazioni d’uso territoriali e fatto scelte urbanistiche influenzate soprattutto da interessi economici e personali, spinge l’associazione Italia Nostra a chiederne preventivamente il loro congelamento ed a bloccarne quindi l’attuazione, sino a quando le indagini della Magistratura avranno accertato la colpevolezza o meno dell’ex vicesindaco.
Da tempo denunciamo l’assoluta incomprensibilità di alcune scelte urbanistiche contenute nel P.A.T. e nel P.I. che a nostro parere non rispondono, nel modo più assoluto, alle esigenze della città.

L’urbanistica non è certamente una scienza esatta, ma ha delle regole e dei sistemi ben precisi, che contrastano nettamente con le decisioni prese dall’ex assessore.
Per questo non ci spieghiamo con quale logica si fosse pianificata la città; così come non capiamo chi possano essere gli investitori privati che, in questo periodo di profonda crisi economica, con migliaia di edifici vuoti in vendita o in affitto, scelgano di investire in modo così importante nel settore edilizio e in particolare nel commerciale e nel terziario. Ci chiediamo inoltre da quali attività provengano tutti questi capitali privati.

Ricordiamo che il nostro saldo demografico 2001-2011 risulta negativo, anche se di sole 688 unità e che tuttavia il P.A.T. ha pianificato un aumento di volumetria abitativa pari10.900 nuovi alloggi e 750.000 mq di edifici ad uso commerciale, terziario e produttivo. 
 
Il P.A.T. prevede, nel decennio, una capacità insediativa residenziale di 5.000.000 mc; il P.I. quinquennale ne ha potenzialmente consumati 4.293.000. Ai 2.843.900 mc a destinazione residenziale pianificati nel P.I., vanno aggiunti i 700.000 mc delle aree non edificate del vecchio P.R.G. 
 
Il P.I., potenzialmente consuma, in cinque anni, quasi l’intera volumetria prevista dal programma decennale del P.A.T. per il settore produttivo (2.460.615 mq su oltre 3.000.000 mq); e il 95% del commerciale (237.937 mq), a fronte della previsione decennali del PAT di 249.072 mq.

Nel nostro comune, secondo i dati censuari, nel 2000 c’erano circa 7.500 ettari di superficie agricola totale. Nel 2011 dovrebbe essersi ridotta a circa 6.000 ettari

Verona ha una percentuale di verde urbano inferiore al 5% e una percentuale di zone protette fra le più basse in assoluto.

Sulla base di questi dati oggettivi, chiediamo l’immediato blocco delle delibere nelle zone di Porto San Pancrazio, di San Michele, di Montorio, di Quinzano, di Madonna di Dossobuono e di Santa Lucia, che coinvolgono le imprese di Alessandro Leardini, che ha confessato agli inquirenti di avere pagato all’assessore Giacino tangenti per centinaia di migliaia di euro.

Nel dubbio che la scelta di privare la nostra città di altro terreno agricolo, per aumentare una inutile cementificazione del territorio, possa essere il risultato di pratiche poco corrette, chiediamo inoltre il preventivo congelamento di tutte le scelte urbanistiche fatte dall’ex assessore Giacino nel P.A.T. e nel P.I.


Giorgio Massignan (pres.prov. Italia Nostra) Verona 07.03.2014



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RIFORMA LEGGE SUI PARCHI? CHIAMATE RENZI...




IMPEGNO CIVILE PER IL PAT DI TREVISO

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Questa sera alle ore 20.45 c'è un primo incontro sul Piano di Assetto del Territorio che è andato in Consiglio Comunale a fine febbraio 2014 dopo essere stato adottato nel giugno 2013 da precedente amministrazione...

Sarà un momento per fare chiarezza, al di là degli atti di indirizzo, su cosa si vuole fare della città e di quali strumenti si useranno...
Un confronto è sempre utile per capire, anche per cambiare idea, se si è capito male...

Forse verranno date anche utili informazioni sull'ultima querelle della cittadella sanitaria che sembra porti le costruzioni a ridosso del Sile.. Forse...
 

CONTRATTO DI FIUME: COS'E'....


INIZIATIVE A MESTRE? A TREVISO C'E' EDERA... E POI?


PARCO DEL SILE: ESEMPIO DI VELINA...

Ecco un tipico esempio di "velina" cioè di articolo, scritto al volo per non prendere un buco sentendo qualcuno...
La "realtà giornalistica" è diversa e solo parzialmente vera ed in ogni caso non c'entra quasi nulla con la discussione che c'è stata.
Viene ripresa la solita tiritera dei blocchi con il velenoso invito di Pettenà alla collaborazione... Ma non si dice che lui stesso è il primo che non collabora con il "suo" partito...
 
Non si dice nulla del "parco produttivo" di Pettenà, che rende impossibile qualsiasi ragionamento con lui, espressione del peggio dal punto di vista ambientale.
 
Cattivo esempio di informazione. Chi è interessato deve andare a vedere cosa succede, non informarsi da chi ne ha sentito parlare da tizio o caio (fossi anche io...).
Sarebbe anche interessante che il giornalismo facesse domande serie e non solo resoconti prefabbricati...
 
ECCO L'ARTICOLO DI OGGI DELLA TRIBUNA

 
Maggioranza risicata, Pettenà: "apriamo all’opposizione"
Seduta tesa, mercoledì sera, del consiglio dell’ente Parco Sile chiamato a accogliere sia il nuovo direttore ad interim nominato dalla Regione Veneto, sia il bilancio e l’attività futura. Tesa non tanto per il nuovo arrivo, Enrico Specchio, dirigente della Regione del Veneto, in servizio presso il dipartimento affari generali demanio e patrimonio scelto per guidare l’attività amministrativa dell’Ente per sei mesi; quando per gli equilibri interni alla giunta esecutiva e soprattutto il rapporto tra maggioranza e opposizione che in virtù delle ultime tornate elettorali e delle nuove nomine oggi dà alla minoranza i numeri per farsi valere anche in vista di un rovesciamento di “governo”. Ed a farlo ben capire è stata proprio la minaccia di abbandono dell’aula fatta dai consiglieri dell’opposizione sia davanti alla votazione sulla nomina a direttore di Specchio (criticato perchè tecnico «non ambientale»), sia sui punti all’ordine del giorno. Fossero usciti, la seduta avrebbe perso il numero legale e sarebbe saltata. Di qui, l’invito dirompente di Fulvio Pettenà, leghista, ex direttore del parco, pezzo da novanta della Provincia, durante l’assemblea: «Adesso è finito il momento dei litigi, delle prove di forza, delle scelte operate a maggioranza, è ora degli uomini di buona volontà, di gente che abbia voglia di impegnarsi per portare a casa i progetti. Si apra quindi alla minoranza sia la giunta, sia l’attività di programmazione». Strategia politica? La giocata dell’accerchiato? «L’ente Parco non è una macchina da voti, è una struttura che deve servire la collettività tutta e farlo nel migliore dei modi, se i consiglieri di minoranza hanno idee e piani utili, perchè dire di no? Il direttivo venga aperto anche a loro. L’importante è l’obiettivo». E all’orizzonte, da anni, c’è quello della Greenway, progetto milionario di cui si vedono da anni solo annunci e carte, ma non cantieri. I sottintesi ci sono, e parecchi, anche perchè molti vedono di buon grado lo smantellamento di un direttivo che sembra aver alimentato attriti con amministrazioni e Regione, sia per la scelta di estendere la «linea dura» sulla gestione ambientale a tutti i comuni del «bacino del Sile» (e non solo a quelli lambiti dal fiume), sia per le ultime vicende in fatto di panevin. Nel mirino Sartorato e Moro, ma anche Torresan. Che sia la svolta? Enrico Specchio, intanto, entra in servizio da lunedì. (f.d.w.) 

mercoledì 5 marzo 2014

OSPEDALE DI TREVISO? FATTI NOSTRI!!

ARTICOLO TRIBUNA TREVISO 4-3-2014
Cittadella, blitz (respinto) di Italia Nostra e residenti
Niente commissione aperta a residenti dell’area ospedale e Italia Nostra, Un piccolo gruppo - c’era anche Berto Zandigiacomi e Giulio Zotti - ha cercato ieri di entrare in commissione urbanistica a Ca’ Sugana, per vedere la discussione della variante al Prg relativa alla nuova cittadella sanitaria. 
Ma è rimasto fuori, in linea con la norma che vuole secretate le sedute dedicate alle varianti di Prg o Pat.
 Una linea gradita anche all’usl 9. Invano Maristella Caldato (Pd) aveva chiesto al presidente di commissione Giovanni Negro (impegno Civile) di aprire eccezionalmente la seduta, in linea con il valore pubblico dell’operazione.
Immediate le proteste. Sergio Costanzo, vicepresidente di Italia Nostra, ha contestato la decisione in sala, e all’uscita è stato sarcastico:
 «Tutti a chiedere deroghe al comune, e il comune è sempre pronto a concedere. Noi associazioni e cittadini chiediamo di derogare alla norme della secretazione per l’ospedale pubblico, che è di tutti, della città intera, ma la giunta dice no: non ci siamo. La giunta parla a ogni pie’ sospinto di partecipazione, c’è persino un delegato ad hoc, di trasparenza. Ma in concreto sono solo parole».  
 
Stefano Vianello, ora consulente dell’immobiliare Ca’ Foncello, ieri dirigente dei Lavori Pubblici a Ca’ Sugana., ha relazionato la variante al Prg. Chiede al comune di aumentare l’indice edificatorio (da 1,9 a 2,6 metri cubi/mq), di togliere i vincoli su villa Olivotti ed ex Vetrelco, di derogare al rispetto dei 10 metri dalla sponde del Sile stabiliti dalle leggi nazionali ed europee. Altrimenti non si può edificare il complesso da 226 milioni di euro così come previsto dalla gara europea del 2010. 
La discussione ha visto intervenire Caldato (Pd) e Chaibi (Sel), con molte domande. Non a tutte è stato risposto. 
 
Ancora Vianello??