"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)
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domenica 17 febbraio 2019

APPELLO PER RISORGIVA FONTANELLE A MONIGO

FONDAMENTALE MANTENERE LA PUBBLICA LIBERA FRUIZIONE E RIDARE LA DIGNITA' ED IL SUO SIMBOLO AL QUARTIERE

I sottoscritti cittadini, residente e non nel quartiere di Monigo, esprimono la loro insoddisfazione per il modo in cui è stata gestita dal Comune di Treviso la realizzazione di una nuova recinzione attorno ad uno dei pochi simboli del quartiere:

LA SORGENTE DEL CERCA presso la RISORGIVA FONTANELLE in via 33° Reggimento Artiglieria.




Sullo stesso sito del Comune, tale luogo è citato come “luogo di interesse” con la seguente descrizione

“Esiste, a sud est di Monigo un chiarissimo e splendido laghetto chiamato da sempre “le fontanelle”, costituito unicamente di acque risorgive che danno vita al fiume Cerca. Detto fiume diventa, 4 Kilometri a sud, un affluente del fiume Sile. “.

Premettiamo che in questa sede non vogliamo entrare nel merito delle scelte e delle motivazioni del privato che ha presentato il progetto, modificando una situazione consolidata dal oltre 50 anni, che era certamente migliorabile da un punto di vista, ma è stata risolta in una modalità che ha creato tensioni tra vicini di casa e con chi, come Italia Nostra, si occupa di “beni comuni” e di acqua da sempre.

In primis i sottoscrittori del presente documento dichiarano:

1. che la rappresentazione fatta dal Sig. Sindaco di Treviso, Mario Conte, che pur dovrebbe conoscere la zona non è veritiera perchè:
  • tutti i residenti hanno il massimo rispetto delle loro acque e non gettano rifiuti in acqua, cose che purtroppo succedono e sono state regolarmente denunciate;
  • attorno alla risorgiva “Fontanelle” non c'è alcun covo di drogati, né sono state trovate tracce di tali problemi
  • negli ultimi 40 anni non si ricorda nessun incidente da annegamento nel laghetto che oggi ha (purtroppo) una profondità di 50cm; l'unico episodio noto è un cassonetto delle immondizie buttato nel laghetto da 4 stupidi che è stato recuperato dal locale gruppo scout circa 12 anni fa;
  • analogamente il pericolo di caduta alberi (soprattutto abeti) è ipotesi quantomeno dubbia, visto che tali alberi sono in una zona favorevole di crescita
Per tale motivi, si richiede che venga pubblicamente rettificata l'incauta dichiarazione,scusandosi con i residenti per un quadro inutilmente allarmente e sostanzialmente falso.

2. La risorgiva Fontanelle che è sostanzialmente la sorgente del Cerca di Monigo che arriva al Sile non può essere di proprietà privata perchè
  • è un simbolo del quartiere di Monigo
  • è spazio didattico per la scuola elementare di Monigo che hanno a disposizione uno spazio naturale protetto dove fare osservazioni naturalistiche di base
  • è un luogo che dovrebbe essere riqualificato allestendo delle panchine, spostando i parcheggi sull'altro lato del strada, eliminando gli alberi non autoctoni
  • dovrebbe essere inserito urgentemente tra le acque da tutelare come più volte richiesto da Italia Nostra
  • dovrebbe essere prevista una fognatura pubblica per eliminare la tubazione che emerge poco più a valle delle Fontanelle e scarica nel Cerca
  • dovrebbe essere gestita e condivisa una viabilità a senso unico che favorisca il passaggio solo dei residenti e di pedoni e biciclette in una zona dove molti svolgono attività fisica
  • dovrebbe essere gestito anche il parcheggio sul tratto a valle verso la Feltrina, favorendo il parcheggio lato case e non lato canale Cerca e concordando con i privati le modalità di riqualificazione e tenuta in ordine delle rive, anche con meccanismi premiali.
Il problema non è quindi discutere sulla proprietà del terreno che il privato ha pensato di acquisire o si è trovato ad avere, ma su quale ruolo vuole avere il Comune di Treviso ed il suo Sindaco, che rappresenta i “beni comuni” su una questione che non può concludersi con un semplice “E' tutto a posto con le autorizzazioni. Grazie al privato...”

Se questo è il ruolo del Comune di Treviso per i “beni comuni”, ne prendiamo atto e ricorderemo di farlo presente quando si chiederà ad altri proprietari del quartiere di sacrificare le loro coltivazioni biologiche e la tranquillità delle loro residenze per far passare un'inutile 4° lotto di tangenziale dal supermercato Castellana a Ipermercato Lando.

Per questo motivo, i sottoscrittori richiedono:
  1. che il Comune di Treviso richieda la modifica della recinzione in corso di realizzazione con una recinzione molto più permeabile senza cancelli o altro che consenta la pubblica fruibilità in ogni momento; 
  2. che venga avviata una riqualificazione locale della viabilità locale per trovare sistemazione più consona alle auto e favorire il passaggio di pedoni e biciclette
  3. che tale riqualificazione prenda in considerazione anche il tratto a valle fino alla Feltrina
  4. che venga redatta una convenzione con il privato per la gestione delle spese ordinarie e straordinarie e per la gestione della pubblica fruizione
  5. che venga limitata il rinforzo delle rive con palificazioni che modificano in modo sostanziale il rapporto della risorgiva con l'ecosistema circostantante (ecotono)
  6. che venga avviato uno studio ed un finanziamente, anche con contributi privati, per la risorgiva “Fontanelle”, che di Monigo e Treviso è un simbolo e non solo una questione che fa litigare i vicini. 
  7. che venga valorizzato il capitello della Madonna che è appeso sul palo della luce davanti ad una rete che nasconde quanto il figlio di Lei ci ha donato. A tutti. Non solo a qualcuno.






























domenica 10 febbraio 2019

IL MOTIVO ED IL SENSO DELLE MIE DIMISSIONI DA PRESIDENTE DELLA SEZIONE DI TREVISO


Sono ben conscio che la provocazione, da me lanciata su Villa Emo e raccolta dalla stampa per arrivare fino ai notiziari nazionali, ha fatto sobbalzare più di qualcuno dell'associazione sia a livello locale che regionale che nazionale, ma evidentemente pochi hanno letto tutto quello che è scritto sul blog ed ancora meno persone hanno tentato di capire il ragionamento che ho tentato di avviare.

Forse la provocazione era eccessiva, e, sinceramente, comprendo il sobbalzo sulla sedia, ma non lo “scandalo”, se uno tenta cerca almeno di intuire il senso del mio ragionamento, salvo che... io non abbia toccato nervi scoperti.


Probabilmente il mio ragionamento non è così chiaro, ma nelle varie dichiarazioni che ho rilasciato, ho tentato di spiegare che mi interessava portare in evidenza il contrasto tra i centri commerciali che assediano il nostro territorio e le difficoltà di mantenimento di quei beni culturali, che sono le ville venete, di cui villa Emo è il simbolo.


Un altro obiettivo, non secondario, era di portare nel campo della politica e della società la contraddizione tra la svendita di un simbolo (villa Emo) ed i forsennati ed ingiustificati investimenti che si fanno nella grande distribuzione nelle periferie delle nostre città con l'effetto di degradare il paesaggio e svuotare i centri storici.

Certamente non mi sarò spiegato bene...

Certamente potevo fare una provocazione meno provocatoria, ma le mie dichiarazioni non passano al vaglio di uno staff di professori in comunicazione e sono certo che in passato ho fatto affermazioni anche più clamorose, naufragate nel mare magnum del web.

Mi pare di essere quello che mostra la luna e molti, soprattutto nella nostra associazione, hanno guardato non il dito, ma le loro precedenti battaglie e si sono sentiti, implicitamente criticati. Coda di paglia?

Il problema, a mio giudizio, deriva soprattutto di ITALIA NOSTTRA per l'intervento a Rialto sul Fontego dei Tedeschi ed, in parte, anche per l'intervento sull'ex Cinema Italia a Cannaregio.

Senza entrare nel merito specifico dei due interventi edilizi, vorrei solo ricordare com'erano “tutelati” questi due edifici quando erano rispettivamente la sede delle Poste ed un'aula universitaria di Ca' Foscari: uno squallore unico ed un utilizzo che dire, inadeguato ed incompatibile, è dir poco.

E' questa la tutela che vogliamo difendere?

In ogni caso il paragone tra Venezia e Villa Emo è stato suggerito dalla stampa e da me solo accettato perchè dava un'idea pratica compromesso tra tutela e utilizzo attuale di un bene culturale, che, se relagato a diventare museo di se stesso, può solo degradare inesorabilmente.

Non ho mai detto che è l'evoluzione normale e naturale, né la migliore, ma che è un'evoluzione possibile e soprattuto è una eventualità che il mercato (che è necessario osservare e non solo demonizzare) sempre più spesso decide di attuare. Come ci poniamo di fronte a questa possibilità? Neghiamo il commercio nei fonteghi che erano storicamente la sede del commercio??

Preferiamo resort e alberghi per lusso? O vogliamo che tutti questi spazi, anche a Piavon di Oderzo, diventino centri congressi per meeting che non ci saranno mai?


Il tema, che mi spinge a rassegnare le dimissioni da presidente della sezione di Treviso, non è nemmeno la stroncatura del Consiglio Nazionale e Regionale perchè la carica che ricopro mi è stata attribuiti dai soci di Treviso ed a loro rendo conto con questa mia.

Per i profani dell'associazionismo, ricordo che la mia carica di “presidente” è un incarico volontario non retribuito che uno svolge per passione sostenuto dagli amici che con lui costituiscono la sezione. Non c'è nemmeno un grande potere di gestire perchè di solito le tue opinioni contrastano con le politiche di destra, centro ed anche sinistra, se mai questa differenza esiste.


Il mio obiettivo era di innescare un dibattito culturale, interno ed esterno all'associazione, per capire i motivi della scarsa efficacia delle nostre posizioni di fronte all'aggressività del mercato che ha coperto il Veneto prima di capannoni (grazie Tremonti), poi di strade (grazie Galan) e poi di centri commerciali (grazie Zaia).

Purtroppo le attuali modalità di comunicazione non consentono di mediare i tuoi interventi e puoi solo accettare di “stare al gioco” (spesso al massacro) oppure restare in una quieta mediatas che non dia troppo fastidio a nessuno.


Il ruolo delle associazioni come ITALIA NOSTRA dovrebbe essere quello di promuovere una crescita culturale della società nei confronti della tutela come previsto dall'articolo 9 della Costituzione.

L'esito di 30 anni di storia recente, che ricordo io, dimostra che il nostro, pur enorme lavoro, non serve se non facciamo pulizia e chiarezza, aggiornando i concetti di tutela, anche tra di noi.

Siamo pochi e sempre più anziani e non riusciamo nemmeno più ad avere un linguaggio comune perchè travolti da una destrutturazione sociale e culturale.

Solo rovesciando il tavolo e mettendo in discussione anche le nostre posizioni storiche (magari per poi confermarle in toto, ma con piena convinzione) possiamo affrontare con nuova energia il futuro.

Altrimenti... altrimenti diventeremo sempre più “enti di servizio” per ottenere accesso agli atti o per letture tecniche di approfondimento di temi per questo o quel comitato, senza riuscire a dare un respiro ampio alle battaglie singole.

La tutela che si richiama ai sacri principi e non si confronta con i problemi attuali e reali è, per me, una tutela di facciata, che danno una testimonianza, anche importante, ma servono anche ad acquietare la nostra coscienza più che ad incidere sulla realtà di degrado paesaggistico che ci circonda, complice un livello del dibattito politico che non è mai stato così basso.


Non mi sento esente da colpe, ma credo che ITALIA NOSTRA dovrebbe riflettere seriamente, oltre che sulla gestione amministrativa centrale di cui per pudore ometto di parlare, anche del fatto che l'associazione è “arroccata” su posizioni che sono destinate a soccombere, se non diventerà prioritario il messaggio culturale per cui la tutela della nostra storia e dei nostri beni culturali è un valore culturale ed economico, che deve essere sottoposto a valutazioni serie, competenti, trasparenti e non pregiudiziali.


Penso che sia tempo di scendere anche noi, associazioni ambientaliste storiche, dal piedistallo dei “censori che hanno sempre ragione” per cercare tra gli imprenditori, i cavatori, i costruttori, insomma tra i cittadini, persone che, con visioni diverse, possano cercare di trovare una sintesi progettuale e programatica che contrasti l'involuzione, che appare inarrestable.

Il Presidente Nazionale e quello Regionale sentono la necessità di replicare alla mia provocazione dichiarando che “non si faranno mai negozi a Villa Emo” e reclamano l'intervento diretto dello Stato, in un periodo di recessione, dove il MIBAC è a pezzi e le Soprintendenze stanno per essere regionalizzate.


La “tutela totale” porterà all'isolamento della Soprintendenza (che già Renzi ha esplicitato e Salvini porterà a compimento) ed ha dato frutti avvelenati per cui oggi, nel caos normativo infarcito di deroghe e contro deroghe, ognuno pensa di avere ragione.


Io, umilmente, chiedevo di iniziare a discutere per trovare delle ipotesi di soluzioni che riportassero le ville storiche nella loro centralità paesaggistica, limitando o eliminando i mall commerciali che disseccano il commercio dei centri storici e deturpano il paesaggio. Meglio una nuova idea di “centro commerciale” in un complesso storico che gli alienanti mostri di capannoni e neon tipo l'ooutlet di Noventa.


Se alcuni pensano che sia suffciente un comunicato in cui si chiede allo Stato di esercitare la prelazione oppure si crede che l'affermazione “mai negozi in questi luoghi” abbia poteri taumaturgici, ritengo che stiamo sempre guardando il dito (e non dico quale) e che sia uan “tutela di facciata”.


Credo che questa facciata, cioè quella di ITALIA NOSTRA, abbia necessità di un radicale intervento di restauro perchè, oltre ai problemi amministrativi, c'è un problema di efficacia dell'azione dell'associazione che andrebbe analizzato.


Sono stanco dei convegni o dei libri che parlano di sprawl urbano o di disastro veneto come se questo fosse accaduto per opera dello Spirito (Non) Santo.

Qui siamo alla deriva, come i migranti sui barconi senza nessuna Seawatch che possa salvarci.

Villa EMO, opera di Palladio e non di un geometra di paese, “vale” 15 milioni di euro cioè come 500 metri di Superstrada Pedemontana (che passa poco più anord): questo è il metro con cui misurare il degrado in cui è caduto il Veneto, che valuta i suio simboli in metri di superstrada.

E troviamo il tempo di guardare il dito della mia boutade sul CCVE (Centro Commerciale Villa Emo)??

Dai, cerchiamo di essere seri e di scendere dalle torri d'avorio.

Io intanto rassegno le dimissioni irrevocabili da presidente della sezione di Treviso e credo che farà bene anche agli amici della sezione, di cui resto semplice socio.


f.to Romeo Scarpa

domenica 3 febbraio 2019

LETTERA APERTA A ITALIA NOSTRA Onlus SU SUPERMERCATI E VILLE...

Il clamore suscitato dalle mie ultime dichiarazioni e l'immediata replica del Presidente della sezione di Italia Nostra Venezia merita certamente un approfondimento che però non vuole essere una polemica verso Lidia Fersuoch, di cui molti conoscono caparbietà ed impegno per la tutela della città lagunare, ma uno stimolo per la nostra associazione per riprendere un discorso culturale che non è mai bene dare per acquisito una volta per tutte.

Non pretendo di avere la verità, né di essere il depositario di alcunchè, ma devo constatare dopo quasi dieci anni di “presidenza” della sezione di Treviso, che le nostre battaglie (che ritengo giuste) non producono gli effetti sperati ed anzi ci dipingono sempre come quelli del NO, mentre i fautori de progresso e delle tradizioni fanno in modo che venga scippata da uno straniero un smbolo come villa Emo, che, preciso, vale economicamente come 500 metri di strada Pedemontana Veneta!

Le considerazioni che mi hanno portato alla dichiarazione tanto contestata sono le seguenti:
  1. viviamo in un territorio “brutto”, destrutturato, dove tutto sempre nato per caso e si espande con l'unica logica di garantire una rincorsa economica che non possiamo sostenere se vogliamo competere con chi lavora ad un euro all'ora e senza tutele;
  2. questo territorio “brutto” crea diseconomie che si chiamato malattie (siamo in testa alle graduatorie di consumatori di antidepressivi), perdita di identità, inquinamento di terra, aria e acqua e non valorizza l'unica cosa che gli stranieri “pericolosi” (che non sono i migranti..) non ci possono copiare: il nostro territorio e la nostra storia.
  3. In questo contesto cosa sta succedendo alla tutela dei Beni Culturali? Il Ministero B.A.PP. sta pian piano venendo smantellato con minori risorse e minor personale; la regionalizzazione porterà i Soprentendenti sotto il controllo dei Governatori Regionali, recidendo quel necessaria distanza tra controllore e controllato.... Quali valori prevaranno tra la tutela dei beni culturali e le pressioni degli interessi locali che quel potere eleggono?
  4. La Regione Veneto che politica di tutela urbanistica e culturale ha fatto fino ad ora? Basta solo verificare quante volta ricorra la parola “deroga” per dare un giudizio... Il Piano Casa, prorogato fino a marzo 2019 e destinato a diventare definitivo, ha scardinato perfino i concetti di “distanze minime”, creando caos normativo e problemi di interpretazione dell'interpretazione autentica! Le legge sul commercio della Regione Veneto ha consentito di disseminare il nostro territorio di capannoni, che saranno vuoti tra 5 anni, come sono diventati “scoasse” i capannoni della ben nota Legge Tremonti, che faceva costruire invece che pagare le tasse...
Il nostro territorio soffre. ..

Soffre economicamente, ma soffre anche dal punto di vista ambentale con terre inquinate e depredate (discariche, cave, …), acque luride o piene di chimica nociva (PfaS, mercurio, fiumi senz'acqua), aria malata (PM10, PM2,5, benzopirene da aeroporti ogni 100 km)...

Il patrimonio storico artistico, pubblico e privato, è in degrado e non è certo immaginabile che tutto sia acquisito dal pubblico, che non solo in rarissimi casi ah dimostrato di essere un proprietario che valorizza. Quante cose pubbliche sono seppellite nei depositi? Quanto patrimonio pubblico è mal gestito o non gestito? Questo non per dire che solo il privato è la salvezza, ma per affermare, con forza, che il problema non è impedire di fare, ma FARE IN MODO ADEGUATO con cultura (che non ci manca) e capacità , sfidando l'economia di mercato odierna a diventare un'economia di qualità.

Questo sarebbe anche un modo per dare vero LAVORO ad imprese serie (cioè con muratori che sanno fare uno "scuci e cuci" o artigiani che sappiano riprendere i vecchi serramenti e le vecchie cornici e non fare tutto prefabbricato.... Anche qui per TUTELARE I MESTIERI CHE PERDIAMO se non diamo loro lavori veri da fare e non solo "riserve indiane"..

Per fare questo servono ovviamente dei compromessi da parte di tutti, anche da parte delle associazioni, ma i compromessi si possono fare se sono chiari i PUNTI IDEALI DI PARTENZA, senza prenderci in giro come oggi dove chi devasta i territori usa i termini degli ambietalisti perchè tanto basta il titolo di un giornale.... 

Su questo tema credo si debba discutere per arrivare ad una posizione condivisa e per chiedere alla politica azioni pertinenti perchè se la Regione Veneto o lo Stato consentono di fare centri commerciali schifosi in zona agricola, spendendo pochi euro rispetto ai ricavi, non arriveremo mai da nessuna parte.
Ma se non portiamo queste contraddizioni nel campo del libero mercato, ci diranno sempre che siamo dei "conservatori", "dei SignorNo"... invece noi siamo per FARE, MA PER FARE DIVERSO.

Se invece la politica fiscale disincentivasse la creazione di questi “mall”, che possiamo lasciare volentieri agli america, ed imponesse lo sviluppo di progetti (seri e controllati, ma anch fattibili) per aree di pregio, magari fra 30 anni avremo un parco commerciale con recupero dell'area archeologica di Altino e la chiusura del mostro di Noventa, come mi ha suggerito Alessandro Pattaro. 


O vi piace il Centro Commerciale di Noventa, che si amplia ancora ed è più grande del paese??




#CHINONSOGNANON VIVE

#VILLAEMOE'DITUTTI

LA SINTESI DELLA PROPOSTA DEL GR3 DI OGGI... SINTESI

Ecco il pod cast del servizio... una sintesi della sintesi... diciamo che il Fontego del Tedeschi non è propio il mio modello perfetto, ma è un'idea.

Se ce ne sono di migliori realizzabili per avere bellezza, tutela e toglie i centri commerciali attuali, ditelo.

Servirebbe una politica non serva che chiuda le aperture dei centri commerciali attuali e blocchi il consumo del suolo, ma qui siamo all'utopia

SERVIZIO GR3 https://www.raiplayradio.it/radio3/programmi.html servizio delle ore 8,55 del 3-2-2019

sabato 2 febbraio 2019

DIRETTIVO SU VILLA EMO: di che supermercato morire?

Grazie a Silvia Madiotto (Corriere del Veneto) che ha ripreso bene un mio scritto ed a Lucio Zanato di Antenna3 che ha fatto un bel servizio si è scatenato l'inferno...
poi è arrivata ANSA, Gazzettino, Radio rai, Tribuna e vai con ITALIA NOSTRA NAZIONALE che chiede lumi o mi dice di rettificare o s'incazza (vedi Venezia...).

La mia non è solo una provocazione, ma anche un tema di riflessione per cui
GIOVEDI' 7-2-2019 ore 20 ci sarà un direttivo aperto 
(presso la nostra sede di Treviso in via Cornarotta 9) a tutte le associazioni che vorranno partecipare per discurete del seguente ODG:

1) villa EMO: la situazione

2) villa EMO: possibili azioni e strategie

3) villa EMO: quale marca di supermercato scegliere tra LIDL, ALDI, LANDO o IN's (*)


(*) Per chi non lo capisse, il punto 3 è una burla (meglio precisare in tempi in cui qualsiasi ministro dice bianco e poi nero, ma se qualche marchio offre dei soldi, se ne può parlare come punto 4...)

DIFFONDETE A CHI PUA' ESSERE INTERESSATO

-- per ITALIA NOSTRA sezione Treviso
Romeo Scarpa
+39 348 8717810

mercoledì 11 gennaio 2017

PARCO DELLA STORGA SOPRALLUOGO GUIDATO 14-1-2017 ore 14.30

Come preannunciato, Emanuele Baldan, laureato in scienze biologiche e guida naturalistica, ha dato la sua disponibilità per guidarci nel parco della Storga sabato 14 gennaio p.v. alle ore 14.30 con ritrovo alle case Piavone.

Lo scopo è sempre quello già indicato più volte di fornire un documento sintetico alla Provincia di Treviso per elencare quali sono le operazioni da fare durante l'esercitazione di Protezione Civile, che svolgerà i compiti di un manutentore straordinario...

Nella sostanza questo primo incontro servirà per costituire il gruppo che si occuperà del VERDE e che dovrebbe dare una metodologia di intervento per la Protezione Civile, considerando che gli interventi saranno sui percorsi (per renderli sicuri) e sui corsi d'acqua (penso io, per eliminare ciò che è caduto e che non è funzionale all'ecosistema).


Parallelamente potremo anche valutare le STRUTTURE, ma questo potrebbe essere oggetto di un altro giro specifico per fare un elenco di quello che va rimosso, di ciò che puo' essere mantenuto fino a che resiste e di ciò che va riparato.

Per il GRUPPO ACQUA si è reso disponibile Corrado Forlani che sentirà alcuni esperti (ittiologi ed altri) per coordinare uno specifico giro.

Sulla questione della PARTECPAZIONE ho avuto alcune adesioni (AndreaM e altri) ma servirà fare il punto a tavolino partendo dai materiali messi a disposizione da Ermanno Bortolanza.

Per il momento, vediamoci SABATO 14 gennaio p.v. Alle ore 14.30 alle case Piavone con scarponcini ed abiti pesanti; meglio avere anche dei thermos se continua il freddo polare...




Treviso, 11 gennaio 2017 p.ITALIA NOSTRA Treviso

il presidente Romeo Scarpa 348 8717810







domenica 8 gennaio 2017

PARCO DELLA STORGA IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Approfitto della richiesta di Marco Fintina per riprendere l'argomento PARCO DELLA STORGA. Il PUNTO DELLA SITUAZIONE è il seguente:
  1. Berto Zandigiacomi, Pino Dalla Torre ed io siamo stati ad un incontro con il presidente della Provincia (Marcon, sindaco di Castelfranco) e Iannicelli (consigliere comunale di Treviso) dove abbiamo manifestato la nostra disponibilità a collaborare; lui ne ha preso atto e ci ha detto che è sua intenzione prendere "due piccioni con una fava" e cioè fare un'esercitazione di Protezione Civile (che non fanno più da 2-3 anni ed è per loro obbligatoria) con una manutenzione straordinaria dei percorsi. Ci ha detto di parlare con il dott. Porcellato della Provincia di Treviso che ho contattato per chiedergli delle planimetrie che però non mi hanno fornito.
  2. il 21-12 c'è stato un sopralluogo nel parco con Marcon, Dalla Torre, Trevisin, Porcellato ma nè io nè Berto siamo potuti andare perchè ci eravamo liberati per il giorno prima...Di questo giro non so nulla come resoconto, ma penso che sia stato un giro interlocutorio per far visionare la questione ai politici.
  3. noi abbiamo tentato di fare un giro agli inizi di dicembre per capire “cosa e come fare” (vedi mio resoconto del 4-12-2016), ma è molto difficile girare in 15-20 persone discutendo sui massimi sistemi o di filosofia ambientale (taglio o non taglio, tengo gli alberi in acqua) se prima non ci si è accordati sul metodo di lavoro e sugli scopi consultando qualche tecnico forestale o agronomo o giardiniere
  4. Noi abbiamo fatto un incontro con il dott. Renzo Trevisin in sede nostra, ma discutere a parole senza vedere è molto diverso che passeggiare nel parco.. per cui è necessario trovare una modalità di lavoro che sia proficua e non ci faccia solo discutere a ruota libera.
  5. Emanuele Baldan, laureato in scienze biologiche e guida naturalistica, si è reso disponibile per aiutarci su questi temi: 1- pulizia mirata e info su zonizzazione; 2- educazione ambientale; 3- Check-list flora e fauna. Gli chiederò disponibilità e gli chiederò una data per un'uscita (che potrebbe essere sabato 14-1 pomeriggio o domenica 15-1). Anche Paolo Favaro ha dato la dispobilità di farci avere l'aiuto di qualcuno del settore del gruppo degli Amici delle Cave di Marocco di Mogliano, come pure penso non ci sia problema ad avere assistenza da parte dell'Associazione Naturalisti Sandonatesi con Alessandro Faggian.


Gli OBIETTIVI sono sicuramente diversi, tra breve e medio/lungo periodo:
 
BREVE PERIODO (entro 31-1-2017)
  1. fornire un documento sintetico alla Provincia di Treviso per elencare quali sono le operazioni da fare durante l'esercitazione di Protezione Civile
  2. dare un elenco di persone con varie professionalità che possano partecipare all'esercitazione di Protezione Civile
MEDIO PERIODO (entro 30-3-2017)
  1. richiedere che vengano previste risorse (finanziarie e logistiche) per garantire la manutenzione ordinaria per tutto l'anno, visto che un intervento straordinario invernale avrà un brevissimo effetto, che sarà “assorbito” come se nulla fosse dal naturale sviluppo primaverile ed estivo del parco
  2. avviare un aggiornamento del censimento del verde e della fauna rispetto ai dati degli anni '90
  3. verificare la presenza e le condizioni delle polle di risorgiva, la qualità dell'acqua e i primi interventi di tutela
LUNGO PERIODO (entro 31-12-2017)
  1. avviare il percorso per la creazione di un'associazione mista con presenza di Comuni, associazioni e cittadini per garantire il mantenimento del parco
  2. concordare le modalità di fruizione e protezione del parco e gli strumenti di tutela e gestione
  3. gestire la ricerca di risorse finanziarie sia pubbliche che private

Per il BREVE PERIODO, io vedrei la seguente ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO, dividendo per temi la problematica:

GRUPPO VERDE: un gruppo di persone, guidato da un forestale/botanico/giardiniere dovrebbe dare una metodologia di intervento per la protezione civile, considerando che gli interventi saranno sui percorsi (per renderli sicuri) e sui corsi d'acqua (penso io, per eliminare ciò che è caduto e che non è funzionale all'ecosistema);
GRUPPO STRUTTURE: un gruppo di persone, guidate da architetto/ingegnere/altro dovrebbe dare un elenco di quello che va rimosso, di ciò che puo' essere mantenuto fino a che resiste e di ciò che va riparato
GRUPPO ACQUA: un gruppo di persone guidato da un naturalista/pescatore/altro dovrebbe andare a verificare lo stato delle risorgive, la situazione dei vari corsi d'acqua, gli scarichi e la presenza di fauna ittica
GRUPPO PARTECPAZIONE: un gruppo dovrebbe avviare la revisione del progetto originario in funzione di come si è trasformato il parco urbano divenuto un bosco semi-naturale predisponendo un piano di ricerca e censimento per aggiornare i dati degli anni'90 e per progettare un adeguamento del parco della storga allo stato attuale. Il processo dovrebbe partire da subito in modo partecipativo coinvolgendo il maggior numero di realtà possibile per avere una significativa rappresentanza e non essere solo una belle idea di qualcuno; questo gruppo avrebbe anche l'onere di gestire comunicazioni e di porre le basi per la futura associazione.


Treviso, 8 gennaio 2017
                                                                                     p.ITALIA NOSTRA Treviso

                                                                                      il presidente Romeo Scarpa 348 8717810







venerdì 6 gennaio 2017

EPIFANIA DELLA TERRA A FANZOLO

Oggi alle 14,30 saremo a Fanzolo di Vedelago, vicino al Santuario della Madonna del Caravaggio, per un momento di riflessione e preghiera per la Terra, Madre di tutti noi.
Non sarà solo un momento simbolico, ma spero diventi un nuovo inizio di presa di coscienza che si sono da tempo superati i limiti del buon senso e che i nostri comportamenti ambientali vanno profondamente modificati ed improntati a rispetto e sostenibilità, che non sono solo parole ma atti ed azioni.




mercoledì 6 luglio 2016

SMART OASIS?? BROWN, GREEN OR BLUE...

Un protocollo tra la (morente) Provincia di Treviso, Unindustria Treviso, alcuni Comuni trevigiani e l'Università di Roma dal nome SMART OASIS mi ha subito incuriosito.

“Smart Oasis” non è il gruppo rock diventato improvvisamente “intelligente”, ma un nuovo story-telling, che tende a dirci che noi veneti siamo diventati così bravi, che studiamo e riflettiamo prima di agire.
Abbiamo creato piu' di 1000 zone industriali, che oggi sono sostanzialmente in abbandono, e facciamo un protocollo per “passare dalla brown economy alla green e blue economy...”

Cerchiamo di essere seri! Cos'è la “BROWN ECONOMY”?? Mi viene in mente una definizione, ma è meglio che me la tenga..
Ma soprattutto cosa vogliamo che sia la GREEN & BLUE ECONOMY?? Sono parole, parole, parole...

Quello di cui si parla nell'articolo è una banale ottimizzazione di alcuni servizi comuni che le ditte (fortemente individualiste) non sono riuscite a fare e per la mitica ricerca dei finanziamenti europei.

La verità vera l'abbbiamo vista nel terribile attentato di Dacca: il nostro distretto tessile (italiano) è in Bangladesh e quindi il consumo del suolo lo facciamo là.

L'altra valutazione sulla bontà delle intenzioni si vedrà a breve con la pseudo legge sul “contenimento del suolo” che arriva a breve in Regione Veneto: sostanzialmente un “Manifesto del Nulla”, dove si ribadisce che tutto si può fare...

La realtà poi l'abbiamo a Villorba dove il rieletto Marco Serena, titolare come Sindaco del Comune con la maggior superficie produttive del trevigiano, ora chiede di farne un'altra vicino alla Pedemontana.
Si chiamarà SERENITY SMART OASIS?

lunedì 6 luglio 2015

SAN GIUSEPPE: BASTA... UN MUCIO DE TERA... (soluzione 4)

La questione del traffico che assilla San Giuseppe trova sempre nuovi adepti che invocano interventi dell'autorità per bloccare i camion, fermare le macchine che però devono correre per l'economia...

Una soluzione semplice è un BEL MUCCHIO DI TERRA ALLA BASE DEL CAVALCAVIA DI SAN GIUSEPPE ed il TRAFFICO NON C'E' PIU'

Direte: "ECCO IL SOLITO ESAGERATO ECO-TERRORISTA!!" ed invece no.. l'idea non è mia, ma di Jaime Lerner che l'ha già applicata a Curitiba...

SIAMO IL TERZO MONDO ORMAI...

venerdì 3 luglio 2015

SOLUZIONI PER SAN GIUSEPPE: DEPORTAZIONE E VERDE

Sulla questione dell'inquinamento del quartiere di San Giuseppe proponiamo la soluzione n.3 che è una soluzione radicale (un po' nazista...) ma risolve radicalmente il problema.

La questione è lo sviluppo di un quartiere lungo una strada (Srada Statale Noalese) che non è propriamente un viottolo di campagna e che quindi ha visto nel tempo crearsi attorno alla Chiesa (riedificata e spostata) una serie di villette, tra cui quelle di Zuliani e co., che sono immerse nel traffico di macchine e camion che Manildo non riesce a fermare nonostante le ordinanze.

Dopo il TUNNEL e la SOPRALEVATA (soluzioni 1 e 2) a cui vi rimandiamo, nello spirito di collaborazione che sempre ci contradistingue, proponiamo la SOLUZIONE N.3:
SAN GIUSEPPE VERDE

Si tratta di procedere all'abbattimento di circa 500 abitazioni (cosa che a Gaza si fa in una mezza settimana, ma gli israeliani sono molto piu' efficienti dei padani) che verranno spostati in via Casette a fianco di Marilena, Giuliano, MarcoP, Giancarlo, Wlady e MarcoS (che si sentono soli) e ripristino di una cortina verde che potremmo chiamare

GREEN SAINT JOSEPH'S BELT

L'operazione ha un duplice vantaggio:
1) libera il Sile da quella merda di lottizzazioni e capannoncini che nel tempo sono stati edificati
2) rilancia l'edilizia in zona Treviso per la gioia di Caio Oio
p.s. La chiesa è stata mantenuta perchè siamo rispettosi delle tradizioni...

domenica 3 maggio 2015

IL CONTRATTO DI "TROSO, FOSSO E CARESON"

Ci accusano spesso di essere "contrari a tutto" e di non avere proposte...
La verità è che le nefandezze in campo ambientale sono così tante e diffuse, che fatichiamo a trovare iniziative positive, dove dare plauso a chi le fa.
Oltre tutto la "notizia" piu' ricercata è quello dove "l'uomo morde il cane.." e non viceversa.

Grazie all'intuizione di un grande uomo, che s'incazza come una belva quando tagliano siepi o cambiano noi alle strade per puro sfizio o privatizzano le cose di tutti noi, lanceremo prossimamente la campagna per il CONTRATTO DI TROSO E CARESON, sul modello partecipato che il prof. Bastiani e l'ing. Pattaro portano aventi per i nostri fiumi.

Il "TROSO" , nel dialetto veneto, era il tipico sentiero che tutti nelle zone rurali utilizzavano quotidianamente.
Il "FOSSO"  è un mondo di biodiversità che oggi invece è diventato un problema o una piccola dicarica..
Il "CARESON" era il tratturo dove correvano i carri che servivano ai lavori agricoli..
 
Non è un'idea nuova, ma non ci interessa avere la primigenitura, ma promuovere il recupero delle nostra "radici" per ricordare che "il troso, il fosso e il careson" per noi sono l’idea della sostenibilità dei mezzi di trasporto, del legame tra le persone che vivono lungo il cammino e del rispetto dell’ambiente che attraversa.

Sarà un contratto bilingue (veneto ed italiano) perchè il mondo della terra si esprime ancora così e deve continuare a farlo.
Lo faremo anche noi, che lo abbiamo sempre fatto, ma, visto che il partito settario è scomparso e frantumato, possiamo riprendere questo nostro linguaggio senza settarismi e vergogna; i  dialetti veneti sono ormai centinaia....

parlati anche da senegalesi e marocchini..

mercoledì 30 ottobre 2013

PROPOSTE PARTECIPATIVE (non so se sono SMART)

Questo il testo della PROPOSTA che abbiamo inoltrato oggi alla nuova Amministrazione per dare un forte segnale di avvio al processo partecipativo, illustrato  con le Linee Programmatiche di Mandato.

I destinatari sono il Sindaco e gli Assessori competenti, ma anche tutti quei cittadini che vogliono collaborare. Oltre ai nostri Soci ed Amici che sicuramente ci saranno...
FATEVI AVANTI.... 
Diventare "Smartisano" non è pericoloso come pensa Berto, se si tratta di partecipazione!




Il sottoscritto Romeo Scarpa, in qualità di presidente pro tempore della sezione di Treviso di ITALIA NOSTRA Onlus, associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico , artistico e naturale della Nazione, in relazione alle Linee di mandato illustrate dal Sindaco nel Consiglio Comunale del 28-10 u.s., dove viene valorizzato l'istituto della PARTECIPAZIONE e della COLLABORAZIONE  
da' la disponibilità  
per i seguenti progetti, eventualmente da elaborare insieme:

  1. SCHEDATURE EDIFICI DEL PATRIMONIO PUBBLICO
  • Redazione di schede descrittive tecniche per tutti gli edifici pubblici di proprietà comunale al fine di aver piena conoscenza dello stato del patrimonio pubblico sia come consistenza che come qualità.
  1. RACCOLTA DI DATI SU FLUSSI TRAFFICO
  • Formazione addetti, coordinamento e raccolta di dati per analizzare il flusso del traffico in specifiche posizioni della rete stradale cittadina.
  1. CREAZIONE DI UN SERVIZIO DI CAR POOLING PER MOBILITA' SOSTENIBILE
  • Valutazione delle modalità e delle possibilità per creare un servizio di car pooling, che non sia in concorrenza con i serivizi di trasporto privato (NCC o taxi) ma possa essere un servizio di asistenza alle fasce piu' deboli della popolazione nel periodo di parziale blocco del traffico nell'ottica della gratuità e della condivisione delle spese.

Il nostro contributo, dato tramite i soci o simpatizzanti, sarà gratuito e volontario, sia per l'elaborazione dei progetti che nel periodo di attuazione/controllo con compiti ovviamente limitati a quello che puo' fare un'associazione di volontariato.

Saranno da individuare modalità di rimborso spese per coloro che materialmente svolgeranno questi lavori; noi pensiamo di utilizzare per nostre iniziative, che in ogni caso attueremo, i voucher usati, per esempio, dalle aziende agricole per le prestazioni di manodopera durante la vendemmia (da verificare fattibilità).
Nel prossimo direttivo valuteremo, in base al nostro bilancio, la possibiltà di finanziare direttamente alcune di queste iniziative.



sabato 31 agosto 2013

PAT TREVISO: ATO PER TREVISO CITTA' D'ACQUA

Una delle scelte del PAT di TREVISO è stato di suddividere il territorio in 11 AMBITI TERRITORIALMENTE OMOGENEI che devono poi essere disciolinati e normati con specifici obiettivi.
Non si capiscono bene i criteri che hanno portato alla suddivisione che sembra funzionale a risolvere qualche questione specifica (ospedale, aeroporto) piu' che a dare un'idea di città del futuro.

Molti ambiti sono di risulta come la mitica GREEN BELT (cossa zeà??): che sarebbe la cintura verde cioè quello che serve per dare qualche titolo ai giornali e fare figo... GREEN BELT?? Mavalà direbbe Ghedinone...

Ho provato un primo ridisegno degli ATO, ma devo dire che con l'indifferenza generale creata da 50 anni di disordine, è ben difficile fare ordine adesso e trovare ambiti OMOGENEI: è tutto omogeneo... così omogeneo da essere indistinto.

Ho previsto 13 ambiti:

1) il centro storico cioè quello che è interno alle Mura e mi pare di essere abbastanza realista ed il linea con  progettisti
2) il secondo centro  che ho chiamato "centro nord CM" per ricordare che lo spostamento del baricentro di Treviso verso la strada Ovest è "merito" della Lega Nord e di Cassamarca; il primo ha barattato il mantenimento del potere amministrativo concedendo il triplo di cubatura al signore detto Formajea che in 25 anni si è magnato tutto (dico tutto!) il patrimonio della Fondazone ed è ancora lì a quasi 90 anni!! Un genio!
3) Fontane con la zona storica come ambito 10 progettisti
4) S.Maria del Rovere e Sant'Artemio
5) Selvana
6) Fiera (l'ospedale è un inciso nella zona, anzi direi un intruso... soprattutto la lavanderia in riva al Sile: geni della promozione turistica!!)
7) S.Trovaso + Sant'Antonino (e perdonerà il ras del quartiere se ho citato prima San Trovaso, ma ora è minoranza)
8) San Zeno +Sant'Angelo + Canizzano
9) San Giuseppe (e anche qui lascerei fuori l'aeroporto che è l'ennesimo incidente degno dei sommi geni dell'urbanistica moderna.... piazzarlo tra Noalese e Sile e poi chiedere di  crescere....Siete fenomeni!)
10) Monigo con sottozona indpendente Sant'Anna
11) S.Liberale e Santa Bona (dove Fanton latita.... )
12) San Pelajo (dove Gobbo è assente, ma che novità è?)

Sono 12 ATO perchè il primo è L'ATO ZERO che prende tutte le acque di Treviso dal Cerca alla Storga per finire al Sile passando per il Botteniga... UN ATTO DI REALTà VERSO TREVISO CITTA' D'ACQUA


Lascio ora al gruppo di lavoro di Gigi e Renata la modifica del patrocchio che ho fatto

lunedì 8 luglio 2013

lunedì 1 luglio 2013

MUSEO DEL PAESAGGIO A TORRE DI MOSTO

Il museo è a Boccafossa lungo il Livenza dove i pescatori indefessi facevano una gara di pesca con annessa colonna di macchine sulla riva.

Il museo è carino con una bella mostra temporanea...
il viale di pioppi cipressini per arrivare a Torri


fili

quadri

fiori

corpo e paesaggio

la riva del Livenza senza nessuno di qua...

...la campagna di là...

ed i pescatori con le loro auto sul ciglio!!

domenica 23 giugno 2013

PARTECIPIAMO CON PROPOSTE ED ALLEGRIA - 27-6-2013

Giovedì 27 giugno 2013 alle ore 17.30 ci sarà il primo Consiglio Comunale con la nuova maggioranza che è stata eletta per dare una svolta al paternalistico modo di gestire la città.

Chiediamo che tutti partecipino in modo festoso a questo storico evento portando un simbolo di cosa vorrebbero per Treviso:
  • un ramo per chiedere piu' alberi, 
  • una panchina per ritornare ad incontrarsi,
  • una bici per avere piste ciclabili
  • .......
  • .......
......lasciamo alla fantasia di giovani, gruppi ed anziani il compito di trovare altri SIMBOLI che rendano evidente che Trev
iso è la città di tutti (anche dei leghisti) e per tuti c'è posto e spazio per renderla migliore.



domenica 16 dicembre 2012

PARCO SILE: NOTA AI CONSIGLIERI

PRESENTAZIONI o SUBITO VOTAZIONI??


Salve a tutti, sono, come Voi, consigliere dell'ente PARCO SILE che è convocato in prima seduta per giovedì 20-12 a Quinto.

Mi presento brevemente: sono ingegnere, libero professionista con studio a Venezia; sono stato nominato dal Comune di Treviso e ricopro anche la carica di presidente della sezione di Treviso di Italia Nostra.

I miei riferimenti telefonici sono 348 8717810,  email romeo@zero4uno.it, e-mail certificata romeo.scarpa@ingpec.eu

Vedo dalle nomine che ci sono (se non sbaglio) solo 14 consiglieri su 40 confermati e qundi ci sono molte persone nuove per cui spero che "nuovo" sia anche il clima per la gestione dell'ente parco SILE.

Vi anticipo due brevi note che trovate anche sul blog di ITALIA NOSTRA TREVISO per anticipare il mio documento programmatico, che è solo una bozza di metodo perchè credo che sia fondamentale dare un segnale di RINNOVAMENTO NEL MODO DI GESTIRE l'ente parco, pena la sua definitiva condanna a morte (peraltro già impostata dalla Regione con il pdL 286/2012):


http://italianostra-treviso.blogspot.it/2012/12/parco-sile-riscoprire-lacqua-fredda.html


http://italianostra-treviso.blogspot.it/2012/12/parco-sile-prima-seduta-21-12-12-quinto.html

Vi chiedo pertanto una riflessione sulle mie ipotesi, sperando di avere buone sorprese giovedì sera.
Cordiali saluti

Romeo Scarpa

PARCO SILE: RISCOPRIRE L'ACQUA FREDDA?

APPUNTI
PER UN “DOCUMENTO PROGRAMMATICO”
PER IL PARCO NATURALE DEL FIUME SILE



Quando ho ricevuto, come tutti, dal Consigliere Anziano, prof. Visotto, un breve testo che recitava:
Pur nel silenzio della norma, si consiglia che la presentazione avvenga qualche giorno prima della seduta consiliare, presso la direzione dell'ente parco”,
ho iniziato a chiedermi cosa potrà succedere giovedì 20-12-2012 alla prima seduta del “nuovo” consiglio dell'Ente Parco Sile.



Immagino che la “maggioranza” presenterà un perfetto documento programmatico, pieno di buone intenzioni ed di desideri di questo quello, indicando una serie di nominativi, casualmente tutti omogenei partiticamente, perchè è evidente che una risorsa ambientale primaria come il Sile si valorizza avendo tutti le stesse idee!!
Anzi forse è meglio che le idee le abbiamo solo pochi e che gli altri facciano da contorno “democratico” nelle rituali votazioni per perpetuare l'occupazione di “careghe”??
Tutto questo non mi interessa.
Se sarà così chiederò di avere non il curriculum vitae dei consiglieri e le loro idee sul parco, ma la taglia dei loro vestiti, in modo da poter portare al successivo consiglio delle magliette di colore giallo fosforescente con il logo dell'ente parco per individuare le squadre; agli altri lascerò tutti gli altri colori, tenendomi il verde a cui sono affezionato.
Se vogliamo perpetuare la gestione che c'è stata fino ad oggi con i soldatini che votano in modo compatto, si proceda... ma si va allo sfascio.

Gli appunti che propongo sono pertanto molto pochi perchè non credo nei documenti di carta, validi solo al momento dell'elezione, ma credo che vada rinnovato proprio il modo di gestire l'ente e quindi il parco.
riscopriamo l'acqua fredda?
I nostri punti programmatici, che chiedo siano integrati e emendati da chi ha altre idee e proposte, sono i seguenti:

obiettivo 1: gestione della modalità di elezione della Giunta Esecutiva e del Presidente per dare un segnale di cambianmento nella gestione dell'ente parco, non piu' “fatto privato” dei partiti, ma da gestire in modo partecipato; valutazione delle modalità di gestione transitoria dell'ordinaria amministrazione per il tempo necessario. 

obiettivo 2: convocazione della Consulta del Parco entro febbraio 2013 con incontri preparatori nell'alto, medio e basso Sile per definire obiettivi e modalità di tale incontro.
Attivazione di meccanismi di ascolto e consultazione dei cittadini per promuovere il senso dell'ente Parco, che attualmente gode di una pessima fama, al di là del raggiungimento di “tutti gli obiettivi prefissati”!!
Presentazione pubblica dei “documenti programmatici” e dei candidati alla giunta esecutiva con ulteriore partecipazione dei cittadini a dare suggerimenti e critiche.
Elezione del Presidente e della nuova Giunta in Consiglio dell'ente parco con evidente e chiara informazione ai cittadini di “chi c'è e cosa vuole fare...”. 

obiettivo 3: conoscere lo stato del fiume mediante una campagna di documentazione partecipata ed incontri nei vari comuni a cura delle varie realtà presenti sul territorio.
Campagna fotografica, segnalazioni, attivazioni di una rete di monitoraggio e micro-eventi.
Conoscere l'entità e lo stato di conservazione dei percorsi pedonali, delle aree di pregio. 

obiettivo 4: programmare e gestire per stralci di territorio omogeneo le attività di manutenzione ordinaria da finanziare e fare con corsi didattici e gruppi. 

obiettivo 5: riportare le persone e soprattutto lo scuole, le associazioni di base (scout e simili) ed i giovani al fiume Sile mediante programmi base di informazione e formazione sfruttando le risorse umane presenti sul territorio, coordinate in un progetto (semplice) di controllo e valorizzazione. 

obiettivo 6: creare uno “sportello di assistenza” per i cittadini che ogni tanto si vedono arrivare una lettera di esproprio per far passare una pista ciclabile e magari non sanno nemmeno di cosa si tratti... O per tagliare alberi in zona aeroporto per la sicurezza dei voli, che viene tutelata da un direttore del parco!!

Non è tutto quello che si deve fare, ma credo che per ora sia piu' che sufficiente, poi vedremo cosa ancora c'è da fare... e soprattutto se ci sono persone che vogliono farlo!

Piu' che firme di adesione a questi primi appunti, attendo osservazioni, critiche e proposte, ma soprattutto vi chiedo di far sentire la vostra presenza perchè da soli non si va da nessuna parte.

Noi cercheremo di fare in ogni caso quello che sopra ho esposto, ma sapete bene che le idee corrono sulla gambe/braccia/teste di uomini e donne di buona volontà. Il resto sono parole...

E' in fase di organizzazione e programmazione per fine gennaio un incontro di studio e presentazione sul SILE A FIERA in collaborazione con le associazioni LA FIERA, il comitato 18 APRILE ed il comitato ACQUE FIERA-SELVANA.

E' inotre in fase di costituzione un gruppo di lavoro sui temi specifici relativi al Sile che intende riunirsi una volta al mese ed è aperto a tutti gli interessati
 
p. ITALIA NOSTRA sezione Treviso
                                                                                       Romeo Scarpa