La vicenda della famiglia Caldato Giuseppe e figli per l'area agricola inserita, obtorto collo, nel PdL Castellana 3 è emblematica e merita una seria riflessione da parte di tutti in modo sereno, lasciando per un attimo perdere le questioni partitiche che avranno tempo e modo di essere valutate.
La “proprietà privata” è sacra. Lo è nel senso comune italiano molto di più' della “proprietà comune” come se non ci fosse un nesso strettissimo tra le due cose.
Le trasformazioni urbanistiche e l'assenza di una gestione che tutelasse entrambi gli interessi (pubblico e privato) sono la principale causa del caos in cui viviamo nel Veneto: città diffusa piena di strade e capannoni...
In questo caso una famiglia, uno di noi, riconosce alla terra agricola un “valore assoluto”, non commerciabile, non vendibile.
Non è solo “sentimentalismo”, come qualcuno frettolosamente puo' pensare, ma è una riflessione precisa sul senso della nostra vita e sull'importanza di quello che ci è stato dato e che vorremmo tutti dare ai nostri figli: una terra sana, un modo di vivere equilibrato...
In questo caso abbiamo l'esempio di una “prevaricazione” oggettiva da parte dell'amministrazione comunale, che ti “rende ricca per arricchirsi”, ma poi alla fine svende il nostro futuro, la nostra storia, le nostre tradizioni.
Discorsi esagerati per tre campi di terra? Moltiplicateli per i milioni di metri quadri produttivi del Veneto ed avrete il quadro di una terra svenduta per avere più' “schèi”.
In questo caso, i proprietari, dopo aver tentato di arginare la burocrazia che ti dissangua e ti spolpa, hanno detto “basta” e noi di Italia Nostra siamo con loro.
La questione è amministrativa, politica e sociale e su tutti i fronti abbiamo iniziato a “dialogare” ed ad “agire”.
Da un punto di vista amministrativo l'assessore Zugno è già informato e sarà interessato dai Consiglieri Luigi Caldato e Antonella Tocchetto per trovare una soluzione ad questo “regalo” non voluto.
La richiesta precisa è di annullare il cambio d'uso del PRG 2003 con restituzione di tutte le somme finora versate per quella decisione, che alla fine ha solo danneggiato la famiglia Caldato.
Dal punto di vista politico e sociale, il discorso è appena iniziato, ma Italia Nostra di propone di coordinare un insieme di progetti di soggetti cooperativi e privati che, insieme con la famiglia Caldato, possano creare un'area agricola “a parco”.
Un orto urbano, un punto di incontro, un “qualcosa” che dia un senso preciso e concreto al grido di allarme che loro per primi e da soli hanno lanciato:
“Basta capannoni, lasciateci la nostra terra, la terra dei nostri padri....”
Le possibilità sono moltissimi ed i mezzi come al solito pochissimi, ma le potenzialità un simile “progetto di sviluppo” sono enormi e rispondono ai desideri di moltissime persone che non ne possono più' di strade, marciapiedi e cemento e sono disposte a pagare per non costruire.
Il progetto di Italia Nostra di Treviso è quindi di dare un contenuto reale ad una serie “desideri” di molti trevigiani, che chiedono:
- spazi per incontrarsi nel verde;
- zone per poter avere un piccolo orto dove ritornare veramente alla terra
- possibilità di sviluppare progetti di mutualità, solidarietà di tipo sostenibile
- incentivare un turismo a basso impatto
Per questo si lavorerà e financo si pagheranno quelle tasse (non dovute) se non sarà possibile toglierle.
Pagheremo tutti per non costruire capannoni inutili e per non perdere pezzi di territorio agricolo che sono ben più' preziosi di mille aree industriali che resteranno vuote se non si invertirà la tendenza alla delocalizzazione produttiva, che i nostri imprenditori praticano dopo aver, spesso, massacrato il nostro territorio
Lo sviluppo di questo progetto, in accordo con la famiglia, potrete seguirlo sulla stampa o sul blog di italia nostra (http://italianostra-treviso.blogspot.com/).
domenica 11 luglio 2010
giovedì 8 luglio 2010
TENETEVI I VOSTRI REGALI E LASCIATECI LA TERRA
Nel 2003 viene approvato il PRG di Treviso che porta in dote migliaia di metri cubi di residenze e capannoni.
E' lo “sviluppo” di una città urbanisticamente governata solo dagli interessi di bottega.
Tutti chiedono ed a tutti viene dato, senza alcuna regola o strategia; è la fiera dell'abbondanza: il mattone, in teoria, porta ricchezza per tutti...
Il Comune di Treviso “si ingrassa” di oneri di urbanizzazione e la sbornia da metri cubi arriva fino al 2008; ora c'è la crisi e colossi immobiliari come Fondazione Cassamarca sono costretti a “diete” strettissime causa errori madornali di strategia e programmazione.
Nell'insieme dei terreni che mutano destinazione d'uso (il giochino più' redditizio del mondo...) c'è anche un terreno agricolo di 10.000 mq vicino alla Castellana: due campi con erba medica, una vigna, un orto e tre case...
Il frutto di una vita di sacrifici di una dinastia di lavoratori onesti e legati alla loro terra.
Un “colpo di fortuna” per il senso comune generale....
Una proprietà che prima vale 100.000 euro e dopo un timbro su un PRG “vale” 10 volte tanto: un milione di euro! Chi puo' rinunciare ad una simile “fortuna”?? Chi puo' lamentarsi??
I beneficiari di questo “regalo” però non lo vogliono, non è un regalo! E' una maledizione perchè per loro i soldi non sono la priorità, non sono la vita.
“Noi vogliamo poter tenerci questo pezzo di terra così com'è, vorremmo poterlo mettere a disposizione anche di altri per far godere anche a loro quest'angolo di paradiso...
Vogliamo vedere il falco che si posa sui rami degli alberi, vogliamo piantare altri alberi...
Vogliamo poter mantenere la terra dei nostri padri e dei nostri nonni, che hanno sudato e lottato per questa terra, che ha dato loro frutti abbondanti.
Avremmo accettato un esproprio per un ospedale, per una scuola, per un'opera pubblica necessaria, ma..... capannoni??! Ancora capannoni?
No, è un insulto all'intelligenza ed ai valori inestimabili di cose che se perdute non riavremo più'....”
Ho dovuto farmi ripetere questa storia più' volte perchè molte sono i pasticci urbanistici, ma mai mi era capitata una vicenda simile....
Questi i motivi che mi hanno detto con le lacrime agli occhi per la rabbia e per i dolori che la vita periodicamente porta; queste le parole che hanno fatto venire anche a me le lacrime...
La beffa terribile è che il regalo del Comune di Treviso non è gratis; anzi il Comune è in clamoroso conflitto di interesse! Chi beneficia di un cambio d'uso di un terreno da agricolo a produttivo deve pagare l'ICI e sono circa 10.000 euro/anno, reddito che un campo agricolo non puo' certamente dare come rendita.
La burocrazia poi, implacabile, fa il resto ed onesti cittadini si trovano “stritolati” a dover pagare fino a 50.000 euro per tasse e sovratasse....
I proprietari, involontariamente milionari, devono prendere liquidazioni, risparmi, fare mutui per pagare le tasse su un bene che non vogliono!
L'Amministrazione comunale, che ha fatto di tutto con il PRG, arrivando a quasi 40 varianti parziali, come unico rimedio propone un “amico” costruttore che potrebbe acquisire i diritti edificatori di quel terreno facendoli poi “atterrare” in altro sito.
Poche migliaia di euro per poter pagare altre tasse (questa volta a Roma), ma anche questo piccolo aiuto sfuma perchè quei diritti non valgono nulla in un territorio che ha capannoni sfitti dappertutto!
Ora loro hanno deciso di non pagare più' tasse ingiuste e di rendere pubblica la loro situazione per avere aiuto e solidarietà e per realizzare quello che hanno sempre voluto:
MANTENERE LA LORO TERRA AGRICOLA.
Noi tutti non possiamo restare indifferenti a questo e siamo pronti a mobilitarci per “acquisire” il diritto a non costruire nulla e poter fare un parco agricolo dove avrebbero dovuto sorgere inutili capannoni.
Servono 12.000 euro come primo passo per le tasse di Roma e poi tutte le iniziative, politiche e sociali per avere la restituzione dei soldi versati e della destinazione originaria dei terreni.
TENETEVI IL VOSTRO REGALO E LASCIATECI LA TERRA
mercoledì 23 giugno 2010
martedì 22 giugno 2010
MOSE
LETTERA APERTA a Giornalisti e Direttori dei più diversi organi
d'informazione.
Leggiamo il resoconto del recente sopralluogo del Presidente del Veneto alle opere in corso del Mose durante il quale Luca Zaia ha affermato: " per deliberare bisogna conoscere e far conoscere...per questo vi ho invitati....bisogna dedicarsi agli infedeli da convertire più che alle pecorelle fedeli..." (da "La Nuova" del 10.06. pag.14).
Noi lo scorso 9 giugno non eravamo al Lido, ma negli ultimi mesi (per preparare un nuovo video, che stiamo producendo e che sarà messo in circolazione prossimamente) abbiamo avuto occasione di leggere alcune vecchie (1998-’99- 2003,’06) e nuove (2009-’10) documentazioni sul Mose (ufficiali, pubbliche e private) raccolte presso uffici e tecnici molto competenti in materia .
Quei documenti ci hanno decisamente fatto rimanere nella categoria degli "infedeli" perchè indicano univocamente che il Mose MALFUNZIONERA' O NON FUNZIONERA' DEL TUTTO e che comunque E' IL PIU' GRANDE SPRECO di risorse tecnologiche, energetiche, ambientali e finanziarie della storia dell'Italia contemporanea.
I documenti indicano (vedi le relazioni del Comune, del Min. dell’Ambiente e delle tre Soprintendenze Regionale-Archeologica-Venezia e Laguna presentate a Palazzo Chigi nel 2006) che il MOSE, rispetto ad altri 2-3 PROGETTI (ARCA-cassoni autoaffondanti; Paratoie a Gravità …) :
E' strutturalmente molto più complesso, delicato ( uomini e macchinari lavorano sempre sott'acqua ...), funzionalmente instabile e a rischio risonanza (vedi relazioni “Esperti internazionali”, Comune, Min. Ambiente, Principia) e quindi non affidabile e a pericolo di rottura in due situazioni di moto ondoso già verificatesi nei primi quattro anni di monitoraggio.
Non è adattabile alle esigenze funzionali del Porto, in particolare in prospettiva rispetto alle previste, consistenti variazioni dell'eustatismo (chiusura invernale quotidiana delle bocche di porto: cfr. relazioni CNR italiano e francese).
Non garantirà i ricambi delle acque della laguna ed impedirà l’uscita delle acque che affluiscono in laguna da terra e dalla pioggia.
E' molto pericoloso, estremamente più complicato e più costoso delle altre soluzioni nelle necessarie manutenzioni ordinarie e straordinarie, subacquee ed in cantiere.
Per il suo normale funzionamento consuma quantità pazzesche di energie inquinanti e costose ( 10-12 megawatt invece che un megawatt o addirittura....meno di zero ). Al contrario impedisce di sfruttare enormi flussi di maree in entrata ed in uscita e le spinte delle onde per produrre importanti quantità di energie -eco-compatibili a costi irrisori.
Per alloggiare gli enormi cassoni e le paratoie comporta l’ulteriore sbancamento delle bocche di porto (che invece la legge speciale chiede di riequilibrare) con enormi scavi costosi (oltre cinque milioni di mc) e grandissime quantità di fanghi da depositare dove ? con quali effetti sugli ecosistemi lagunari (vedi operazione in corso lungo il Canale Marani e progetto Valle Millecampi)?
Rimarrà tutto sempre sommerso mentre le strutture degli altri progetti potrebbero essere rimosse stagionalmente o secondo necessità, per periodi più o meno lunghi, con costi minimi.
I costi di costruzione sono enormemente più alti (molte volte superiori rispetto agli altri progetti ).
I tempi di costruzione sono molto più lunghi di quelli di tutti gli altri sistemi (attuabili e sperimentabili in 12-24-36 mesi) .
I CASSONI del MOSE NON SONO REVERSIBILI al contrario di tutte le strutture e le basi di appoggio degli altri progetti .
Nel leggere alcuni resoconti dell'esperienza che avete fatto lo scorso 9 giugno, sembra proprio che nessuno di questi argomenti sia stato nemmeno minimamente affrontato dal Governatore e dai suoi accompagnatori.
A noi pare che se il dott.Zaia davvero vuole conoscere e far conoscere completamente ai cittadini ciò che sta accadendo fra mare e laguna, non possa eludere alcuno dei dieci punti indicati, visto che ognuno di essi comporterà conseguenze ambientali, e funzionali per i beni comuni e per le attività private, nonchè sforzi finanziari enormemente diversi in una fase di necessaria drastica riduzione delle spese pubbliche.
Nella certezza che il dott. Zaia sia davvero intenzionato a fare luce su questi punti cruciali che il suo predecessore non ha mai pubblicamente discusso e condiviso con i cittadini veneti, auspichiamo che anche voi vogliate chiedergli di ORGANIZZARE AL PIU' PRESTO UN CONFRONTO TECNICO SCIENTIFICO SUI DATI DEL MOSE IN COMPARAZIONE CON QUELLI DELLE PIU' RAGIONEVOLI SOLUZIONI ALTERNATIVE in una tranquilla sede della Regione.
Non costerebbe nulla, i cittadini Veneti rischiano solo di spendere di meno e di ottenere in breve tempo risultati ben più rapidi ed efficaci.
Crediamo che questo appuntamento sia comunque necessario per convincere tutti della effettiva bontà delle soluzioni decise o di far pacificamente emergere possibili aggiustamenti migliorativi del vecchissimo progetto Mose senza demolire nulla delle opere che sin'ora sono state fatte .
Crediamo che la civile discussione dei dati fra tecnici di diverse opinioni sia l'unico modo per evitare che gli "infedeli da convertire e le miti pecorelle fedeli", non convinti dai silenzi e dalle reticenze, si trasformino in branchi di arieti pensanti molto arrabbiati.
d'informazione.
Leggiamo il resoconto del recente sopralluogo del Presidente del Veneto alle opere in corso del Mose durante il quale Luca Zaia ha affermato: " per deliberare bisogna conoscere e far conoscere...per questo vi ho invitati....bisogna dedicarsi agli infedeli da convertire più che alle pecorelle fedeli..." (da "La Nuova" del 10.06. pag.14).
Noi lo scorso 9 giugno non eravamo al Lido, ma negli ultimi mesi (per preparare un nuovo video, che stiamo producendo e che sarà messo in circolazione prossimamente) abbiamo avuto occasione di leggere alcune vecchie (1998-’99- 2003,’06) e nuove (2009-’10) documentazioni sul Mose (ufficiali, pubbliche e private) raccolte presso uffici e tecnici molto competenti in materia .
Quei documenti ci hanno decisamente fatto rimanere nella categoria degli "infedeli" perchè indicano univocamente che il Mose MALFUNZIONERA' O NON FUNZIONERA' DEL TUTTO e che comunque E' IL PIU' GRANDE SPRECO di risorse tecnologiche, energetiche, ambientali e finanziarie della storia dell'Italia contemporanea.
I documenti indicano (vedi le relazioni del Comune, del Min. dell’Ambiente e delle tre Soprintendenze Regionale-Archeologica-Venezia e Laguna presentate a Palazzo Chigi nel 2006) che il MOSE, rispetto ad altri 2-3 PROGETTI (ARCA-cassoni autoaffondanti; Paratoie a Gravità …) :
E' strutturalmente molto più complesso, delicato ( uomini e macchinari lavorano sempre sott'acqua ...), funzionalmente instabile e a rischio risonanza (vedi relazioni “Esperti internazionali”, Comune, Min. Ambiente, Principia) e quindi non affidabile e a pericolo di rottura in due situazioni di moto ondoso già verificatesi nei primi quattro anni di monitoraggio.
Non è adattabile alle esigenze funzionali del Porto, in particolare in prospettiva rispetto alle previste, consistenti variazioni dell'eustatismo (chiusura invernale quotidiana delle bocche di porto: cfr. relazioni CNR italiano e francese).
Non garantirà i ricambi delle acque della laguna ed impedirà l’uscita delle acque che affluiscono in laguna da terra e dalla pioggia.
E' molto pericoloso, estremamente più complicato e più costoso delle altre soluzioni nelle necessarie manutenzioni ordinarie e straordinarie, subacquee ed in cantiere.
Per il suo normale funzionamento consuma quantità pazzesche di energie inquinanti e costose ( 10-12 megawatt invece che un megawatt o addirittura....meno di zero ). Al contrario impedisce di sfruttare enormi flussi di maree in entrata ed in uscita e le spinte delle onde per produrre importanti quantità di energie -eco-compatibili a costi irrisori.
Per alloggiare gli enormi cassoni e le paratoie comporta l’ulteriore sbancamento delle bocche di porto (che invece la legge speciale chiede di riequilibrare) con enormi scavi costosi (oltre cinque milioni di mc) e grandissime quantità di fanghi da depositare dove ? con quali effetti sugli ecosistemi lagunari (vedi operazione in corso lungo il Canale Marani e progetto Valle Millecampi)?
Rimarrà tutto sempre sommerso mentre le strutture degli altri progetti potrebbero essere rimosse stagionalmente o secondo necessità, per periodi più o meno lunghi, con costi minimi.
I costi di costruzione sono enormemente più alti (molte volte superiori rispetto agli altri progetti ).
I tempi di costruzione sono molto più lunghi di quelli di tutti gli altri sistemi (attuabili e sperimentabili in 12-24-36 mesi) .
I CASSONI del MOSE NON SONO REVERSIBILI al contrario di tutte le strutture e le basi di appoggio degli altri progetti .
Nel leggere alcuni resoconti dell'esperienza che avete fatto lo scorso 9 giugno, sembra proprio che nessuno di questi argomenti sia stato nemmeno minimamente affrontato dal Governatore e dai suoi accompagnatori.
A noi pare che se il dott.Zaia davvero vuole conoscere e far conoscere completamente ai cittadini ciò che sta accadendo fra mare e laguna, non possa eludere alcuno dei dieci punti indicati, visto che ognuno di essi comporterà conseguenze ambientali, e funzionali per i beni comuni e per le attività private, nonchè sforzi finanziari enormemente diversi in una fase di necessaria drastica riduzione delle spese pubbliche.
Nella certezza che il dott. Zaia sia davvero intenzionato a fare luce su questi punti cruciali che il suo predecessore non ha mai pubblicamente discusso e condiviso con i cittadini veneti, auspichiamo che anche voi vogliate chiedergli di ORGANIZZARE AL PIU' PRESTO UN CONFRONTO TECNICO SCIENTIFICO SUI DATI DEL MOSE IN COMPARAZIONE CON QUELLI DELLE PIU' RAGIONEVOLI SOLUZIONI ALTERNATIVE in una tranquilla sede della Regione.
Non costerebbe nulla, i cittadini Veneti rischiano solo di spendere di meno e di ottenere in breve tempo risultati ben più rapidi ed efficaci.
Crediamo che questo appuntamento sia comunque necessario per convincere tutti della effettiva bontà delle soluzioni decise o di far pacificamente emergere possibili aggiustamenti migliorativi del vecchissimo progetto Mose senza demolire nulla delle opere che sin'ora sono state fatte .
Crediamo che la civile discussione dei dati fra tecnici di diverse opinioni sia l'unico modo per evitare che gli "infedeli da convertire e le miti pecorelle fedeli", non convinti dai silenzi e dalle reticenze, si trasformino in branchi di arieti pensanti molto arrabbiati.
lunedì 21 giugno 2010
PRECISAZIONE SU ROTATORIA
La dichiarazione dell'Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Treviso Giuseppe Basso, pubblicata a pag. 20 del “La Tribuna” di domenica scorsa 13 giugno, in merito al progetto di rotatoria tra le vie Feltrina e Cisole non corrisponde allo svolgimento dei fatti.
L'Assessorato ai LL.PP. aveva presentato un progetto, pubblicato anche su “La Tribuna”, decisamente infelice e con seri pericoli per chi doveva attraversare la rotatoria provenendo da Monigo e andando verso S.Bona.
Il progetto era condizionato dalla volontà, non espressa, di risolvere il problema senza alcun esproprio e rinviava la realizzazione di una vera rotatoria al momento della edificazione dell'attiguo Piano di Lottizzazione “Cisole”, cioè demandava ad un intervento privato, non definibile temporalmente, la messa in sicurezza del pericolosissimo incrocio in cui sono avvenuti numerosi incidenti anche con esiti mortali.
Soltanto la decisa contrarietà espressa da Italia Nostra, che ha trovato l'adesione di centinaia di cittadini, come testimoniano le firme raccolte e presentate in Comune, hanno convinto l'Amministrazione Comunale a rivedere il progetto tenendo conto di un semplice schizzo a matita presentato pubblicamente.
Non a caso l'incarico di redigere una Variante al PRG, in grado di consentire l'esproprio dei 1000 mq necessari, è stato dato agli Uffici dell'Urbanistica soltanto il giorno successivo ad un colloquio che l'Assessore Basso ha avuto con i rappresentanti di Italia Nostra e dei cittadini.
Tutto questo per affermare il vero svolgimento dei fatti.
L'elemento più triste della vicenda è che un amministratore pubblico abbia bisogno di appropriarsi di meriti che non ha: non sarebbe preferibile cogliere l'occasione per ringraziare quanti hanno consentito di evitare un errore?
domenica 6 giugno 2010
NOTE ASSOCIAZIONE
Riepilogo i prossimi incontri di ITALIA NOSTRA sezione Treviso:
1) si ricorda che la sede è aperta il LUNEDI' POMERIGGIO dalle ore 17 alle ore 19.... piu' possono esserci meglio è per definire la sistemazione della sede; mercoledì sera Michele cercherà di darci un po' piu' di luce...
2) Lunedì 7-11 l'associazione ENZIMI si riunirà presso la nostra sede, che abbiamo pensato di proporre loro come incentivo "enzimatico" per la buona volontà che dimostrano...
Se sono fermenti.... saranno yogurt?
3) MERCOLEDI' 9-11 ore 20,30 è previsto un incontro di studio sulla PEDEMONTANA; ieri sera il sindaco di Giavera, Fausto Gottardo, mi ha accennato di un ineccepibile intervento di Berto sulla questione...
4) da convocare il DIRETTIVO per l'elezione del Presidente... prima che si distragga troppo con i "sassi"...
1) si ricorda che la sede è aperta il LUNEDI' POMERIGGIO dalle ore 17 alle ore 19.... piu' possono esserci meglio è per definire la sistemazione della sede; mercoledì sera Michele cercherà di darci un po' piu' di luce...
2) Lunedì 7-11 l'associazione ENZIMI si riunirà presso la nostra sede, che abbiamo pensato di proporre loro come incentivo "enzimatico" per la buona volontà che dimostrano...
Se sono fermenti.... saranno yogurt?
3) MERCOLEDI' 9-11 ore 20,30 è previsto un incontro di studio sulla PEDEMONTANA; ieri sera il sindaco di Giavera, Fausto Gottardo, mi ha accennato di un ineccepibile intervento di Berto sulla questione...
4) da convocare il DIRETTIVO per l'elezione del Presidente... prima che si distragga troppo con i "sassi"...
venerdì 4 giugno 2010
GITA A VILLA EMO, BARCO CORNARO E TOMBA BRION
Nonostante i depistaggi di Antonella che doveva raccontarci la storia recente delle beghe del PD e farci vedere gli ameni luoghi dove rincorreva una sua ex fiamma (la cosidetta "camporea"...), siamo arrivati a visitare VILLA EMO, TOMBA BRION ed il BARCO DELLA REGINA CORNARO.
Evelino e le sue donne ci hanno offerto uno splendito pranzo squisito con un'ospitalità esagerata, un pesto da vigili del fuoco (buonissimo), speck, dolci e vinello... Torneremo, torneremo... grazie!!
Grandissimo grazie anche all'architetto Alfredo Favrin che con il custode sig. Marcolin ci hanno portato nel mondo di Carlo Scarpa da una prospettiva sconosciuta; la passione del racconto ha avuto il meglio anche sulla buriana che alla fine non si c'è stata!!
La chiusa della giornata è stata ovviamente di Anto, che da futuro sindaco, ha portato come un'aper regina tutte le femmine presenti a sciamare verso un outlet di.. scarpe femminili!! O tempora o mores..
p.s. ci sono altri gossip che pero' (ovviamente) io non riferisco, lasciando "il lavoro alle taja-tabari"...
Evelino e le sue donne ci hanno offerto uno splendito pranzo squisito con un'ospitalità esagerata, un pesto da vigili del fuoco (buonissimo), speck, dolci e vinello... Torneremo, torneremo... grazie!!
Grandissimo grazie anche all'architetto Alfredo Favrin che con il custode sig. Marcolin ci hanno portato nel mondo di Carlo Scarpa da una prospettiva sconosciuta; la passione del racconto ha avuto il meglio anche sulla buriana che alla fine non si c'è stata!!
La chiusa della giornata è stata ovviamente di Anto, che da futuro sindaco, ha portato come un'aper regina tutte le femmine presenti a sciamare verso un outlet di.. scarpe femminili!! O tempora o mores..
p.s. ci sono altri gossip che pero' (ovviamente) io non riferisco, lasciando "il lavoro alle taja-tabari"...
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