"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)

venerdì 9 dicembre 2016

PARCO SILE - AGRICOLTURA E DIFESA FITOSANITARIA?

Mi associo all'appello del vipresidente dell'Associazione Naturalisti Sandonatesi, Alessandro Faggian, per essere presenti all'incontro pubblico che il PARCO CICLABILE DEL SILE organizza sul tema
AGRICOLTURA E DIFESA FITOSANITARIA
che si terrà a Quinto di Treviso (tutto si fa solo in Comuni di stretta osservanza leghista...) dalle ore 17 alle 19 il giorno 14-12 con un preavviso minimo.

Noi come associazioni nell'agosto 2015 abbiamo sottoscritto e mandato una lettera al PARCO DEL SILE a cui abbiamo avuto una parziale risposta solo dopo insistenze in Regione.

Questo LIFE è meglio di nulla dicono alcuni... Io credo che in mano a questi signori sia meglio nulla...  e soprattutto non soldi pubblici che potrebbero essere utili se ben impiegati.
Magari qualcosa lo faranno, ma è come una "parrocchietta" che si gestisce il tutto in casa e questo è possibile perchè i Comuni a partire di Treviso se ne strafregano, tanto loro mica sanno cosa fanno al Parco Sile...

Anche l'orario è indicativo dell'importanza dell'incontro e del fatto che la partecipazione è fondamentale: dalle 17 alle 19 perchè sono interessati gli agricoltori, che vanno a letto presto e sono sempre i più sensibili nell'attenzione alla natura e nell'uso dei pesticidi...
Speriamo che coinvolgano anche i piscicoltori di Quinto che sono altri soggetti che danno un contributo fondamentale alla (non ) presenza di fauna e flora valle delle peschiere, ma nessuno è mai riuscito a capire dove va tutto il mangine, disinfettante etc.. che usano.
Forse se lo mangiano i famosi cormorani che hanno fatto 600mila euro di danni all'azienda TaldeiTali (e dicono di essere stati dei draghi per aver ridotto il danno che era di 2 milioni!!).

Non mi fa molta voglian andare prima di Natale a vedere questo scempio, ma se ci sono persone che vengono ad assitere oltre ai soliti potrebbe essere un modo per farci gli auguri tra noi.
Là non si cava un ragno dal buco...

giovedì 8 dicembre 2016

TERREMOTO - SEMPLIFICAZIONE IMPOSSIBILE? SMART....ies

Ci riempiamo la bocca di SMART (che non sono le caramelle colorate), ma poi quando è il momento del dunque siamo mentalmente impreparati a gestire in modo semplice una grande massa di informazioni e dobbiamo ricorrere al mitico "modulo" da protocollare...

Ecco un insieme di esempi eclatanti:
  1. tutti gli ingegneri (o architetti) hanno una tessera elettronica del proprio Ordine Provinciale dove ci sono tutti i dati utili; gli altri dati sono presso l'Ordine Professionale che ci ha iscritti... Per dare la disponibilità ho compilato un modulo per l'Ordine di Venezia, uno per la FOIV (Ingegneri Veneto) ed un altro per il CNI (Consiglio Nazionale Ingegneri) per poi arrivare alla Protezione Civile e compilare il quarto modulo trovando le fotocopie dei moduli precedenti! Tutto per produrre un ACCREDITO che è una tessera di riconoscimento per cui abbiamo aspettato in loco per 4 ore...
  2. i cittadini che chiedono di fare il sopralluogo per la FAST devono presentare un'istanza dove riportano dati proprietario, dati immobile da visitare, telefono, dati catastali etc... Per trovare questi dati i cittadini si sono impegnati e sarebbe stato molto utile poterli far inserire direttamente in formato digitale (magari un banale excel). Ma le vecchiette?? Beh, si fa uno sportello Amico... Ecco questi dati li ricopiano quelli del Comune per farci fare il sopralluogo e poi li ricopiamo noi.... Non parliamo poi degli errori che si fanno ricopiando...
  3. gli AGGREGATI sono dei perimetri che uno pensa siano stati fatti da un ubriaco, mentre sono stati fatti in modo automatico da un software perchè non si investe per conoscere il territorio (questo ha detto la Protezione Civile Nazionale...). Da queste forme assurde è necessario risalire ai catastali e da lì ai proprietari e fare scopa con le richieste.. Un lavoro da cretini che dimostra che non ci fidiamo del catasto, che teoricamente dovrebbe essere lo strumento cardine, non solo per i terremoti, ma anche per far pagare le tasse.
  4. Dati gli aggregati, si devono trovare le unità strutturali (gli edifici) che al 90% coincidono con i mappali catastali e quindi converrebbe usare l'identificazione del Catasto; ma non ci fidiamo del Catasto e ricominciamo ogni volta da capo...

Possibile che non sia possibile identificare ogni unità strutturale in modo univoco? Non è un problema "innocuo"... Penso che se lo affidiamo a Google Earth in poco tempo abbiamo tutti gli edifici elencati con le coordinate GPS e ci ripaghiamo gli investimenti per dare ai Comuni delle mappe serie, pronte per le emergenze.

Non sarebbe meglio farlo in "tempo di pace" invece di farlo durante l'emergenza??

TERREMOTO - GIORNO 3

Oggi era festa, ma noi squadre di volontari venute sui luoghi del terremoto abbiamo lavorato lo stesso, perchè molti di noi sono venuti per impegnare il tempo per fare qualcosa di utile e non per andare sul Terminillo o alle Cascate delle Marmore.
Il problema è che il Comune di Antrodoco oggi era chiuso perchè per i dipendenti era festa e quindi siamo diventati i "padroni" dell'Ufficio.

Qui, in un paese di 2800 abitanti, sono state fatte oltre 500 richieste di sopralluoghi soprattutto dopo il 30 ottobre e quindi sono arrivate oltre 10 squadre di due tecnici (ingegneri o architetti) cioè circa 1 squadra ogni 300 persone, diciamo 50 schede a testa.

Il problema maggiore è che l'ufficio comunale è composto da un architetto (a contratto) e da un ingegnere con alcuni altri amministrativi, ma fanno già fatica (per i soliti meccanismi noti a tutti) a fare il lavoro ordinario...
Quindi oggi ci siamo organizzati i sopralluoghi che potevamo fare (5 squadre su 10) ed abbiamo finito.
Domani arriveremo e non ci saranno pronti i fascicoli per poter programmare i sopralluoghi: come avere una Ferrari per corre la F1, ma averle dato solo un treno di gomme, ma non per un Gran Premio... per tutti i Gran Premi!!

Il vero problema è sempre il solito: i Comuni (grandi, medi o piccoli) non ce la fanno a reggere l'urto dell'emergenza burocratica e dovrebbere essere rinforzati da subito con personale.
Pensare di risolvere i problemi con il normale personale presente nei Comuni e dei tecnici volontari è un sistema da paese "fantasioso", ma non da paese organizzato...

Possibile che non si riesca a gestire meglio questo problema??

TERREMOTO -GIORNO 2

La situazione è peggiore di quanto io pensassi, ma non perchè ci siano molti problemi nel Comune dove sono di servizio, ma perchè nulla è mutato come organizzazione rispetto al terremoto de L'Aquila!!
Siamo alle solite con una Protezione Civile che dovrebbe essere il fulcro dell'organizzazione, ma non parla con i Comuni perchè i Comuni devono parlare con i COR (Centri Operativi Regionali), che in tre regioni confinanti hanno 3 acronimi completamente diversi!!

Ora siamo qui a fare delle schede FAST che sarebbero delle schede per il rilevamento sui Fabbricati per l'Agibilità Sintetica port-Terremoto che sostanzialmente prevedono due casi opposti (tipo il referendum):
  • edificio agibile
  • edificio non utilizzabile o non utilizzabile per rischio esterno
La questione buffa è che se un edificio viene dichiarato non utilizzabile è necessario fare un'ordinanza di sgombero ed i tecnici del Comune non sono in grado di farla in breve tempo e quindi ci hanno chiesto di richiedere (se lo riteniamo) un altro tipo di scheda AEDES...

Altro fatto, quanto meno inquietante, è che la scheda AEDES la puo' fare solo chi ha fatto un corso di 60 ore (costo 600 euro) e gli altri no...
Io ho già fatto le schede AEDES sia a L'Aquila che in Emilia, ma ora non posso più farle... perchè non ho fatto il corso e quindi siamo tutti a fare delle nuove schede che non servono ai Comuni!!

Se ci fossero i tedeschi a fare il nostro lavoro avrebbero già fatto la rivoluzione, mentre noi tutto sommato andiamo a vedere queste case rassicurando le signore, ma è uno spreco totale di risorse perchè con lo stesso tempo potremo fare una scheda più di dettaglio ed invece magari qualcuno dovrà ripassare...


martedì 6 dicembre 2016

TERREMOTO - GIORNO 1

Sono in  centro Italia a Terni e riassumo il primo giorno di missione per rispondere, insieme a 500 altri da tutta Italia,  alla richiesta della Protezione Civile e del Consiglio Nazionale degli Ingegneri per fare dei sopralluoghi "rapidi" (schede FAST) per capire cosa è agibile e cosa no e quanto moduli abitativi servono.
Premesso che non ho informazioni particolari sull'organizzazione ministeriale e che questa è la terza esperienza, cercherò di fare brevi sintesi per evidenziare le questioni più originali (belle o brutte).

Per il primo giorno è successo questo:
  • dopo aver dato la disponibilità due settimane fa, siamo stati convocati via mail domenica 4-12 mattina; in teoria ci si chiedeva di arrivare a Rieti per il giorno 6-12 alle ore 10 cioè partendo alle 4 di mattina...
  • l'esperienza ha consigliato di partire solo alle 5,30 per arrivare alle 12 ed essere perfettamente puntuali con la presentazione, mentre eravamo in ritardo per l'accreditamento;
  • l'accreditamento è la creazione di una tessera ex novo quando tutti noi abbiamo già delle tessere plastificate dei rispettivi Ordini provinciali... in ogni caso abbiamo atteso fino alle 16 per avere la consegna di questa nuova tessera
  • poi ci hanno mandato al DICOMAC di Rieti per aver la destinazione, ma lì non sapevano nulla.. Poi si sono capiti e ci hanno chiesto se volevamo (io ed il mio compagno) stare a Rieti o Androdoco. Scelto Androdoco che non so dov'è, ma dev'essere un paesello e non una città..
  • rispetto agli altri terremoti, qui siamo in albergo a Terni ma dobbiamo andare a fare rilievi a circa 50km... 
Nella sostanza nulla di nuovo, siamo alla solita Italia di grande impegno e solidarietà, ma non ci sono investimenti per avere mappe significative degli edifici (non delle unità immobiliari).
Siamo sempre all'anno zero, come per le tessere, che rifacciamo ogni volta con migliaia di moduli compilati con gli stessi dati che sono già nella tessera del codice fiscale...

Però ci siamo e forse daranno anche i rimborsi della benzina...

domenica 4 dicembre 2016

PARCO DELLA STORGA: “COME FARE E COSA FARE” NOTE PER UN CONTRIBUTO COLLABORATIVO



Il sopralluogo di sabato è sostanzialmente stato un “buco nell'acqua” (di risorgiva) perchè quello che per me era un giro esplorativo per cercare di capire come poter fare il lavoro che ci siamo proposti di fare, si è trasformato per alcuni nello svolgimento del lavoro vero e proprio con segnalazioni mediante nastro bianco-rosso e per altri è stato motivo di passeggiata con discussione su temi molto (troppo) ampi...

Non voglio essere polemico con nessuno, ma tutto questo dimostra che non ci sono idee chiare nemmeno tra di noi e quindi figurarsi se possiamo dare indicazioni ad altri su “cosa e come fare”!!

Vorrei ricordare gli obiettivi di breve, medio e lungo periodo per migliorare la situazione ambientale a Treviso ed in particolare per questo splendido “parco urbano” per crescere tutti insieme al di là delle inevitabili diverse sensibilità che devono restare una ricchezze e non motivo per insensate divisioni, anche perchè chi gestisce ama il “divide ...et impera”.


Il primo obiettivo di breve periodo (entro gennaio, ma probabilmente marzo 2017) è quello di dare indicazioni precise alla Provincia che ha intenzione:
  • di fare un'esercitazione di Protezione Civile proprio nel parco della Storga, per prendere due piccioni con una fava e cioè fare una dimostrazione obbligatoria per tenere in esecizio i volontari e nel medesimo tempo intervenire in modo “gratuito” sul parco che è in stato di abbandono. Questo primo intervento sarà limitato al ripristino in sicurezza dei soli sentieri già tracciati con opere di riparazione o eliminazione di strutture pericolose e/o non utili.
Teniamo conto che l'opzione “normale” per una P.A., con problemi di bilancio sempre più gravi, è sempre quello di fare meno manutenzione possibile oppure di farla ad intervalli sempre più lunghi per cui gli interventi di taglio sono spesso massicci...

In pratica quello che ritengo debba essere il nostro compito entro febbraio 2017 riguarda:
  • la valutazione delle piante da tagliare perchè potenzialmente pericolose (entro un periodo di 1-2 anni) per il transito sui sentieri 
  • gli interventi da fare entro 5-10 metri per ogni lato sul sottobosco 
  • gli interventi da fare entro 5-10 metri per ogni lato sull'edera 
  • cosa è importante preservare nella fascia di intervento mantenere una gradualità di passaggio tra la parte del sentiero e la parte di non-intervento 
  • quali infrastrutture mantenere e quali eliminare subito oppure non appena arrivano a fine vita (tipo i parapetti).

Tutto questo mirato, non a fare filosofia o accademia, ma a dare istruzioni il più chiare possibili a 200 persone che faranno un intervento in 2 soli giorni.
Ho richiesto oggi, tramite il consigliere Iannicelli, di avere le planimetrie del parco per poter graficizzare le nostre proposte con i punti sopra indicati da verificare sul campo.

Ovviamente ritengo che siano utili uno o più sopralluoghi con esperti di vario genere e diverse sensibilità per raccogliere il maggior numero di informazioni utili prima di fare le proposte: attendo quindi di avere i nominativi di chi è disponibile per contattarlo in modo da fare anche un corso di educazione ambientale per adulti, che credo sia utile a molti.

Ritengo anche necessario che una parte di noi diventi “Protezione Civile” in modo da poter essere presente a questo tipo di interventi: attendo volontari.

Questo però non è l'unico obiettivo che abbiamo, ma è necessario puntare ad altro ed oltre per valorizzare e far diventare un vera eccellenza questo luogo!

Il ripristino dei sentieri e la nostra capacità di essere interlocutore collaborativo con la Provincia diventa fondamentale per questi più importanti obiettivi, che mirano a:

  • analizzare le aree diventate “naturali” per abbandono con censimenti di piante, alberi e fauna in modo da caratterizzare questi nuovi habitat; 
  • proporre la ricostruzione (o meglio la creazione) dei famosi “prai de acqua” valutando possibili gestioni 
  • valutare e capire quali sia la qualità dell'acqua e quali siano gli interventi più opportuni per eventuali depurazioni e per la conservazione delle risorgive e della flora e fauna ittica 
  • proporre un serie di infrastrutture minime in area specifiche per dare un servizio a chi fruisce del parco, valutando possibilità e modalità di gestione 
  • impedire che il parco della Storga diventi un altro “modello veneto” di turismo ambientale tipo le passerelle dei Burci dove si vede un fiume con nutrie, gamberi della Louisiana e tartarughe americane di fronte a resti di zone industriali in degrado...

Conclusione (provvisoria)

Lasciamo quindi perdere le inutili questioni polemiche e cerchiamo di strutturare un modo comune di lavorare sul campo, restando per il momento sugli obiettivi di breve periodo.

Tutto serve per imparare, anche capire che non si è capito.

Ora percepite il Natale e lasciatemi andare in Centro Italia, ma cercatevi ognuno un piccolo compito da fare e portatelo alla prossima riunione, perchè non possiamo fare tutto, ma non possiamo nemmeno delegare tutto ai “famosi” tecnici.

Molte è da fare ed è assurdo non trovare il modo per poterlo fare con serenità, gusto e divertimento. 













SCHIFEZZE REGIONALI NEL COLLEGATO - articolo 33

Il “Collegato alla Legge di Stabilità Regionale” è una di quelle leggi omnibus dove trovano spazio le peggiori nefandezze legislative, scritte direttamente dalle consorterie che appoggiano consiglieri regionali, per lo più arroganti, che sono interessati solo a “risolvere” problemi particolari del loro elettorato di riferimento.

In un mare magnum di articoli su tutte le materie ci sono anche perle di rara bellezza come l'invenzione di “nuove procedure accelerate per valorizzare i beni delle ULSS” per finanziare un settore che già si mangia oltre il 70% delle risorse.
Ecco cosa prevede l'articolo 331:

Relazione esplicativa dell'articolo 33 
La norma è finalizzata a dare luogo ad una operazione straordinaria e accelerata di dismissione di beni immobili di proprietà degli enti del Servizio Sanitario regionale, non funzionali all’espletamento dell’attività sanitaria e quindi facenti parte del patrimonio disponibile.
L’alienazione è volta all’acquisizione, da parte del Servizio Sanitario regionale, di risorse finanziare da utilizzare per gli importanti investimenti richiesti dall’espletamento dell’attività spiccatamente sanitaria2.
Si prevede un’autorizzazione per legge alla vendita, in applicazione dell’art. 5, comma 2, secondo periodo, d.lgs. 502/92. L’autorizzazione per legge è peraltro provvisoria e straordinaria e quindi pienamente compatibile con il principio stabilito dall’art. 5, comma 2, secondo periodo, d.lgs. 502/92
E’ prevista una procedura accelerata per la variante urbanistica4 volta alla valorizzazione dell’immobile mediante il modulo della conferenza di servizi, in coerenza con quanto già previsto dall’art. 16 della l.r. 18/06, in attuazione della norma di principio di cui all’art. 10, comma 1, del dpr. 327/01.

Art. 33 - Disposizioni in materia di immobili rientranti nel patrimonio disponibile delle aziende e degli enti del Servizio Sanitario Regionale. 1. Le Aziende e gli enti del Servizio Sanitario Regionale sono autorizzati, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 5 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, fino al 31 dicembre 2017, salva proroga di un anno disposta dalla Giunta regionale, al trasferimento della proprietà degli immobili classificati ai sensi dell’art. 20, comma 4, della legge regionale 14 settembre 1994, n. 55, come beni del patrimonio disponibile e non utilizzati per i fini istituzionali.
2. Le Aziende ed enti predetti devono procedere alla vendita di tutti gli immobili non utilizzati a fini istituzionali già classificati come beni del patrimonio disponibile alla data di entrata in vigore della presente legge, pubblicando entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge medesima, sul profilo dell’ente e dandone ogni opportuna pubblicità, idoneo avviso di alienazione. Le Aziende ed enti procedono alla vendita degli immobili non utilizzati a fini istituzionali classificati come beni del patrimonio disponibile dopo l’entrata in vigore della presente legge, procedendo come stabilito nel periodo precedente entro sei mesi dall’atto di classificazione del bene nel patrimonio disponibile.
3. La perizia di stima degli immobili è affidata all'Agenzia delle Entrate, all'Agenzia del Demanio, a tecnico abilitato dipendente o a professionista esterno.
4. Ove sia necessario procedere alla variante urbanistica ai fini della valorizzazione del bene da trasferire, il direttore generale dell’Azienda o dell’Ente del Servizio Sanitario Regionale convoca una conferenza di servizi, ai sensi dell’articolo 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241 “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi” e successive modificazioni, alla quale sono convocate le amministrazioni interessate e comunque la Regione. Il verbale della decisione della conferenza costituisce variante urbanistica,
anche in caso di mancato assenso del Comune.5 5. Le risorse derivanti dall’attuazione del presente articolo sono destinate al finanziamento degli interventi sul patrimonio immobiliare utilizzato a fini istituzionali e per investimenti.6

La questione principale è che in questo modo la Regione Veneto in collaborazione con le ULSS oppure (meglio) il Direttore Supremo della Sanità insieme con la Giunta Regionale si inventano un nuovo modo di fare varianti urbanistiche, non per una singola opera, ma per tutto il patrimonio non più funzionale degli Enti del Servizio Sanitario regionale!La volontà è finalizzata a “valorizzare il bene da alienare”, anche in contrasto con la pianificazione specifica territoriale che è di competenza di ogni singolo Comune.
Questo è chiaro ed evidente anche se è stato eliminato il periodo che specificava che l'eventuale mancato assenso del Comune ad un atto di sua specifica compentenza non era vincolante.

Con simili legislatori che derogano in modo pervasivo e sfacciato su tutto e contro tutti, dove pensiamo di andare?
Quale pianificazione può resistere ad una simile senso delle istituzioni, che getta nel cestino la “leale collaborazione tra istituzioni pubbliche”?



La Regione Veneto praticamente chiede di fare, per legge, q uello che molti vorrebbero fosse scritto a caratteri cubitali sul prossimo Testo Unico Urbanistico Veneto:
art. Unico 
Ognun casa sua fa queo ch'el vol e mi che sono a Region fasso mejo e pì de tuti, ostia!!
(come d'altronde fa già con la pianificazione entro il raggio di 2km dai caselli austradali.)

note

1 Leggermente modificato per decenza in commissione...

2 Interessante l'aggettico “spiccatamente” che deve rendere l'idea che si cercano soldi per curare i malati?

4 Procedura accelerata..... come un treno?

5 È stato tolto in Commissione il periodo “anche in mancato assenso del Comune” in quanto palesemente illeggittimo...

6 Qui, diversamente dalla relazione, non si parla più di “attività spiccatamente sanitarie”, ma di fini istituzionale o investimenti....