"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)

mercoledì 4 maggio 2016

4° LOTTO: CO' STI BO', NO SE ARA...


I politici non dovrebbero mai sottoscrivere documenti scritti perchè c'è il rischio che qualcuno li conservi.
Ecco un documento di soli due anni fa (maggio 2014) dove il primo paragrafo dice l'esatto contrario di quanto dice l'ing. Negro (annata 2016) ai giornali oggi. 
Il documento è firmato dallo stesso ing. Negro (annata 2014 però..) oltre che da Tonella, Said e Bozzo...
In questo documento dei capigruppo di maggioranza (non l'opposizione...) dicono un sacco di "belle cose" che poi la loro stessa giunta ha evitato di fare, incaricando uno studio milanese di fare tutto un grande studio che alla fine ha confermato quello che diceva Veneto Strade (che però in un primo momento aveva sbagliato tutto...)

Ma dove volete che andiamo??
"Co' 'sti bò, no se ara" dice un mio amico di Borgo Furo...
 



AMNESIE TANGENZIALI o OPINIONI ALLA CAZZO?

E' fantastico leggere le dichiarazioni dei "nostri/vostri" politici sul 4° lotto della FINTA TANGENZIALE DI TREVISO perchè si dimostra che la memoria non è una cosa affidabile, anzi non lo sono proprio i politici trevigiani.

Vediamo le varie posizioni come espresse dalla Tribuna di oggi:

GIOVANNI NEGRO: "Da tempo come Amministrazione abbiamo detto che il 5 lotto non serve..."
Peccato che abbiato pagato uno studio 20-40 mila euro per dire che VENETO STRADE aveva cappellato proprio su questo.
Peccato che l'allora assessore Camolei, l'unica volta che avete avuto il coraggio di venire a Monigo alla sagra della Fragola l'anno scorso, abbia testualmente detto "stiamo già studiando il 5-6-7 lotto..."
Sulle tesi che il trangolo di terra oltre la feltrina non genera traffico, sorvolo pietosamente...
Ma cos'è che genera traffico?? L'orto di Menoncello in via Casette, le coltivazioni biologiche di porri della Cooperativa Topinambur in via Casoni o l'area verde dietro casa di Scolese. Spiegatelo...

SAID CHAIBI: "L'unico sfogo del 4 lotto sono le bretelle verso la Postumia... dobbiamo vedere se interferisce...."
Spero che i giornalisti non abbiano capito la dichiarazione. Cosa c'entrano le bretelle che non esistono e non si possono fare.... Cosa interessa la lottizzazione Feltrina 6: il privati i fatti suoi li cura molto bene. Anzi, diteci chi  è questo privato!
Probabilmente Said non si è speigato bene.. boh vedremo....

GIANCARLO ZULIANI: "Già fare la tangenziale fino alla Feltrina è un successo per San Giuseppe..."
Beh, certo. Da buon lobbista per San Giuseppe (proprio come la Rifle Association per i fucili) al buon Giancarlo interessano i suoi elettori e non tutti i cittadini. Ormai è una battaglia campale dove non si fanno prigionieri e piuttosto è meglio di niente.
Chiedo solo che si spieghi bene come si fa a chiamare TANGENZIALE una cosa che si allunga solo di 3 chilometri al prezzo di 70-80 milioni di euro e che darà un plus valore enorme ai signori di quei Centri Commerciali.
Interessante politica urbanistica... Se non li ritenessi incapaci di farlo, potrei pensare che si sia del losco, ma credo che nemmeno le mazzette siano in grado di prendere...

SANDRO ZAMPESE sarebbe quello che ha gestito per i precedenti vent'anni l'urbanistica a Treviso cioè ha lasciato costruire la casa di Marilena e co. proprio dove passava la tangenziale (!!). E' lo stesso che vuole riportare (con il PRG dei mitici Contini e non so chi, parenti di chi?) il traffico della tangenziale in viale Europa. Un mito!! Una soluzione perfetta... da ricovero immediato...


giovedì 28 aprile 2016

ARATURA "SBADATA" IN AREA PARCO DEL SILE (laterale di via Pasteur)

Se nessuno reclama questo pezzo di terra come "bene comune" diventa un bene, ma privato..
Al Comune di Treviso
Al Signor Sindaco
All'Assessore all'Ambiente

Ente Parco Naturale Regionale del Fiume Sile
Al Presidente

e,p.c. Ai Soci di ITALIA NOSTRA
e,p.c. Alla Stampa locale



Oggetto: Segnalazione di aratura su porzione di strada vicinale con servitù pubblica di passaggio. Richiesta verifica ed eventuali provvedimenti di tutela.
Una segnalazione mi informa che su una laterale di via Pasteur, nella zona tra il Sile e la strada di collegamento con il depuratore di Treviso, un privato agricoltore ha recentemente fatto un'aratura che “invade” uno storico percorso vicinale di uso pubblico adatto a carri cioè a due corsie.

L'aratura, forse per sbadataggine, ha invece rimosso uno dei due “trosi” per cui ora il passaggio è diventato unico con contestuale (involontario) allargamento della zona coltivata.
Considerata che questa è una prassi deleteria e diffusa, si richiede che venga verificata la legittimità di tale comportamento, chiedendo nel caso la rimessa in pristino del percorso.

In qualità di associazione portatrice di interessi diffusi in materia ambientale richiediamo di essere informati, per quanto possibile nel rispetto della normativa sulla privacy, delle azioni che saranno intraprese dalla PP.AA.

Alleghiamo inoltre interrogazione presentata all'Ente Parco Sile su tale questione presentata in data 26-4-2016, visto che siamo in piena zona vincolata.

Considerando che il Parco Sile ha appena avviato una collaborazione con gli stakeholders “agricoltori” siamo certi che il problema sarà risolto in un battibaleno in coordinamento con il Comune di Treviso.

Distinti saluti.

p. ITALIA NOSTRA TREVISO
il presidente Romeo Scarpa

STORGHETTA IN VIA DEL DAINO: NATURA MORTA??

 


Alla Provincia di Treviso
Al Presidente
All'Assessore all''Ambiente

Al Comune di Treviso
Al Signor Sindaco
All'Assessore all'Ambiente

e,p.c. Ente Parco Naturale? Regionale del Fiume Sile
Al Presidente

e,p.c. Ai Soci di ITALIA NOSTRA
e,p.c. Alla Stampa locale



Oggetto: Segnalazione di situazione di potenziale inquinamento del corso d'acqua denominato “Storghetta” in via Daino a Treviso. Richiesta verifica ed eventuali provvedimenti di tutela ambientale e contro il degrado.

Dopo varie segnalazioni di cittadini e dopo aver fatto vari sopralluoghi sin da febbraio 2015, ho effettuato che lo stato del corso d'acqua denominato Storghetta in prossimità di via della fine di Via del Daino presenta delle forti criticità per assenza di flora e fauna e presenza di sedimenti molto scuri sul fondo.

Pur essendo il corso d'acqua in prossimità di attività produttive in parte dismesse anche potenzialmente molto impattanti, si ritiene che dovrebbero esistere all'interno delle stesse dei sistemi di depurazione, filtrazione e trattenimento di eventuali residui oleosi o di altri materiali (ferrosi?) provenienti dal dilavamento dei piazzali di sosta o di lavorazione e/o da acque usate in eventuali processi di lavoro.

Faccio presente che dopo qualche centinaio di metri la Storghetta si immette in Sile, fiume vincolato dalla LR 8/91.

Alcuni residenti segnalano periodicamente anche forti odori di “plastica bruciata”, ma di questo fatto ho solo testimonianze e non altre indicazioni.

La situazione del contesto è in generale molto degradato con capannoni di vecchie attività abbandonati con materiali potenzialmente pericolosi (coperture in amianto o fibrocemento?).

In base a quanto sopra esposto ed al fine di contenere e limitare una situazione che probabilmente è consolidata da decenni, si richiede a Provincia di Treviso e Comune di Treviso, in coordinamento eventuale con ARPAV e ULSS9 ed eventualmente anche Ente Parco Sile, di verificare la qualità dei sedimenti della Storghetta e dell'acqua in modo da poter certificare l'assenza di inquinamento del terreno e/o dell'acqua.

Si richiede inoltre che i proprietari degli stabili produttivi abbandonati provvedano a metterli in sicurezza in modo che il contesto si presenti sicuro e dignitoso come previsto dal Regolamento Edilizio e dalle norme generali di sicurezza.

In qualità di associazione portatrice di interessi diffusi in materia ambientale richiediamo di essere informati, per quanto possibile nel rispetto della normativa sulla privacy, delle azioni che saranno intraprese dalle PP.AA.

Alleghiamo inoltre interrogazione presentata all'Ente Parco Sile su tale questione in data 26-4-2016, anche se la zona è esterna alla perimetrazione dell'Ente Parco; normalmente l'Ente Parco Sile non è molto sensibile a questi temi, che sono poco interessanti rispetto alla realizzazione di nuove infrastrutture ciclabili.

Distinti saluti.

Treviso, 28 aprile 2016

 p.ITALIA NOSTRA Treviso
 il presidente Romeo Scarpa 348 8717810















MODIFICATE L'INTERVENTO IN VIA GERA A SAN GIUSEPPE: TOMBINARE? COME METTERE LA POLVERE SOTTO IL TAPPETO!



Al Signor Sindaco del Comune di Treviso
All'Assessore all'Ambiente
All'Assessore ai Lavori Pubblici
 
All'Ente Parco Regionale Naturale (?) del Sile
Al Presidente


Oggetto: RICHIESTA SOSPENSIONE E MODIFICA LAVORI IN VIA GERA

Con riferimento alle dichiarazioni riportate dalla stampa della scorsa settimana da parte del Sindaco e dell'Assessore ai Lavori Pubblici, richiedo, come rappresentante dell'associazione che rappresento, portatrice di interessi diffusi in materia ambientale, che siano sospesi i lavori progettati per la tombinatura del corso d'acqua, diventato nel tempo “fosso” e che si vuole trasformare in “fogna coperta non depurata” in area prossima a zona vincolata dal Parco del Sile ed a 100 metri dallo sbocco in Sile.
Tale lavoro, oltre che inutile, è dannoso per l'ambiente come viene spiegato in allegato e comporta un spreco di pubblico denaro, che potrebbe essere piu' utilmente impiegato progettando una riqualificazione ambientale di quel tratto di corso d'acqua.
Siamo a disposizione per spiegare cosa sarebbe utile fare in sostituzione di tale incaricando professionalità diverse per progettare un intervento realmente utile all'ambente e non un palliativo, che nasconde “la polvere sotto il tappeto”.
Facciamo presente che da sei mesi, come già comunicato, abbiamo avviato il PROGETTO RISORGIVE (responsabile arch. B. Zandigiacomi), che ha lo scopo di valutare quanti chilometri di corsi d'acqua minori abbiamo perduto dagli inizi del XIX secolo.
Vi alleghiamo una mappa del 1810 della zona dove si vede di cosa com'era quello che oggi chiamate “fossetto maleodorante” e che è stato violentato in duecento anni, tanto che oggi si vuole farlo sparire, quasi per nascondere le prove del disastro.
Alleghiamo inoltre interrogazione presentata all'Ente Parco Sile, che normalmente di questi problemi si disinteressa.
per ITALIA NOSTRA TREVISO
il presidente Romeo Scarpa


 COMUNICATO STAMPA
 
 LE "AZIONI MINORI" RIVELANO LA NON COMPRENSIONE...
 
Riprendiamo in modo meno virulento di quanto uscito sui social (e forse piu' ragionato) la questione dei lavori programmmati dall'Amministrazione di Treviso tra via Gera e via Sant'Agnese nel quartiere di San Giuseppe per fare un ragionamento, speriamo pacato, ma chiaro sulla “politica ambientale” del Comune di Treviso.

La scorsa settimana Sindaco ed Assessore ai Lavori Pubblici presentano un pacchetto di lavori per la sicurezza idraulica della città di Treviso, tra cui il tombinamento di un corso d'acqua minore tra la strada Noalese ed il Sile.

Quest'ultimo è un lavoro richiesto dai cittadini residenti perché “il fosso puzza, porta zanzare e ratti” e quindi Sindaco ed Assessore di premurano di presentare un progetto che “risolve” (a modo degli ingegneri stradali e del Genio Civile) la questione: si copre con un manufatto di cemento.

La “ciliegina”, in realtà una vera e proprio escusatio non petita, è che, oltre a prevedere un manufatto di calcestruzzo molto capiente (per evitare critiche sulla diminuzione della capacità del corso d'acqua), si prevede anche una “finitura a verde” con una manto erboso per dare al contesto una parvenza di naturalezza (1).

Precisiamo che San Giuseppe è zona preziosa di risorgive (via Paludetti, vi dice qualcosa?) ed a cento metri sulla sinistra della Chiesa si vede ancora l'acqua pulsare dalla sabbia per cui è assolutamente necessario “comprendere” il problema che interessa una zona urbana a monte del centro storico e quindi in posizione ancora non interessata dai reflui di.... 8.000 (ottomila) abitanti del centro storico.

Gli errori in questo modo di ragionare sono moltissimi e tutti da gravi a gravissimi: proviamo a spiegarli pubblicamente chiedendo che questo lavoro inutile si fermi e venga sostituito da un intervento piu' adeguato ed ambientalmente compatibile.
Il primo errore è che si prende atto del degrado senza fare nulla per modificare in meglio la situazione; è reale quello che “vedono” i cittadini: il corso d'acqua (che un tempo aveva un nome, quale?) ha poca acqua, che è inquinata dagli scarichi e da rifiuti urbani.

La prima domanda che si pone chi tenta di trovare realmente soluzioni è “come mai c'è poca acqua?”, la seconda è “quali sono gli inquinanti?” per arrivare alla terza e quarta, fondamentali, che è “dove sta andando quest'acqua?” e “cosa è utile fare per migliorare?”.

Queste domande, oltre a Sindaco ed Assessori sono da porre ai cittadini, perché spesso sono loro stessi a non porsi nemmeno la domanda perché la risposta è molto sgradevole da sentire.

L'acqua di questo affluente del Sile (siamo a 100 metri dal fiume simbolo della città) è poca perché ci sono prelievi vari (pozzi), autorizzati senza molti problemi dal Genio Civile o abusivi) e perché ci sono interventi di urbanizzazione, che hanno tagliato questo naturale apporto di acqua (mega cavalcavia di Carron su via Paludetti).
Se c'è poca acqua, o peggio, acqua stagnante ecco che compaiono le zanzare, che non sono “cattive”, ma semplicemente dimostrano che qualcosa non va, come fa il pus su una ferita in cancrena.
I ratti sono ulteriore conseguenza dell'antropizzazione perché si diffondono in modo abnorme solo se c'è cibo a sufficienza per loro ed un contesto adatto; il “cibo” per questi animali sono normalmente i rifiuti che i cittadini depositano o gettano nel corso d'acqua (2) ed il “contesto” sono acque inquinate da colibatteri fecali cioè fogne perché gli impianti di depurazione (anche locali) non funzionano.
Anche loro (i ratti, poveri animaletti), non sono “cattivi”, ma segnalano che c'è piu' di un problema.

Ulteriore danno è che i cittadini residenti vengono indotti a credere che questo di tombinare sia il modo corretto di risolvere e non vengono fatti pensare. Sono sicuro che se spiegassimo che nella loro sala da pranzo se non raccogliessimo le briciole di pane con la scopa, ma le mettessimo sotto il tappetto, non avremmo fatto un buon lavoro...

Potremmo anche spiegare ai residenti, in attesa di fare le fognature pubbliche per cui paghiamo salate bollette ad ATS, che disinfettare la casa al 99% come dice la pubblicità, inquina al 99% l'ambiente perché ammazza tutti i processi di digestione aerobici della merda e fa sversare veleno nei fossati.

In pratica con la sola azione di pensare di tombinare un fossato vengono fatti i seguenti errori:
  1. non si fa educazione ambientale ai cittadini
  2. si consolidano comportamenti personale negativi
  3. si nasconde il problema dentro una  tombinatura
  4. si favorisce il perpetuare del degrado, visto che in un fosso tombato posso scarica inquinanti ancora meglio
  5. spendo soldi in modo sbagliato e quindi non li ho per l'intervento corretto
  6. impoverisco la biodiversità sia vegetale che animale (3) 
  7. contribuisco a peggiorare la qualità dell'acqua del Sile, fiume di risorgiva simbolo di Treviso
  8. perdiamo la memoria del nostro territorio, visto che dopo aver “perso” il nome dell'affluente, dopo averlo trasformato in un fosso, dopo averne cementificato una sponda ora... completiamo l'opera di “miglioramento ambientale”!! 
  9. (potrei continuare...)
A margine faccio presente che su questo tema, da ormai sei mesi, abbiamo avviato un “PROGETTO RISORGIVE” che ha lo scopo di capire quanti corsi d'acqua abbiamo perso in due secoli. Partendo dalle mappe storiche napoleoniche, un gruppo capitanato da Berto Zandigiacomi, sta percorrendo e fotografando la realtà di oggi sulle nostre acque4 minori.

Se questo progetto proseguirà, annovereremo questo mirabile intervento come intervento sbagliato n.1 del 2016, inserendo nomi, cognomi, soldi spesi etcc..
Potremo spiegare cosa si dovrebbe fare, ma lo faremo nel prossimo comunicato stampa perché ci siamo già molto dilungato.

Note
(1) Non voglio nemmeno sapere come faranno a far crescere l'erba sopra il cemento a meno di non mettere 50cm di terra un un drenaggio con i contro fiocchi...

(2) Quanti sacchetti vediamo nei nostri fossati e corsi d'acqua perché per qualcuno la differenziata significa buttare i sacchetti in canali differenti??

(3) Ma immagino che questo è praticamente incomprensibile per molti


(4) Treviso, città d'acqua?? Sì ma tombinata...

NON DITE CHE NON LO SAPEVATE: GIOCATE CON LA VITA.... DEI NOSTRI FIGLI E NIPOTI!

Non posso nascondere di essere molto arrabbiato (e voi potete anche esserne contenti), ma è così...
Lo sono perchè non c'è peggior SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE.
questo basta ad uccidere la vita in migliia di metri cubi...

La questione dell'ACQUA è una priorità, ma molti sembrano non averlo capito e giocano a far finta di nulla mentre attorno a noi ci sono sempre più casi di malattie che arrivano anche a persone giovani.
Una malattia è un allarme e la nostra terra (acqua) ci sta CHIARAMENTE dicendo che così non va...

Non mi oiace essere catastrofico perchè sono fiducioso nella capacità di modificare la realtà, ma vedo che MOLTI (troppi) si baloccano in GRANDI INTERESSI (la politica regionale) o INTERESSI DI PARTE (quegli sciagurati del PARCO SILE) o in interventi dannosi (quegli inconsapevoli del COMUNE DI TREVISO).

NON DITE CHE NON LO SAPEVATE...
Ci sono dati, tabelle, articoli.... che spesso si dimenticano perchè non sappiamo come affrontare il problema.
Ovviamente la responsabilità prima è della REGIONE VENETO che
a) è in mano ai lobbisti di potere (cavatori, industriali inquinanti, agricoli ingordi)
b) fa delle leggi che sono "di facciata" cioè dei Piani come quello dell'aria che sono ARIA FRITTA
c) pensa solo ai suoi grandi business con centri commerciali mascherati da velodromi o pedemontane che tagliano le falde come spiegava la Rizzotta ieri sera ad Altivole con (in)Vernizzi
d) non promuovendo investimenti seri per depurazione industriale e civile

I secondi "criminali" sono la Banda del PARCO SILE cioè un manipolo di giapponesi, che supportati dalla REGIONE VENETO, difendono i loro interessi di gestire un piccolo/grande patrimonio di denaro pubblico facendo finta di fare qualcosa e/o facendo danni. Gestire 3,5 milioni di finanziamento europeo lasciando andare in malora una zona SIC ZPS è un'evidenza chiara di come/cosa pensano del problema

Se a questo aggiungiamo anche i piu' "sensibili" che sono quelli del COMUNE DI TREVISO o dei comuni contermini in mano al centro-(sinistra?) siamo a bagnomaria nel mercurio. Pensare che tombinare un canale  (diventato fosso e poi fogna) a 100 metri dal Sile senza depurarlo sia un intervento da proporre è scandaloso nell'ideazione e nel merito. Senza giustificazioni.

RICORDATE CHE L'ACQUA SIAMO "NOI", SIAMO NOI ed i NOSTRI FIGLI E NIPOTI.
NON E' PER ME (NOI) CHE LO CHIEDIAMO, MA PER CHI VERRA' (dovrebbe venire?) DOPO....

RISPETTATE L'ACQUA

Rispettare l'acqua si fa con "azioni", non con parole e basta...
In futuro (tra 20 anni?) saranno guerre per l'acqua pulita, saranno malattie... saranno morti.
Che ci sono già ora.



#sapevatelo



domenica 24 aprile 2016

ECCO A COSA SERVE IL PROGETTO SILIFFE...


The SILIFFE project aims to:
  • Strengthen the ecological network of Sile River, creating some main points of nature preservation that will be included in the network;
  • Preserve the areas risking degradation, particularly those suffering from human pressures, such as agriculture. The abandonment of already wooded areas has caused degradation and loss of habitat, and the project aims to create some valuable areas that will be permanently reserved for nature conservation;
  • Promote the integration of agricultural activities with the needs of nature preservation. To avoid conflicts, it is advisable to integrate the development of agriculture and environment through the support of the Rural Development Plan (RDP) 2014-2020 of the Veneto Region;
  • Monitor the effectiveness of implemented actions, assessing also the value of ecosystem services and the socio-economic effects related to nature preservation in the area of the Sile River;
  • Raise awareness of the value of Natura 2000 network sites, involving citizens actively in the preservation of sites and their sustainable use;
  • Network and share project results across the EU, building a permanent network of projects that are focused on the management of floodplain areas in territories converted by human actions; and
  • Ensure efficient and effective project management to guarantee continued nature preservation after the end of the project.
  • Expected results:
  • Acquisition of 6.7 ha of land for the conservation of nature;
  • Hydrogeological works and recovery of superficial water supply network, with at least three springs reactivated;
  • Restoration of ecological function of 14 ha of habitats;
  • Interventions to consolidate the typical fauna habitat, including the re-naturalisation of a stretch of about 300 m of the Sile River, the release of 20 000 small trout and 6 000 small grayling every year for four years, and the creation of sites of care for crayfish, bullhead and lamprey;
  • Interventions to combat invasive alien species (catching catfish, Louisiana crayfish and exotic turtles);
  • Construction of a path for disabled people (270 m of footpath and two educational panels); and
  • Seven wood panels for the teaching and promotion of the project and 15 banners at the premises of the beneficiaries and in the municipalities of the Park.