"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)
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domenica 18 maggio 2014

TOH, CHI SI VEDE.... IL PAT TORNA IN COMMISSIONE, MA SEGRETA!!

Era agosto 2012 quando iniziammo il percorso per FARE PARTECIPAZIONE sul nuovo strumento urbanistico di Treviso.
Da allora sono passati 20 mesi con cambio di amministrazione ma poco di buono e di nuovo c'è stato su questo argomento perchè la nuova amministrazione ha scelto un percorso di sostanziale accettazione di quanto fatto dalla precedente giunta leghista, decidendo di rinviare le modifiche alla prima variante del Piano degli Interventi, che non è ancora all'orizzonte.

Siamo da subito stati contrari a questa scelta che non marca alcuna sostanziale differenza (nemmeno simbolica) rispetto a prima perchè si cerca di salvare (come sempre) capra e cavoli ed anche il lupo, mentre secondo noi andrebbero fatte delle scelte precise con azioni conseguenti.

La presenza in un assessorato come quello dell'Urbanistica del vecchio dirigente (arch. Barbieri) e di un assessore alieno alla maggioranza come Camolei sono state da subito una risposta implicita a molte domande e non è quindi ora il momento di stupirsi.

Informiamo i cittadini e le associazioni che 
MERCOLEDI' 21 MAGGIO 2014 alle ore 18
 in Comissione Urbanistica (a porte CHIUSE) si discuteranno le controdeduzioni dei tecnici alle osservazioni (anche nostre). 
Non sarà possibile assistere in virtu' di un'interpretazione manichea e leguleia del diritto alla riservatezza che cozza in modo evidente con la sbandierata TRASPARENZA....

Ormai il "principio di non contraddizione" esiste solo sui libri di filosofia, mentre nella vita reale si puo' dire tutto e, dopo cinque minuti, il contrario di tutto



domenica 9 marzo 2014

AEROPORTO CANOVA: PARTONO GLI INVESTIMENTI...

La Commissione VIA ha dato il suo parere, non piu' provvisorio, all'immondo Masterplan che SAVE+AERTRE hanno avuto il coraggio di presentare. Esito: 49 voti contrari su 50 con unico voto a favore quello del rappresentante della Regione Veneto!!

Un complotto? Una macchinazione di Roma contro la società di Marchi? Uno sgambetto di Amber e Orsoni? No, nulla di tutto questo: solo una valutazione non partigiana di quello che tutti sanno: in quel posto l'aeroporto CANOVA non puo' crescere perchè è già troppo cresciuto.

L'errore è tutto di programmazione di chi pensa sempre di poter forzare le regole con il potere dei soldi e degli interessi che si coniugano di volta in volta con il lavoro, lo sviluppo etc...
L'aeroporto Canova è arrivato gratis a Marchi e co. che hanno fatto utili su utili ed ora vogliono crescere oltre i limiti fisici dell'area, compresa tra Treviso, Quinto ed il Sile.

Buone notizie però per gli investimenti perchè i 130 milioni promessi da AERTRE e SAVE dovranno essere spesi subito per mitigare gli impatti attuali e risarcire i danni già fatti al patrimonio comune che si chiama aria, acqua e terra..
Quindi siamo tutti contenti per questo epilogo (che temo provvisorio perchè ci saranno ritorsioni) che dà ragione al Comitato per la Riduzione dell'Impatto dell'Aeroporto ed a noi che l'abbiamo sempre sostenuto.

Non chiedevamo la luna, chiedevamo rispetto per le regole minime di civile convivenza e oggi possiamo certamente dire che è una bella giornata di primavera.

lunedì 14 ottobre 2013

AUSER APPOGGIA RICHIESTA VINCOLO PER IL BASTIONE DEL CASTELLO (ex Camuzzi)

Egr. Signor Ministro
il sottoscritto Pietro Fabris, residente in Paese (TV), via Della Pace, n 13, in qualità di Presidente della UNIVERSITA’ POPOLARE AUSER di Treviso, avendo esaminato con attenzione l'istanza di dichiarazione di bene culturale del “Bastione del Castello”, avanzata dalla Sezione di Treviso di Italia Nostra in data 10 settembre u.s., la condivide pienamente e sollecita un pronto inizio della pratica di istruzione.
Il Comune di Treviso, in questo periodo, sta redigendo il nuovo Piano Regolatore che è composto da una documento strategico (il Piano di assetto del Territorio- P.A.T.) avente carattere di indirizzo e dai successivi Piani di Intervento; nel P.A.T. Il “Bastione del Castello” è inserito in un comparto, che comprende anche la Stazione Ferroviaria ed un complesso in disuso con destinazione mista, con una indicazione di intermodalità, parcheggio scambiatore, residenza, commercio, ricezione, terziario direzionale.
Non a caso è già stato presentato un”progetto” che prevede la realizzazione di un parcheggio multipiano proprio all'interno del Bastione in oggetto.
Tanto basti per farLe comprendere l'urgenza di un Suo intervento.


Con i migliori saluti


f.to Pietro Fabris
Presidente Università Popolare Auser di Treviso

giovedì 3 ottobre 2013

ECCO 3 PROPOSTE CONCISE PER IL PAT TREVISO NUOVO

Ecco alcune proposte concise che possono essere fatte proprie dai cittadini che seguono le nostre povere indicazioni...

Diciamo che sono discorsi generici che già sono compresi nei molti paroloni del PAT come concetti, ma che non trovano concreta applicazione negli strumenti tecnici (cartografie e norme tecniche)...
Dai uno sforzino e cambiamo un po'... forza...

Direi che possiamo aspettare ancora un giorno per capire se ci sarà la PROROGA dei TERMINI per le OSSERVAZIONI, ma in assenza di notizie per domani, sarà opportuno prevedere una forte mobilitazione per far sottoscrivere entro il giorno 8 OTTOBRE molte osservazioni impegnative...

Vediamo... pazienza.. ancora per un giorno.



PAT TREVISO: CITTADINI PARTECIPATE!! MA IN FORMA CONCISA...

Questo il testo che appare sul sito del Comune per richiedere contributi e osservazioni (io non ho aggiunto una parola...).
A questo è allegato un modello questionario di "proposta" dove si chiede di non superare le 6 righe!! 


"GENTILE CITTADINO/A,
 

"IL PIANO DI ASSETTO TERRITORIALE (PAT) è una strumento STRATEGICO che definisce quale debba essere e come debba avvenire lo sviluppo urbanistico del territorio Comunale. 
Il PAT contiene le LINEE GUIDA DETERMINANTI lo sviluppo della Treviso futura; in estrema sintesi ci dirà che tipo di città vogliamo e come realizzarla tramite il PIANO DEGLI INTERVENTI (PI) . 
E’ per questo che la rivisitazione del PAT è stata giustamente inserita tra le priorità di questa amministrazione; infatti vogliamo intervenire orientando le scelte verso:
  •  l’AUMENTO DI SPAZI VERDI, 
  • una valutazione ragionata delle NUOVE ESIGENZE EDIFICATORIE rivalutando i REALI BISOGNI DELLA COLLETTIVITÀ, dando priorità alla RICOSTRUZIONE DEL COSTRUITO IN DISUSO ed al RECUPERO DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE NON UTILIZZATO
 Con il PAT verranno inoltre introdotte nuove modalità di intervento quali il CREDITO EDILIZIO, LA COMPENSAZIONE EDILIZIA E LA PEREQUAZIONE EDILIZIA con l’obbiettivo di armonizzare le esigenze pubbliche con quelle del privato.

 Per raggiungere tali obbiettivi, oltre a formare un gruppo di lavoro di esperti, la Giunta ha deciso di avviare un CONFRONTO CON LA CITTADINANZA per renderla partecipe delle SCELTE PUBBLICHE, attraverso un percorso trasparente, utile, concreto e costruttivo mediante la presentazione delle osservazioni al PAT. 

Grazie a questo arriveremo ad un PAT che avrà come visione della città i VERI INTERESSI DE I TREVIGIANI.

MAI COME ORA LA TUA PARTECIPAZIONE E IL TUO CONTRIBUTO SONO FONDAMENTALI PER LA TUA TREVISO! ! !"

venerdì 27 settembre 2013

OSSERVAZIONI AL PAT

Ecco qualche informazione utile per i cittadini in merito alle osservazioni da presentare al PAT adottato.
 
E' evidente che le osservazioni non hanno alcuna necessità obbligatoria di essere conformi al Documento Preliminare come sembrava ventilato da qualche autorevole tecnico, ma se sono conformi e migliorative sono direttamente accoglibili...
Nulla vieta però di fare osservazioni che siano in contrasto con qualche obiettivo del Documento Preliminare solo che in questo caso è necessario una ripubblicazione del PAT cioè una riadozione parziale o totale.

LE OSSERVAZIONI DEVONO ESSERE DI CARATTERE GENERALE

Estratto dall'accordo di copianificazione tra COMUNE  e PROVINCIA
Valutazione delle osservazioni:
Le osservazioni presentate durante il periodo di pubblicazione e deposito,dovranno essere valutate in sede di conferenza di servizi.
Alla conferenza di servizi oltre ai rappresentanti del Comune e al rappresentante della Provincia, potranno essere presenti i rappresentanti degli enti pubblici che detengano specifiche competenze disciplinari o che sono coinvolti nel procedimento di approvazione.


Le osservazioni accoglibili dovranno configurarsi come osservazioni portatrici di interessi collettivi, coerenti con gli obiettivi del documento preliminare e tendenti a proporre ipotesi di miglioramento del piano.

L’accoglimento di tali osservazioni non comporta la ripubblicazione del piano che dovrà invece avvenire nei seguenti casi:
1.inserimento di previsioni in contrasto con gli obiettivi del documento preliminare;
2.aumento della capacità insediativa complessiva del piano al di fuori delle tolleranze dimensionali definite nel rapporto ambientale che valuta la sostenibilità del PAT;
3.stralcio di specifiche previsioni progettuali di livello strutturale contenute nel piano o inserimento di nuove previsioni di livello strutturale;
4.modifica sostanziale o stralcio di ambiti soggetti a specifica trattazione disciplinare atta a garantire la tutela e conservazione delle caratteristiche naturali, paesaggistiche e culturali.



venerdì 12 ottobre 2012

PAT TREVISO - INCONTRO AL "SACRO CUORE" 15-10-2012 ore 20.30

IL TEMA E' UN PO' SCOMAPRSO DALL'AGENDA POLITICA, MA TORNA.....
 IL PAT DI TREVISO 
AL "SACRO CUORE" IN COLLABORAZIONE CON SIAMO TREVISO E CON LA PARROCCHIA DEL "SACRO CUORE"

LUNEDI' 15 OTTOBRE 2012 ORE 20.30 PRESSO LE SALE PARROCCHIALI DELLA PARROCCHIA

PARTECIPATE NUMEROSI...

Chi vuole informarsi preventivamente su quanto già fatto puo' visionare tutti i contributi finora mandati all'ufficio urbanistica al link PAT TREVISO CONTRIBUTI



venerdì 21 settembre 2012

PISTE CICLABILI: POCA MEMORIA O SORDITA'?



Le piste ciclabili sono una risorsa enorme e noi siamo da sempre favorevoli alla creazione di un sistema di piste ciclabili che colleghi interconnetta i quartieri con il centro storico e consenta una mobilità sicura e priva di inquinamento; proprio a tal proposito presenteremo ulteriori contributi partecipativi al PAT in corso di formazione.

I recenti commenti all'incidente della signora Mirella in viale Vittorio Veneto, ci obbligano però a sottolineare alcuni dettagli non secondari sulla pista “ciclabile” in questione:

  1. credo tutti ricordino le numerose proteste che vennero presentate all'Amministrazione Comunale quando quella pista fu, sciaguratamente, ideata e poi realizzata;
  2. tale pista (forse) rispetta le norme tecniche, ma rispetta meno il buon senso, perchè è sopraelevata rispetto alla strada e non ha una separazione fisica dalla carreggiata, ragion per cui una caduta accidentale diventa oltremodo pericolosa;
  3. la pista ciclabile in questione, ricordiamolo, ha ristretto la carreggiata per auto e moto ed è l'unica al mondo realizzata in presenza di due-esistenti prepiste ciclo-pedonali “naturali”, volgarmente denominate “Passeggi”!!

L'attuale Assessore ai Lavori Pubblici “non c'era” quando si creava tale contestata pista, ma c'era qualcun'altro a capo dell'Amministrazione, che lui certamente conosce, che ha evitato di ascoltare le critiche.

L'Assessore attuale è però un degno erede dei suoi predecessori, visto che anche lui non ha ascoltato le richieste fatte da noi e molti cittadini di Monigo e Sant'Anna, quando è stata allargata via Sovernigo da 4 fino a 7 metri; la pista ciclabile, che si poteva fare, non si è fatta.
La richiesta della pista ciclabile è stata riproposta come contributo partecipativo al PAT.

Vedremo cosa succederà.... Certo che Treviso è una città “strana” con poca memoria o molti sordi.

Treviso, 21 settembre 2012
per ITALIA NOSTRA Treviso
il presidente Romeo Scarpa

post scriptum moderatamente polemico
Appare incredibile che si dica che “la pista ciclabile è a norma, ma c'è un progetto di messa in sicurezza nel cassetto...”
In tema di sicurezza e di responsabilità non ci possono essere ritardi; la carenza di fondi è una parziale giustificazione, soprattutto se il settore Lavori Pubblici impiega i pochi fondi disponibili per tagliare gli alberi di via Pinelli, prima di usarli per mettere in sicurezza la pseudo-pista ciclabile di viale Vittorio Veneto!
Ma.... non era a norma??

lunedì 27 agosto 2012

CONTRIBUTO PAT n.20 - SICUREZZA STRADALE

Da Ennio (con furore...)... lo sanno tutti, ma è difficile far le cose semplici, vero?




CONTRIBUTO PAT n.19 - MURI STORICI (e tradizioni..)

Berto ed Ennio per Italia Nostra (ma non solo...) ritengono che sia decisivo conservare la memoria di queste parti della città indipendentemente da chi sia ora il proprietario...
Il comune quando ha allargato via Sovernigo, ha demolito i pilatri tondi (che intrigava, ostia..) vecchia vestigia dell'ingresso facendo ocntento el Duro che 'desso ga do bee coèone in cemento!!


sabato 25 agosto 2012

CONTRIBUTO PAT n.16 - ACCORDI PUBBLICO-PRIVATI

Pat, la giunta dà il disco verde agli accordi pubblico-privati
L’imminente Pat di Treviso –il piano di assetto del territorio - potrà includere specifici accordi fra comune e privati, come consentito dalla legge regionale 11 del 2004 che ha di fatto aperto la strada dei nuovi maxidocumenti urbanistici. Lo ha stabilito la giunta, che ha affrontato l’argomento nell’ultima seduta, dopo una breve relazione dell’assessore all’urbanistica, Sergio Marton. 
Gli accordi possono riguardare specifiche aree, ritenute strategiche dall’amministrazione. Dovranno però seguire criteri che saranno ora posti all’esame della commissione urbanistica e che dovranno essere infine ratificati dal consiglio comunale. 
Un ulteriore capitolo per il Pat, che tanto sta facendo discutere associazioni, categorie, gruppi ambientalisti, e comitati, che in questi giorni hanno organizzato una serie di incontri per arrivare e produrre le osservazioni (la prossima è il 30 agosto allo stand della sagra di Monigo). Invano in tanti - comprese alcune associazioni di categoria – hanno chiesto la proroga dei termini per la presentazione, che la giunta ha fissato per il prossimo 5 settembre. Facile prevedere che sarà un settembre caldissimo, sul fronte urbanistico.
(DA TRIBUNA DI TREVISO - CONTRIBUTO DI SERGIO M. - sindaco di preganziol)

******
Nota a margine (cattiva)
Gli accordi pubblico-privati si sono fatti sempre soprattutto accordi PUBBLICO e AMICI PRIVATI...
Parliamo di tutti gli accordi con il Ciccio di Fondazione Cassamarca e quelli futuri che si faranno sull'area Marazzato dove Beauty & Co. sono in prima linea da sempre.
Questi non sono accordi PUBBLICO-PRIVATI, sono accordi PRIVATI-PRIVATI  

Nota per il giornale
Va bene pubblicare la velina che viene proposta... ma un minimo di commento... un accenno nel merito oltre alla speranza che l'autunno sia caldo?

venerdì 24 agosto 2012

CONTRIBUTO n.15 - CONSUMO SUOLO (EDIFICI ABBANDONATI)


Gli occhi spontaneamente cercano la bellezza e scivolano sulla bruttura.
Treviso è bella, la amo, l'ho tanto fotografata, ma non è così linda come si vuol far credere. Mentre facevo questo giro fotografico, sono stata colpita dall'ampiezza degli edifici abbandonati e/o degradati, pubblici e privati.
Che senso ha continuare a edificare su spazi verdi quando c'è tanto da recuperare?
 E l'amministrazione, come può vantarsi di aver trasformato Treviso in un gioiello?
 
(by francesca m)

CONTRIBUTO PAT n.14 - PERCORSI DI PREGIO STORICO AMBIENTALE A SANT'ANNA


Ennio mi manda due percorsi già molto usati da chi fa jogging e passeggiate a Sant'Anna di Monigo, terra agricola ai margini nord ovest della città con una bellissima sagra in luglio

CONTRIBUTO PAT n.13 - SOLIDARIETA', VOLONTARIATO E DESIGN VINTAGE

Una città della Romania? Uno scorcio di Timisoara?? No, no...

è Treviso:,la città del volontariato, della solidarietà e del design vintage


(by enrica)

giovedì 23 agosto 2012

CONTRIBUTO PAT n.12 - Berto per il SILE



TREVISO Citta d’acqua.
L’attributo dato usualmente alla città è, e rimane, soltanto una constatazione: è necessario che diventi una affermazione cioè che esprima la volontà di continuare ad essere una città che ricorda che la sua collocazione sul territorio è indissolubilmente legata alla confluenza traSile e Botteniga-Cagnan, che il due fiumi le hanno dato ragion d’essere e di svilupparsi e che ora, quando ci si accorge che terra, acqua, aria non solo elementi infiniti, si deve provvedere alla loro salvaguardia.
Per quanto riguarda l’acqua i momenti critici sono:
  • La progressiva diminuzione delle portate del Sile e dei suoi affluenti
  • L’inquinamento
  • I depositi provocati dagli sbarramenti realizzati per la produzione di energia elettrica
  • La perdita di navigabilità
  • La perdita di naturalità
Innanzitutto è necessario ricordare cosa è il sistema Sile-affluenti: un insieme di affioramenti del corpo idrico sotterraneo unico in Europa, e forse nel mondo, per grandezza e qualità, che interessa una parte importante della pianura veneta; la valenza di questo sistema è stata riconosciuta, parzialmente, con l’istituzione nel 1991 del Parco Regionale naturale del fiume Sile.
Perché “parzialmente”? Perché la Regione ha deciso che la tutela fosse limitata soltanto al corso del fiume principale dimenticando i suoi affluenti e la funzione che essi hanno svolto e continuano ad avere non solo come apporto idrico ma come sistema di organizzazione del territorio.
Ma non basta: l’istituzione del Parco non è stata accompagnata da una precisa volontà di costruire un organismo di gestione capace effettivamente di esercitare salvaguardia, nemmeno sul Sile.
La Regione ha di fatto demandato ai Comuni e alle Province ogni responsabilità di gestione rinunciando anche ai banali, ma dovuti, controlli amministrativi; Comuni e Province si sono limitati ad eleggere rappresentanti nel Consiglio dell’Ente Parco subendo passivamente l’attività (o l’inerzia?) dello stesso e mai pensando ad utilizzare le volontà espresse nella Legge istitutiva per risolvere problemi locali.
Non esiste atto che ricordi discussioni e/o dibattiti di Consigli Comunali o Provinciali sui temi generali del Piano ambientale e delle sue varianti,
Tuttavia il Piano Ambientale contiene indicazioni precise per quanto che possono riguardare anche la città di Treviso: tra gli elaborati che costituiscono le Norme di Attuazione sono previsti una serie di Programmi di Intervento (Art.1-comma e) ALL. E- programmi 1,2,4,5,28,30) che affrontano tematiche fondamentali per l’intero territorio Comunale.
In questo quadro si ritiene che il Comune di Treviso debba affrontare il problema dell’intero sistema delle acque superficiali studiando forme di tutela che potrebbero in seguito essere adottate dall’Ente Parco o dagli altri Comuni interessati e che potrebbero preludere al riconoscimento della necessità di ampliare il perimetro attuale del Parco istituendo una zona di Pre-Parco finalizzata alla conservazione e al miglioramento della qualità dell’acqua (elemento specifico della Legge istitutiva: Art. 2-comma b):”la protezione e la valorizzazione del bacino idrografico nella
sua funzione di risorsa idropotabile”)
In questo ambito è possibile affrontare e risolvere il problema delle fognature non solo del Centro Storico: tenendo conto della specificità descritta all’inizio potrà essere redatto un progetto serio capace di attingere fondi presso la Comunità Europea.
I recenti dati sui problemi derivanti dagli sbarramenti idroelettrici pongono con forza un problema di gestione del patrimonio idrico: ricordando le norme contenute negli Statuti Comunale trecenteschi (A.Marchesan: “Treviso Medievale” Tomo I° pag.288 e segg) si ritiene possibile che il Comune stabilisca un divieto assoluto di riversare a valle quanto si ferma nelle griglie delle centrali idroelettriche di Ponte S:Martino e della Gobba: E’ probabile che questo divieto sia già contenuto negli obblighi contenuti nelle concessioni in atto ma non è stato rispettato come non è stata rispettata la necessaria pulizia dei fondali.
Accanto alla pulizia devono pure essere eliminati gli ostacoli artificiali allo scorrimento delle acque come, ad esempio, il “collo di bottiglia” del Canale delle Convertite esistente in corrispondenza della confluenza dello stesso nel Sile accanto al Bastione di S,Sofia.
Sono evidenti le carenze presenti al punto 3.2.3.1 del “Rapporto ambientale preliminare e gli obiettivi posti nel citato “Piano di Gestione dei bacini idrografici delle Alpi Orientali”.

La tutela dei corpi idrici superficiali minori
Non si ritiene esagerato affermare che essi ricevono le acque reflue di almeno il50% della popolazione trevigiana. E’ unque necessario intervenire, rapidamente e ove possibile, per diminuire questa quantità anche con piccoli impianti di depurazione e con una programmata svuotatura dei pozzi neri e Imhoff ora esistenti in attesa dell’ampliamento/completamento della rete fognaria.
Ma è pure necessario mantenere in vita, anche con opere urgenti di manutenzione e soprattutto di aspirazione dei depositi, quelli ancora esistenti per non incorrere nella loro progressiva scomparsa.
Bisogna ricordare che la mancanza di considerazione e di tutela ha consentito recentemente l’interramento di una sorgente in Via Paludetti ed il posizionamento del complesso ISRAA di Via S:Bona nuova nella parte inferiore del lotto disponibile, in parte sopra una risorgiva già interrata.
L’eliminazione del salto d’acqua del vecchio mulino presso il Convento delle Visititandine in Via S.Pelajo sta provocando la scomparsa dell’area umida a monte: il suo rifacimento ne permetterebbe ,a poco prezzo, la salvaguardia
E’ altrettanto importante estendere la tutela nelle aree immediatamente a monte delle risorgive al fine di evitare interruzioni della falda sotterranea (le interruzioni, ad esempio, che hanno provocato a Lancenigo il prosciugamento della sorgente della Limbraga) si chiede pertanto che sia proibita con precisa norma e con individuazione cartografica la realizzazione di vani sotterranei nelle aree in cui la prima falda sotterranea corra a meno di 3 metri dalla superficie del terreno. La precisa individuazione di queste aree è desumibile dalla planimetria in scala 1:12.500 realizzata dallo Zanniol nel 1925 ma anche dall’indagine specifica eseguita in preparazione del P.R.G. 2001 oppure da quella (georeferenziata) riportata negli allegati al PTPC vigente.
Infine è necessario riparare al mancato inserimento del fiume Cerca di Monigo tra i corsi d’acqua sottoposti a tutela ai sensi della L: 431/1985 come recepita dal DLgs n.42/2004: esso nasce dal fontanile (denominato Fontanelle) sito invia 55° Reggimento Artiglieria e sfocia nel Sile immediatamente a Sud della stazione abbandonata di SS.Quaranta, dopo aver sottopassato la ferrovia.

Il paesaggio fluviale
A monte e a valle di Treviso il Sile mantiene pur con caratteristiche diverse notevoli caratteristiche di naturalità pur avendo subito, nella prima metà del ‘900, pesanti modifiche al suo alveo in seguito a vaste operazioni di bonifica nella parte superiore e di escavo per estrazione di ghiaia nella parte inferiore: la serie storica IGM le documenta con precisione. (qualora richiesto si è in grado di fornirne copia):
Questa “naturalità”si mantiene, a monte, anche nel territorio del Comune di Treviso fino alla grande ansa posta in corrispondenza del suo avvicinamento alla cinta muraria con l’unica, pesantissima eccezione costituita dall0aeroporto (ex militare) A.Canova (questo tema sarà trattato in altro apposito contributo),ma scompare nel tratto urbano e, per la riva sinistra, anche a valle della città:
In epoca moderna o contemporanea il Sile ha subito alcune pesanti modifiche che devono essere puntualmente descritte:
1)-nell’ultimo decennio del 1800 il ricalibramento del canale Piavesella ed il suo sfocio nella Botteniga ha quasi triplicato la portata della stessa tanto che si è dovuto scaricare l’eccesso ampliando il fossato attorno alle Mura dal ponte di Pria fino al Bastione di S.Sofia. La Piavesella deriva acqua direttamente dal Piave e trasporta, in occasione delle piene, anche morbide, dello stesso, grandi quantità di limi che si depositano nell’alveo del Sile: il punto migliore per l’osservazione del fenomeno è il Ponte Dante da cui è facile vedere il diverso “colore” delle acque che si stanno mescolando.
La realizzazione di un bacino di decantazione per le acque della Piavesella potrebbe risolvere il problema: ovviamente la localizzazione (potrebbe essere una delle numerose cave di ghiaia esistenti a nord dei confini comunali) non è di competenza del Comune di Treviso ma si ritiene opportuno che il PAT indichi alle istituzioni di livello superiore sia il problema che l’indicazione do soluzione.

2)-nel corso urbano del fiume esiste un primo sbarramento, di origine antica, forse millenaria, in corrispondenza del Ponte di S.Martino, che è anche funzionale rispetto alla derivazione che alimento il fossato a sud della città: L’attuale funzione di produzione di energia elettrica non altera il regime delle acque: il fiume ha avuto modo, nel tempo, di consolidare questa condizione anche dal punto di vista paesaggistico. Si ritiene comunque utile e/o necessario:
a)- Una verifica della riva sinistr in corrispondenza del quartiere di S.Nicolò poichè esistono voci di scarico di macerie nell’alveo avvenute nel secondo dopoguerra
b)- il divieto di scarico a valle del materiale che si deposita sulla griglie della centrale idroelettrica.

3)- un secondo sbarramento destinato alla produzione di energia elettrica è stato costruito attorno al 1950 immediatamente a monte del ponte ferroviario denominato “della Gobba”: il livello dell’acqua è stato aumentato ( ora è eguale al livello del fiume in corrispondenza della confluenza del Cagnan dell’Ospedale) ed ovviamente è diminuita la velocità dell’acqua. Ne è conseguito un enorme deposito di limo recentemente denunciato in due articoli pubblicati recentemente apparsi su “La Tribuna di Treviso” (10 e 15 agosto). Il fenomeno era peraltro noto da notizie date dai “sub” trevigiani ed era evidente data la mancanza di turbolenza dell’acqua in corrispondenza delle due briglie sottoacquee esistenti: la prima posta davanti all’ex Ospedale di S.Maria dei Battuti e la seconda immediatamente a valle di Ponte Garibaldi.
Questo sbarramento ha stravolto il rapporto fisico e visivo tra città e fiume tramutando un corso d’acqua veloce in uno specchio d’acqua simile ad un lago. Il conseguente deposito di limo (o fango?) comporta presenta di inquinamenti (anche per la nota inesistenza di fognature).
Si rende necessario uno studio approfondito teso a verificare gli effetti della permanenza di questo sbarramento (purtroppo anche per quanto riguarda la staticità degli edifici attigui) ed il contributo che esso comporta all’inquinamento del corso d’acqua posto che la sua eliminazione sarebbe sicuramente opportuna dal punto divista paesaggistico in quanto capace di ripristinare l’originario rapporto tra acqua e città.
Forse sarebbe sufficiente una semplice analisi costi-benefici: i costi rappresentati dalla eliminazione periodica, quinquennale, dei depositi limosi, gli utili dalla produzione di energia elettrica: ovviamente i costi non devono essere pubblici ma attribuiti a chi gode dei benefici.
Riportare il fiume allo stato originario significa stabilire una invariante perpetua e riconoscere la validità paesaggistica esistente prima della seconda guerra mondiale; ciò comporta esiti riguardanti opere recentemente costruite: la passerella altoatesina (con tutto il rispetto) di fronte all’attuale Università, il traffico automobilistico, l’arredo, il verde, ecc.

4)-analoghe considerazioni possono essere fatte anche per il terzo sbarramento realizzato al confine con il Comune di Silea sia come esito paesaggistico che per il problema dei limi e al conseguente regime delle acque.

Il sistema delle acque è un elemento fondamentale del paesaggio urbano di Treviso: essendo venuta a mancare la componente della navigabilità (che in parte potrebbe riprendere con l’eliminazione degli sbarramenti contemporanei) deve essere ampliata la fruizione con una ampliata percorribilità ciclopedonale o anche soltanto pedonale.
Indicazioni interessanti e ancora valide sono presenti nella Relazione Illustrativa del Progetto Preliminare per il Piano Particolareggiato del Centro Storico .