Movimento per la sostenibilià ambientale e sociale trevigiano
"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)
Il demenziale progetto di Serena e Bonan di ponrtare in trincea una parte della Pontebbana fa tornare in auge un professionista stimato, ma non certo giovane, che dalla rossa Emilia è venuto ad asfaltare il Veneto grazie a Zaia e Soci.
Tecnicamente il tunnel non è certo un problema tecnico perchè basta buttare tanto tanto cemento, ma per le falde il problema c'è e non è eludibile.
Ora i geniali amministratori spendono 40 mila euro (in periodo di siccità) per capire se il toponimo FONTANE BIANCHE ha un significato reale e se possiamo parlare di VILLORBA GRIGIA.
Quando i villorbesi cacceranno amminsitrarori come Serena e Bonan o altri Attila simili, sarà sempre troppo tardi.
Treviso? Dorme ... nelle tende degli alpini ed nelle piazze dei Battuti...
Non entro nel merito della specifica questione su cui dibattono da tempo la senatrice Puppato ed il sindco di Montebelluna Marzio Favero, ma mi chiedo.....
LA SUPERSTRADA PEDEMENTANA E' UN PROGETTO ESECUTIVO CIOE' FISSO E DETERMINATO O E' UN PROGETTO CHE TITO DI QUA E DI LA' IN FUNZIONE DI CHI SONO?
Nell'incontro di Vedelago con SIS e Sindaco di Vedelago ci è stato detto che nulla può essere cambiato senxa che ci sia una variate SUPERIORE...
Il PIANO REGIONALE ATTIVITA' DI CAVA langue dal 1982.... sì da quando l'Italia vinceva i Mondiali di calcio in Spagna ed io avevo 19 anni!!
Zaia era un ragazzino che frequentava le superiori e Galan lavorava per Berlusconi a vendere pubblicità...
Da allora i nostri politici non sono riusciti a fare nulla perchè fare nulla era funzionale a fare quello che volevani i cavatori che infatti n 40 anni non si sono impoveriti, creando un territorio groviera, riempiendo le cave di scoasse che oggi ci regalano frutti avvelenati come il mercurio e altro..
UNA POLITICA A SERVIZIO.....
Oggi si esamina il "nuovo" PRAC, ma non per un sussulto di dignità della politica, ma per una diffida dei cavatori e viene presentato un documento per evitare/limitare gli effetti di una diffida in cui il giudice ha nominato la dott.ssa Bramezza, commissario ad acta, che potrebbe approvare subito tutto.
Il documento che abbiamo esaminato è costituito da 1400 pagine, ricco di analisi e documenti, che portano (come al solito) ad azioni/non azioni che poco hanno a che fare con l'analisi.
Una vera e propria ..ammuina!!
In ogni caso, per pura testimonianza e per lasciare agli atti il nostro parere, andremo in 2° Commissione Regionale e fare la nostra solita (inutile) "predica".
AL PRESIDENTE DELLA 2° COMMISSIONE REGIONALE Oggetto: Osservazioni su PdL 42 relativo a Piano Regionale Attività di Cava Egregio Signor Presidente,
diamo atto che gli Uffici hanno prodotto un “voluminoso” dossier, che è pari al vuoto spinto di contenuti che spesso accompagna simili corpose documentazioni, come già accaduto per il Piano Energia.
Si sono consumate 1400 pagine, soprattutto in analisi anche puntuali, che non hanno però lo scopo di orientare decisioni, necessarie ed obbligatoria della Politica, ma hann0 solo lo scopo:
di nascondere le controdeduzioni alle 207 osservazioni (pari a 10631 argomenti) presentate (pag.18 Relazione);
di non affrontare il tema del rapporto tra il consumo di suolo agricolo e attività di cava (sul consumo di suolo un solo accenno per dire che il problema esiste.)
A livello di dichiarazioni di principio, che non costano nulla e di cui la Regione Veneto è di solito prodiga soprattutto se non danno luogo a conseguenze pratiche per i portatori di interesse, non esiste una riga in cui si dica che il territorio e le cave sono un “bene finito” e che bisogna modificare la mentalità di costruttori e progettisti per trovare soluzioni diverse
Per la definizione del “fabbisogno” il testo preferisce soffermarsi su dati (non sempre, anzi spesso, denunciati incompleti) e calcoli che offrono risultati diversi: da 9 milioni di mc/anno a 8 milioni di mc/anno (pag 95) oppure 5,5 milioni di mc/anno (pag 78 e seg.) o infine a 4,6 (pag. 96, ma con il contributo di 4 milioni della SPV, che ora sono diventati 6 milioni di mc!)
La Provincia di Treviso, che da noi esiste ancora, è privilegiata perché offre alla Regione l’80% del totale degli inerti considerati necessari nei prossimi 10 anni, anche se non è prevista alcuna cava di nuovo impianto: sono sufficienti le quantità già concesse (e ci sono pure degli avanzi!!)
Come “perla” finale segnaliamo l’art. 7 punto e) delle Norme Tecniche Attuative: segnaliamo la volontà di garantire di poter scavare ancora sottofalda, garantendo che il “livello di massima escursione di falda” sia la quota della falda freatica calcolata come media aritmetica delle quote massime annuali registrate nel corso degli ultimi 10 anni. In pratica in un momento in cui stiamo andando verso periodi sempre più siccitosi, si utilizza la matematica per alzare in modo teorico il livello di falda e poter scavare ancora sotto falda, danno assoluto in una zona ricca di risorgive e che diventerà, anche grazie a Voi, povera d'acqua.
Andate a vederVi la Piave o le ex risorgive di Casacorba dove un tempo prendeva origine il Sile: deserto!
In questo Piano (che ha avuto molto, moltissimo tempo per maturare ….) non siamo riusciti a trovare alcuna indicazione di assegnazione delle cave in funzione o estinte o pure attualmente trasformate in discariche di una precisa definizione urbanistica da inserire automaticamente nei P.A.T.- Sarebbe importante avere un censimento preciso per avere un riferimento puntuale nel momento (mai?) in cui si deciderà di affrontare il tema del consumo ZERO di materiali di cava da sostituire con impiego spinto di riciclati, evitando l'esempio di Mestrinaro (Zero Branco).
Vorremmo inoltre che faceste una riflessione sul tema delle cave concesse in passato (sempre da politici come Voi), poi trasformate in discarichi (ottima idea in terreni per lo più ghiaiosi) e che ora creano danni ambientali notevoli alle risorse idriche che servono alle persone.
Un esempio di scelta “ingorda”, dove per privilegiare lo sviluppo degli amici cavatori, si sono sacrificati gli interessi di tutti; ed ora siamo sempre tutti noi a dover pagare.
Questo per lasciare agli atti che le scelte fatte comportano delle conseguenze e che si cono precise colpe, se il nostro territorio (soprattutto trevigiano) è una cava, ben oltre i limiti e le regole che nessuno rispetta e fa rispettare (vincolo del 3%).
Facciamo presente anche che in alveo della Piave continuano escavazioni di ghiaia pulita (per ragioni di costo), mentre i soliti noti dovrebbero/potrebbero intervenire più utilmente in altre zone, ma non lo fanno perché “troppo costoso” per loro selezionare il materiale ghiaioso, dividendolo da terra e legno. Gli affare, Loro, li sanno fare ed infatti pare che siano proprio gli Amici Cavatori a dettare legge in Consiglio Regionale, imponendo decisioni con una “forza di persuasione” che noi non possiamo avere.
Il primo incontro con il Presidente della Provincia, Stefano Marcon, fu lo scorso anno in novembre ed oggi c'è stato il secondo incontro alla presenza dei consiglieri provinciali Iannicelli e Tocchetto e del consigliere comunale Giorgio Torresan.
Prima dell'inverno sollecitammo la proprietà del Parco, che siamo noi tramite la Provincia di Treviso, ad intervenire per in modo urgente per sistemare una situazione inaccettabile di “non-manutenzione” dei percorsi del parco e ci venne proposto di attendere un'esecitazione della Protezione Civile agli inizi del 2017. La Provincia di Treviso ha mantenuto la sua promesso ed ha speso circa 13mila euro con 200 volontari agli inizi di febbraio durante un week-end di pioggia.
E' stato senz'altro un buon segno simbolico, ma sul piano pratico poco si vede di quanto è stato fatto visto che molte delle magagne sono ancora sotto gli occhi di tutti e necessitano ancor più di prima di intervento urgente.
Oggi, dopo una richiesta fatta a fine marzo, ci siamo rivisti proprio il giorno dopo la FIERA DEI 4 PASSI durante la quale abbiamo portato in visita guidata con WWF e Legambiente Piavenire oltre 250 persone, che non hanno potuto far altro che constatare quello che è ggettivo per tutti:
IL PARCO E' IN SOSTANZIALE ABBANDONO.
Non neghiamo che si prova un po' di vergogna nel portare cittadini dal giardino curato della sede provinciale all'area Parco, dove varcata la recinzione pare di cadere nel retro di una casa abbandonata con assi rotte, ringhiere usate come ponti e varie altre amenità...
L'incontro odierno prevedeva l'ottenimento di una serie di risposte ai quesiti da noi formalmente posti con la nota del 27-3-2017. L'esito è sostanzialmente il seguente:
Costituzione di una struttura associativa per poter gestire in abbinamento o insieme il Parco della Storga: su tale aspetto il Presidente della Provincia ha precisato che l'Ente non intende delegare in toto la gestione dell'area e quindi implicitamente se deve prendere cura.In ogni caso noi porteremo avanti l'iter per la costituzione di un soggetto con personalità giuridica che possa dialogare con la Provincia e con i Comuni contermini ed aver un ruolo di controllo e stimolo delle azioni/non-azioni che verranno fatte. La sensazione (a pelle) è che ci sia una sostanziale diffidenza (reciproca) per cui i discorsi restano sul vago e generico, ma prima o poi si dovranno vedere delibere e proposte...
Attivazione manutenzione ordinarie urgenti: abbiamo riproposto di poter attivare il canale di manutenzione ordinaria che era pre-esistente con la Bio-Fattoria “Murialdo” per un costo di 6-7mila euro/anno per attività che consentano sfalci, pulizia dei parcorsi e taglio degli alberi pericolanti o caduti. Oltre a ciò abbiamo proposto di occuparci, con volontari delle varie associazioni, per attività localizzate di rifacimento di ponti, taglio rovi, lievo parti deteriorate. Su tale aspetto il Presidente Marcon si è detto pienamente disponibile purchè si tratti di interventi coerenti con il progetto originario e preventivamente visionati dagli Uffici della Provincia. Prepararemo dei micro-progetti da presentare quanto prima attivando la ricerca dei fondi per le spese correnti.
Rilievi, monitoraggi fauna e flora e progettazione per la valorizzazione del Parco: su tale questione il Presidente Marcon ha evidenziato che l'esercitazione ha posto l'attenzione di vari soggetti sulle criticità e pertanto la Giunta Provinciale sta cercando di trovare fondi di bilancio per una grande manutenzione ordinaria (circa 25 mila euro) e per un intervento di ripristino coerente con il progetto originario (per circa 100mila euro). Non possiamo che essere soddisfatti di tale dichiarazione, ma abbiamo fatto presente che già troppe volte sono stati fatti interventi “massicci”, che poi hanno lasciato situazioni non gestite perchè è più facile accedere ad un progetto di finanziamento “massiccio” piuttosto che accantonare e fare semplici e normali attività di manutenzione (vedi ENTE PARCO CICLABILE DEL SILE). Abbiamo dato la disponibilità a partecipare a questo progetto di “rinascita”, anche se non ci parso di sentire alcun “caloroso” invito in tal senso, ma poco importa perchè la vigilanza sull'operato della politica di destra o di sinistra resta un compito che continueremo a fare con costanza. Anche in questo caso crediamo che, contando sulle molte competenze che abbiamo riscontrato ieri duranti gli incontri, sarà opportuno attivare un percorso parallelo a quello dell'ente, senza alcuna volontà di “entrare in gara”, ma solo per fare quello che prevede il nostro statuto, riattivando anche quella parte di educazione ambientale, che noi riteniamo fondamentale.
Ovviamente ribadiamo che è impensabile che una serie di associazioni ambientaliste possano sostituirsi ad un Ente Pubblico (pur rabberciato e malconcio come la Provincia) e gestire direttamente un'attività simile, ma certamente possiamo cercare di orientare e stimolare i politici (di turno) a fare il loro dovere, non solo quando si tratta di asfaltare le strade, ma anche quando si tratta di garantire un bene comune prezioso e delicato come il Parco della Storga.
Se poi riuscissimo ad fare in modo che i Sindaci (tipo Serena) non pensassero di fare interventi devastanti sulla linea delle risorgive, avremo fatto bingo!
ABBIAMO ADERITO SENZA RISERVE ALLA MARCIA CONTRO I PESTICIDI DEL 28 MAGGIO P.V. DA CISON A FOLLINA
(da OggiTreviso)
CISON DI VALMARINO - Domenica 28 maggio si marcia contro i pesticidi. Decine di associazioni e gruppi da tutta la regione hanno già aderito alla manifestazione organizzata dal comitato “Marcia Stop Pesticidi”.
La Marcia gode del Patrocinio di Isde Italia - l'associazione nazionale dei Medici per l'Ambìente - e del Pan Europa
(Pesticide Action Network), che guida il movimento europeo contro i
pesticidi. Per il trevigiano parteciperanno Fare Rete, il Gruppo Zero
Pesticidi di Vittorio Veneto, Per i nostri Bambini di Follina, il Gruppo
Mamme di Revine, Colli Puri di Conegliano, Wwf Terre del Piave Tv-Bl,
“Libera” e “Associazione Democrazia” di Pieve di Soligo e il comitato
veneto “Sensibilità chimica multipla” .
Per il bellunese parteciperanno il comitato “Peraltrestrade”, l’Anpi,
“Campagna liberi dai veleni”, di “Terra bellunese”, il comitato “Acqua
Bene Comune”, il “Gruppo Natura Lentiai”, l’associazione “Casa dei beni
comuni”,”Belluno più”, “Rovesci e diritti”, Federconsumatori, “Gruppo
suffragette”, “Gas el ceston del Cadore”.
Si tratta di una marcia a carattere popolare che
porterà gli ambientalisti a “sfilare” da Cison di Valmarino a Follina:
il corteo sarà una forma di protesta contro l’uso e l’abuso dei
pesticidi in agricoltura e contro la diffusione dei cosiddetti “vigneti
tossici”, oltre che un modo per veicolare la proposta alternativa di
un’agricoltura biologica o di un biodistretto.
Gli ambientalisti chiedono inoltre a regioni, province e comuni di
applicare il principio di precauzione, vietando l’utilizzo dei
pesticidi, di potenziare tutti gli strumenti di controllo e salvaguardia
del territorio, di togliere gli incentivi alle produzioni intensive e
di sostenere l’agricoltura biologica. L’appuntamento è previsto per domenica 28 maggio alle 10.30, alla rotatoria di Cison di Valmarino, da cui partirà il corteo.
In queste ore - fa sapere il comitato - sono sono attese le adesioni
di altre decine di gruppi e associazioni locali e regionali.
Spett.le Comune di Treviso Al Signor Sindaco Agli Assessori competenti
e,p.c. Ai Soci Italia Nostra Treviso e,p.c. Alla stampa locale
Oggetto: Richiesta di consultazione e partecipazione per la stesura del “regolamento del verde” e per la gestione della manutenzione del verde cittadino In relazione alle varie questioni in oggetto il sottoscritto, sollecitato dai soci e da simpatizzanti, richiede di poter aver accesso agli atti a norma di legge e di poter aver un'adeguato tempo di visione e consultazione dei materiali che si intendono approvare realitvamente a:
“regolamento del verde” redatto da un insieme di persone della maggioranza di cui non abbiamo mai visto la stesura definitiva, né abbiamo più notizie sull'iter o su eventuali pareri dati;
“contratto per la manutenzione del verde cittadino” (che ci risulta scaduto da mesi) e dovrà necessariamente oggetto di rinnovo con l'attuale appaltatore o con altro soggetto in base alla normativa vigente. In particolare rileviamo la necessità di verificare le modalità di gestione del “verde acquatico” che attualmente viene trattato alla stregua di un prato da sfalciare con danni ambientali non trascurabili all'ecosistema dei nostr canali.
Al fine di evitare spreco di carta, chiediamo di avere tali materiali su supporto informatico.