"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)
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martedì 15 giugno 2021

MORGANELLA: LA LEGA DEI 4 TAVOLI


E' sempre istruttivo osservare e vedere come l'animo democristiano peggiore non muoia mai nemmeno in coloro che dovevano portarci alla Padania e da oltre 1360 giorni aspettano il governo di Roma, di cui loro stessi fanno parte...

Ieri il gruppo di associazioni che chiede DA SEMPRE il blocco delle escavazioni alla cava Morganella ha consegnato all'assessore Manera le firma dei cittadini che chiedono di bloccare l'escavazione sottofalda e...., MIRACOLO, sulla stampa è uscita una dichiarazione del sindaco Conte che "chiederà di aprire un tavolo con la Regione Veneto per avere garanzie...".

Siamo di fronte ad una piccola grande commedia, che sarebbe divertente, se non giocasse con il futuro e la salute dei nostri figli perchè , in verità, i TAVOLI esistono già:

  1. c'è il TAVOLO DEL K3, dove ogni lunedì San Luca da Covid dà la linea al partito che ora è diventato GREEN
  2. c'è il TAVOLO DI INTIOEE, che raggruppa una serie di sodali irriducibili della ghiaia e del cemento che pensano che il deflusso ecologiaco sarà un disastro per i loro amici
  3. c'è il vero TAVOLO della VIA dove le decisioni sono state già prese senza che il sindaco Marietto se ne accorgesse...
  4. poi c'è il TAVOLINO DI MARIO E MANERA, che giocano a fare i dubbiosi dell'ultima ora, garantendo che la salute (prosit?) è la loro priorità. Purtroppo chiederanno il tavolo alla RV, ma nessuno darà loro ascolto. 

Come attori non valgono molto, come politici giudicatèli voi...


 La domanda secca da fare loro è solo questa: "Ma quando hanno approvato questo nuovo approfondimento e ne avete discusso al K3 con San Luca da Covid, cosa stavate facendo? Dormivate? Stavate giocando con i droni?

domenica 21 marzo 2021

CAVA MORGANELLA: IL SIMBOLO DI CHI DETIENE IL POTERE

 

 

1.   PREMESSA

Sulla vicenda della cava Morganella, a confine tra i Comuni di Paese, Ponzano e Treviso, di proprietà di un gruppo di famiglie di storici cavatori, si potrebbe scrivere un libro per esemplificare la gestione disastrosa del territorio trevigiano negli ultimi 50 anni.

E’ una storia che parte dal boom economico degli anni ’60-70 per arrivare alla società in lockdown di oggi, ma questa nuova richiesta di escavazione riguarda  un elemento primario che è, era e sarà sempre la basa della vita per tutti.

I schèi? La ghiaia? Il diritto di proprietà privata? No, questa sarebbe la risposta di un padano medio…

Interessa l’ACQUA, una risorsa abbondante nel trevigiano e che diventerà “oggetto” di mercato e conflitto nel giro di pochi decenni, soprattutto se continueremo a non proteggerla come si deve.

 

Non credo serva spiegare nemmeno all’adulto più negazionista il motivo dell’importanza dell’ACQUA, visto che siamo fatti di acqua per circa il 70-80%.

Inoltre stiamo tutti sperimentando oggi cosa significa per la nostra vita avere ARIA non sana per virus ed inquinamento…  Stiamo facendo lo stesso con l’ACQUA.

 

2.   IL PRIMO SCANDALO

Il primo grande “scandalo” della MORGANELLA è che è una cava a grande profondità (già oggi 40-44m) con il livello di fondo cava, molto al di sotto del livello di falda. Questo è (oggi) proibito per legge a tutela della salute di tutti per evitare che gli inquinanti superficiali raggiungano zone profonde dove ci sono prelievi di acqua per attività connesse con l’alimentazione umana.

Il fenomeno di chiama (in inglese) “cross contamination”, ma è noto anche a tutte le massaie che portano a casa il pesce dal mercato insieme ad atri prodotti…

Il pesce lo avvolgono in uno o più strati impermeabili prima di metterlo nella busta della spesa con altro cibo e stanno attente a non forare il sacchetto del pesce, se non vogliono avere tutto all’aroma di… merluzzo.

 

In termini geologici significa che il prelievo di ghiaia deve (oggi) essere fatto prelevando il materiale dagli strati superficiali, senza andare a perforare gli strati di argilla, che separano (e proteggono) le acque più profondo.

Se non si fanno fori (o cave sotto falda), gli inquinanti superficiali (nitrati, solfati, IPA, etc..) hanno maggior difficoltà ad arrivare in profondità e quindi l’ACQUA che usiamo è più tutelata.

 

3.   IL SECONDO SCANDALO

Il secondo grande “scandalo” della cava MORGANELLA è che questo prelievo di ghiaia non serve perché, nella Provincia di Treviso, è stato stabilito dal Piano Regionale per le Attività di Cava che ci sono 80 milioni di metri cubi di ghiaia già estraibile, per diritti acquisiti, a cui si aggiungono 10 milioni di metri cubi derivanti dalla costruzione della Superstrada Pedemontana Veneta, disponibili per il settore delle costruzioni.

Novanta milioni di metri cubi sono sufficienti a fare un muro alto 11m tra Treviso e Pechino con cubi da 1mc affiancati! [1]

A cosa servono dunque i miseri 4,5 milioni di metri cubi che pretendono i cavatori della MORGANELLA?

Secondo me, quei 4,5 milioni di mc di ghiaia servono a dimostrare chi comanda veramente nella gestione del territorio: un simbolo di potere.

 

I cavatori sono il perfetto esempio dell’imprenditore che trae profitto da tutto: prima scava buchi e vende ghiaia, poi riempie i buchi (con rifiuti per fare discariche o con acqua per fare attività ludiche) ....

Un perfetto esempio di capitalismo “predatorio” che usa le risorse di tutti a beneficio proprio.

Come mai un giudizio così severe su tale tipologia di attività?

Perché i cavatori[2] non si accontentano mai:

·       hanno scavato in modo praticamente anarchico per 50 anni tanto che Paese ha da solo più di 25 cava.

·       hanno fatto discariche in zone ghiaiose affidando la tenuta a strati di teli che nel tempo si sono perforati portando l’inquinamento da Paese a Preganziol dove “stranamente” l’acqua da bere era arricchita di mercurio!

·       non hanno mai fatto una, dico una, ricomposizione ambientale ad attività estrattiva finita

·       hanno reso la Piave un torrente con scavi in alveo, mascherati da interventi idraulici…

E’ evidente che il loro comportamento, a norma di legge, ha influenzato e continua ad influenzare beni comuni di tutti: la qualità dell’acqua e quindi la salute di tutti, diritto costituzionale protetto dalla nostra Costituzione (art.32).

 

4.   CONCLUSIONE

La domanda che mi pongo da tempo è

“MA FINO A QUANDO QUESTI IMPRENDITORI POTRANNO FARE SEMPRE QUELLO CHE VOGLIONO?”

La risposta in una società democratica è facile: lo potranno fare fino a quando la legge glielo permetterà e, l’amara conclusione, è che, oggi, la legge lo permette perché non c’è alcuna volontà politica di fermare questo scempio.

E’ evidente quindi che il Legislatore è “complice” di questo scempio come sono “complici” tutti coloro che non si opporranno in modo esplicito, avendone titolo e diritto, cioè i Sindaci dei Comuni di Paese, Ponzano e Treviso.

 

I Sindaci sono i primi a dover tutelare la salute dei loro cittadini e la nuova (vecchia) richiesta di escavazione di 4,5 (inutili) milioni di mc di ghiaia presso la cava Morganella sono un affronto ed uno stupro al territorio, che deve essere respinto,

a norma di legge, cioè con un ricorso al TAR contro l’autorizzazione rilasciata in febbraio 2021 dalla Regione Veneto.

A margine segnaliamo che questa autorizzazione è stata “in sonno” per mesi fino a che c’erano le elezioni regionali ed ha avuto il parere favorevole della Commissione VIA Regionale da parte dei soli “esperti esterni” (nominati dalla Politica al Governo alia Lega), mentre tutte le Strutture Regionali (in primis la Direzione Geologia) si sono opposte.

Anche questo dimostra che il Privato espropria il decisore pubblico conquistando posti di esperti che decidono sulla nostra salute….

Treviso, 11 marzo

                                                                       Romeo Scarpa



[1] 8000km * 11m  di altezza *1m di spessore = 88.000.000mc… ditelo a Trump!

 

[2] non considero in questa nota l’altro socio (gli agricoli) con le centinaia di pozzi abusivi e i concimi chimici sparsi a tonnellate

venerdì 21 luglio 2017

ZONA INDUSTRIALE IN CAVA? PERFETTO!!

E' evidente che al peggio non c'è mai fine e che quanto successo alla Tiretta non insegna nulla al Comune di Paese, che fa finta di fare affari...

Avvisiamo i Comuni a sud che la falda sotterranea va verso sud come insegna il problema del mercurio a Preganziol...

domenica 7 maggio 2017

LA PIAVE VITTIMA DEI CAVATORI E DELLA REGIONE.. DAL 1982

La finta baruffa tra l'assessore Bottacin ed i cavatori sulla PIave si può derubricare al lamento del re che si vede attaccato da i feudatari a cui ha sempre fatto enormi piaceri in cambio di soldi e voti.
CAVATORI E GIUNTA REGIONALE sono due facce della medesima battaglia solo che lo STOMACO di entrambi è troppo ingordo e non ci sono risorse per tutti.

RIDATECI L'ACQUA E ANDATE A QUEL PAESE...
PS: IL REFERENDUM non c'entra una mazza perchè le competenze sono già regionali e tutte le deroghe possibili sono state date....
IL PIANO CAVE E' DEL ---1982 quando giocava Pablito Rossi

giovedì 4 maggio 2017

TOH, CHI SI VEDE.... IL PRAC!

Il PIANO REGIONALE ATTIVITA' DI CAVA langue dal 1982.... sì da quando l'Italia vinceva i Mondiali di calcio in Spagna ed io avevo 19 anni!!
Zaia era un ragazzino che frequentava le superiori e Galan lavorava per Berlusconi a vendere pubblicità...

Da allora i nostri politici non sono riusciti a fare nulla perchè fare nulla era funzionale a fare quello che volevani i cavatori che infatti n 40 anni non si sono impoveriti, creando un territorio groviera, riempiendo le cave di scoasse che oggi ci regalano frutti avvelenati come il mercurio e altro..


UNA POLITICA A SERVIZIO.....

Oggi si esamina il "nuovo" PRAC, ma non per un sussulto di dignità della politica, ma per una diffida dei cavatori e viene presentato un documento per evitare/limitare gli effetti di una diffida in cui il giudice ha nominato la dott.ssa Bramezza, commissario ad acta, che potrebbe approvare subito tutto.

Il documento che abbiamo esaminato è costituito da 1400 pagine, ricco di analisi e documenti, che portano (come al solito) ad azioni/non azioni che poco hanno a che fare con l'analisi.
Una vera e propria ..ammuina!!


In ogni caso, per pura testimonianza e per lasciare agli atti il nostro parere, andremo in 2° Commissione Regionale e fare la nostra solita (inutile) "predica".

AL PRESIDENTE DELLA 2° COMMISSIONE REGIONALE
Oggetto: Osservazioni su PdL 42 relativo a Piano Regionale Attività di Cava
Egregio Signor Presidente,

diamo atto che gli Uffici hanno prodotto un “voluminoso” dossier, che è pari al vuoto spinto di contenuti che spesso accompagna simili corpose documentazioni, come già accaduto per il Piano Energia.

Si sono consumate 1400 pagine, soprattutto in analisi anche puntuali, che non hanno però lo scopo di orientare decisioni, necessarie ed obbligatoria della Politica, ma hann0 solo lo scopo:


di nascondere le controdeduzioni alle 207 osservazioni (pari a 10631 argomenti) presentate (pag.18 Relazione);


di non affrontare il tema del rapporto tra il consumo di suolo agricolo e attività di cava (sul consumo di suolo un solo accenno per dire che il problema esiste.)

A livello di dichiarazioni di principio, che non costano nulla e di cui la Regione Veneto è di solito prodiga soprattutto se non danno luogo a conseguenze pratiche per i portatori di interesse, non esiste una riga in cui si dica che il territorio e le cave sono un “bene finito” e che bisogna modificare la mentalità di costruttori e progettisti per trovare soluzioni diverse

Per la definizione del “fabbisogno” il testo preferisce soffermarsi su dati (non sempre, anzi spesso, denunciati incompleti) e calcoli che offrono risultati diversi: da 9 milioni di mc/anno a 8 milioni di mc/anno (pag 95) oppure 5,5 milioni di mc/anno (pag 78 e seg.) o infine a 4,6 (pag. 96, ma con il contributo di 4 milioni della SPV, che ora sono diventati 6 milioni di mc!)

La Provincia di Treviso, che da noi esiste ancora, è privilegiata perché offre alla Regione l’80% del totale degli inerti considerati necessari nei prossimi 10 anni, anche se non è prevista alcuna cava di nuovo impianto: sono sufficienti le quantità già concesse (e ci sono pure degli avanzi!!)

Come “perla” finale segnaliamo l’art. 7 punto e) delle Norme Tecniche Attuative: segnaliamo la volontà di garantire di poter scavare ancora sottofalda, garantendo che il “livello di massima escursione di falda” sia la quota della falda freatica calcolata come media aritmetica delle quote massime annuali registrate nel corso degli ultimi 10 anni. In pratica in un momento in cui stiamo andando verso periodi sempre più siccitosi, si utilizza la matematica per alzare in modo teorico il livello di falda e poter scavare ancora sotto falda, danno assoluto in una zona ricca di risorgive e che diventerà, anche grazie a Voi, povera d'acqua.

Andate a vederVi la Piave o le ex risorgive di Casacorba dove un tempo prendeva origine il Sile: deserto!

In questo Piano (che ha avuto molto, moltissimo tempo per maturare ….) non siamo riusciti a trovare alcuna indicazione di assegnazione delle cave in funzione o estinte o pure attualmente trasformate in discariche di una precisa definizione urbanistica da inserire automaticamente nei P.A.T.- Sarebbe importante avere un censimento preciso per avere un riferimento puntuale nel momento (mai?) in cui si deciderà di affrontare il tema del consumo ZERO di materiali di cava da sostituire con impiego spinto di riciclati, evitando l'esempio di Mestrinaro (Zero Branco).

Vorremmo inoltre che faceste una riflessione sul tema delle cave concesse in passato (sempre da politici come Voi), poi trasformate in discarichi (ottima idea in terreni per lo più ghiaiosi) e che ora creano danni ambientali notevoli alle risorse idriche che servono alle persone.

Un esempio di scelta “ingorda”, dove per privilegiare lo sviluppo degli amici cavatori, si sono sacrificati gli interessi di tutti; ed ora siamo sempre tutti noi a dover pagare.

Questo per lasciare agli atti che le scelte fatte comportano delle conseguenze e che si cono precise colpe, se il nostro territorio (soprattutto trevigiano) è una cava, ben oltre i limiti e le regole che nessuno rispetta e fa rispettare (vincolo del 3%).

Facciamo presente anche che in alveo della Piave continuano escavazioni di ghiaia pulita (per ragioni di costo), mentre i soliti noti dovrebbero/potrebbero intervenire più utilmente in altre zone, ma non lo fanno perché “troppo costoso” per loro selezionare il materiale ghiaioso, dividendolo da terra e legno. Gli affare, Loro, li sanno fare ed infatti pare che siano proprio gli Amici Cavatori a dettare legge in Consiglio Regionale, imponendo decisioni con una “forza di persuasione” che noi non possiamo avere.

mercoledì 5 aprile 2017

NUOVO PIANO CAVE? MA, PER FAVORE...

L'assessore Bottacin torna a farci sorridere presentando con 35 anni di ritardo il Piano Cave della Regione Veneto; lo fa solamente perchè obbligato da un ricorso al Giudice degli amici Cavatori che non ne possono più di deroghe e vogliono poter scavare anche se la ghiaia non serve più visto l'esubero prodotto dalla Pedemontana.

Lo scandalo della cava Morganella con i suoi 40 metri di profondità in zona di risorgiva e la richiesta (per ora bocciata) di arrivare a 60 metri dovrebbe imporre un po' di riserbo all'assessore "alla difesa del suolo" che ha a cuore l'ambiente come Barbablu aveva a cuore i bambini.

mercoledì 21 dicembre 2016

CAVE, CHE PASSIONE..

Nell'esame del collegato alla finanziaria regionale è chiaramente emerso il fronte dei consiglieri che appoggiano la lobby delle cave ed un ruolo non secondario lo svolge il consigliere regionale di Forza Italia, Massimo Giorgetti.

"Io ti finanzio e tu porta avanti i miei interessi..." sembra essere lo schema politico nemmeno tanto segreto che anima la nostra politica.
E' bene saperlo ed evitare confusioni al momento di scegliere...

Leggete la cronaca di Marco Milioni e ... meditate.

domenica 10 luglio 2016

I VERI VENETI SONO A SPRESIANO

Mosole, il vecchio, è un "vero veneto" cioè uno che ricava schei da tutto quello che tocca come un novello Re Mida senza però la magia che circondava il re frigio beneficiato dal tocco di Dioniso.

Qui i tocchi sono molto piu' terreni e si trovano nell'intorno di Palazzo Labia, dove stabilmente sosta da anni (senza vedere nulla di quello che gli succede attorno...) il nostro Governatore LucaZ, di cui il Mosole è grande e potente elettore.

I tocchi di Mosole sono così terreni che prima scava ghiaia, poi cerca di fare discariche (anche di eternit come a Paese), poi s'inventa il wakepark..... e tutti ad applaudire (ed a pagare).

Interessante che le cosidette Autorità, ridotte a ragazzotti eletti piu' o meno per caso, vadano alle ianugurazioni con cappello in mano e pantaloni abbassati a sproloquiare di cose che non sanno (o non vogliono sapere) e non capiscono (o fano finta di non capire).
Si chiamavano "utili idioti" nella repubblica 1.0, ma credo che possa restare questa definizione anche oggi.

Una volta i giochi d'acqua con il filo sospeso o i tuffi si facevano sulla Storga e sulla PIave... Oggi la PIave d'estate non ha acqua e la Storga è salva solo perchè inaccessibile.

Il nostro amico Mosole è il prototipo di chi ha contribuito a devastare il territorio ed infatti è uno dei maggiori promotori politici della Pedemontana che, guarda caso sbuca proprio vicino al suo centro sportivo acquatico e ciclistico, dove certamente sorgeranno i centro commerciali che nessuno vuole e però da queste sue devastanti iniziative di distruzione, riesce ancora a fare affari ed a ricavare il plauso dei sudditi. BRAVO!!

Spero solo nei figli di Mosole, che come tutte le dinastie venete non devono essere delle aquile e si mangeranno tutto quello che il padre ha costruito in ben poco tempo...

Mi pare di essere Cassandra...

venerdì 26 febbraio 2016

MORGANELLA: BRAVO TORRESAN, MA ADESSO COMPLETA L'OPERA...

Il Consiglio Comunale di Treviso (prima di insultarsi l'un l'altro come in una commedia di Ionesco) ha approvato all'unanimità la mozione di Giorgio Torresan (Lega Nord) contro l'approfondimento della cava Morganella.

Direi che è un evento: adesso è sufficiente andare da Zaia e Muraro per affondare finalmente tale progetto e chiedere la riconversione del sito.

Non è difficile, basta farlo.. siete tutti d'accordo.
 

giovedì 18 febbraio 2016

CAVA MORGANELLA IN CONSIGLIO COMUNALE A TREVISO

Il Consigliere Torresan (Lista Gentilini) è giustamente preoccupato della possibile nuova escavazione di ghiaia della cava Morganella in quel di Paese a nord ovest di Treviso.
Per Treviso è certamente un problema perchè la cava Morganella è già a 40 metri (sottofalda da sempre) e dovrebbe essere fermata e non portata a 60 metri...

Ci sono voci che parlano anche di materiali non propri scaricati dentro, ma di questo non abbiamo alcuna prova e quindi le voci restano solo voci...

Indubbio che una bella mozione con un NO corale a questo progeto da parte del capoluogo sarebbe una buona cosa...
Aggiungiamo poi che la lista di Torresan ha "buoni uffici" in Regione e quindi non ci dovrebbero essere problemi per stoppare i cavatori.


venerdì 17 aprile 2015

DISCARICHE A VEDELAGO:DENUNCE E INCHIESTE: OMERTA' O DISINTERESSE?

Sono stato contattato da persone che mi hanno consegnato copia di una denuncia anonima che riporto in foto (depurata dei nomi ed indirizzi che però ci sono) relativa alla discariche BARACCHE e CA' MATTA gestite da una ditta padovana.
La lettera inviata mesi fa a varie procure, giornali etc.. è molto circostanziata con foto e piantine oltre che nomi e cognomi di persone che potrebbero essere informate di fatti penalmente rilevanti realtivi a smaltimento di rifiuti pericolosi.

Di questo non si è sentito nulla, non si hanno notizie di controlli, nè di riscontri (magari negativi) e questo non è positivo per la nostra comunità che si vanta di "non essere come i terroni...".

In realtà, e il caso Mestrinaro lo dimostra, le attività illecite di gruppi vari collegati anche alle mafie c'è e fa grandi redditi con le cava scavate che poi si riempiono di rifiuti tossici.
Ricordo che Preganziol ha l'acqua al mercurio grazie (molto probabilmente) ad una nota discarica di Paese che perde.

Chiederemo lumi sia al Sindaco di Vedelago, che alla Provincia, che aggli altri enti preposti ai controlli per capire se sono fantasie oppure se sono dichiarazioni attendibili.
Anche se fosse un pazzo, questo "onesto cittadino", dovrebbe essere interesse principale della società che gestisce le cave dimostrare di non avere nulla da nascondere...

VEDREMO...
Intanto chiedo che si sa qualcosa, parli... magari anche in forma riservata, ma è ora di finirla con omertà e paura.

sabato 11 agosto 2012

NO ALLA CAVA DI BIDASIO (ricorso al TAR)

Dalla Tribuna di Treviso di oggi 11 agosto 2012

No alla cava di Bidasio: Italia Nostra al Tar
NERVESA Italia Nostra nazionale va al Tar contro l'ampliamento dell'impianto Superbeton di Bidasio, assieme ai residenti. 
Il progetto, approvato dalla conferenza dei servizi e successivamente dal consiglio comunale di Nervesa, autorizza l'azienda del gruppo Grigolin che si occupa di escavazione per l'estrazione di ghiaia e della sua trasformazione industriale, ad una grande espansione.
Mesi fa i contrari al progetto parlavano di 120mila metri quadri di zona industriale e 4650 metri di impianti in un'area, via 24 maggio, considerata agricola dai piani del Comune.
 «Con questa decisione l'amministrazione ha completamente stravolto le previsioni dell’attuale piano regolatore, che fin dal 2002 motivatamente individuano l’impianto in questione come attività produttiva in zona impropria e da trasferire» afferma il ricorso al Tar del comitato dei residenti che sono appoggiati da Wwf, Pd, Sinistra Unita e dai consiglieri comunali del gruppo di minoranza "Nervesa Democratica". 
A questi si è unito il vertice nazionale di Italia Nostra. Quest'istituzione ha deciso infatti di costituirsi in giudizio davanti al Tar assieme al comitato dei residenti.
«Italia Nostra combatté con noi alcuni anni fa contro il Piruea di Nervesa che voleva ampliare di cava giustificando il tutto come recupero ambientale. Vincemmo sia al Tar che al Consiglio di Stato» commenta Francesco Tartini avvocato dei residenti e predecessore, per il centrosinistra, del leghista Fiorenzo Berton nella carica di sindaco.
«Con i soldi ottenuti da Grigolin a compensazione dell' ampliamento l'amministrazione Berton finanzia il nuovo volto di Sovilla. Lavori giustissimi, ma che si fa se la giustizia ci dà ragione?» conclude Tartini. Gino Zangrando


mercoledì 9 maggio 2012

CAVA MORGANELLA... ANCORA??


Dai giornali di ieri (Tribuna in questo caso) riemerge la richiesta di proroga dell’attività nella cava Morganella che dovrebbe essere già da tempo chiusa e ripristinata a cura e spese dei coltivatori (si chiamano così...)
Invece siamo ancora qui con Superbeton,+Calcestruzzi+Biasuzzi che chiedono di scavare ancora pur essendo ampiamente sottofalda.
La commissione di valutazione d’impatto ambientale regionale pare orientata infatti a dare il benestare  con una drastica riduzione della quantità di ghiaia prelevabile, obbligando nel contempo i proprietari a riqualificare l’area!!

La scorsa settimana a Venezia si è tenuto un incontro preliminare e sono state numerosissime le perplessità sollevate. A giocare un ruolo determinante sembra essere ATS, preoccupata per le falda acquifere dopo i casi di inquinamento di Canizzano dell'estate scorsa...
Chissà come sarà finita la questione di quell'inquinamento: sparito? evaporato?

Bizzarro anche la nota del giornale che afferma che "nel corso dell’incontro i commissari VIA hanno fatto sapere che il nuovo input della Regione è di considerare come base da cui partire per calcolare quanti metri si può scavare in profondità il piano campagna": 
MA COME?? E PRIMA COSA CONSIDERAVANO??. Il che ridurrebbe drasticamente la capacità Ci sono fior di leggi e di definizioni legislative per definire cosa e quanto si puo' scavare...
Di solito per in cavatori non è mai sufficiente quindi per loro anche l'inferno è un punto di riferimento per scavare ancora!!

«Secondo i primi calcoli l’autorizzazione potrebbe consentire di scavare solo altri due metri in profondità» spiega il sindaco Giorgio Granello all’indomani dell’incontro con la commissione Via. Il progetto iniziale di Superbeton, Calcestruzzi e Biasuzzi prevedeva di approfondire la cava a dagli attuali 40 metri fino a 65, per un escavazione di quasi 9 milioni di metri cubi in 20 anni e una riqualificazione finale.
«È importante che l’autorizzazione non venga negata (cioè VENGA CONCESSA!!)» conclude Granello «perché se così fosse ci troveremmo con una cava abbandonata. Quella sarebbe una vera bomba ecologica. L’ipotesi migliore è proprio quella che si sta configurando ora, pochi metri da scavare e obbligo di riqualificare il sito».

Quest'ultima affermazione è un'inesattezza perchè i cavatori sono obbligati a sistemare la cava anche se non scavano piu' nemmeno un metro cubo. Lo prevede la legge, ma questo è difficile da capire per loro ed anche per alcuni politici.
 

giovedì 17 marzo 2011

CRISI DELL'ATTIVITA' DI CAVA O DEI CAVATORI?

I comunicati stampa pubblicati sul sito del Consiglio Regionale fanno un po’ di luce sul tentativo avvenuto alla fine del dibattito consigliare sulla Legge Finanziaria di inserire un articolo contenente profonde modifiche, peggiorative, alla Legge che regola l’attività di cava, la L.R. n. 44/1982.

Con il pretesto di una crisi che colpirebbe il settore delle escavazioni (o dei cavatori?) nelle province di Verona e Vicenza il Consigliere Giancarlo Conta (ex Assessore all’Ambiente) ha chiesto infatti che fosse permesso in tutte le cave, comprese quelle della provincia di Treviso, un incremento del 30% delle quantità escavabili autorizzate, rendendo di fatto inutili tutti i progetti di sistemazione ambientale previste nell’attuale regime concessionario e rinviando a “data da destinarsi” ogni opera di sistemazione.
Inoltre la proposta proponeva l’eliminazione del limite del 3% della superficie agraria di ogni Comune da destinare all’attività di cava e del parere obbligatorio delle Commissioni Provinciali, consentendo alla Giunta Regionale di operare senza alcun controllo e senza rispettare le competenze sulla gestione del territorio già trasferite alle province.

E’ possibile che l’ex Assessore Conta non conosca la crisi che colpisce l’intero settore delle costruzioni e delle conseguenti ricadute anche sull’attività di cava?

E’ possibile che ancora una volta si tenti di modificare, peggiorandola, una legge vigente senza coinvolgere le categorie interessate, gli Enti Locali ed i cittadini?

Che non si tenga conto della necessità di limitare il consumo di territorio?

O forse la “limitazione di consumo di territorio” è un modo di dire che si dimentica dopo averlo enunciato?

Il Consiglio Regionale di Italia Nostra, essendo venuto a conoscenza di queste insane proposte,
  • ha espresso un parere decisamente negativo sul metodo e sul contenuto ed ha invitato i Capigruppo Consiliari a respingerle;
  • ringrazia quindi tutti i consiglieri che si sono opposti riservandosi di rendere pubblici i loro nomi non appena sarà in possesso del verbale dei lavori del Consiglio Regionale;
  • conferma la necessità di discutere ed adottare in tempi certi e brevi, previa discussione con Province, Comuni, Categorie interessate e cittadini, un Piano Regionale per le Attività di Cava che assicuri, come condizione inderogabile, la conservazione del territorio e del paesaggio agricolo e che individui e promuova il riuso dei materiali di demolizione e l’adozione di nuove tecnologie per il compattamento dei terreni;
  • chiede contemporaneamente che Regione e Province individuino tutte le attività di cava, anche esaurite, per verificare lo stato di attuazione delle opere di ripristino ambientale previste nelle concessioni al fine di non consentire la continuazione delle attività a quanti risultino inadempienti.

Padova 9 marzo 2011
p. il Consiglio Regionale di Italia Nostra
il consigliere delegato
(arch. Umberto Zandigiacomi)