"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)
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sabato 26 giugno 2021

LA PIAVE, UN AMICO TRADITO

 


Ieri sera sono andato in riva al Piave nell'Oasi di Codibugnolo dove il circolo Piavenire di Legambiente organizza una serie di eventi culturali ed informativi.

La riflessione che è emersa dalla serata e dagli incontri con persone, anche sconosciute, ma con simile sentire è che il VENETO è una TERRA massimamente INDIVIDUALISTA e vi spiego perchè...

Il tema era un racconto di un viaggio lungo la Piave dalla sorgente a Salettuol di un gruppo di persone: un'esperienza vera, semplice ma reale, fatta a piedi guardando  e sentendo quello che esiste.

La Piave è stata, e continua ad essere, generosa con i Veneti: ha dato energia elettrica, acqua per le colture ed oggi per il glera, pesci, animali, ghiaia in abobndanza per gli amici cavatori, terreno per colture e casa, fabbriche ed ora anche piste ciclabili sul greto, ha visto scorrere sangue di guerre, ma cosa ha ricevuto in cambio?

Praticamente NULLA. 

Continua a scorrere come può, ma non è indifferente e resta sempre un amico pronto a ricordarti che esiste.

La volontà (ingegneristica) di domarlo con mega casse di espansione è paragonabile ad una guerra tra amici. 

Chi sarà il più forte?  

Chi vincerà quando il cambiamento climatico riverserà migliaia di metri cubi sul suo bacino imbrifero?

Trattere un AMICO che tanto ha fatto per tutti noi in questo modo, è un GRANDE TRADIMENTO perchè il fiume non reclama altro che il suo spazio.

RIDIAMOGLI IL SUO SPAZIO DI ESPANSIONE NEI MOMENTI DI PIENA, risolvendo piccole criticità, ma DEMOLENDO quelli che sono AFFRONTI verso un amico, ricordando che l'acqua è VITA.

Ricordiamo che è giusto preservare la vita umana, ma NON è giusto preservare gli interessi economici esclusivi di chi ha costruito, coltivato nel greto del fiume con deroghe assurde ed ora vorrebbero che pagassino noi per il loro portafoglio.

Un mio amico diceva che il FIUME E' DEI PESCI......... Lui si definisce il Nulla ed è pescatore vero.

IO VORREI CHE IL FIUME FOSSE VERAMENTE DEL POPOLO VENETO, ma anche di tutti I POPOLI e non solo una cosa che riguarda alcuni grandi interessi.

E' necessario unire le forze e contrastare progetti devastanti, non con lo spostamento in altro ambito, ma DIFENDENDO CON CORAGGIO E VERITA' UN BENE COMUNE PREZIOSO, amico dimenticato da molti lungo l'asta.



giovedì 28 settembre 2017

PARCO DELTA DEL PO

Chissà se gli assessori all'ambiente delle due regioni partecipano...



"VOGLIAMO LA NOSTRA ACQUA" - FLASHMOB A CIMADOLMO 30-9-17

Anche dopo le ultime piogge non c'è traccia di acqua sulla Piave a Cimadolmo e si tratta di un'eccezione in questa stagione.
La questione dell'ACQUA è centrale per tutti i movimenti che si occupano di ECOLOGIA INTEGRALE e quindi siamo unito con ABC Belluno che si mobilita da anni per togliere gli incentivi alle cosidette minicentrali che rubano l'acqua ai torrenti del bellunese.

Per ricordare a tutti che l'acqua è essenziale e che è nostra (come chiaramente sancito in modo democratico da un referendum ignorato poi dai politici) con LEGAMBIENTE PIAVENIRE stiamo organizzando un flash mob dalle ore 11 alle ore 12 sul ponte di CIMADOLMO.

Seguono istruzioni.

domenica 13 agosto 2017

MARE MONSTRUM PER GOLETTA VERDE

Il resoconto di Goletta Verde prende le prime pagine dei giornali per un giorno e poi va nel dimenticatoio mentre i problemi restano e si agggravano.

Da capire perchè nei piani di investimento ci sono sempre opere infrastrutturali e mai opere di grande bonifica che darebbero molto più lavoro. Anche in questo siamo in ritardo (sindacati compresi e non incolpevoli).

Nella depurazione delle acque siamo 23° in classifica su 28: direi quasi come nell'atletica leggera dei mondiali di Londa.

sabato 1 luglio 2017

PEDEMONTANA A CHE PUNTO SONO?



Facciamo presente che domani ci sarà l'incontro
 Pedemontana Veneta, a che punto siamo?  
Un incontro per fare luce sul progetto, su cosa sta accadendo e sulle proposte alternative
che si terrà la prossima domenica 2 luglio 2017 alle ore 18.30 area Forum Festambiente - presso Campo Marzio a Vicenza, a due passi dalla stazione FFSS - che ha per oggetto un confronto sullo stato attuale della SPV.

Prenderanno parte all'incontro: con: Stefano Fracasso, consigliere Regione Veneto; Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto; Ilario Simonaggio, responsabile area ambiente territorio e reti della CGIL Veneto; Don Albino Bizzotto, fondatore dell’Associazione “Beati i costruttori di Pace”; Massimo Follesa portavoce del Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa. Modera: Marco Milioni, giornalista. (more info: http://www.festambientevicenza.org/).

Confidando nella più ampia partecipazione, cogliamo l'occasione per estendere l'invito ad un incontro successivo al dibattito, utile ad avviare un confronto operativo per coordinare e confrontarci senza mediazioni sulle azioni concrete e future sul tema e soprattutto per trovare un punto di incontro politico con chi intende costruire una critica e cooperativa opposizione a quest'opera, consci che è strategico in questa fase unire forze e persone diverse per conquistare risultati condivisibili ed utili ad impedire che il nodo SPV si trasformi in un'opera fallita a carico delle popolazioni locali e delle casse pubbliche portando al salvataggio illegale di un concessionario inadempiente.

APPELLO PER LA PIAVE, MA I SINDACI?

il torrente Grisol ogetto di una concessione.. bocciata per ora!
L'altra sera a Maserada il circolo Piavenire ha portato un interessante visione della PIAVE INTERA che sta venendo depredata già in montagna con le MINI CENTRALI IDROELETTRICHE, scempio assoluto.

Il circolo PIAVENIRE spera nei SINDACI...
Io sono molto meno fiducioso nei primi cittadini, che salvo rarissimi casi, non sanno nulla di ambiente e se lo vendono per due euri come succede nel bellunese e qui con la ghiaia.

Credo che dovremo svegliarci. Lo dovevamo fare vent'anni fa, ma non è mai tardi..

giovedì 22 giugno 2017

ACQUA RUBATA = VITA RUBATA

Sottoscriviamo parola per parola lo sfogo di LEGAMBIENTE PIAVENIRE sulle questioni della PIAVE che si vorrebbe far diventare PATRIMONIO DELL'UNESCO.

Stiamo facendo diventare PATRIMONIO un ex fiume che NON ESISTE IN MOLTI TRATTI DEL BASSO CORSO senza che si guardi al VERO PROBLEMA cioè alla garanzia del DEFLUSSO MINIMO VITALE.

La REGIONE VENETO è la prima responsabile di questo scempio perchè ha nel cassetto da anni i PIANI DI GESTIONE obbligatori per le Zone d Protezione Speciale.

CREDO SIA ORA DI INFORMARE L'EUROPA CHE IL VENETO DELLE SUE NORMATIVE SE SBATTE LE PALLE..

PARLARE DI BELLEZZA E DI PATRIMONIO DI UN ... MORTO E' ALQUANTO MACABRO...

mercoledì 31 maggio 2017

IL VENETO ESEMPIO DI LEGISLAZIONE URBANISTICA

Solo per ricordare che i baldi ribaldi di Luca er Pomata Zaia forzano in tutti i modi le regole... Qualche volta la passano liscia come sulla caccia in deroga, ma spesso vengono cazziati e fanno delle figuracce.
Nessuno che si preoccupi troppo di questo imbarbarimento...

domenica 28 maggio 2017

MANIFESTO PER LA PIAVE

Dopo il convegno di Cimadolmo di LEGAMBIENTE PIAVENIRE dello scorso aprile, è nata l'iniziativa della raccolta firme per la Piave. 
La raccolta su moduli cartacei è già partita ed ha raccolto 300 firme in un solo giorno durante la Feira dei 4 PASSI.
In molti ci stanno chiedendo di poter firmare anche online, soprattutto dopo aver letto l'appello sul blog di Fabio Tullio ed il MANIFESTO STESSO.
Così è stato impostata da LEGAMBIENTE  una petizione su CHANGE.ORG che vi invito a firmare.

Dopo aver chiuso la raccolta, si pensa ad un'iniziativa di effetto e ad un incontro con la REGINE VENETO

domenica 7 maggio 2017

LA PIAVE VITTIMA DEI CAVATORI E DELLA REGIONE.. DAL 1982

La finta baruffa tra l'assessore Bottacin ed i cavatori sulla PIave si può derubricare al lamento del re che si vede attaccato da i feudatari a cui ha sempre fatto enormi piaceri in cambio di soldi e voti.
CAVATORI E GIUNTA REGIONALE sono due facce della medesima battaglia solo che lo STOMACO di entrambi è troppo ingordo e non ci sono risorse per tutti.

RIDATECI L'ACQUA E ANDATE A QUEL PAESE...
PS: IL REFERENDUM non c'entra una mazza perchè le competenze sono già regionali e tutte le deroghe possibili sono state date....
IL PIANO CAVE E' DEL ---1982 quando giocava Pablito Rossi

domenica 2 aprile 2017

SICCITA'. ORA LA REGIONE FA UN SUMMIT...

Dopo aver fatto le cose (per Lorsgnori) veramente importanti ed interessanti (cioè la Grande Opera che garantisce potere e soldi), ora la REGIONE VENETO si appresta alla sceneggiata del grido di dolore sulla SICCITA'.

Ovviamente tutto verrà ridotto alla ECCEZIONALITA' DELLA SITUAZIONE DI QUESTO 2016, ma questa è una verita molto molto parziale perchè la situazione è ben più grave e non dipende solo dalla "reticenza" di Giove Pluvio!

Di questo si parlerà giovedì 6 aprile a CIMADOLMO su iniziativa di LEGAMBIENTE PIAVENIRE che farà intervenire i vari interessi cercando di trovare una quadra al problema.
Il vero problema è che in questo ambito i poteri non sono equamente diffusi e ci sono delgi attori che hanno molto più potere, in primis la Regione Veneto che deve garantire interessi non sempre dicibili che sono quelli dei CAVATORI.
Oltre a questo c'è AGRICOLTURA (CONSORZI DI BONIFICA) ed ENERGIA (ENEL). Il rispetto dell'AMBIENTE viene buon ultimo e forse....

Sarà interessante capire perchè i PIANI DI GESTIONE DI PIAVE E SILE siano chiusi nei cassetti da quasi un decennio nonostante siano un obbligo per le zone SIC-ZPS.

Questo significa che se si applicassero gli studi fatti ci dovrebbe essere il TRIPLO della quantità di acqua che c'è ora.


giovedì 16 luglio 2015

CANAPA, MA NO SEA FUMA...

Il Piave magari avrebbe un po'  d'acqua in piu' se ci fosse canapa invece di mais...

venerdì 10 luglio 2015

LA PIAVE MUORE TRE VOLTE IN SEI MESI

Ora è tornata un po’ d’acqua nei greti del Medio Piave, ma per giorni abbiamo avuto di fronte uno spettacolo scandaloso che passa per lo piu' ignorato: ghiaie assolate ricoperte di alghe marroni in putrefazione con stormi di gabbiani in competizione con gruppi organizzati di cornacchie grigie c

he divoravano migliaia di pesci di taglie diverse a bocca aperta e con la pancia all’aria.
Tra i sassi milioni di avannotti a rendere l’aria irrespirabile per l’odore di morte che esalava dagli alvei asciutti....

E una scena che si è ripetuta per ben tre volte nell’arco di un mese e mezzo : già a metà maggio, fatto inusitato anche per questo nostro fiume in agonia , all’epoca dell’arrivo, dalle acque salmastre del basso Piave , delle lasche (marcandoe per la popolazione delle grave ) e delle cheppie (ciepe in dialetto delle rive fluviali ) per la riproduzione nella fascia delle risorgive in greto , la Piave è andata in condizioni di sofferenza nel giro di pochissime ore, senza più acqua neppure negli avvallamenti più profondi.
La stessa situazione si è ripetuta all’inizio di giugno ed ancora ai primi di luglio fino a qualche giorno fa!

Tutto questo nell’indifferenza delle Amministrazioni Comunali rivierasche!
Non c'è stato neppure un ordine del giorno votato in un qualche consiglio comunale, nemmeno un allarme sui giornali dell’Osservatorio del Paesaggio del Medio Piave, che dovrebbe essersi accorto delle ricorrenti secche del fiume magari a corollario delle ripetute commemorazioni della battaglia del Solstizio!
Un Osservatorio dovrebbe “osservare” e se non osserva e denuncia, è un organismo inutile.
Eppure i riferimenti legislativi e gli stimoli, per una corretta gestione del patrimonio idrico e naturalistico rappresentato dalla Piave, ci sono, ma come molte cose nel Veneto della “legalità a tempo determinato”, cioè sempre derogabile, non si osservano oppure semplicemente si ignorano.
Esiste un Decreto Legge (DL 152/2006) che all'articolo 56 prevede un concetto semplice per garantire la vita del fiume cioè il “Minimo Deflusso Vitale”, ma questo concetto per ben tre volte in sei mesi è stato violato con le conseguenze di mote che si possono vedere.
La Piave è inoltre inserita nell’elenco delle zone della “Rete Natura 2000” (direttive EU “Uccelli” ed “Habitat” Z.P.S. 3240023 Grave della Piave ) e quindi dovrebbe essere oggetto di specifica tutela da parte della Regione Veneto in primis.
Per non parlare dell'ignorata Direttiva Acque 2000/60 o del Piano di Gestione della citata Zona di Protezione Speciale “Grave della Piave”.

Tale strumento fondamentale giace, depositato in Regione Veneto, da ormai due anni in compagnia del Piano di Gestione del fiume Sile, senza che nessuno (salvo noi) abbia sollevato la questione, neppure con un’interrogazione!!
Tale piano prevede per il Minimo Deflusso Vitale dalla stretta di Nervesa un volume minimo che innalza il volume minimo di acqua nel fiume dagli attuali 10 mc/sec al triplo, cioè 30 mc/sec perché sia garantita la vita nel fiume, anche in periodi di siccità estiva od invernale .

Poniamo pubblicamente alcune semplici domande alle nostre Istituzioni, sapendo che resteranno probabilmente lettera morta:

  • E’ mai possibile che non vi sia stato un pronunciamento da parte dell’Assessorato all’Ambiente regionale ? Cosa vuole fare il nuovo Assessore??
  • Si può continuare a perpetuare un tipo di colture “idrovore” in tutta la pianura trevigiana senza un ripensamento che privilegi la vita e la biodiversità del nostro corso d’acqua ?
  • Si può continuare a concepire questo fiume alpino come un canale scolmatore in cui si rilascia acqua quando non serve per le dighe del sistema idroelettrico e per le irrigazioni nell’alta pianura?

E' evidente che una simile situazione non è sostenibile e ci troveremo sempre piu' spesso a fare i conti con fenomeni come il tornado di Mira, dove sembra che la Natura Matrigna si diverta a fare i dispetti.
In realtà i segnali del degrado del nostro sistema ambientale ci sono tutti e sono evidenti da anni.
Siamo tutti noi che non vogliamo vederli per privilegiare i nostri interessi particolari rispetto all'interesse primario di tutela dei beni comuni e della vita.

La tutela della biodiversità, dai pesci alle alghe, è nella sostanza la tutela della nostra vita. Se non lo capiamo siamo destinati a soccombere.

In riva alla Piave, 10 luglio 2015
Fausto Pozzobon
per Piavenire e Legambiente

Romeo Scarpa
per ITALIA NOSTRA Treviso

lunedì 6 luglio 2015

PEDEMONTANA? OXY...


SALTO IN ACQUA a SAN GIACOMO DI MUSESTRELLE

Una volta in acqua ci si tuffava perchè i fiumi non erano dei semplici ricettori di fogne e soprattutto i reflui erano ben diversi.
Oggi siamo paurosi e timorosi di fare un salto nel fiume. Anzi se cadiamo dentro spesso andiaom anche in ospedale per fare una cura anti-biotica, mentre le cura andrebbe fatta al fiume, ma non per uccidere la vita, bensì per farla tornare.

Nell'ambito del progetto PER IL CONTRATTO DI FIUME MEOLO-VALLIO-MUSESTRE aderiamo all'iniziativa del GRANDE SALTO di 
DOMENICA 12 GIUGNO 2015 
ed attendiamo le vostra adesioni per:

- ore 9-12 giro in bici da Saletto fino a San Giacomo di Musestrelle (circa 10km)
- ore 12 buffet picnic a San Giacomo di Musestrelle
- ore 15 Gran Salto in acqua
- ore 16 visita alla chiesetta di San Giovanni
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