"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)

domenica 8 settembre 2013

3VISO3 - DUE GIORNI DI INCONTRI A CA' DEI RICCHI

Ecco un'interessante iniziativa di 3VISO3 con la partecipazione di ADVAR TRA ed altre associazioni oltre ai ricordi del Sindaco ed alla presentazione smart di Mase'...



venerdì 6 settembre 2013

LA FASE OPERATIVA DEL PAT?

Sintesi dal Gazzettino di oggi

TREVISO - Dopo la riapertura dei termini di approvazione del Pat, il Piano di assetto del territorio che delineerà l'urbanistica e la viabilità della città di Treviso per i prossimi decenni, l'amministrazione è entrata nella fase operativa con il primo appuntamento del cronoprogramma di approfondimento con i membri del consiglio, tenuto ieri.

«Siamo molto soddisfatti dell’incontro. Erano presenti molti dei consiglieri della maggioranza, ma anche esponenti della minoranza. Sono certo siano stati apprezzati i molti interventi sul tema». Queste le parole dell’assessore all'Urbanistica Paolo Camolei che ieri pomeriggio ha incontrato, insieme ai membri della giunta e al gruppo di lavoro che lo affiancherà, i consiglieri di maggioranza e di minoranza.

«Dopo tante discussioni entriamo finalmente nella fase operativa del Pat - ha spiegato Camolei- . Ho voluto che all’incontro con i consiglieri di maggioranza fossero presenti anche i rappresentanti della minoranza. Questo perché conto davvero sull’apporto costruttivo che potranno dare al progetto. Quando eravamo noi all’opposizione abbiamo spesso lamentato di non essere stati coinvolti nelle decisioni dell’amministrazione, con la giunta Manildo le cose andranno diversamente».

All’incontro infatti erano presenti anche i consiglieri Sandro Zampese e Giorgio Torresan della Lega e Giovanni Battista Gaio di Scelta Civica. 

«Abbiamo parlato delle ricadute ambientali ed economiche che questo progetto avrà sul territorio – prosegue Camolei – ma soprattutto è parso chiaro come Treviso debba tornare, usando i molti strumenti messi in campo da questo piano, a ricoprire il ruolo di città capoluogo e a essere un soggetto trainante. Spetta alla nostra amministrazione riuscire in questo obiettivo».

Sul tavolo le ricadute ambientali ed economiche del piano di assetto territoriale e la volontà di riqualificare piuttosto che edificare ancora. 

Mentre per quanto riguarda il gruppo di lavoro che affiancherà l’assessore, sottolinea: «Si tratta di esperti del settore che mettono a disposizione del Comune le loro competenze senza ricevere alcun compenso. Sono molto soddisfatto del primo incontro e del clima che si è creato tra questi professionisti. Le logiche e le modalità di lavoro con le quali si intende lavorare sono già state identificate». Questi i nomi dei componenti del gruppo di lavoro: gli architetti Fabrizia Franco, esponente del Pd, e Beatrice Ciruzzi, Luigi Calesso esponente della lista Impegno Civile; gli architetti Gaetano Di Benedetto e Oliviero Dall’Asen, Giovanni Negro ingegnere ed esponente della lista Impegno Civile, l’architetto Giuseppe Capocchin e il tecnico Oliviero Saccon, il dirigente comunale Stefano Barbieri

Oggi si è svolto l'incontro con i sindaci degli undici comuni limitrofi: Villorba, Casale sul Sile, Paese, Carbonera, Casier, Ponzano Veneto, Preganziol, Quinto di Treviso, Silea, Zero Branco, San Biagio di Callalta. 

«Crediamo che anche da parte loro possano arrivare delle osservazioni importanti – sottolinea l'assessore- L'orizzonte al quale facciamo riferimento non è più solo quello del Comune di Treviso: le scelte del capoluogo hanno infatti delle necessarie ricadute sui comuni che gli stanno attorno»,conclude Camolei.

Due le giornate dedicate invece alla discussione del Pat con la cittadinanza: martedì 24 settembre alle ore 20.45 e lunedì 30 alle 17.30 presso le scuole “Stefanini” di Treviso.

Tutto molto bello ed edificante, ma:
1) puo' essere data una breve sintesi di quale città vorrebbe la nuova amminsitrazione?
2) quali contributi costruttivi ha dato l'opposizione? quali idee emergono rispetto al PAT adottato??
3) cos'hanno detto i comuni limitrofi? E quelli limitrofi tipo Villorba cosa ne facciamo? Potrebbero anche loro dare un contributo costruttivo...

Tanto per non continuare a fare solo accademia....

TROPPE AUTO SUL PUT?? MA VA LA'...

Si scopre dopo 10 anni dal suo avvio che ci swono troppe auto sul PUT e che queste creano inquinamento e non solo....

Indipendentemente da quanto inquinamento producano (ed è molto), si rivela fallimentare l'idea dare scorrevolezza alla pista automobilistica attorno alle Mura perchè piu' si creano strade scorrevoli piu' si attrae il traffico...

Qualche genio diceva che auto che corrono di piu' (e con il PUT si fanno chilometri in piu'!) inquinano meno perchè con velocità maggiore, si ha miglior combustione... Vero, ma è solo un aspetto.

Il PUT ha creato una barriera fisica tra centro e periferia che combinato con i "regali" leghisti al buon De Poli (leggasi Appiani 2) ed il decentramento a Sant'Artemio hanno spostato il baricentro di Treviso da Piazza dei Signori verso la strada Ovest.

Questo è un fatto evidente e su questo tema va impostata la revisione del PUT definendo un nuovo ruolo per il centro storico e per la strada Ovest.

DON BIZZOTTO E ZORZATO

Zorzato non si convince?? Ma se è lui con il prode Chisso uno dei fautori dello sviluppismo a base di nuove strade e centri commerciali entro i 2km dagli svincoli (decisione spettante solo alla Giunta).
Vanno messi per un po' all'opposizione... Non è detto che le cose migliorino, ma un po' di purga all'opposizione fa benissimo come dimostra l'esperienza d Treviso...

Anche noi abbiamo aderito alle osservazioni al PTRC, documento vuoto ma pieno solo di deleghe in bianco...


dal  Corriere delle ALPI
"Il digiuno in nome della salvaguardia dell’ambiente non è bastato a mettere in discussione le convinzioni di Marino Zorzato, ma la «via crucis» di Don Albino Bizzotto è andata oltre alle due settimane a base di acqua.

«Il senso profondo del digiuno – ha affermato ieri, di ritorno dall’incontro avvenuto a Palazzo Ferro Fini davanti al Consiglio regionale del Veneto – è mettere il proprio corpo in uno stato di grande debolezza che non è altro se non una grande richiesta di aiuto anche istituzionale come ho espresso chiedendo una moratoria».
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Una richiesta che ha avuto un’eco nazionale, ma a quanto pare non sufficiente da far retrocedere il vice presidente della Regione Marino Zorzato che, di fronte al lungo discorso del fondatore di «Beati i costruttori di Pace», ha risposto che «la parola moratoria non mi piace perché è uno stop alla cieca»
Zorzato ha ribadito la convinzione che le grandi opere, come per esempio la Pedemontana, «siano utili e necessarie (…) e che gli strumenti che Giunta e Consiglio si stanno dando come il PTRC vanno nella direzione giusta». 

Il cuore della questione è l’approvazione del Ptrc, contestato da M5s, Sel e «AltroVe» che, nei giorni scorsi, hanno consegnato centinaia di osservazioni critiche alle norme proposte, accusate di favorire una costruzione edilizia senza regole nel territorio." (v.m.)

giovedì 5 settembre 2013

PAT TREVISO: PRIMI MOVIMENTI DELL'AMMINISTRAZIONE...

DALLA TRIBUNA DI TREVISO
«Il Pat della nostra coalizione non può assolutamente essere quello varato dalla Lega, serve un segnale chiaro e forte di discontinuità». È quanto hanno detto negli ultimi giorni, le forze politiche di maggioranza – la coalizione Treviso Bene Comune – all’assessore all’Urbanistica Paolo Camolei; l’anteprima al confronto che Camolei terrà sul Pat con la giunta e i 32 consiglieri, anche quelli di minoranza. 
Per le forze del centrosinistra erano presenti Andrea Michielan (Pd), Maria Buoso e Sergio Costanzo (Treviso Civica), Said Chaibi e Renato Zanivan (Sel), Luigi Calesso e Giovanni Negro (Impegno civile). Camolei, dal canto suo, ha ribadito quanto sia importante, per porre mano ai progetti, approvare in tempi rapidi il Pat, (qual'è la fretta? perchè?)  che vedrà intanto cittadini e associazioni presentare osservazioni fino all’8 ottobre. 
E ha anche ricordato i paletti giuridici del Pat, che ad esempio non può intervenire sull’area dell’aeroporto, sottoposta a leggi nazionali e alle direttive dei ministero. (Anche noi vorremmo sapere quali sono i paletti giuridici... l'ampliamneto dell'aeroporto è certamente soggetto a VIA nazionale, ma cosa dice il Comune di Treviso?) 
L’assessore ha preso atto della linea politica della coalizione, e, da quanto sarebbe emerso, c’è la possibilità che le mediazione si possa trovare sul volume di cemento consentito: il Pat infatti autorizza, tra vecchia dote non consumata del Prg e nuova volumetria, circa 2,7 milioni di metri cubi, su cui la maggioranza di Manildo vuole intervenire a colpi di crediti edilizi e di perequazione. Ma a questo punto non è escluso che si abbassino in assoluto, i numeri. E dunque si vada verso una volumetria nuova complessiva che oscilli fra l’1,5 milioni e i 2 milioni. (o anche meno??) 
Camolei ha infine annunciato i nomi dei componenti della commissione di saggi: gli esterni saranno Gaetano Di Benedetto, autore della variante generale al Prg sconfessata dai leghisti che incaricarono Contini e Fregonese (e il loro documento fu approvato nel 2003) e di Olivero Dall’Asen, dirigente urbanistico del comune di Feltre dov’è stato adottato un Pat a cemento zero. Siederanno nell’organismo con lo stesso Camolei, il dirigente del settore di Ca’ Sugana, Stefano Barbieri; il presidente della commissione edilizia, Manfedonia; un rappresentante dello studio Capocchin che ha licenziato il Pat approvato della Lega la scorsa primavera. Camolei si riserva però di rafforzare l’organismo con due qualificate presenze politiche. E circolano già due nomi: Fabrizia Franco (Pd), consigliere provinciale, e Luigi Calesso (Impegno Civile).

sabato 31 agosto 2013

PAT TREVISO: ATO PER TREVISO CITTA' D'ACQUA

Una delle scelte del PAT di TREVISO è stato di suddividere il territorio in 11 AMBITI TERRITORIALMENTE OMOGENEI che devono poi essere disciolinati e normati con specifici obiettivi.
Non si capiscono bene i criteri che hanno portato alla suddivisione che sembra funzionale a risolvere qualche questione specifica (ospedale, aeroporto) piu' che a dare un'idea di città del futuro.

Molti ambiti sono di risulta come la mitica GREEN BELT (cossa zeà??): che sarebbe la cintura verde cioè quello che serve per dare qualche titolo ai giornali e fare figo... GREEN BELT?? Mavalà direbbe Ghedinone...

Ho provato un primo ridisegno degli ATO, ma devo dire che con l'indifferenza generale creata da 50 anni di disordine, è ben difficile fare ordine adesso e trovare ambiti OMOGENEI: è tutto omogeneo... così omogeneo da essere indistinto.

Ho previsto 13 ambiti:

1) il centro storico cioè quello che è interno alle Mura e mi pare di essere abbastanza realista ed il linea con  progettisti
2) il secondo centro  che ho chiamato "centro nord CM" per ricordare che lo spostamento del baricentro di Treviso verso la strada Ovest è "merito" della Lega Nord e di Cassamarca; il primo ha barattato il mantenimento del potere amministrativo concedendo il triplo di cubatura al signore detto Formajea che in 25 anni si è magnato tutto (dico tutto!) il patrimonio della Fondazone ed è ancora lì a quasi 90 anni!! Un genio!
3) Fontane con la zona storica come ambito 10 progettisti
4) S.Maria del Rovere e Sant'Artemio
5) Selvana
6) Fiera (l'ospedale è un inciso nella zona, anzi direi un intruso... soprattutto la lavanderia in riva al Sile: geni della promozione turistica!!)
7) S.Trovaso + Sant'Antonino (e perdonerà il ras del quartiere se ho citato prima San Trovaso, ma ora è minoranza)
8) San Zeno +Sant'Angelo + Canizzano
9) San Giuseppe (e anche qui lascerei fuori l'aeroporto che è l'ennesimo incidente degno dei sommi geni dell'urbanistica moderna.... piazzarlo tra Noalese e Sile e poi chiedere di  crescere....Siete fenomeni!)
10) Monigo con sottozona indpendente Sant'Anna
11) S.Liberale e Santa Bona (dove Fanton latita.... )
12) San Pelajo (dove Gobbo è assente, ma che novità è?)

Sono 12 ATO perchè il primo è L'ATO ZERO che prende tutte le acque di Treviso dal Cerca alla Storga per finire al Sile passando per il Botteniga... UN ATTO DI REALTà VERSO TREVISO CITTA' D'ACQUA


Lascio ora al gruppo di lavoro di Gigi e Renata la modifica del patrocchio che ho fatto

giovedì 29 agosto 2013

COSI' PARLO' ZAMPESE... e COSI' RISPONDIAMO

Anche colui che ha retto le sorti dell'urbanistica per quasi 20 anni dichiara di tutto e di piu' e merita qualche risposta solo per la precisione. 
Non entro nella polemica politica perchè la MINORANZA deve fare il suo ruolo e ripeto: MINORANZA (magari ancora per poco, ma ora è così!!)

ZAMPESE "Il finale purtroppo è già scritto: faranno tanto casino, tanti proclami, tante audizioni per poi cambiare poco o nulla, con perdite di tempo, impiego di ulteriori risorse economiche e capire, speriamo finalmente, che il Pat è uno strumento di principi generali che partono dalla tutela e dalla valorizzazione del territorio, difficilmente confutabili»
ITALIA NOSTRA Verissimo è una CORNICE, ma se la cornice è così indefinita che ci sta tutto dentro. è come se non ci fosse e questo è lo scopo dell'urbaninistica in salsa verde leghista. Decido dopo cosa fare in base a cosa mi chiedono, tenendomi il potere contrattuale...
Il PAT adottato è pieno di belle parole che non servono a nulla e sono anche confuse visto che per fare un esempio di parla di Viale della Repubbica a 4 corsie mantenendo anche alberi e fossi... Un miracolo!!
Il  PAT si puo' modificare molto profondamente: basta metterci dei contenuti che ora non ci sono proprio perchè non si è voluto andare oltre alla riconferma del vecchio PRG.
Se si vuole si cambia fino all'ultima virgola, tavole comprese e Zampese lo sa benissimo.

Sandro Zampese, capogruppo della Lega, stronca su tutta la linea la politica di revisione del Pat avviata dalla Giunta, accusata di «muoversi al buio». E sui quattro scenari possibili delineati dall'assessore all'Urbanistica Paolo Camolei, dopo l'esame delle osservazioni al Pat, è quasi caustico: «Stanno spacciando l'estensione del periodo delle osservazioni come atto fondativo di un nuovo piano urbanistico -dice- Questi sono gli scenari prospettati da Camolei. Primo: le osservazioni non hanno alcun impatto sul Pat, cioè rimane il nostro. Secondo: approfondire ulteriormente il progetto, dilatando il periodo delle osservazioni. A che fine se non per prendere tempo? Terzo: ritiro e parziale modifica del Pat per sopravvenute osservazioni di notevole impatto. Non si può fare: si chiama revoca e si deve riiniziare l'iter formativo del Pat. Quarto: revoca del Pat. 
ITALIA NOSTRA Gli scenari teorici indicati da Camolei sono filosofia urbanistica. Le osservazioni si fanno per modificare il PAT e ci sono chiari esempi (Zero Branco) di PAT stravolti dalle osservazioni e dai sopravvenuti cambi di giunta. Il dubbio legislativo è solo relativo ad un eventuale riadozione (secondo me opportuna) per dare modo a tutti di dire la loro. Questa si chiama democrazia e non sembra una cosa molto conosciuta...
Paventare il danno erariale di una revoca è fuorviante; nessuna revoca, nessun nuovo inizio... le analisi ci sono, basta mettere dei contenuti diversi rispetto a quelli leghisti. Anzi basta mettere dei contenuti, visto che in questo PAT adottato c'è aria fritta (puzzolente).

ZAMPESE "Ma tutti e quattro gli scenari mettono in evidenza la mancanza di progettualità della maggioranza che si aggrappa unicamente ai contributi delle osservazioni». E a chi accusa la Lega di aver ideato un Pat che porterebbe una colata di cemento in città, risponde: «Il Pat adottato dalla nostra amministrazione è l'unico strumento generale di un capoluogo veneto a vietare le nuove espansioni edilizie. Il milione di metri cubi previsti, nell'arco decennale, sono una opportunità e non un obbligo».
italia nostra: la maggioranza attuale fa il suo percorso e la minoranza fa la sua opposizione poco costruttiva... La Lega prevede con questo PAT la riconferma di 1,6 milioni di metri cubi + altri 1,2 milioni e quindi è fuorviante dire che si vieta l'espansione. L'espansione è stata concessa nel precedente PRG e quindi ora è facile fare i rigorosi... Il triplo della cubatura a Cassamarca all'Appiani in cambio di una pipa di tabacco l'abbiamo fatto noi??
Il PUT che inquina (lo dice il documento di Zampese) e taglia fuori il centro l'abbiamo fatto noi?
Le opportunità la Lega le ha perse perchè c'erano se poteva giostrare gli accordi pubblico-privati come prima, ma ora (forse) non lo puo' piu' fare. Forse.