Emerge una carenza totale di visione ed una richiesta sempre e solo di soldi: manca un milione dice l'ineffabile Vernizzi con gli occhialoni da Al Capone....
Il presidente della Provincia Marcon ammette che non può fare nulla essendo l'ente sostanzialmente inutile anche se avrebbe il coordinamento urbanistico della provincia!
L'assessore Camolei spera in qualche miracolo ma nessuno si fa vedere a Sant'Antonino per dire dove passerebbero. Nemmeno quelli della Lega ci provano perchè lì non si passa, ma si continua a fare credere che il IV lotto cambierebbe qualcosa.
Il motivo della disaffezione dei cittadini dalla politica sta anche in questa carenza totale di idee: al massimo chiedono di fare una o più nuove strade.
Per fortuna non ci sono i soldi e nemmeno la testa. Però siamo autonomi e quindi lasciate stare Roma Ladrona.
domenica 29 ottobre 2017
INDUSTRIALI E STRADE
L'abbiamo spesso detto che gli industriali trevigiani devono mettere amno al portafogli se vogliono nuove strade e non fare le solite dichiarazioni vittimistiche... Tirino fuori 150 milioni di euro e poi vediamo dove fare le strade che servono loro per .... competere.
Ricordiamo solo che pochi anni fa la stessa associazione industriale trevigiana prevedeva di fare due nuovi INCENERITORI per rifiuti nel trevigiano in una provincia che oggi arriva all''80% del riciclo, mentre per esempio vicino all'area Scardellato sulla Treviso-Ostiglia troviamo resti di manganese ed altro che non credo siano arrivati portati dai cittadini o da noi.
L'industrai trevigiana ha approffittato dei politici per costruire capannoni dovunque e comunque (ricordate la Legge Tremonti?) ed ora chiedono strade dappertutto.
Forse sarà il caso di intervenire insieme per l'unica vera opzione seria: L'USO INTENSIVO DELL'AUTOSTRADA A27 prima di fare altro....
Altrimenti mano al portafoglio e poi ne parliamo perchè togliere soldi alla sanità o al sociale per fare strade è stupido oltre che criminale per l'ambiente
Ricordiamo solo che pochi anni fa la stessa associazione industriale trevigiana prevedeva di fare due nuovi INCENERITORI per rifiuti nel trevigiano in una provincia che oggi arriva all''80% del riciclo, mentre per esempio vicino all'area Scardellato sulla Treviso-Ostiglia troviamo resti di manganese ed altro che non credo siano arrivati portati dai cittadini o da noi.
L'industrai trevigiana ha approffittato dei politici per costruire capannoni dovunque e comunque (ricordate la Legge Tremonti?) ed ora chiedono strade dappertutto.
Forse sarà il caso di intervenire insieme per l'unica vera opzione seria: L'USO INTENSIVO DELL'AUTOSTRADA A27 prima di fare altro....
Altrimenti mano al portafoglio e poi ne parliamo perchè togliere soldi alla sanità o al sociale per fare strade è stupido oltre che criminale per l'ambiente
PONTE PRIULA: “INFORMARSE, CONTROEAR E … SVEJARSE PRIMA MAI?
Sull'incredibile
questione dello pseudo restauro del Ponte della Priula e sui
tira-e-molla tre ANAS e Regione ci permettiamo di dare un parere che
deriva dall'esserci informati e studiati la questione prima che
questa diventasse un'emergenza, visto che ancora a luglio scorso
abbiamo dato la nostra adesioni del Comitato Imprenditori Veneto 2000
di Diotisalvi Perin.
In
primis vorremmo ricordare all'Assessore Corazzari che il progetto
è stato certamente visto dalla Regione Veneto perchè non è
pensabile che ANAS preveda un intervento di questa portata e con
questo impatto senza informare la Regione Veneto o i suoi omologhi di
Veneto Strade; l'inaugurazione, in pompa magna (Zaia presente con
codazzo) in mezzo all''alveo (secco) del fiume, non lascia dubbi
sulla corresponsabilità, almeno in vigilando della struttura
regionale, che altrimenti dimostra di essere “autonoma”, ma dal
buon senso, visto che non si occupa di quanto di notevole succede sul
territorio e sul suo agonizzante fiume.
Il
secondo elemento che ricordiamo, anche al Sindaco di Susegana, è che
oggi non c'è nessun blocco dei lavori che crei danni al traffico
“normale”, ma semplicemente ci si è fermati prima che potesse
succedere il disastro, visto che la viabilità provvisoria prevista
dal progetto ANAS ha molte criticità, che il Sindaco Scarpa e gli
amici industriali dovrebbero studiare, prima di proporre
manifestazioni che non faranno mai.
Il
progetto ANAS infatti prevede infatti una viabilità alternativa
durante i lavori con curve e contro curve a 90°, saliscendi ed
immissioni ardite con un ponte Bailey da 120m, che verrebbe
fermato in caso di piene superiori ai limiti progettuali (tempi
di ritorno 5 anni).
In
questo caso il traffico verrebbe rinviato sulla viabilità esistente
(!!) cioè facendo il giro per Ponte di Piave e Ponte di Vidor, il
che dimostra che nessuno ha ben capito cosa potrebbe succedere se i
lavori continuassero a procedere con l'andamento lumacoso attuale e
ci fossero alcune grosse piene.
Si
tenga conto che in 8 mesi le tubazioni in alveo sono gà state
spazzate via tre quattro volte...
Terzo
elemento riguarda la tutela archeologica che è obbligatoria
sia per i privati che per il pubblico (che non può sempre far finta
di essere esonerato dalle leggi che lui stesso promuove): il ponte in
legno, precedente quello attuale è noto come posizione ed interasse
dei pali ed è soggetto a tutela, mentre, solo le denunce di Perin e
poi nostre, hanno portato in evidenza tale mancanza che, oltre che
sanata con un controllo archeologico adeguato, va sanzionata in modo
esemplare con sostituzione del RUP, chiaramente non adeguato a
comprendere quale procedura dovesse essere individuata per il
progetto.
Altro
forte elemento di criticità, di cui è “colpevole” anche la
Soprintendenza che ha approvato il progetto statico (credo senza ben
comprenderlo) è che la soluzione progettuale di ANAS stravolge lo
schema statico del ponte in cemento armato “a tre cerniere”
dell'ing. Miozzi e lo rende un ponte ibrido con pile portanti e
nuovo impalcato in ferro e calcestruzzo su cui, come abbellimento
posticcio appoggeranno i parapetti, e senza più alcuna funzione per
l'ardita (per il tempo) strutture ad arco Mounier. In pratica è come
se su un edificio storico fosse autorizzata una copertura in ferro e
calcestruzzo, tenendo la struttura originale in legno come elemento
accessorio ed aggiungengo i coppi sopra le lamiere: un pasticcio di
compromesso che non tutela e nemmeno è troppo funzionale per lo
scopo. Il peggio del peggio...
Il
rischio ulteriore, molto forte con un ribasso come quello
dell'Appaltatore, è che, in corso lavori, emergano “imprevisti”
problemi sulla struttura in c.a. ad arco che sarà danneggiata dalle
demolizioni dell'impalcato con ritardo nei lavori ed aumento dei
costi. Al danno si aggiungerebbe la beffa!
La
sospensione attuale consentirà, oltre che di sanare l'insanabile
cioè l'ignoranza delle leggi, di mitigare l'andamento lento
lentissimi dei lavori che in metà del tempo contrattuale ha svolto
solo il 5% del lavoro. I motivi saranno annacquati tra archeologia,
bonifica bellica e carenze istruttorie, ma certamente alla fine non
sarà colpa di nessuno, come buona pace dei Sindaci che nulla sanno e
nulla fanno per informarsi se non tirare la giacchetta ai loro
referenti politici regionali tipo la Scarpa con Zaia.
Almeno
il Sindaco Szumsky ha avuto il buon senso di dare spazio alle
informazioni (parziali) che abbiamo tentato di dare con i Comitato
Imprenditori Veneto 2000.
Ultimo
elemento che sottolineaiamo è che il fiume PIAVE sembra il Far
West dove comanda chi urla più forte, che non è la Regione
Veneto:
- nell'alto Piave, ENEL fa quello che vuole ed “asfalta” il Boite con tutte le carte in regola (secondo loro) uccidendo per 10 anni il fiume
- sempre in alto Piave la Regiove Veneto (assessore anche bellunese!) sta seccando i torrenti per le minicentrali idroelettriche
- nel medio Piave da sempre i cavatori dettano le regole ai loro eletti e sono giunti a profondità da record (oltre 13m) proprio poco a valle di Ponte Priula senza che mai nessuno si accorgesse di nulla (forse la ghiaia vola?)
- nella Piave manca l'acqua e la Regione si tiene in cassetto un piano di gestione da ormai sei-sette anni perchè non sa come gestire gli opposti interessi di cavatori e agricoltori
- nella Piave manca la manutenzione dell'alveo e si continua a concedere di scavare in acqua ghiaia pulita perchè l'altra non è conveniente
Se
questo è quello che intendono, coloro che chiedono più competenze
allo Stato, dimostrare di saper far meglio, è opportuno che ci
capiamo bene “su chi fa cosa”, perchè altrimenti vale la pena
chiedere di essere annessi …. all'Austria o alla Svizzera.
Cordiali
saluti
p.
la sezione di Treviso
il
presidente
Romeo
Scarpa
martedì 24 ottobre 2017
SULLO STATO DEI COMITATI (o della sinistra o dell'alternativa.. fate vobis)
Devo
ammettere di aver gravemente sottovalutato il problema e di essere
molto sospreso da quanto radicati restino i “residui del passato”
nell'animo di molti, che si impegnano per il
miglioramento/cambiamento della società e dell'ambente.
Questo
non sarebbe nemmeno il male peggiore, se il ricordare la storia
servisse a non ripetere gli errori, mentre vedo che c'è un gusto
(che ritengo suicida) nel riproporre schemi e questioni “antiche”,
anche oltre gli obiettivi comuni, che pur ci sono e sono urgenti.
L'esempio
attuale è la questione della Superstrada PEDEMONTANA VENETA, che è
un gravissimo problema che ha già devastato il vicentino e sta
devastando il trevigiano.
Mi
pareva utile, anzi lo credo ancora e sempre di più essenziale,
riunire l'esperienza dei comitati del vicentino con quelli dei
comitati da poco nati nel trevigiano e quindi sono stato da subito
fautore di contatti con il COVEPA, che è sul tema da molti anni,
come pure mi pare essenziale avere rapporti di collaborazione con
quei partiti (M5S, SI e Pd cioè Zanoni) che sul tema non sono
proprio favorevoli tout-court all'opera.
Il
Comitato NO PEDEMONTANA di Treviso, di cui facciamo parte, ha appena
finito di fare varie iniziative sia su territorio (ad Altivole) che
in città, ma nella pattumiera di FB vedo salire una tensione che non
è giustificata solo dalla diversità di opinioni sul tema o sulle
strategie, ma da rancori più profondi, che sarà bene cercare di
dissolvere una volta per tutte.
L'alternativa
è quella di sprecare energie, non per contrastare l'opera
Pedemontana ed i suoi promotori SIS+Zaia, ma dire che “io
sono meglio di te”
o “tu sei più
venduto di me...”,
gioco che credo si facesse alla scuola materna.
Era
già successo per l'iniziativa di Andrea Zanoni che aveva fatto
gazebi dove si chiedeva di “finirla”, ma la scintilla che ha
fatto deflagrare un contrasto da tempo latente non sono state le
differenti visioni sui percorsi alternativi, né le diverse strategie
di contrasto dell'opera, ma alcune considerazioni di metodo ed
opportunità su un'iniziativa del CSO Django nei confronti della Lega
Nord alla periferia di Treviso.
E'
ben vero che il CSO Django è libero di “desalvinizzare” tutto
quello che vuole quando vuole, ma dovrebbe porsi almeno la domanda se
è opportuno farlo il giorno prima del referendum, quando Salvini non
è nemmeno in loco e prima di un un incontro con tutti i Comitati che
avrebbe meritato migliore copertura di stampa, visto il tenore dei
relatori e degli intervenuti.
Si
è preferito (cioè quelli del CSO Django hanno preferito) una loro
specifica iniziativa rispetto al progetto costruito da tutti e così
la visibilità mediatica (con tutti gli stravolgimenti che usualmente
vengono fatti in questo caso) è andata alla desalvinizzazione.
Un
volantinaggio con fumogeni, nella sostanza innocuo, è passato come
un assalto all'OK Corral per i media, ma questo è un dato che va
considerato, per cui le azioni (anche le più sacrosante) devono poi
sottostare a queste regole (non giuste), ma che ci sono e ci sono
sempre state.
Tutti
i soldi messi da Zaia nella propaganda al referendum sono andati ai
media locali, mica in beneficienza e quindi questo è il logico
ritorno...
Direi,
a posteriori, quindi che l'iniziativa del CSO Django, per quel che
riguarda il convegno sulla Pedemontana, è stato un grandissimo
autogol, anzi una doppietta di autogol nel miglior stile di Niccolai,
mitico difensore dle Cagliari anni '80.
Stupirsi
quindi delle critiche e reagire in modo piccato (“siamo solo noi
quelli che hanno il coraggio di attaccare la Lega...” o di fare
certe “azioni”) non mi pare un buon modo di condividere un
percorso, ma, come spesso accade (e come mi dicono è sempre accaduto
in passato) è il modo che dà fastidio e fa sembrare quasi ricercate
queste coincidenze (che per me restano solo stupide coincidenze, che
però fanno la storia e le storie).
Se
vogliamo chiarire sia questo che il passato, anche remoto (Dal Molin
e non so che altro), siamo pronti ad un confronto con tutti da Zanoni
al COVEPA, ai Beati Costruttori di Pace fino a tutti i centri sociali
del mondo, altrimenti saranno inevitabli le divisioni ed i distinguo
perchè nessuno accetta di fare un percorso con chi ti tira, a forza,
su una strada, che consideri non fruttuosa.
Non
vuole essere un discorso paternalistico, né da buon padre di
famiglia, ma un discorso di chiarezza perchè siamo tutti amici, ma
la politica si fa e si pratica per avere dei risultati nel breve1,
medio e lungo periodo.
Altrimenti
si fanno provocazioni, azioni, flash mob, contestazioni: tutto bello
e sacrosanto, ma ricordando che a Treviso non è mai stato questo non
è mai stato un buon viatico per nulla che abbia un seguito rilevante
perchè la città è molto borghese e piccina e non da oggi.
Sono
disconsi triti e ritriti, sentiti mille volte, che si possono fare
per i comitati come per la sinistra in generale.
Non
è ora di risolvere la questione una volta per tutte con onerstà
intelettuale e senza vecchi pregiudizi?
Fatemi
sapere perchè cose da fare ce ne sono molte e non è detto che
dobbiamo farle per forza insieme.
Con
cordialità e rispetto.
p.
la sezione di Treviso
il
presidente
Romeo
Scarpa
1Che
a noi ed a me in particolare non interessa
sabato 21 ottobre 2017
I LAVORI SUL PONTE DELLA PRIULA: COSI' TUTELIAMO LA NOSTRA STORIA?ASO?
Il fatto che un'altra GRANDE OPERA sia al 5% di avanzamento dopo 7 mesi dall'inizio dei lavori, la dice lunga sulla qualità del progetto.
Di questo passo la mitica impresa CARENA (quella che tentà di costruire il Teatro della Fenice e poi venne caciata - ma lì lavora solo GRIGOLIN) arriverà al 12,14%!!
Se proseguono di questo passo si finirà nel.....2022!!
La realtà dei fatti non è che ci sono sorprese progettuali, ma ERRORI perchè:
1) è noto che un ponte sul Piave bombardato dovesse essere sottoposto a bonifica bellica
2) doveva essere noto che siamo in un'area di tutela archeologica mentre nemmeno ci sono i documenti base e si era avvisata la competente Soprintendenza che è arrivata solo dopo essere stata chiamata da Diotisalvi Perin e dal Museo del Piave
3) sono stati danneggiati (rimosse) senza assistenza archeologica i pali di fondazione del vecchio ponte in legno, fatto che se compiuto da un privato comporta sanzioni penali
4) non si è considerato che il PONTE è un monumento storico e non può essere radicalmente alterato, anche se la Soprintendenza ha dato parere favorevole (senza capire bene cosa fanno, secondo me)
Si dimostrerà nell'incontro del 25-10 p.v. a Santa Lucia non si tratta di un intervento si RESTAURO, ma si modifica sostanziale dello schema statico del ponte originario che diventa un impalcato misto con piloni e struttura metallica di impalcato,
La viabilità transitoria creerà il caos...
Ci sono voluti 40 anni per fare questo intervento (mi dicono alcuni), ma se questo è il risultato potevamo aspettare ancora altri 40 anni...
IL “NON-AMBIENTE” VENETO appunti per assemblea popolare per democrazia e uguaglianza
Elencare
“cosa fare” nella provincia di Treviso in tema di AMBIENTE
si potrebbe liquidare in pochissime righe perchè basterebbe
osservare la realtà che ci circonda.
Il
Veneto e la provincia di Treviso sono storicamente rappresentati dal
Tiepolo e dai vedutisti veneti, ma oggi questi stessi artisti
troverebbero gravi difficoltà a ritrovare uno di quei luoghi tipici
ed armonici da loro rappresentati 500 anni fa!
Il
Veneto si è imbruttito/abbruttito barattando il suo ambiente,
fertile e ricco di acque, con il miglioramento della condizione
economica dei suoi cittadini.
Questo
ha una base storico-antropologica perchè il Veneto è sempre stato
(ed è) caratterizzato da forte individualismo, dal legame fortissimo
con la terra (agricoltura) e da elevate differenze di reddito tra i
suoi cittadini (signori/contadini).
Un
cittadino veneto si sente sempre “povero” (di soldi) e mai di
cultura; anzi spesso si fa vanto del suo successo
nell'intraprendere, anche in assenza di basi culturali di
spessore.
Grandi
lavoratori con grandi successi economici, ma scarsissimo impatto, per
esempio, nella rappresentanza politica nazionale; dobbiamo tornare
alla vituperata Prima Repubblica per trovare nomi veneti di rilievo
politico in Parlamento...
L'ambiente
veneto (trevigiano) è stato sempre sfruttato senza considerare i
costi generali di questo struttamento con una miopia suicida; anzi
quasi sempre il grande vantaggio (nascosto) del successo del “fare
del nord-est” è basato sull'aver azzerato questi costi ambientali,
che ora riemergono prepotentemente come costi sociali.
Gli
esempi di questi effetti negativi di questo sessantennale modello di
sviluppo sono molteplici:
- inquinamento delle acque da PFAS nel vicentino per fabbriche
- inquinamento delle acque per avre creato discariche in zone di risorgiva
- spreco di territorio per dispersione delle costruzioni civili ed industriali
- impoverimento e deterioramento dei beni comuni (fiumi, terra, aria, fauna flora) per agricoltura intensiva e monocolture, uso molto prevalente trasporto su gomma, sfruttamento, per esempio, della ghiaia e dell'energia idroelettrica, ecc..
Il
Veneto e la provincia di Treviso sono ciechi; in
sostanza non vedono la realtà che ci circonda o meglio,
la vedono con gli occhiali del “progresso lineare illimitato”..
Non
sono più abituati (o non hanno mai voluto?) vederla com'è veramente
e si sono abituati ad un contesto che è radicalmente mutato, ma per
loro resta un contesto
indifferente.
L'ambiente
che ci circonda e che ci fa vivere diventa una risorsa inesauribile e
che non costa nulla a chi la utilizza per i suoi legittimi profitti
privati.
E'
sufficiente che l'agire dell'homo aeconomicus veneticus dia un
risultato
economico positivo in termini finanziari (schèi) o in termini
vagamenti sociali (più lavoro, ma senza dire quale tipo di lavoro)
per accettare qualsiasi compromesso sull'ambiente.
Un
esempio è quello dei Consorzi
di Bonifica,
che gestiscono i cordi d'acqua secondari per scopi principalmente
irrigui.
La
governance di questi 10 enti nel Veneto è praticamente in mano agli
agricoltori, che diventano quindi gestori del bene comune “acqua”
per il loro scopo statutario senza che altri organismi o enti
difendano l'interesse dell'acqua stessa, cioè dei fiumi o delle
risorgive.
Il
paradosso è che i Consorzi di Bonifica si atteggiano e comportano da
“padroni dell'acqua”, vedendo solo un lato del problema (quello
dell'agricoltura) perchè, per prassi consolidata ed assentita
tacitamente dal potere politico1,
non vedono altro.
Secondo
quanto dichiarano in pubblico i loro referenti tecnici2,
ci sarebbe “contesa” tra il mondo agricolo e le associazioni
ambientaliste per la risorsa “acqua”, visto i primi la dichiarano
insufficiente per la superificie agricola da irrigare ed i secondi
invece reclamano il Deflusso Minimo Vitale3!
Ci
sono due insopportabili distorsioni in questo ragionamento:
- il diritto del bene comune “fiume” (o “risorgiva” o “falda”) viene messo allo stesso livello dell'interesse di una categoria ad irrigare il suolo per il suo profitto4;
- è totalmente assente il potere politico pubblico che dovrebbe regolare l'uso compatibile e sostenibile di questa risorsa mediante le varie leggi che esistono e non sono applicate
Noi
riteniamo che sia l'agricoltura che si deve adattare alla
disponibilità di acqua del fiume e non viceversa!
Questo
adattamento è logico e costituzionalmente garantito dall'articolo 42
della Costituzione perchè la proprietà e l'interesse privato sono
cedevoli rispetto all'interesse pubblico.
E
non si tratta di banalizzare la questione, coem fa qualche
professorone universitario, dicendo che si vogliono salvare i pesci e
le alghe, ma si tratta di capire che salvaguardare la risorsa “acqua”
è salvaguardare la vita, come chiaramente dice anche il Papa nella
sua ultima enciclica.
Dire
che l'acqua è insufficiente per la superficie coltivabile non è
solo una scemenza, ma è un bugia che copre un vero e proprio “furto
di un bene comune,
visto che non si parla di quali colture si stiano mantenendo (per
esempio il mais), né di quali sprechi ci sono per pozzi abusivi e
irrigazione mediante canalette invece che con sistemi più
conservativi5.
Il
Presidente del Consorzio Piave dice che servono 300 milioni di euro
per razionalizzare il sistema: bene e dove sta il problema in una
Regione che spende 15 milioni di euro per un referendum consultivo e
12 miliardi di euro in 39 anni per una infrastruttura6
che non serve?
Il
principale del Veneto e della provincia di Treviso è che questa
realtà non la si vuole vedere perchè fa comodo non vederla, in
quanto il principio regolatore di tutto è sempre stato l'interesse
personale, che da noi si sintetizza con una parola: “SCHÈI”.
La
piena condivisione di questo “dogma” del Nord-Est è totale e
trasversale.
Sono
stati tutti coinvolti e complici: partiti di destra-sinistra-centro,
sindacati ed imprenditori, commercianti e clienti cioè portatori di
interesse che dovrebbero naturalmente avere interessi di categorie
differenziati con la complicità totale ed assoluta del potere
partitico, che ha fatto dell'ambiente una merce di scambio
elettorale.
In
termini generali porre la questione AMBIENTALE nel Veneto (ma non
solo) significa porre chiaramente la QUESTIONE
DEI BENI COMUNI e
dei limiti che devono esistere ed essere praticati in una società
che vuole essere più equa e solidale ed avere un futuro e non solo
il portafoglio pieno.
Gli
esempi pratici di questo principio sono molti ed evidentissimi
problema
|
risorsa
|
“ladro”
|
“complice”
|
danno
|
Minicentrali
idroelettriche
|
acqua
|
ENEL
e gestori finto sostenibili
|
Regione
Veneto e Province
|
I
torrenti del bellunesi sono infestati da questi impianti anche in
zona SIC ZPS; DMV mancate per 10 km su 15km mediamente
|
Diga
di Valle di Cadore - svaso
|
acqua
fauna
ittica
flora
|
ENEL
Greenpower et similia
|
Ministero
tramite Ufficio Dighe di Venezia
|
Il
torrente Boite è stato “asfaltato” per circa 10-12 km
uccidendo ogni forma di vita vegetale ed animale per circa 10 anni
|
Diga
di Valle di Cadore - interramento
|
acqua
fauna
ittica
flora
rischio
idrogeologico
|
ENEL
Greenpower et similia
|
Ministero
tramite Ufficio Dighe di Venezia
|
La
diga verrà a breve dismessa perchè interrita dai sedimenti. Dopo
aver usato il territorio per 60 anni, Enel BadGreenPower lascia
tutto e se ne va senza alcun ripristino
|
Dighe
di Centro Cadore
|
Acqua
fauna
ittica
flora
suoli
|
ENEL
e fabbriche anni '60
|
Ministero
tramite Ufficio Dighe di Venezia
|
Le
dighe del centro Cadore sono piene di sedimenti inquinati da
metalli pesanti, argento per le attività impattanti degli anni
'60. Nel 2020 ENEL deve mollare la concessione. Lascerà la mina
allo Stato come al solito?
|
Ghiaia
della Piave
|
Biodiversità
rischio
idrogeologico
|
Consorzio
Cavatori
|
Regione
Veneto e Genio Civile
|
Si
continua a scavare in alveo modificando la morfologia del fiume;
non si scava fuori alveo perchè “non economico” peri cavatori
che preferiscono materiale pulito da non selezionare
|
Vigneti
prosecco
|
Biodiversità
aria
suolo
|
Consorzio
Tutela Prosecco
|
Regione
Veneto
|
L'estensione
della DOC è chiaramente un scambio elettorale tra i produttori
(soprattutto piccoli) che vengono beneficiati da quote di impianto
da 1 ettaro; pesticidi diffusi.
Si
vorrebbe anche l'inserimento dell'elenco dlel'Unesco per poter
vendere ancora di più e fare soldi con il turismo
|
Cave
|
acqua
suolo
|
Cavatori
Consorzi
Rifiuti
|
Provincia
Regione
Veneto
|
Si
sono create cave in terreni ghiaiosi e ci sono fenomeni di
inquinamento da mercurio perchè sono inquinate le risorgive
|
PFAS
e altro
|
Acqua
suolo
|
Industrie
concerie
|
Regione
Veneto
|
Scarichi
illegali di inquinanti molto pericolosi soprattutto nel vicentino
|
Supestrada
Pedemontana Veneta
|
Suolo
aria
|
SIS
|
Regione
Veneto
|
Progetto
di finanza per 95km di superstrada che costerà in 39 anni circa
12 miliardi di euro
|
Carenza
fognature
|
Acqua
biodiversità
|
Comuni,
in primis quelli del bacino del Sile
|
ATS
et similia
|
Gli
allacciamenti sono ad un livello medio del 30% per cui ci sono 7
veneti su 10 che hanno sistemi locali di depurazione (poco
efficienti).
I
deputatori sono progettati per acque nere ma ricevono acque miste
e quindi molto spesso devo bypassare tutto “tal quale”...
|
Edificazione
diffusa
|
Suolo
aria
|
cittadini
|
Comuni
Province Regioni
|
E'
stato costruito in modo sostanzialmente utilitaristico e senza
progrmmazione con deroghe e Piani Casa oltre a leggi per costruire
in zona agricola e condoni.
La
legge sul contenimento del consumo del suolo del Veneto è una
burla
|
Centri
Commerciali
|
Aria
suolo
|
Grandi
marchi distribuzione
|
Regione
Veneto
|
I
centri commerciali ormai assediano qualsiasi centro storico ed
hanno sostanzialmente ucciso il commercio locale
|
Agricoltura
intensiva
|
Acqua
suoli
biodiversità
|
Conf.
Agricoli
|
Consorzi
Bonifica
Regione
Veneto
Genio
Civile
|
Utilizzo
di colture che necessitano motta acqua, spreco di acqua con
sistemi di irrigazione a canaletta o a pioggia, uso diserbanti e
fitofarmaci.
Pozzi
abusivi non censiti né sanzionati, ma tollerati
Il
fiume PIAVE nel medio corso è privo di acqua per molti mesi
all'anno.
|
Mobilità
su gomma prevalente
|
Aria
suolo
|
cittadini
|
Regione
Veneto
|
Carenza
strutturale di programmazione ed investimenti su mobilità diversa
|
Insufficiente
pedonalizzazione
|
Aria
suolo
|
Comuni
|
Regione
Veneto
|
Carenza
di visione per la pedonalizzazione progressiva dei centri storici
e carenza di parcheggi scambiatori sulla cinta esterna; PUT che
drenano traffico verso il centro invece di gestirlo (Treviso ha
40mila auto al giorno attono alle Mura di Frà Giocondo)
|
Gestione
parchi regionali e provinciali
|
Biodiversità
aria
acqua
|
Enti
Parco
|
Regione
Veneto
|
Gestione
partitica e clientelare degli enti parco che sono serviti come
“centri di spesa” per interessi di partito o per favori a
privati
|
Zone
industriali
|
suolo
|
Comuni
|
Regione
Veneto
|
Ogni
Comune ha svenduto il suo territorio per incassare oneri
concessori dopo che è stato tolto il vincolo di scopi per gli
oneri concessori.
Ci
sono migliaia di metri quadri a destinazione industriale dismessi
|
Aeroporti
|
Aria
suolo
acqua
|
SAVE
AERTRE
|
Ministero
Regione
Veneto
|
Aeroporti
cresciuti a dismisura a ridosso di centri abitati tipo Aeroporto
Canova che costeggia il fiume Sile (zona SIC ZPS) e assedia
l'abitato di Quinto con vari progetti di ampliamento finora
bocciati. Limiti massimi imposti mai rispettati.
|
Edilizia
inutilizzata o sottoutilizzata
|
suolo
|
Comuni
privati
|
Regione
Veneto
|
Molti
edifici sono vuoti o non affittati senza programmi di recupero e
senza nemmeno incentivi alla demolizione o efficientamento;
carenza di alloggi per categoria più deboli
|
Riteniamo
quindi che un programma di RIGENERAZIONE
AMBIENTALE
debba partire dalla presa d'atto e condivisione di alcuni principi e
valori cardine, che ritengo siano declinati dagi articoli 9-33-34
della nostra Costituzione e dalla sintesi dal concetto di “ecologia
integrale” come spiegato da Papa Francesco nella sua ultima
enciclica:
“L'ecosistema
Terra diventa un insieme organico da rispettare, a cui appartiene
l'Uomo come parte essenziale,c che non deve dimenticare di essere
parte di un Tutto, soggetto a limiti e soprattutto con la
responsabilità di tutelare i beni comuni”
Se
partiamo da questo principio base possiamo verificare e capire se le
varie azioni sono realmente sostenibili ed ambientalmente compatibili
oppure (come sempre più succede) oppure se sono dei camuffamenti per
perpetuare la solita logica di sfruttamento senza criterio
dell'ambiente a danno dei beni comuni.
La
sceltà non è tra demonizzare il business e scegliere la vita
bucolica, ma nell'agire in modo onesto ed etico per migliorare la
condizione di vita delle persone, senza però danneggiare la vita
dell'ambiente circostante e la vita nel futuro.
Confido
che altri vorranno commentare ed integrare o contestare questa nostra
opinione per avviare un dibattito fruttuoso e con una visione di
prospettiva dell'ambiente, che, in fondo, siamo anche noi... e non
solo noi.
note
1Il
meccanismo di elezione dei rapprentanti dei Consorzi è chiaramente
sbilanciato a favore degli agricoltori ed i partiti si impegnino
perchè ci siano le persone “giuste” ai posti “giusti”...
2Esperienza
personale di giovedì 18-10-2017 ad un corso presso Ordine Ingegneri
Venezia
3Che
a breve diventerà il Deflusso Ecologico
4E
per i posti di lavoro, il PIL, bla bla bla...
5Irrigazione
localizzate e temporizzata
giovedì 5 ottobre 2017
PEDEMONTANA: IL CLOSING SI ALLONTANA...
CONFERENZA
STAMPA
SABATO 7
OTTOBRE 2017 ore 11
Egregi
tutti,
la
questione della Pedemontana, che non è né semplice né chiara,
continua ad ingarbugliarsi ed il closing continua ad allontanarsi
mentre il tempo passa...
I
nostri “amici” della Regione Veneto continuano a giocare con una
presunte autonomia che già hanno, ma continuano a “non vedere”
tutte le illeggittimità che questo procedimento di questa GRANDE
INUTILE OPERA!!
Per
spiegare l'ultimo esposto presentato relativo alla NULLITA'
DEI DECRETI DI ESPROPRIO
e per le DIFFORMITA'
DEL TRACCIATO,
vi aspettiamo SABATO
9 OTTOBRE 2017 ore 11
presso la sede di ITALIA NOSTRA Treviso.
Annunceremo anche il programma del prossimo convegno del 21-10-2017 sulla Pedemontana che si terrà a Treviso
Cordiali
saluti
p.
la sezione di Treviso
il
presidente
Romeo
Scarpa
POST
SCRIPTUM
Alle
ore 11.30 saranno presso la nostra sede anche Gianluigi SALVADOR e
Massimo Marco ROSSI del gruppo DNA (raggruppamento associazioni
ambientaliste) per esporre la loro opinione sul prossimo FLASH MOB
DEL RADICCHIO cioè il REFERENDUM PER L'AUTONOMIA CHE C'E' GIA'...
REFERENDUM
22-10-2017 LA VOCE DEL NO O DI CHI VA AL MARE..
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