"Ogni cosa era piu' sua che di ogni altro perchè la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini, o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato." (Mario Rigoni Stern)

lunedì 3 maggio 2021

IL PARCHEGGIO EX PATTINODROMO COME FARE UN PROGETTO CHE NON SIA UN DISASTRO…

 

Gli ambientalisti sono sempre criticati perché dicono sempre solo NO e non danno proposte?

Ecco un’idea, che non sarà bellissima, ma ha tre pregi:

a)    non pregiudica per sempre la possibilità di ripristinare il sistema bastionato nell’area dell’ex Pattinodromo

b)    consente di continuare ad usare un’area per parcheggio visto che il sistema di trasporto pubblico sostanzialmente non esiste

c)    garantisce di poter fare i lavori in tempi certi se fossero pensati in modo corretto ed innovativo

 

1.    UN PARCHEGGIO “NON E’ PER SEMPRE”…

Un parcheggio non è un gioiello che regali “per sempre” alla tua “bella” città.

 

Il parcheggio che la giunta Manildo ha concordato con Parcheggi Italia e che la giunta Conte porterà (forse) a compimento è un progetto IRREVERSIBILE, che fa ridere perché:

·       finge di preservare le Mura con una parete libera (o vetrata?) nell’interrato che è una cazzata a tutto tondo… Avete mai visto come si riduce un vetro in un luogo pubblico? La falda chi la contiene?

·       finge di fare un prato sopra il parcheggio, ma sopra un’area cementata si potrà al massimo mettere erba sintetica…. Considerando il livello normale di manutenzione di Treviso scommetto che in 5 a ni sarà tutto asfaltato per fare anche un a parcheggio a raso. Abbiamo il coraggio di dirlo ora!

 



 

2.   STRUTTURA DEL PARCHEGGIO PROPOSTO OGGI

Il parcheggio come proposto ed approvato oggi è un manufatto in cemento armato cioè una scatola con fondo, pareti e coperchio che viene interrato nell’area. Sono muri da 50cm con solette da 50-75-100cm che mai più nessuno rimuoverà e che distruggeranno i resti archeologici, ma soprattutto la possibilità di riproporre una continuità del progetto di Frà Giocondo.

 





Ecco una sezione di come sarà il “nuovo” parcheggio che propongo di intitolare ai nostri valenti politici: Gobbo+Gentilini+Manildo+Conte.

 

 



 

Fare un parcheggio così è una truffa perché il rendering proposto è un’illusione. Ma nel Paese che ha creduto che Ruby fosse la nipote di Mubarak e dove uno prima è per la Padania Libera ed ora supporta l’Europa, tutto è…. possibile, ma soprattutto creduto dai cittadini che votano sempre gli stessi.

 

3.   UNA CONTROPROPOSTA SEMPLICE E MENO COSTOSA

Vogliamo ragionare sul “cosa fare” senza fare danni?

Ecco una possibilità che costa meno, ha meno impatto definitivo e consente l’uso a parcheggio com’è oggi.

Non è una “bella” soluzione estetica, ma nemmeno l’attuale parcheggio lo è.

 

Si tratta di fare uno scavo di circa 2m con controllo archeologico, che serve da studio del sistema bastionato e consente di capire cosa c’era con precisione. Uno scavo esteso che darebbe lavoro a giovani archeologi e sarebbe un lustro culturale per la città, che tiene alla sua memoria.

 

Poi si tratterebbe di fare un piano carrabile un po’ meglio di oggi, ma non tutto impermeabilizzato al 100% che abbassi il livello del parcheggio.

Meno scavo, meno cemento armato… stessi posti auto, ma soprattutto nel futuro si potrà eliminare con facilità.

 



 

Fate un sforzo… provate a capire… Non è meglio fare così?

Posso anche regalare l’idea al geom. Conte e fargli prendere il merito….

Dai coraggio...

 

4 4.  LAVORI CERTI IN TEMPI CERTI E SENZA PENALI

Andando più sul tecnico, arriverei a proporre anche la modalità di appalto per rendere meno “rischiosa” la parte archeologica.

 

A mio modesto giudizio (che non sono un dirigente pubblico) dovrebbe essere fatto un primo appalto per lo scavo con controllo archeologico, che ha costi e tempi che possono essere diversi in funzione di quello che si ritrova.

Magari opportuno sarebbe dare una seria analisi dell’area con georadar e commissionare una ricerca storica affidabile per capire come si è evoluta l’area.

Un simile approccio incontrerebbe il favore totale dei tecnici della Soprintendenza ed anche di tutti i comitati ambientalisti.

 

Dopo tale fase 1, si sarà capito bene cosa c’è là sotto e saranno emersi (nel vero senso della parola) anche i problemi idraulici, cioè il livello e la “potenza” della falda superficiale.

 

Si potrà quindi passare alla fase 2 con un progetto calibrato su misura per la specifica situazione realizzando un piano ribassato di circa 2 metri per il nuovo “vecchio” parcheggio.

Non sarà il progetto più bello del mondo a livello estetico perché passeggiando sulla Mura si vedranno sempre i tettucci delle auto, ma non sarà nemmeno un inganno come quello del rendering, dove l’area verde è destinata a degradare in poco tempo.

 

Ripeto: non è un’idea fantastica, è solo una proposta prudente, che non vuole lasciare in eredità  ai posteri centinaia di metri cubi di calcestruzzo da demolire se mai si vorrà in futuro valorizzare il sistema bastionato.

 

5.  MA I COSTI?

Ah, dimenticavo l’obiezione prima dei mega politici: “Bravo, ed i costi per fare la fase 1?”

Preciso che le prescrizioni della Soprintendenza sul progetto di cemento armato già prevedono che lo scavo sia con assistenza archeologica e che si debba obbligatoriamente valutare come modificarlo, se i reperti saranno di valore (vedi area ex Provincia).

Ricordo inoltre che ci saranno finanziamenti per lavori simili con il Recovery Plan, che sarebbe meglio usato qui rispetto a Terraglio est, IV lotto o trenino verso Cortina…

 

E’ questione di volontà politica e di capacità di visione, cose che purtroppo ritengo non esistano.

 

Treviso, 12 aprile 2021

anno I della primavera in lockdown

                                                                       Romeo Scarpa

 

 

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